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Archivio per il tag “TUMORI”

CRITICHE AL SINDACO PORTOBELLO, ASSOLTO IL BLOGGER PINO CIAMPOLILLO

Un ringraziamento lo esprimo agli amici Avvocati Fabio Falcone e Giuseppe Caltanisetta , grazie al loro impegno e alla loro alta professionalità, mi si è giuridicamente visto riconosciuto il diritto ad esprimere liberamente il mio pensiero critico contro ogni forma di illegalità e di gestione affaristico-clientelare della Cosa Pubblica.

 

Un ringraziamento particolare lo rivolgo a mio figlio Marco e mia moglie Angela (dipendente del Comune di Isola), con grande senso di responsabilità e di amore, ha dovuto subire nel tempo ed in silenzio, una serie interminabile di umiliazioni e di violenza psicologica (esercitata dai “dimissionati” amministratori) che hanno messo a dura prova la granitica forza della nostra famiglia. Grazie Amore








“ … Noi crediamo nella virtù rivoluzionaria della
cultura che dona all’uomo il suo vero potere ”.

 

 

 

 

 

 

 

 

DECRETO SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE ISOLA DELLE FEMMINE

CRITICHE AL SINDACO PORTOBELLO, ASSOLTO IL BLOGGER PINO CIAMPOLILLO
BRUNO, CIAMPOLILLO, DIFFAMAZIONE, ENEA VINCENZO, LA CUPOLA
DELLA POLITIKA A ISOLA DELLE FEMMINE, MAFIA, MATASSA, PALazzotto, POMIERO,
PORTOBELLO, SEMNTENZA 648 2014, VOTO DI SCAMBIO,

CRITICHE AL SINDACO PORTOBELLO, ASSOLTO IL BLOGGER PINO CIAMPOLILLO

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ISOLA DELLE FEMMINE Mafia: Crocetta, entro giugno firma per Giardino della memoria

Strage di Capaci, Tina Montinaro: «Basta antimafia da parata»

Tina Montinaro dice basta all’«antimafia da parata» dei politici. «Che dicano chiaramente Non ce ne frega un accidente della memoria di quel giorno, di rendere onore al sacrificio di cinque persone morte mentre servivano lo Stato”»

Tina Montinaro

Tina Montinaro, la vedova di Antonio Montinaro, il caposcorta di Falcone ucciso nella strage di Capaci e presidente dell’associazione Quarto Savona Quindici, in una nota bacchetta le istituzioni e la classe politica regionali: «Anche quest’anno le istituzioni regionali e la classe politica siciliana si sono contraddistinte per il manifesto disinteresse verso la memoria diAntonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Di Cillo, i tre poliziotti morti il 23 maggio del 1992 sull’autostrada A29, insieme al giudice Giovanni Falcone e a sua moglie Francesca Morvillo. Ci auguriamo – scrive Tina Montinaro – che, per conservare un briciolo di coerenza e onestà intellettuale, non sfoggino la solita retorica del ricordo, buona solo a far passerella sul palcoscenico dell’antimafia parolaia». La vedova Montinaro sottolinea come sia dal 2012 che «si attende che partano i lavori per la realizzazione del Parco della memoria Quarto Savona 15, quello spazio che doveva nascere sul tratto della A29 che collega Capaci a Palermo dove è avvenuto l’attentato e in cui avrebbe potuto trovare una degna collocazione il relitto dell’auto su cui viaggiavano mio marito Antonio, Vito e Rocco. Avevamo avuto l’assicurazione dall’allora governatore Raffaele Lombardo che ci sarebbero stati i finanziamenti, ma oggi non si trova nè la delibera promessa nè i finanziamenti, ai quali avrebbe partecipato anche l’Anas». Le risposte mancate, non riguardano soltanto il precedente governatore della Sicilia. Tina Montinaro spiega di aver chiesto «più volte all’attuale presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, di incontrarmi per fare chiarezza ma è stato tutto inutile, come vane sono state le rassicurazioni di molti politici, pronti, solo a parole, a farsi promotori dell’avvio dei lavori».
La vedova del caposcorta di Giovanni Falcone, se questi sono i risultati dell’interesse della politica a perseguire un percorso della memoria, chiede ai politici di dire chiaramente «”Non ce ne frega un accidente della memoria di quel giorno, di rendere onore al sacrificio di cinque persone morte mentre servivano lo Stato”. Sarebbe quanto meno un atto di coraggio».

http://100passijournal.info/strage-di-capaci-tina-montinaro-basta-antimafia-da-parata/

Mafia: Crocetta, entro giugno firma per Giardino della memoria








Palermo, 21 mag. – (Adnkronos) – “I lavori di riqualificazione del Giardino della memoria ‘Quarto Savona Quindici’ sono stati già definiti il 5 marzo scorso con il direttore compartimentale dell’Anas e con il commissario straordinario di Isola delle Femmine, Matilde Mulé”. Così il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, risponde a distanza a Tina Montinaro, presidente dell’associazione Quarto Savona Quindici e moglie di Antonio Montinaro, caposcorta del giudice Giovanni Falcone, ucciso nella strage di via D’Amelio. Oggi la vedova dell’agente di scorta aveva denunciato il mancato avvio dei lavori del Parco della Memoria ‘Quarto Savona 15′, che sarebbe dovuto nascere sul tratto della A29 tra Capaci a Palermo, teatro dell’eccidio. I lavori sarebbero dovuti iniziare nel 2012, denuncia Montinaro. Adesso dal governatore Crocetta arriva la rassicurazione. La Regione, infatti, ha recuperato lo stanziamento dell’importo necessario, pianificato con il direttore Tonti dell’Anas “le modalità di realizzazione e la sinergia da attuare”. I primi di giugno la convenzione sarà sottoscritta dallo stesso presidente della Regione, dal Comune di Isola delle Femmine, dal prefetto di Palermo e dal direttore regionale dell’Anas. L’intervento per la realizzazione del nuovo parco urbano “Quarto Savona Quindici” ovrà essere concluso entro 90 giorni dall’affidamento dei lavori. “E’ di tutta evidenza – conclude Crocetta – che l’impegno e l’azione dell’amministrazione regionale e di questo governo, restituire non soltanto il doveroso decoro ad un luogo simbolo per tutta la Sicilia e l’Italia, ma anche conservare e rinnovare ogni giorno la memoria di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e tutti gli uomini uccisi barbaramente dalla mafia, dando anche il giusto riconoscimento alle famiglie per il loro doloroso sacrificio”.
(21 maggio 2014 ore 17.16)
http://palermo.repubblica.it/dettaglio-news/-/4502818





IL 24 MAGGIO 2013 SUCCEDEVA………..

 

capaci-auto-commemor

 

La delusione della vedova Montinaro: “Solo al Nord vogliono l’auto della strage”

La blindata sarà esposta in quaranta comuni tra Emilia Romagna e Veneto

di Romina Marceca – 24 maggio 2013

Sono gli indignati delle commemorazioni. Stanchi delle parate ufficiali, delle «frasi di circostanza e delle «lacrime a orologeria». Dal magistrato alla vedova dell’agente di scorta e fino ai poliziotti che, dopo le cerimonie, si ritrovano a combattere contro i tagli previsti dallo Stato.

 

Tina Martinez, vedova di Antonio Montinaro, il caposcorta del giudice Falcone, per la prima volta non ha partecipato a Palermo alle commemorazioni della strage di Capaci. Prima di salire sull’aereo per Verona si è sfogata: «È una vergogna. Sarò in giro tra 40 comuni del Veneto e dell’Emilia per esporre la macchina blindata recuperata dal luogo della strage e che a Palermo nessuno vuole. Da due anni lotto per ottenere un giardino della memoria a Isola delle Femmine, mi è stato risposto che in quel Comune ci sono state infiltrazioni mafiose». Replica il commissario straordinario Vincenzo Covato: «La pratica non è chiusa ed è all’esame della commissione straordinaria».


«Nessuno in Sicilia mi ha invitata alle commemorazioni e invece al nord hanno finanziato il viaggio dell’auto per commemorare i nostri morti», aggiunge Tina Martinez, fondatrice dell’associazione «QuartoSavonaQuindici », dalla sigla della squadra che proteggeva Falcone. «Dopo 21 anni — dice — non abbiamo un’unica verità e restano solo la retorica e le parate ufficiali. I giovani sono la mia ultima speranza, per questo vado nelle scuole».


Anche il giudice Piergiorgio Morosini non ha partecipato alle commemorazioni. Ieri era nel suo ufficio del Tribunale tra le carte del processo sulla presunta trattativa Stato-mafia. «Su Capaci ci sono ancora pezzi mancanti e la verità giudiziaria venuta a galla finora è una verità parziale. Questo non è rassicurante in uno Stato democratico. Penso che trascorrere anche queste giornate di ricordo al proprio lavoro è il modo migliore per onorare la memoria dei nostri caduti. Sarebbe bene mettere da parte i gossip sui processi e dedicarsi invece agli eventi di cui i processi si occupano».


Antonio Ingroia, invece, ha scritto su Facebook: «Ricordo Giovanni Falcone sempre, perché è stato uno dei miei maestri. Provo amarezza perché nell’anniversario lo piangono tutti ma poi i suoi insegnamenti e i suoi moniti a vigilare sulle collusioni tra affari, politica e criminalità organizzata vengono sistematicamente dimenticati».


Ieri alla caserma Lungaro, per la deposizione della corona di fiori, erano pochi i parenti dei tre agenti di scorta uccisi nel 1992. Tra questi c’era Alba Terrasi, convivente di Rocco Dicillo: «Si ricorda e si prova rabbia per quella verità che non arriva». Indignati anche i sindacalisti della polizia. «Ai vivi chi ci pensa? — si chiede Mimmo Milazzo, segretario generale Consap — Lo Stato sta decidendo di alzare l’età pensionabile e mancano i mezzi». «L’ultimo taglio — aggiunge Giovanni Assenzio, segretario generale Siulp — è di duemila ore di straordinario. Il reparto scorte ha metà delle blindate ferme e da dicembre non viene pagato lo straordinario “Emergenza Africa” ai poliziotti del reparto mobile».


La Repubblica

 

TINA
MONTINARO LA MAFIA A ISOLA è SEMPRE ESISTITA

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2012/05/tina-montinaro-la-mafia-isola-e-sempre.html

20 ° anniversario della strage di Capaci.

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2012/05/20-anniversario-della-strage-di-capaci.html

Noi
e la paura, lettera a Giovanni Falcone

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2012/05/noi-e-la-paura-lettera-giovanni-falcone.html

“S”
maggio 2012 L’ISPEZIONE
A ISOLA DELLE FEMMINE ecco LE CARTE DELLO SCONTRO

 

 

VIDEO:
Il PROFESSORE. “ la notizia mi è arrivata come un fulmine a ciel sereno “



CERTO E’ COMPRENSIBILE Si fa fatica a “leggere” i fatti ciò che ci circonda quello che avviene, si fa fatica ad osservare ed interpretare la realtà, quando in genere si è occupati a fare altro……….
SUCCEDE che l’omicidio avvenuto ad Isola delle Femmine di Pietro Enea nel lontano 1982 ad oggi non abbia trovato il colpevole di quest’efferato omicidio
SUCCEDE ad Isola delle Femmine, un’area di 1.800 metri quadri (vedasi Conferenza di servizi conclusa il 29/10/2001) destinato alla rimessa e deposito del Cantiere del Raddoppio ferroviario S.I.S. sia CONCESSA da parte dell’Ufficio Tecnico Comunale d’Isola un’area di dieci volte superiore con la costruzione di un’industria di Calcestruzzi
SUCCEDE ad Isola delle Femmine, nell’ottobre del 2006, in Piazza Umberto arresto del boss latitante Salvatore Alfano importante esponente della famiglia mafiosa Della Noce
SUCCEDE che due imprenditori scompaiano da Isola delle Femmine e non ne sappia più nulla.
SUCCEDE che ad Isola delle Femmine in vari blitz dei Carabinieri e della Guardia di Finanza siano sequestrati beni appartenenti a famiglie mafiose
SUCCEDE che il territorio d’Isola delle Femmine veda la presenza di mafiosi arrestati nell’operazione ADDIO PIZZO 5
SUCCEDE che le elezioni amministrative del 2009 per Sua stessa ammissione siano inquinate per intervento della mafia. Lei si era accorto di ciò, vedasi delibera 52 dell’anno 2009.
SUCCEDE che Isola delle Femmine ad oggi 2012 non si sia dotato di un moderno Piano Regolatore Generale (è in vigore quello del 1977)
SUCCEDE un’area destinata alla costruzione di una pubblica VIA sia destinata alla costruzione di un “Parco Urbano”. Quella stessa area costruita su materiale di risulta proveniente dal cantiere del raddoppio ferroviario di quella stessa azienda che: «… i vertici della S.I.S. erano coscienti della forza di Impastato… Dalle carte dell’inchiesta… salta fuori che tanti politici, di schieramento diverso, hanno bussato alla porta della S.I.S. per piazzare operai e imprese nei cantieri» «… dal presidente dell’Ars, Francesco Cascio del Pdl, agli onorevoli Francesco Mineo (Grande Sud) e Riccardo Savona dell’Udc… dall’ex assessore del comune di Palermo Patrizio Lodato (Italia Domani) al sindaco di Isola delle Femmine, Gaspare Portobello (lista civica). (pag 6 Vicenza Più 24 giugno 2011 )
SUCCEDE che sull’attività svolta in questi ultimi anni dall’Ufficio Tecnico Comunale d’Isola delle Femmine si siano concentrate tutta un serie di denunce e disfunzioni giuridiche e burocratiche.
SUCCEDE che a ridosso della Italcementi (azienda insalubre per la salute umana e per l’ambiente) siano state permesse costruzioni di civili abitazioni, scuole, pronto soccorso e attività sportive.
SUCCEDE che l’intero territorio d’Isola delle Femmine sia in pratica massacrato dalla continua cementificazione
SUCCEDE che l’intero territorio d’Isola delle Femmine per una buona metà della Sua Sindacatura sia stato letteralmente ricoperto di MUNNEZZA
SUCCEDE Isola delle Femmine non sia mai caduta cosi in basso!
SUCCEDE per salvaguardare la democrazia la partecipazione, la legalità e la trasparenza nella gestione della Cosa Pubblica debba intervenire una Commissione Governativa
SUCCEDE che la GIOIA l’ALLEGRIA la SOCIALITA’ non abbiano più diritto di cittadinanza ad Isola delle Femmine
Il PROFESSORE l’abbiamo lasciato nella Sua “ per me la notizia è come un FULMINE a ciel sereno…”

Il PROFESSORE ricorda molto la canzone di Guccini “….. alla stazione di Bologna la notizia arrivò in u baleno un…………”

SUCCEDE! SUCCEDE! SUCCEDE! SUCCEDE! SUCCEDE!
Lei ” come un fulmine a ciel sereno ” Ci chiediamo se effettivamente si rende conto di ciò che proferisce.
TINA MONTINARO, che la realtà riesce a leggerla molto bene se non altro per i suoi trascorsi e per le sue sofferenze, informa il PROFESSORE che “ La mafia a Isola delle Femmine è sempre esistita, diciamo la verità, non è del tutto INEDITO ma le infiltrazioni mafiose sul territorio di Isola delle Femmine ci stanno da sempre, diciamo la verità, ci stanno da SEMPRE se no insomma manco le stragi facevano NO! Dico questo, insomma QUI nessuno è CRETINO”
Un suggerimento per il Consigliere di MAGGIORANZA dichiaratosi egli stesso presidio della legalita’ a Isola delle Femmine
RIFLETTA BENE sulle parole della Tina. Le saranno di conforto e di sostegno per DIMETTERSI IMMEDIATAMENTE come aveva promesso “….. NEL MOMENTO IN CUI MI RENDESSI CONTO CHE…”
n.b. Suggerisca al PROFESSORE di seguirla IMMEDIATAMENTE
Questo naturalmente in sintonia per quanto avete sempre AFFERMATO:
“Noi amiamo Isola delle Femmine”

A “Brontolo” le stragi di mafia e il ricordo del giudice Falcone

IL 26 MAGGIO 2012 SUCCEDEVA:

 

 

Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”
Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..
Pino Ciampolillo
Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale !!!!!!!!!!!!
“ Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in superficie “

 

 

Fonte http://www.livesicilia.it

Autore Riccardo Lo Verso

ISOLA DELLE FEMMINE Mafia: Crocetta, entro giugno firma per Giardino della memoria

Distilleria Bertolino: autorizzazione scaduta da due anni, chiesta la chiusura IV COMMISSIONE ‘AMBIENTE E TERRITORIO’ SED. N. 120 DEL 07 MAGGIO 2014 e la Italcementi di Isola delle Femmine ?

audizione bertolino inizia al 48° minuto  



http://www.youtube.com/watch?v=LJIrGycMPIQ&list=UUoUIsnqIdQk7en_lo26gCJQ 

 

IV COMMISSIONE ‘AMBIENTE E TERRITORIO’ SED. N. 120 DEL 07 MAGGIO 2014

Seduta n. 120 del 7.05.14 XVI Legislatura

2. Audizione relativa all’inquinamento prodotto dall’attività della distilleria Bertolino S.p.A. nel comune di Partinico (PA).



Presidente: Trizzino Giampiero (MOVIMENTO 5 STELLE).
• Malafarina Antonio (IL MEGAFONO LISTA CROCETTA).
• Ferrandelli Fabrizio (PD).
• Assenza Giorgio (FORZA ITALIA).
• Bandiera Edgardo (FORZA ITALIA).
• Cirone Maria in Di Marco (PD).
• Fazio Girolamo (MISTO).
• Foti Angela (MOVIMENTO 5 STELLE).
• Palmeri Valentina (MOVIMENTO 5 STELLE).
• Sudano Valeria (ARTICOLO QUATTRO).
• Turano Girolamo (UDC Unione Di Centro).

Dott. BERINGHELI Rino, dirigente dipartimento regionale infrastrutture,
• mobilità e trasporti
• Dott. INGROIA Antonino, commissario straordinario della Provincia regionale
• di Trapani
• Dott. GIANVITO Mauro, assessore del comune di Erice (TP)
• Sig. PALERMO Franco, presidente Funierice Service
• Dott.ssa LIBRIZZI Gandolfo, capo di gabinetto vicario dell’assessore
• regionale per il territorio e l’ambiente
• Dott. LICATA di BAUCINA Francesco, dirigente generale ARPA Sicilia
• Dott. LIBRICI Luigi, dirigente ARPA Sicilia
• Sig. RICUPATI Gianluca, gruppo consiliare ‘Cambiamo Partinico’
• Ing. LO IACONO Francesco, gruppo consiliare ‘Gruppo Misto’
• Avv. TAFARELLA Francesco, Legambiente Partinico
• Arch. GRIMAUDO Giacomo, osservatorio G. La Franca
• Dott. DI MICELI Gioacchino
• Sig. LO BIUNDO Emanuele (ASSENTE)



http://www.ars.sicilia.it/icaro/default.jsp?icaAction=showDoc&id=2

Distilleria Bertolino: autorizzazione scaduta da due anni, chiesta la chiusura

La IV commissione Territorio ed Ambiente, presieduta dal Grillino Giampiero Trizzino, ha ascoltato i rappresentanti dell’Arpa, quelli dell’Arta che sono gli organi preposti al rilascio delle autorizzazioni, in presenza di diversi deputati regionali. Nessuno ha più potuto nascondere il fatto che l’autorizzazione della Distilleria Bertolino, per l’emissione in atmosfera dei fumi è scaduta dal 2012 e da due anni l’impianto lavora senza autorizzazione. Tra l’altro il dottor Librici in rappresentanza dell’Arpa, Agenzia regionale per l’Ambiente, si è accorto dopo anni di analisi, che la distilleria scarica in atmosfera unità odorimetriche in una quantità esageratamente superiore ai limiti di legge e che il fastidio avvertito dalla popolazione è giustificato da questa emissione irregolare.
 
 

 

Siamo nel 2012, sono i giorni in cui nasce quella che poi sarebbe diventata la lista “Patto per Monselice”. In questa intercettazione Mamprin afferma che l’allora presidente della Provincia Barbara Degani lo aveva indicato quale futuro candidato sindaco di Monselice, dandogli il mandato di curare le alleanze con Udc e Lega e di costituire “assolutamente” un’associazione che “partendo come associazione culturale poi può diventare un partito, una lista civica”. È in questa telefonata che emerge chiara anche la valutazione tutto sommato negativa che Degani e Mamprin hanno del sindaco Lunghi, considerato un bravo medico ma uno che politicamente non vale nulla
Alvise Zillo chiama il vicesindaco Mamprin per precisare che un tale Riccardo va dicendo che il vicesindaco di Monselice gli ha confidato che Italcementi chiude Monselice e compra Este e, ancora una volta, Mamprin con tono apparentemente sorpreso, garantisce di non conoscere alcun Riccardo, salvo poi contattare un “Riccardo” per chiarire eventuali malintesi.

 

In  una telefonata Mamprin e Lunghi criticano l’affermazione di un lavoratore della cementeria che aveva osato ammettere: “Miazzi avrebbe ragione, perché è vero che inquiniamo” e Mamprin, redarguendolo, commenta: “ma cos’è che buttate fuori, merda? …allora! …per andare avanti e per vivere bisogna pagare anche degli scotti!”


Il vicesindaco Mamprin telefona al sindaco Lunghi per segnalargli un intervento di Francesco Miazzi pubblicato dal “mattino di Padova“: “E’ una testa di c…”, sottolineano i due. “Con tutta la crisi che c’è va a occuparsi di queste cose”
Ecco la telefonata tra l’ingegner Francesco Corsato della cementeria Zillo e il vicesindaco Gianni Mamprin in preparazione del consiglio comunale del 2 agosto 2012, per garantire la bocciatura della mozione sul divieto di utilizzare rifiuti nel processo di produzione del cemento. Mamprin aveva chiesto alla Cementeria di Monselice una relazione che il sindaco avrebbe letto durante quel consiglio comunale. E all’ingegner Corsato, procuratore speciale della Cementizillo (che nel frattempo aveva comprato la Cementeria dei Monselice), che gli chiede cosa scrivere nella relazione, Mamprin risponde con sicurezza che la relazione da presentare ai consiglieri deve essere semplice e non troppo dettagliata, e che non doveva assolutamente toccare gli argomenti né della diossina né dei combustibili da rifiuti di cui semmai si sarebbe parlato “fra tre o quattro anni”: cioè nel 2015-2016.
 

 

Revamping, ecco le carte segrete: «Italcementi aveva già deciso la chiusura»

Il comitato “E Noi” pubblica le indagini dei carabinieri: c’erano trattative con Zillo per comprare Este e spegnere Monselice. Tutte le intercettazioni
 
 
di Francesca Segato
MONSELICE. Dall’inchiesta della Procura della Repubblica di Padova sul revamping Italcementi spuntano fuori le intercettazioni telefoniche. Il comitato “E Noi?” rende infatti pubbliche le registrazioni delle telefonate ascoltate, nell’estate del 2012, dai carabinieri del Noe, nell’ambito dell’indagine sulle presunte forzature per assicurare il via libera al progetto Italcementi: il pm ha chiesto l’archiviazione non ravvisando alcun reato, richiesta contro la quale è stata presentata opposizione: deciderà il 10 giugno il giudice in udienza. In quella fase l’iter per le autorizzazioni al revamping era ormai concluso. Nelle telefonate, però, si parla molto della Cementeria di Monselice, che in quel periodo aveva presentato la richiesta per utilizzare i rifiuti nel processo produttivo. Tra gli intercettati il sindaco uscente Francesco Lunghi e il vicesindaco Gianni Mamprin.
«Ho avuto l’autorizzazione di accedere agli atti relativi alle indagini svolte dai carabinieri» spiega Silvia Mazzetto, presidente del comitato “E Noi?”. «Ho ritenuto opportuno divulgare queste informazioni perché da questi atti emerge uno scenario a mio parere sconvolgente di quella che è stata la ragnatela di affari che ha governato Monselice in questi ultimi anni. Penso sia giusto che i cittadini conoscano in che modo sono state manipolate le informazioni che riguardavano le cementerie, nel deliberato scopo di tenere aperto lo scontro sociale e dare addosso agli oppositori».
È pesante quello che afferma, perché parla di manipolazioni?

 

«Dall’ascolto delle telefonate si capisce come i nostri amministratori fossero a conoscenza di scenari che hanno tenuto nascosti alla cittadinanza. Il 27 luglio 2012 (telefonata 3686, 3694) Alvise Zillo (Cementizillo) telefona a Mamprin, preoccupato per alcune voci uscite dal Comune sul progetto segreto di Italcementi di chiudere lo stabilimento di Monselice per acquisire la cementeria Zillo di Este, paventando la possibilità che la fuga di notizie possa irritare la multinazionale che avrebbe potuto così abbandonare le trattative. Zillo si raccomanda di“smorzare la situazione”. Mamprin cerca di rassicurarlo garantendogli insistentemente di non aver parlato con alcuno. Ma, dopo solo tre minuti, telefona a Fabrizio Ghedin (addetto stampa del Comune e promotore con Mamprin del Patto per Monselice) riferendogli delle preoccupazioni di Zillo per verificare se avesse parlato di quel fatto con qualcuno, visto che del progetto ne erano a conoscenza solo “io (Mamprin) tu e il sindaco”. (3692, 3696). Alvise Zillo richiama Mamprin per precisare che un tale Riccardo va dicendo che il vicesindaco di Monselice gli ha confidato che Italcementi chiude Monselice e compra Este e, ancora una volta, Mamprin con tono apparentemente sorpreso, garantisce di non conoscere alcun Riccardo, salvo poi contattare (3757) un “Riccardo” per chiarire eventuali malintesi. Sembrerebbe dunque che già nel luglio del 2012 Italcementi fosse intenzionata a lasciare Monselice, pur avendo già incassato il primo via libera del Consiglio di Stato che consentiva la realizzazione del revamping. E di questo il sindaco Lunghi e il vicesindaco Mamprin erano perfettamente a conoscenza».


E quali altri fatti sarebbero stati taciuti?
«Risulta evidente la contraddizione tra quanto viene affermato lontano dai microfoni e quanto invece viene dichiarato pubblicamente dal sindaco e dal vicesindaco. In una telefonata Mamprin e Lunghi criticano l’affermazione di un lavoratore della cementeria che aveva osato ammettere: “Miazzi avrebbe ragione, perché è vero che inquiniamo” e Mamprin, redarguendolo, commenta: “ma cos’è che buttate fuori, merda? …allora! …per andare avanti e per vivere bisogna pagare anche degli scotti!” (3654). E anche il sindaco in una telefonata con il consigliere Baratto dichiara a commentando il comportamento “non allineato” del consigliere Basso: “Grande delusione Andrea Basso! Contro gli accertamenti fiscali, contro la finanza, contro… ma questo qui è matto, guarda. Lui per i rifiuti si astiene…Secondo me non c’è con la testa, secondo me non ha capito niente, né di politica né di società, guarda. È un tosetto, questo è come i grillini… come il sindaco di Mira che ha detto che lui fa un piano regolatore dove non fa costruire più niente. Perfetto, quelli che l’hanno votato saranno contentissimi … prima devono comprarsi le case esistenti, niente strade, niente asfalto… deve fare l’ecologia… questi non hanno capito un cazzo. Ma chi non vuole un mondo tutto pieno di fiori, ma la gente deve anche mangiare eh… (…) Ma questo è il paradiso terrestre prima della cacciata, purtroppo il peccato originale c’è stato e ci tocca subire, anche l’inquinamento»(768). Per non parlare delle numerosissime telefonate con la Cementeria di Monselice, dalle quali emerge il fattivo apporto del vicesindaco e indirettamente del sindaco in preparazione del Consiglio comunale del 2 agosto 2012, per garantire la bocciatura della mozione sul divieto di utilizzare rifiuti nel processo di produzione del cemento. Telefonate da cui emerge la sudditanza dei nostri amministratori nei confronti dei cementifici e come siano pronti anche a spianare la strada all’incenerimento di rifiuti».
Perché sostiene questo?
«Mamprin aveva chiesto alla Cementeria di Monselice una relazione che il sindaco avrebbe letto durante quel Consiglio comunale. E all’ingegner Corsato, procuratore speciale della Cementizillo (che nel frattempo aveva comprato la Cementeria dei Monselice), che gli chiedeva cosa scrivere nella relazione, Mamprin rispondeva con sicurezza che la relazione da presentare ai consiglieri doveva essere semplice e non troppo dettagliata, e che non doveva assolutamente toccare gli argomenti né della diossina né dei combustibili da rifiuti di cui semmai si sarebbe parlato “fra tre o quattro anni”: cioè nel 2015-2016” (2097).
Ma questo interessamento in difesa delle cementerie non si può spiegare semplicemente con la difesa dei posti di lavoro?
«Non lo so, visto che in una telefonata con il sindaco Lunghi, Mamprin arriva ad affermare: “Secondo me, se il revamping non va fatto è anche meglio” (272). Abbiamo amministratori che si proponevano come paladini dei lavoratori, ma che in realtà si disinteressavano della chiusura di Italcementi. Uomini di potere che, approfittando della delicata situazione, hanno deliberatamente indirizzato contro comitati e opposizione il risentimento dei lavoratori per trarne un immediato e personale vantaggio, e per contribuire a tenere segrete delle scelte aziendali che, evidentemente, avrebbero potuto essere impopolari».

 




ITALCEMENTI SOPRALLUOGHI ARPA 2009 NON E’ STATA PRESENTATA ISTANZA A.I.A. VEDI 693 OBBLIGO REVAMPING PAG 4


LA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE INQUINA? 

VIDEO: La Italcementi di Isola delle Femmine inquina? di isolapulita 

Assessore Territorio Ambiente
Regione Sicilia
DIRIGENTE GENERALE
Dott. Gaetano Gullo
 Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO protocollata 25
ottobre 2013
Regione Sicilia
1° Servizio VIA-VAS
dr. Giorgio D’Angelo
Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO protocollata 25
ottobre 2013
Assessore Territorio Ambiente
Regione Sicilia
Dott.sa  Mariella Lo Bello
Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO protocollata 25
ottobre 2013
FAX 091 7077963
IV Commissione Ambiente e
Territorio
Assemblea Regionale Siciliana   
Onle Giampiero Trizzino
Piazza Indipendenza 21
90129 PALERMO
 FAX 091 7054564
Raccomandata R.R.
Anticipata via fax
Oggetto: Decadenza,
per inosservanza prescrizioni,  decreto
693 18 luglio 2008
Il Sottoscritto Coordinatore del  Comitato Cittadino Isola Pulita con la presente intende ribadire  quanto dichiarato nel corso della riunione del Tavolo tecnico tenutosi presso il 1° Servizio VIA-VAS  di questo Assessorato, avente ad oggetto “Procedura A.I.A. Impianto IPPC ditta Italcementi S.p.a.”:
.
Considerato che la procedura di autorizzazione integrata ambientale, in particolare per I cementifici, ha diverse funzioni, quelle di maggior interesse sono le seguenti:
a) verifica puntuale delle autorizzazioni ambientali esistenti per ricondurle ad una unica autorizzazione tenendo conto del principio della applicazione della prevenzione e riduzione  dell’inquinamento, al fine di raggiungere l’obiettivo di un elevato  livello di protezione ambientale e della popolazione.
b) Verifica della applicazione delle migliori tecnologie disponibili (sulla base di linee guida redatte per conto della Commissione della Unione Europea ed a  livello nazionale) atte a ridurre gli impatti ambientali e, tenendo conto delle caratteristiche tecnologiche e la durata di vita tecnica dell’impianto, la previsione di prescrizioni atte a ricondurre l’impianto, ove necessario, a raggiungere
prestazioni idonee entro tempi certi.
c) La fissazione di limiti emissivi per le diverse matrici ambientali di interesse (emissioni, scarichi, rumore, ecc) che tengano conto delle tecnologie disponibili e applicabili al caso in  esame ma anche delle caratteristiche ambientali della area limitrofa all’impianto. In tal caso possono essere prescritti limiti inferiori a quelli stabiliti dalle norme nazionali applicabili  all’impianto e anche limiti inferiori alle prestazioni ottenibili dall’applicazione delle  migliori tecnologie ove le criticità locali
siano tali da renderle necessarie.
 
d) La individuazione di dettaglio di un programma di monitoraggio a cura del gestore e di un  programma di controllo da parte degli enti preposti che riguardi oltre al rispetto dei limiti  emissivi disposti anche le specifiche modalità gestionali prescritte e il rispetto concreto  delle migliori tecnologie disponibili individuate per l’impianto.
 
Preso atto dell’istanza presentata, dalla  Italcementi datati 3.11.2006,, contenente un progetto di modifica dell’impianto esistente ed ammodernamento tecnologico dell’impianto. (rintracciabile sul sito a pag http://lagendarossadiisoladellefemmine.files.wordpress.com/2012/08/progetto-di-ammodernamento-della-italcementi-di-isola-delle-femmine presentazione_completa.pdf 
Preso atto  che in data 31.01.08 nella seduta della Conferenza dei  Servizi la Italcementi faceva richiesta di concessione dell’A.I.A. esclusivamente per l’utilizzo del pet-coke come combustibile nel vecchio impianto, escludendo così  il progetto di modifica dell’impianto che la Italcementi aveva presentato  il 3.11.2006
Preso atto che il 29 agosto 2008 la G.U.R.S. il decreto 693 del 18 luglio 2008 con cui il “Dirigente”  del 2° Servizio VIA-VAS Ing Vincenzo Sansone rilasciava l’autorizzazione Integrata Ambientale  alla Italcementi S.p.a.
Preso atto che il decreto 693 autorizzativo:
articolo 13 recita: “ Questo Assessorato, nella qualità di Autorità competente per l’AIA, provvederà ad effettuare una visita ispettiva presso l’impianto  congiuntamente con gli enti che hanno rilasciato parere in merito ai lavori oggetto, successivamente alla comunicazione di inizio dell’attività di produzione dell’impianto, al fine di verifica  la attuazione delle prescrizioni in fase di realizzazione dei lavori. La società Italcementi S.p.a. è onerata, i quella sede, a voler consegnare ad ogni ente intervenuto copia di progetto aggiornato con le previsioni delle suddette prescrizioni….”
articolo 7 recita: “subordinato al rispetto delle condizioni e di tutte le prescrizioni impartite dalle competenti autorità intervenute  in sede di conferenze dei servizi ed indicate nei pareri sopra riportati, che fanno parte integrante e sostanziale del presente decreto. In particolare, dalla data
di notifica del presente provvedimento dovranno essere osservate le
prescrizioni relative all’applicazione delle migliori tecniche disponibili,
dettate dai rappresentanti degli Enti preposti a rilasciare parere in
conferenza di servizi decisoria qui di seguito riportate:……….”
articolo pag 6 5° capoverso recita “ E’ fatto obbligo all’azienda
di procedere, entro 24 mesi dal rilascio della presente autorizzazione, alla
conversione tecnologica (revamping) dell’impianto con il completo allineamento
alle Migliori Tecniche Disponibili (M.T.D.) previste per il settore  cemento, al fine di ottenere un sostanziale miglioramento delle prestazioni ambientali per quanto riguarda l’abbattimento dei principali inquinanti (polveri, ossidi di azoto e ossidi di zolfo).
Nell’ambito dell’intervento di conversione tecnologica l’azienda è in ogni caso tenuta a realizzare un sistema di abbattimento delle  polveri che garantisca, per il forno di cottura (attualmente camino E35), un livello emissivo inferiore a 15 mg/Nm3 (media oraria).……….”
Visto  l’atto d’invito e diffida  a provvedere con istanza in autotutela, inviato
con Raccomandata  R.R. 14344889362-1  del 21-03-2011 al 2° Servizio VIA-VAS  Assessorato TT.AA. Atto a tutt’oggi rimasto
inevaso.
Considerato che alla data della presente sono ampiamente decorsi i termini (24 mesi) di adeguamento alle prescrizioni imposte alla Italcementi S.p.a., con il decreto n.693 del 18 luglio 2008 emesso dall’Assessorato Regionale Territorio Ambiente senza che risulti  realizzato alcun intervento volto ad uniformarsi alle previsioni della predetta Autorizzazione Integrata Ambientale.
Considerato che tale condotta comporta una grave responsabilità per Italcementi S.p.a. che continua ad utilizzare un impianto altamente inquinante e nocivo per la salute dei Cittadini, ma è foriero di responsabilità anche per
l’Amministrazione regionale per i suoi agenti che rimanendo inerti sono
solidamente responsabili con l’Italcementi S.p.a., per i danni alla salute dei
cittadini;
Considerato che non risulta che l’amministrazione abbia effettuato alcun controllo in
ordine all’adempimento delle prescrizioni imposte nei termini previsti
dall’A.I.A., nonostante che in data 18.1.2011 è stata comunicata
all’amministrazione regionale una situazione di emergenza ambientale relativa a
notevoli e pericolose esalazioni di fumo provenienti dalla cementerai e che di
tale emergenza è stata informata l’autorità giudiziaria;
Considerato che ogni ulteriore inerzia da parte dell’amministrazione regionale appare foriera di gravi responsabilità per la stessa e , specialmente dei suoi agenti
per i gravi pericoli che corre la comunità locale in particolare i cittadini che risiedono a ridosso del cementificio;
Considerato che la tutela della salute e dell’ambiente costituiscono interessi
pubblici sensibili,con valore primario e prevalente che obbliga l’amministrazione ad una maggiore sensibilità in ordine alle attività di controllo nel caso di pericolo;
Tutto quanto sopra premesso e considerato
 Questo Comitato Cittadino Isola Pulita sollecita gli  Enti in indirizzo, per le competenze che la legge affida loro, a voler provvedere con urgenza a sospendere e/o
revocare l’Autorizzazione Integrata Ambientale di cui al decreto n 693 del 18 luglio 2008, per il mancato adeguamento alle prescrizioni imposte nel termine previsto dalla stessa  e/o per gli altri motivi che l’autorità che legge la presente vorrà verificare a seguito di adeguato ed idoneo controllo sulla documentazione e sull’impianto oggetto
dell’A.I.A.
Comitato Cittadino Isola Pulita
Giuseppe Ciampolillo
Via Sciascia 13
90040 Isola delle Femmine
Per maggiori informazioni si
trovano sui siti del Comitato Cittadino Isola Pulita:

ITALCEMENTI
ISOLA DELLE FEMMINE Interrogazione a 

 

risposta scritta 4-03034 MANNINO Claudia
21 dicembre 2013, 

 

seduta n. 143

 

 

Camera,
interrogazione a risposta scritta 
  di Claudia MANNINO
(M5S)

il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 attribuisce al Ministero della Salute le funzioni spettanti allo Stato, in materia di tutela della salute umana, di tutela della salute nei luoghi…

presentato il: 21/12/2013

 
Atto Camera  
   
 Interrogazione a risposta scritta 4-03034 presentato da MANNINO Claudia testo di Sabato 21 dicembre 2013, seduta n. 143  

 MANNINO.
— Al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che:   
il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 attribuisce al Ministero della Salute le funzioni spettanti allo Stato, in materia di tutela della salute umana, di tutela della salute nei luoghi di lavoro e di igiene e di sicurezza degli alimenti;   
 lo stesso decreto legislativo stabilisce che il Ministero della Salute svolge le funzioni di competenza statale concernenti la tutela della salute umana anche sotto il profilo ambientale, nonché il monitoraggio della qualità delle attività sanitarie regionali;   
 a seguito di sopralluoghi effettuati dalle competenti autorità il 6 dicembre 2005 risultava che la «cementeria di Isola delle Femmine», sita nel comune di Isola delle Femmine, utilizzasse come combustibile, per i propri impianti di produzione, il petcoke senza avere ottenuto alcuna autorizzazione;   
 a seguito di un atto di diffida della regione siciliana, il gestore dell’impianto ha presentato, in data 3 novembre 2006, un’istanza per ottenere l’Autorizzazione Integrata Ambientale necessaria a realizzare un progetto di conversione tecnologica degli impianti produttivi (revamping);   
 nel corso del procedimento autorizzatorio, il soggetto gestore ha chiesto il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale, esclusivamente per l’impianto esistente includendo il coke di petrolio tra i combustibili utilizzati, impegnandosi a ripresentare una richiesta di autorizzazione per la realizzazione del progetto di conversione tecnologica dell’impianto, dopo aver acquisito il necessario giudizio di compatibilità ambientale per la realizzazione delle opere previste nello stesso progetto;   
 con decreto del responsabile del servizio n. 693 del 18 luglio 2008, è stata rilasciata alla società italcementi SpA l’autorizzazione integrata ambientale per l’impianto esistente «cementerà di Isola delle Femmine», sito nel comune di Isola delle Femmine, che consente l’impiego del coke di petrolio tra i combustibili autorizzati;   
 l’articolo 6 del decreto n. 693 del 2008 stabilisce che «il provvedimento definitivo sarà subordinato alle risultanze della visita di collaudo», in seno alla quale gli enti preposti al controllo potranno, se ritenuto necessario, modificare le condizioni e le prescrizioni autorizzative, stabilite dall’articolo 7 dello stesso decreto n. 693 del 2008;   
 l’articolo 7 del decreto n. 683 del 2008 elenca, dettagliatamente, le condizioni e le prescrizioni che devono essere rispettate relativamente al recupero dei rifiuti come materie prime, ai limiti di emissione, alla conversione tecnologica dell’impianto, all’uso dei combustibili e ai consumi energetici, al trattamento dei rifiuti prodotti e infine alle attività di monitoraggio, stabilendo che l’efficacia dell’Autorizzazione Integrata Ambientale «viene subordinata al rispetto delle condizioni e di tutte le prescrizioni impartite dalle competenti autorità intervenute in sede di conferenza di servizi», e che a far data dalla notifica del provvedimento «dovranno essere osservate le prescrizioni relative all’applicazione delle migliori tecniche disponibili, dettate dai rappresentanti degli Enti preposti a rilasciare parere in conferenza di servizi decisoria» riportate dettagliatamente nello stesso decreto;   
 tra le prescrizioni relative all’impianto, fissate dal Decreto 683/2009, all’articolo 7, è stato inserito l’obbligo, per il gestore, di procedere – entro 24 mesi dal rilascio dell’autorizzazione – alla conversione tecnologica (il cosiddetto revamping) dell’impianto con il completo allineamento delle migliori tecniche disponibili (M.T.D.) per la produzione del cemento, al fine di ottenere un sostanziale abbattimento dei principali inquinanti: polveri, ossidi di azoto e ossidi di zolfo;   
 a distanza di più di 5 anni dal rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale, la conversione tecnologica dell’impianto, prescritta dall’articolo 7 del decreto n. 683 del 2009, non è stata realizzata;   
 non risulta che l’amministrazione competente al rilascio dell’AIA abbia effettuato alcun controllo in ordine all’effettivo adempimento, da parte del soggetto gestore, alle prescrizioni dettagliatamente elencate nel decreto n. 683 del 2009, nonostante – in data 18 gennaio 2011 – sia stata comunicata all’amministrazione regionale e all’autorità giudiziaria una situazione di emergenza ambientale relativa a notevoli e pericolose esalazioni di fumo provenienti dalla cementeria;   
 nel comune di Isola delle Femmine, in provincia di Palermo, continua, dunque, ad operare un impianto per la produzione del cemento, che non utilizza le tecnologie disponibili per conseguire un effettivo abbattimento delle emissioni inquinanti: polveri, ossidi di azoto e ossidi di zolfo;   
 la mancata ottemperanza alle prescrizioni fissate nel provvedimento di rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale – e in particolare a quella concernente l’obbligo di adeguamento tecnologico dell’impianto esistente – non costituisca una grave minaccia per la salute pubblica stante la stessa collocazione dell’impianto rispetto ai centri abitati circostanti –:
 quali elementi disponga in merito alla situazione e ai fatti esposti;    
 se intenda assumere iniziative al fine di tutelare la salute delle comunità che abitano nel territorio interessato dalle emissioni inquinanti connesse al funzionamento della cementeria di Isola delle Femmine. (4-03034) 

 

PIETRO TOLOMEO DIRIGENTE GENERALE DECRETO 155 29 GENN 2009 CONTRATTO ING NATALE ZUCCARELLO NOMINA DIRIGENTE RESPONSABILE 2 VIA VAS A.IA ITALCEMENTI DECRETO 693 18 LUGLIO 2008

TOLOMEO PIETRO NOMINA SANSONE DIRIGENTE 2 SERVIZIO VIA VAS A PARTIRE DAL 17 DICEMBRE 2008 DOPO  CINQUE MESI DALLA FIRMA COME RESPONSABILE DEL 2° SERVIZIO VIA VAS   DECRETO CONCESSORIO  A.I.A. ALLA ITALCEMENTI DEL LUGLIO 2008 

 
 

 

A.I.A. ITALCEMENTI 693 2008, ANZA’, GULLO,EMISSIONI, INTERLANDI, RAFFINERIE, SANSONE, TOLOMEO, ZUCCARELLO,MONSELICE,REVAMPING,GAETA,CANNOVA,LO BELLO,CROCETTA,

RAFFINERIE, I PETROLIERI VOGLIONO LA DEROGA SULLE EMISSIONI

“L’uso del petcoke fa paura: a meno di un chilometro dalle case. La Regione deve revocare l’Aia. Le carte subito in Procura”.
Revamping Italcementi, indagini da due anni su Lunghi e Matteazzi «E buona parte dei fondi proviene da Italcementi»

Distilleria Bertolino: autorizzazione scaduta da due anni, chiesta la chiusura IV COMMISSIONE ‘AMBIENTE E TERRITORIO’ SED. N. 120 DEL 07 MAGGIO 2014
A.I.A. ITALCEMENTI 693   2008, ARPA.ATA, Bertolino, GELA, ISOLA DELLE FEMMINE, PARTINICO, PETCOKE, PRESCRIZIONI, TRIZZINO, REVAMPING

Distilleria Bertolino: autorizzazione scaduta da due anni, chiesta la chiusura IV COMMISSIONE ‘AMBIENTE E TERRITORIO’ SED. N. 120 DEL 07 MAGGIO 2014 e la Italcementi di Isola delle Femmine ?

ISOLA PULITA ITALCEMENTI Decadenza, per inosservanza prescrizioni, decreto 693 18 luglio 2008

ITALCEMENTI ISOLA DELLE FEMMINE 

Assessore Territorio Ambiente
Regione Sicilia
DIRIGENTE GENERALE
Dott. Gaetano Gullo
 Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO




Regione Sicilia
1° Servizio VIA-VAS
dr. Giorgio D’Angelo
Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO




Assessore Territorio Ambiente
Regione Sicilia
Dott.sa  Mariella Lo Bello
Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO
FAX 091 7077963




IV Commissione Ambiente e Territorio
Assemblea Regionale Siciliana   
Onle Giampiero Trizzino
Piazza Indipendenza 21
90129 PALERMO
 FAX 091 7054564




Raccomandata R.R.




Anticipata via fax




Oggetto: Decadenza, per inosservanza prescrizioni,  decreto 693 18 luglio 2008




Il Sottoscritto Coordinatore del  Comitato Cittadino Isola Pulita con la presente intende ribadire  quanto dichiarato nel corso della riunione del Tavolo tecnico tenutosi presso il 1° Servizio VIA-VAS  di questo Assessorato, avente ad oggetto “Procedura A.I.A. Impianto IPPC ditta Italcementi S.p.a.”:




Considerato che la procedura di autorizzazione integrata ambientale, in particolare per I cementifici, ha diverse funzioni, quelle di maggior interesse sono le seguenti:




a) verifica puntuale delle autorizzazioni ambientali esistenti per ricondurle ad una unica autorizzazione tenendo conto del principio della applicazione della prevenzione e riduzione  dell’inquinamento, al fine di raggiungere l’obiettivo di un elevato  livello di protezione ambientale e della popolazione.




b) Verifica della applicazione delle migliori tecnologie disponibili (sulla base di linee guida redatte per conto della Commissione della Unione Europea ed a  livello nazionale) atte a ridurre gli impatti ambientali e, tenendo conto delle caratteristiche tecnologiche e la durata di vita tecnica dell’impianto, la previsione di prescrizioni atte a ricondurre l’impianto, ove necessario, a raggiungere prestazioni idonee entro tempi certi.




c) La fissazione di limiti emissivi per le diverse matrici ambientali di interesse (emissioni, scarichi, rumore, ecc) che tengano conto delle tecnologie disponibili e applicabili al caso in  esame ma anche delle caratteristiche ambientali della area limitrofa all’impianto. In tal caso possono essere prescritti limiti inferiori a quelli stabiliti dalle norme nazionali applicabili all’impianto e anche limiti inferiori alle prestazioni ottenibili dall’applicazione delle  migliori tecnologie ove le criticità locali siano tali da renderle necessarie.





d) La individuazione di dettaglio di un programma di monitoraggio a cura del gestore e di un  programma di controllo da parte degli enti preposti che riguardi oltre al rispetto dei limiti  emissivi disposti anche le specifiche modalità gestionali prescritte e il rispetto concreto  delle migliori tecnologie disponibili individuate per l’impianto.



Preso atto dell’istanza presentata, dalla  Italcementi datati 3.11.2006,, contenente un progetto di modifica dell’impianto esistente ed ammodernamento tecnologico dell’impianto.
(rintracciabile sul sito a pag 


Preso atto  che in data 31.01.08 nella seduta della Conferenza dei  Servizi la Italcementi faceva richiesta di concessione dell’A.I.A. esclusivamente per l’utilizzo del pet-coke come combustibile nel vecchio impianto, escludendo così  il progetto di modifica dell’impianto che la Italcementi aveva presentato  il 3.11.2006


Preso atto che il 29 agosto 2008 la G.U.R.S. il decreto 693 del 18 luglio 2008 con cui il “Dirigente”  del 2° Servizio VIA-VAS Ing Vincenzo Sansone rilasciava l’autorizzazione Integrata Ambientale  alla Italcementi S.p.a.




Preso atto che il decreto 693 autorizzativo:


articolo 13 recita: “ Questo Assessorato, nella qualità di Autorità competente per l’AIA, provvederà ad effettuare una visita ispettiva presso l’impianto  congiuntamente con gli enti che hanno rilasciato parere in merito ai lavori oggetto, successivamente alla comunicazione di inizio dell’attività di produzione dell’impianto, al fine di verifica  la attuazione delle prescrizioni in fase di realizzazione dei lavori. La società Italcementi S.p.a. è onerata, i quella sede, a voler consegnare ad ogni ente intervenuto copia di progetto aggiornato con le previsioni delle suddette prescrizioni….”




articolo 7 recita: “subordinato al rispetto delle condizioni e di tutte le prescrizioni impartite dalle competenti autorità intervenute  in sede di conferenze dei servizi ed indicate nei pareri sopra riportati, che fanno parte integrante e sostanziale del presente decreto. In particolare, dalla data di notifica del presente provvedimento dovranno essere osservate le prescrizioni relative all’applicazione delle migliori tecniche disponibili, dettate dai rappresentanti degli Enti preposti a rilasciare parere in conferenza di servizi decisoria qui di seguito riportate:……….”


articolo pag 6 5° capoverso recita “ E’ fatto obbligo all’azienda di procedere, entro 24 mesi dal rilascio della presente autorizzazione, alla conversione tecnologica (revamping) dell’impianto con il completo allineamento alle Migliori Tecniche Disponibili (M.T.D.) previste per il settore  cemento, al fine di ottenere un sostanziale miglioramento delle prestazioni ambientali per quanto riguarda l’abbattimento dei principali inquinanti (polveri, ossidi di azoto e ossidi di zolfo). Nell’ambito dell’intervento di conversione tecnologica  l’azienda è in ogni caso tenuta a realizzare un sistema di abbattimento delle  polveri che garantisca, per il forno di cottura (attualmente camino E35), un livello emissivo inferiore a 15 mg/Nm3 (media oraria).……….”
Visto  l’atto d’invito e diffida  a provvedere con istanza in autotutela, inviato con Raccomandata  R.R. 14344889362-1  del 21-03-2011 al 2° Servizio VIA-VAS  Assessorato TT.AA. Atto a tutt’oggi rimasto inevaso.
Considerato che alla data della presente sono ampiamente decorsi i termini (24 mesi) di adeguamento alle prescrizioni imposte alla Italcementi S.p.a., con il decreto n.693 del 18 luglio 2008 emesso dall’Assessorato Regionale Territorio Ambiente senza che risulti  realizzato alcun intervento volto ad uniformarsi alle previsioni della predetta Autorizzazione Integrata Ambientale.
Considerato che tale condotta comporta una grave responsabilità per Italcementi S.p.a. che continua ad utilizzare un impianto altamente inquinante e nocivo per la salute dei Cittadini, ma è foriero di responsabilità anche per l’Amministrazione regionale per i suoi agenti che rimanendo inerti sono solidamente responsabili con l’Italcementi S.p.a., per i danni alla salute dei cittadini;
Considerato che non risulta che l’amministrazione abbia effettuato alcun controllo in ordine all’adempimento delle prescrizioni imposte nei termini previsti dall’A.I.A., nonostante che in data 18.1.2011 è stata comunicata all’amministrazione regionale una situazione di emergenza ambientale relativa a notevoli e pericolose esalazioni di fumo provenienti dalla cementerai e che di tale emergenza è stata informata l’autorità giudiziaria;
Considerato che ogni ulteriore inerzia da parte dell’amministrazione regionale appare foriera di gravi responsabilità per la stessa e , specialmente dei suoi agenti per i gravi pericoli che corre la comunità locale in particolare i cittadini che risiedono a ridosso del cementificio;
Considerato che la tutela della salute e dell’ambiente costituiscono interessi pubblici sensibili,con valore primario e prevalente che obbliga l’amministrazione ad una maggiore sensibilità in ordine alle attività di controllo nel caso di pericolo;
Tutto quanto sopra premesso e considerato
 Questo Comitato Cittadino Isola Pulita sollecita gli  Enti in indirizzo, per le competenze che la legge affida loro, a voler provvedere con urgenza a sospendere e/o revocare l’Autorizzazione Integrata Ambientale di cui al decreto n 693 del 18 luglio 2008, per il mancato adeguamento alle prescrizioni imposte nel termine previsto dalla stessa  e/o per gli altroi motivi che l’autorità che legge la presente vorrà verificare a seguito di adeguato ed idoneo controllo sulla documentazione e sull’impianto oggetto dell’A.I.A.
 25.10.2013 PROTOCOLLATO ASSESSORATO 
Comitato Cittadino Isola Pulita
Giuseppe Ciampolillo
Via Sciascia 13
90040 Isola delle Femmine






Ilva, prosegue la farsa dell’AIA – Ecco la diffida

24 OTTOBRE 2013 13:26
ILVA

TARANTO – Domanda: i controlli effettuati congiuntamente dai tecnici ISPRA e ARPA Puglia nei giorni 10 e 11 settembre all’interno dell’Ilva e finalizzati alla verifica dello stato di attuazione degli interventi strutturali e gestionali previsti dal riesame dell’AIA dell’ottobre del 2012, hanno realmente senso? E se sì, quale valenza giuridica hanno le violazioni accertate e le conseguenti future diffide che verranno inoltrate all’Ilva?
Perché se è vero che stando alla legge n.89 del 4 agosto il controllo del rispetto delle prescrizioni AIA è affidato al commissario Ilva Enrico Bondi, è altrettanto vero che quella stessa legge ha previsto la nomina da parte del ministero dell’Ambiente di tre esperti a cui è stato affidato il compito di stilare un piano di lavoro che rimodulasse la tempistica della realizzazione delle prescrizioni stesse (piano presentato lo scorso 11 ottobre con un ritardo di un mese sulla tabella di marcia prevista).
Ciò premesso: perché dunque mandare i tecnici di ISPRA ed ARPA all’interno dell’Ilva per accertare la scontata violazione di prescrizioni che è stato stabilito per legge siano attuate in tempi diversi rispetto a quanto prescritto dal riesame AIA dell’ottobre 2012? Facciamo alcuni esempi. Nella nuova diffida spedita lunedì scorso all’Ilva dal direttore generale per le valutazioni ambientali del ministero dell’Ambiente Mariano Grillo, vi è allegato il rapporto conclusivo stilato dal responsabile delle attività ispettive dell’ISPRA, Alfredo Pini, in cui vengono elencate le prescrizioni non rispettate, tenendo conto anche delle precedenti diffide di giugno e luglio.
SCARICA IL DOCUMENTO: diffida
Viene segnalata, ancora una volta, la mancata adozione di sistemi di scarico automatico o scaricatori continui coperti (“Sistemi di scarico per trasporto via mare”, prescrizione n. 5). Durante la penultima verifica nello scorso giugno, la tecnica di implementazione proposta dall’Ilva era stata giudicata inadeguata perché “non rientra tra quelle espressamente previste dall’autorizzazione”. Nella “Proposta del piano di lavoro” redatta dal comitato dei tre esperti, si legge che nella alternativa di adeguamento dei sistemi oggi installati pressi i 2 sporgenti di scarico tra benne ecologiche chiuse e sistemi di scaricamento automatico, “dal diretto riscontro sembra preferibile, dal punto di vista della emissione di polveri e dell’agibilità del sistema, la soluzione con benne ecologiche chiuse superiormente con chiusura e manovra automatica”.
Gli interventi da eseguire consistono dunque “nella adozione di sistemi di scarico automatici da completare con benne chiuse (ecologiche) da installare negli esistenti scaricatori automatizzati”. L’Ilva ha effettuato l’ordine per uno di tali sistemi, la cui installazione è prevista entro dicembre. Perché è stato inoltrato un solo ordine? Lo si legge nel piano dei tre esperti: “si propone di verificare l’efficacia in termini di performance ambientale e la rispondenza a quanto previsto dalla BAT n. 11, attraverso un confronto con l’ente di controllo”. Dunque, onde “spendere” soldi inutili e sbagliare qualcosina, si ordina un solo dispositivo per vedere se risponde esattamente a quanto prescritto dall’AIA.
Non è un caso allora se nel piano la tempistica di installazione su tutti e 6 gli scaricatori delle benne chiuse (ecologiche) gestite in automatico, nel caso in cui la soluzione venga ritenuta adeguata, è la seguente: scaricatore A aprile 2014; scaricatore B luglio 2014; scaricatore C ottobre 2014; scaricatore D gennaio 2015; scaricatore E aprile 2015; scaricatore F luglio 2015. Ma non finisce qui: perché, si legge sempre nel piano, l’idoneità della previsione impiantistica del sistema di scarico mediante benne ecologiche, deve comunque “trovare supporto nella implementazione delle procedure operative riportate nella BAT n.11 quali abbassamento del punto di scarico, bagnatura del cumulo (non usando acqua di mare), etc”. Secondo il riesame AIA dell’ottobre 2012, la prescrizione andava attuata entro lo scorso gennaio. A fronte di ciò, che senso ha mandare ogni tre mesi i tecnici di ISPRA ed ARPA sugli sporgenti del porto usati dall’Ilva per annotare un qualcosa di scontato?
Altro, “drammatico”, esempio. Viene segnalata per la terza volta di fila, la mancata attuazione della prescrizione n. 6, la chiusura dei nastri trasportatori, che “rimangono non allineati i tempi di ultimazione rispetto al crono programma allegato alla richiesta di modifica non sostanziale”. In pratica l’Ilva, dopo aver chiesto ed ottenuto una corposa proroga sulla tempistica prevista (l’accoglimento dell’istanza di modifica non sostanziale con nota ILVA DIR 257 del 17/12/2012 da parte della Commissione IPPC ha previsto che i 90 km di nastri che andavano coperti entro gennaio scorso fosse posticipata ad ottobre 2015), non sta rispettando lo stesso i tempi previsti. Infatti, nel piano di lavoro dei tre esperti, a tal proposito si legge che “il termine fissato dal Gestore per il completamento dell’intervento era indicato ad ottobre 2015”. Era, appunto.
Allo stato attuale, l’intervento è in corso di esecuzione (avanzamento pari al 20% circa della lunghezza complessiva dei nastri). I tempi per la realizzazione della copertura dei nastri (sulla percentuale della lunghezza totale)? 35% entro marzo 2014; 55% entro dicembre 2014; 75% entro settembre 2015; 100% entro giugno 2016. Se tutto va bene. E pensare che nel “Rapporto Ambiente e Sicurezza” Ilva del 2011, i nastri trasportatori figuravano tra le opere già effettuare dall’azienda il cui costo rientrava nel famoso miliardo investito dal gruppo Riva dal ’95 al 2012 per “l’ambientalizzazione” del siderurgico.
Terzo esempio. Si segnala la mancata trasmissione, nonostante la diffida precedente, del progetto della chiusura edifici dei materiali polverulenti, “mentre Ilva attende che si pronunci il comitato di esperti”, previsto dalla prescrizione n. 4. Il maggio scorso è stata inoltrata l’ennesima istanza, accolta ancora una volta dalla Commissione IPPC, di modifica non sostanziale alla prescrizione. Sono previsti 5 nuovi fabbricati, in diverse aree; sono state effettuate le indagini geotecniche e la progettazione degli interventi di copertura per 2 aree. I lavori dovrebbero partire entro fine anno e terminare entro il 2015 (in origine dovevano essere conclusi già a gennaio).
Allorché, il dubbio sorge legittimo e spontaneo: in che modo è stata riesaminata l’AIA concessa all’Ilva nell’agosto del 2011? Che lavoro è stato effettuato dalla commissione IPPC a cui si affidò l’ex ministro dell’Ambiente Corrado Clini? Nell’Ilva sono mai entrati? Se sì, vuol dire che il tutto è stata soltanto l’ennesima colossale presa in giro per Taranto. Visto che la tempistica per l’attuazione di tantissime prescrizioni era pressoché impossibile nei tempi previsti, anche a fronte dell’azienda più volitiva di questo mondo.
Inoltre, sono state accertate anche violazioni sul piano gestionale. Il “superamento dei 25 grammi per tonnellata di coke nelle emissioni del particolato dalle torri di spegnimento; la procedura RAMS per eliminare lo slopping applicata soltanto al convertitore 3 dell’acciaieria 2 (già a giugno fu segnalato il fatto che il sistema fosse incompleto); assenza di pavimentazione con asfalto o cemento dell’area IRF (recupero ferro) di gestione scorie; mancata adozione di misure per eliminare le emissioni diffuse polverulente durante lo scarico del dumper; mancata adozione di pratiche idonee alla gestione delle acque per il raffreddamento e inumidimento dei cumuli di scorie in area IRF; mancata distinzione delle aree adibite allo stoccaggio dei sottoprodotti da quelle utilizzate per il deposito dei rifiuti; raffreddamento e trattamento delle paiole in aree non destinate a queste operazioni; omesse comunicazioni all’autorità competente della non conformità ai limiti di emissione del particolato”. A fronte di ciò ISPRA ha chiesto (a chi?) l’emissione di nuove diffide. Voi ve li vedete Bondi e Ronchi che si auto diffidano? Siamo davvero alle comiche. A quando quelle finali?
 Gianmario Leone (TarantoOggi, 24.10.2013)
SCARICA IL DOCUMENTO: diffida
N.B. L’ìndividuazione di questo file, nel sito del ministero dell’Ambiente, si è rivelata una vera e propria caccia al tesoro. Ciò che sfugge ai funzionari del ministero è che la ricerca di documenti così importanti dovrebbe essere facile e intuitiva per tutti,  anche per i cittadini comuni, non solo per gli addetti ai lavori e per qualche giornalista che si ostina nella ricerca. E ora c’è solo da sperare che qualcuno recepisca il messaggio. (A. Congedo)
AIA, Anzà, BAT, CROMO ESAVALENTE VI, ILVA, Italcementi decreto 693 luglio 2008, Mercurio benzopirene, Ossidi di Zolfo, PETCOKE, PRESCRIZIONI, Sansone, SORBELLO, Taranto, TOLOMEO, TUMORI, 

  ISOLA PULITA ITALCEMENTI Decadenza, per inosservanza prescrizioni,  decreto 693 18 luglio 2008

I medici dell’Isde: “La nube della discarica è tossica”

L’Isde, Associazione Medici per l’Ambiente, ha inviato una lettera al sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, all’assessore alla Vivibilità, Giuseppe Barbera, e all’Aziende partecipate, Cesare La Piana, per chiedere un incontro sull’emergenza nella discarica di Bellolampo. Il sito, come sottolinea il chimico Gioacchino Genchi, membro dell’Albo degli Esperti di ISDE Italia, “continua a fumare, come ha dichiarato ieri il capo dei vigili del fuoco, il quale ha confermato che l’incendio non è finito e ci vorrà ancora tempo per lo spegnimento”. Vi proponiamo, di seguito, il testo integrale della lettera.

ISDE Palermo, sezione provinciale di ISDE Italia-AIMPA-Associazione Medici per l’Ambiente, che ha già dato la sua disponibilità alla collaborazione gratuita con codesta Amministrazione, riguardo alla vicenda relativa all’incendio di Bellolampo chiede un incontro con il Sindaco On. Prof Leoluca Orlando e gli assessori Cesare La Piana e Giuseppe Barbera, mettendo a disposizione i propri esperti per valutare e affrontare al meglio il rischio sanitario legato all’immissione in ambiente e catene alimentari di sostanze tossiche (particolato ultrafine, metalli pesanti, molecole diossina-simili, IPA etc. ) a partire dalle seguenti considerazioni:

1 Come medici, biologi, chimici impegnati da anni nel campo dell’epidemiologia e della cancerogenesi ambientale pur apprezzando l’Ordinanza comunale emessa, temiamo vengano sottovalutatati i rischi di medio-lungo termine per la salute di centinaia di migliaia di cittadini, che per circa una settimana sono esposti a considerevoli quantità di sostanze tossiche e mutagene e deprechiamo la carenza di dati certi concernenti la tipologia e le quantità di inquinanti (riguardo ai dati ARPA rimarchiamo che non vengono fornite chiare informazioni sulla durata oraria dei campionamenti e neppure sulla direzione del vento in relazione ai siti campionati al momento degli stessi)

2 A fronte delle comprensibili rassicurazioni da parte delle autorità e delle istituzioni che devono tutelare la salute dei cittadini, è infatti impossibile negare che la nube che ha gravitato sulla città (inevitabilmente carica di particolato ultrafine, metalli pesanti, idrocarburi poliaromatici, diossine) ha tutti i motivi per essere “tossica”. Dal RAPPORTO PRELIMINARE DI ARPA SICILIA 3 AGOSTO 2012 si evince, del resto, la presenza di elevati valori, “tipici di un processo di combustione incontrollata”, di composti organici volatili-VOCs -solventi organici aromatici, derivati fenolici, solventi organici clorurati, Idrocarburi Policiclici Aromatici, derivanti prevalentemente dalla degradazione di materiali organici plastici e cellulosici e BTEX (Benzene, Toluene, Etilbenzene e Xileni)- e di un modesto incremento dei valori di PM10 rispetto ai valori ordinariamente rilevati (non appare del tutto convincente l’asserzione secondo cui il modesto incremento di particolato fine PM10 sarebbe indizio di una ricaduta non elevata di diossine).

3 Più facilmente eseguibile (anche se non dirimente) sarebbe un rapido computo degli effetti sanitari immediati della nube tossica, (mediante un semplice conteggio dei decessi) per cause verosimilmente connesse all’inquinamento (confrontando i dati di mortalità per patologie cardiovascolari e respiratorie acute con quelli delle settimane precedenti e dello stesso periodo degli altri anni). Dobbiamo peraltro sottolineare che i reali effetti sulla salute di una simile, protratta immissione in ambiente e catene alimentari delle suddette sostanze tossiche persistenti saranno in gran parte dilazionati nel tempo e quindi di impossibile valutazione.

Il valore della extra-mortalità (morti attribuibili ad una certa causa) potrebbe comunque contribuire a convincere anche i nostri più restii concittadini e amministratori a impegnarsi finalmente nell’attuazione di una corretta filiera di trattamento dei materiali post-consumo basata (come prescritto da tutte le normative nazionali ed europee) su prevenzione e raccolta differenziata spinta, che rappresentano l’unica soluzione vera al problema dello smaltimento dei rifiuti. Vorremmo a questo proposito chiedere ai Sig. Commissari dell’AMIA a che punto sia la predisposizione delle filiere di riciclo del materiale raccolto, con particolare riferimento all’organico, visto che sarebbe stata attivata da tempo una sperimentazione sulla raccolta differenziata. Temendo che la risposta sia “non c’è niente di realmente operativo” vorremmo dare loro qualche suggerimento: l’attivazione rapida della raccolta e trattamento dell’organico, che rappresenta da solo il 50% di tutto il volume prodotto dai cittadini ed è attivabile immediatamente purché se ne abbia voglia e si impegni tutto il personale disponibile, rappresenta una priorità assoluta. A meno che dietro al colpevole, annoso “ritardo” nell’attuazione delle normative e nel raggiungimento degli obiettivi minimi prescritti non ci siano: da un lato la precisa volontà di perpetuare circuiti viziosi che permettano a vari soggetti di lucrare in vario modo e a vario livello su una cattiva gestione dei rifiuti; dall’altro la programmazione di impianti (inceneritori, pirogassificatori etc.) che renderebbero per sempre impossibile la realizzazione di una corretta filiera di riciclo e riuso di materiali preziosi (carta, imballaggi, plastiche etc.) con grande risparmio per i cittadini e per le istituzioni e salvaguardia dell’ambiente e della salute pubblica.

Con la presente chiediamo al Sindaco di Palermo On. Prof. Leoluca Orlando e agli assessori competenti un incontro urgente con i nostri esperti indicati in calce, con l’obiettivo di dare a codesta Amministrazione, nella quale riponiamo grande fiducia, un contributo concreto per la corretta valutazione dei rischi e per l’attuazione delle strategie precauzionali utili a ridurre l’esposizione dei soggetti maggiormente a rischio (donne in gravidanza, bambini, anziani).



Con osservanza


Ernesto Burgio, pediatra, Presidente ISDE Scientific Committee (International Society of Doctors for Environment); Coordinatore Comitato Scientifico ISDE Italia; Presidente ISDE Palermo


M.Gabriella Filippazzo, epidemiologa, membro dell’Albo degli Esperti di ISDE Italia e Vicepresidente ISDE Palermo


Gioacchino Genchi, chimico, membro dell’Albo degli Esperti di ISDE Italia

I medici dell’Isde: “La nube della discarica è tossica”

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ISOLA DELLE FEMMINE COPERTA DI MUNNEZZA E UNA IMMENSA DISCARICA DI AMIANTO IL PROFESSORE SI DIMETTE CON IL SUO ASSESSORE ALL’AMBIENTE

Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”

Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..

“ Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in superficie “

Pino Ciampolillo

“Ma dal 1 luglio se i sindaci non pagano – ammonisce Geraci – potremo costruire grattacieli di spazzatura”.

IL PROFESSORE «Ad Isola delle Femmine la mafia non c’è e non capisco cosa sia venuta a fare la commissione prefettizia »

IL PROFESSORE «Questo parco doveva essere il fiore all’occhiello della mia amministrazione, ed invece si è trasformato in un’onta personale, anche se io non ho colpe».

IL BUSSINESS NELL’EMERGENZA RIFIUTI

“ Ad ogni stop del servizio crescono in maniera esponenziale i costi. Ogni volta che la raccolta si ferma, si devono spendere ancora più soldi per farla ripartire e per liberare le strade dalla spazzatura accumulata.”

“…. questa situazione di caos può convenire a qualche ditta privata che nell’incertezza generale può guadagnare fior di quattrini.”

OSSERVATORIO RIFIUTI ASSESSORATO SICILIA: “…. i sindaci fanno di tutto per non chiedere ai cittadini di pagare questa tassa, in particolare in periodi di campagna elettorale…”

OSSERVATORIO RIFIUTI ASSESSORATO SICILIA: “…. i sindaci hanno creato un debito con gli Ato che a loro volta non hanno pagato le imprese che gestiscono il servizio di raccolta. Si è creata così l’emergenza nelle strade e anche il rischio per i lavoratori di essere licenziati dalle imprese in crisi di liquidità. …”

I CITTADINI DI ISOLA DELLE FEMMINE VISTA LA SITUAZIONE VENUTASI A CAUSA DEI CUMULI DI IMMONDIZIA CHE INVADONO ORMAI OGNI ANGOLO DEL NOSTRO TERRITORIO, CHE PUO’ PROVOCARE IN QUALSIASI MOMENTO L’INSORGERE DI EPIDEMIE CAUSATE DALLA PUTREFAZIONE DEI RIFIUTI, E DELLE CONSEGUENTI PROLIFERAZIONI DI TOPI E DI OGNI SPECIE DI INSETTI.
LA SITUAZIONE E’ DIVENTATA PIU’ CHE CRITICA ANCHE PER LE ELEVATE TEMPERATURE DI UN’ESTATE ORMAI INOLTRATA.
I CITTADINI DI ISOLA DELLE FEMMINE STANCHI ORMAI DI QUESTE SEMPRE PIU’ FREQUENTI EMERGENZE IGIENICO-SANITARIE, CHE SONO COSTRETTI A SUBIRE, E CHE SONO LA CONFERMA DELLA TOTALE INCAPACITA’ DEI NOSTRI AMMINISTRATORI NELLA GESTIONE DEL SERVIZIO RACCOLTA RIFIUTI :
RIVOLGIAMO UN APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIA ALL’ILLUSTRISSIMO SIGNOR PREFETTO ALLE AUTORITA’ SANITARIE ED AGLI ORGANI GIUDIZIARI SE RICORRANO, IN OSSEQUIO ALLE LEGGI ED ALLE NORMATIVE PREVISTE, GLI ESTREMI DELLA RIMOZIONE IMMEDIATA DEI NOSTRI AMMINISTRATORI UNICI VERI RESPONSABILI DI QUESTO DISASTRO AMBIENTALE E DI UNA “allegra e spregiudicata” (denunciata dalla stessa Corte dei Conti) GESTIONE AMMINISTRATIVA DELLA SOCIETA’ ATO PA1 DI CUI IL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE E’ SOCIO .

ISOLA DELLE FEMMINE COPERTA DI MUNNEZZA IL PROFESSORE SI DIMETTE CON IL SUO ASSESSORE ALL’AMBIENTE


LE MANCATE RISPOSTE DEL PROFESSORE AL CONSIGLIERE DIONISI VINCENZO

Il Cons. Dionisi “più che della risposta si dichiara insoddisfatto dei numeri citati, in quanto basta fare una sottrazione ed è evidente che siamo sotto di circa 526.000,00 € e mi chiedo, allora,

quante persone di Isola non pagano la TARSU e di questi quanti esercizi commerciali nel 2011 non hanno pagato la TARSU.

Quanti esercenti che hanno in gestione i tratti dell’arenile non pagano la TARSU?

Ma, per giusta regola e per dignità morale, dovremmo chiederci particolarmente noi Consiglieri che abbiamo aumentato la TARSU se noi per primi l’abbiamo pagata nel 2011, perché se così non è non sarebbe giusto nei confronti dei cittadini che pagano regolarmente.

Non è giusto che gli evasori producano altra spazzatura, tant’è che il Comune di Palermo ha avviato diversi controlli negli esercizi pubblici e sui gestori di arenili per vedere chi paga e tasse o meno.


Questa sarebbe l’efficienza di un Comune perché se continuiamo a non fa pagare la tassa agli evasori, oltre che essere complici, non riusciamo neanche a pagare i costi essenziali sostenuti dall’ATO PA1. nel bilancio 2012 si avrà, di conseguenza, un ammanco di oltre 500.000,00 €, né è corretto sostenere che le somme non introitate risultino comunque iscritte a ruolo, stante che chi gestisce un’attività deve pagare regolarmente le tasse.”

IL PROFESSORE NELLA Sua risposta al consigliere DIONISI non ha risposto alle seguenti domande:
1) Quante persone a Isola delle Femmine non hanno pagato la TARSU nel 2011?
Ove risultasse veritiera tale affermazione può il PROFESSORE dire ai Suoi Concittadini CHI sono le persone che NON hanno PAGATO la TARSU nell’anno 2011?


2) Quanti ESERCIZI COMMERCIALI non hanno pagato la TARSU nell’anno 2011?
Ove risultasse veritiera tale affermazione può il PROFESSORE dire ai Suoi Concittadini CHI sono gli esercizi commerciali che NON hanno PAGATO la TARSU nell’anno 2011?


3) Quanti esercenti dei solarium poste sui tratti dell’arenile non hanno pagato la TARSU nell’anno 2011?
Ove risultasse veritiera tale affermazione può il PROFESSORE dire ai Suoi Concittadini CHI sono gli esercenti dei solarium posti sui tratti di arenile di Isola delle Femmine NON hanno PAGATO la TARSU nell’anno 2011?


4) Il Consigliere di maggioranza geom. DIONISI nella Sua replica che dichiara insoddisfacente della risposta data dal PROFESSORE parla di: CONSIGLIERI COMUNALI che “presumibilmente” non hanno pagato la TARSU nell’anno 2011.

Ove risultasse veritiera tale affermazione può il PROFESSORE dire ai Suoi Concittadini CHI SONO QUESTI CONSIGLIERI COMUNALI che NON hanno PAGATO la TARSU relativa all’anno 2011? (per non parlare degli anni precedenti)

Delibera c.c. n.21.pdf (57 kb) File con estensione pdf

allegato Delibera cc n.21.pdf (86 kb) File con estensione pdf

COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE NEMMENO IN QUESTI

GIORNI DI PRESENZA DELLA COMMISSIONE DI ACCESSO

AGLI ATTI VI DEGNATE DI PULIRE SAREBBE FORSE

UNA FORMA DI RISPETTO E di buona ACCOGLIENZA.

non trova PROFESSORE?

PROFESSORE PROBABILMENTE SARA’ INFORMATO CHE

QUOTIDIANAMENTE DA OLTRE UN MESE GIORNALMENTE

SALGONO E SCENDONO I COMPONENTI DELLA COMMISSIONE

DI ACCESSO AGLI ATTI.

Questo smentisce ciò che Lei e i suoi fedelissimi vaneggiate

“ non troveranno nulla io sono pulito”

INGRESSO DEL PAESE DI ISOLA DELLE FEMMINE

12 GIUGNO 2012

LA STAZIONE DI ISOLA DELLE FEMMINE

12 GIUGNO 2012

MUNNEZZA EDICOLA ABITAZIONI RISTORANTE

ALLA STAZIONE

DI ISOLA DELLE FEMMINE 12 GIUGNO 2012

LA STAZIONE DI ISOLA DELLE FEMMINE 12 GIUGNO 2012

INGRESSO DELLA BANCA DEL POPOLO A ISOLA DELLE FEMMINE 12 GIUGNO 2012

UNA CITTADINA SI DESTREGGIA FRA LA MUNNEZZA

DI ISOLA 12 GIUGNO 2012

INGRESSO DEL PAESE DI ISOLA DELLE FEMMINE SCUOLA MEDIA

E MAXIM BAR

12 GIUGNO 2012

MUNNEZZA EDICOLA ABITAZIONI RISTORANTE

ALLA STAZIONE DI ISOLA DELLE FEMMINE

12 GIUGNO 2012





INGRESSO DEL PAESE DI ISOLA DELLE FEMMINE

SCUOLA MEDIA E MAXIM BAR

12 GIUGNO 2012









CLIENTE CHE LIBERA INGRESSO DELLA BANCA

DALLA MUNNEZZA 12 GIUGNO 2012





INGRESSO DELLA BANCA DEL POPOLO A ISOLA DELLE FEMMINE
12 GIUGNO 2012


INGRESSO DEL CONDOMINIO IN VIA ROMA
ISOLA DELLE FEMMINE 12 GIUGNO 2012






LA GIMKANA TRA LA MUNNEZZA DELL’AUTOMOBILISTA

A ISOLA DELLE FEMMINE 12 GIUGNO 2012



PANE E MUNNEZZA 12 GIUGNO 2012

A QUESTO PUNTO DI FRONTE A QUESTO SCEMPIO ambientale che mette a rischio la salute dei cittadini.
CONTRO QUESTO SISTEMA DI ILLEGALITA’ DI FAVORITISMI PER AMICI E PARENTI QUESTO PERENNE DISSERVIZIO A FRONTE DEI TRIBUTI VERSATI DA CITTADINI ONESTI E RESPONSABILI L’INVITO ALL’INTERA CITTADINANZA AD UNA

VIBRATA PROTESTA INVITO ALLA DISOBBEDIENZA CIVILE.

COME DICE IL PROFESSORE PAGARE PER IL SERVIZIO RESO!

NESSUN SERVIZIO NESSUN TRIBUTO!

BASTA CON IL SILENZIO URLIAMO FORTE IL NOSTRO DISAPPUNTO!

CHIEDIAMO LE IMMEDIATE DIMISSIONI DI CHI NON HA MANTENUTO LE PROMESSE ELETTORALI.

CHIEDIAMO LE DIMISSIONI DELL’INTERA AMMINISTRAZIONE CHE DELLA POLTICA AMBIENTALE NE AVEVA FATTO IL PROPRIO VESSILLO

avete fallito avete fallito avete fallito !!!!!!!!!!

Pino Ciampolillo

AMIANTO A ISOLA DELLE FEMMINE SI DIMETTE IL PROFESSORE CON IL SUO FIDATO ASSESSORE

Bertolt Brecht  : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”
Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..
“ Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in  superficie “
Pino Ciampolillo
A tutti i Sindaci della nostra Provincia chiediamo quindi di tenere ben ferma la rotta loro affidata dai cittadini e dalle leggi dello Stato, con particolare riguardo a quelle che tutelano la salute delle persone. Grandi sono le loro responsabilità indicate dalla legge per la tutela di questo bene primario che non ha prezzo, perché quando viene a mancare la salute non ci sono compensazioni che possano sopperire.
IL PROFESSORE «Ad Isola delle Femmine la mafia non c’è e non capisco cosa sia venuta a fare la commissione prefettizia »

IL PROFESSORE «Questo parco doveva essere il fiore all’occhiello della mia amministrazione, ed invece si è trasformato in un’onta personale, anche se io non ho colpe».

AMIANTO A ISOLA DELLE FEMMINE

Spentosi le fiamme dell’incendio che ha lambito le abitazioni a ridosso di un’area completamente abbandonata,  luogo di deposito di ogni  genere di munnezza  area  di ricovero di animali sorci zecche meschini zanzare e……un’area su  cui doveva sorgere un complesso residenziale di una cinquantina di appartamenti – C.E n.01-2010 – Edil C.P. S.a.s  -della  ditta EDIL C.P. di Puglisi Baldassare & C. S.A.S. (sotto inchiesta per fatti di MAFIA) si “disvela” in tutta la sua PERICOLOSITA’ ED INSALUBRITA’  una ampia  discarica a cielo aperto di AMIANTO.
La DISCARICA    di AMIANTO  ad   Isola delle Femmine si trova nel quadrilatero compreso tra via Falcone Via Sciacca Via Libertà  e Via Dante.
L’area della PERICOLOSSISSIMA E DANNOSISSIMA discarica è a ridosso di civili abitazioni, di fronte ALLA DISCARICA insiste la scuola Materna “La girandola” ed a seguire  un presidio medico ospedaliero,  alle spalle della discarica è operante il SUPERMERCATO Ai.Rom di Aiello e Romeo alla sinistra della discarica di AMIANTO si trova la Scuola Media  Riso.
La via Falcone è una importante via di passaggio per raggiungere la meravigliosa e stupenda spiaggia di Isola di Isola delle Femmine con i suoi Suk accampamenti e tanti tanti cumuli di munnezza.
ISOLA DELLE FEMMINE AMENA LOCALITA’ TURISTICA META  oltre che degli isolani anche dei TANTISSIMI turisti che annualmente trascorrono le vacanze estive nel nostro paese.
AMIANTO E MUNNEZZA VIA FALCONE   VISTA OSPEDALETTO
VISTA SUPERMERCATO VISTA  SCUOLE MEDIA E
PRIMA INFANZIA    ISOLA  DELLE  FEMMINE 
13 GIUGNO 2012
AMIANTO E MUNNEZZA VIA FALCONE VISTA
OSPEDALETTO VISTA SUPERMERCATO VISTA 
SCUOLE MEDIA E PRIMA INFANZIA    ISOLA 
DELLE  FEMMINE  13 GIUGNO 2012
AMIANTO E MUNNEZZA VIA FALCONE VISTA
OSPEDALETTO VISTA SUPERMERCATO VISTA 
SCUOLE MEDIA E PRIMA INFANZIA    ISOLA 
DELLE  FEMMINE  13 GIUGNO 2012

AMIANTO E MUNNEZZA VIA FALCONE   VISTA OSPEDALETTO
VISTA SUPERMERCATO VISTA  SCUOLE MEDIA E PRIMA
INFANZIA    ISOLA  DELLE  FEMMINE  13 GIUGNO 2012
AMIANTO E MUNNEZZA VIA FALCONE VISTA
OSPEDALETTO VISTA SUPERMERCATO VISTA 
SCUOLE MEDIA E PRIMA INFANZIA    ISOLA 
DELLE  FEMMINE  13 GIUGNO 2012
AMIANTO E MUNNEZZA VIA FALCONE VISTA
OSPEDALETTO VISTA SUPERMERCATO VISTA 
SCUOLE MEDIA E PRIMA INFANZIA    ISOLA 
DELLE  FEMMINE  13 GIUGNO 2012
AMIANTO E MUNNEZZA VIA FALCONE VISTA
OSPEDALETTO VISTA SUPERMERCATO VISTA 
SCUOLE MEDIA E PRIMA INFANZIA    ISOLA 
DELLE  FEMMINE  13 GIUGNO 2012
AMIANTO E MUNNEZZA VIA FALCONE VISTA
OSPEDALETTO VISTA SUPERMERCATO VISTA 
SCUOLE MEDIA E PRIMA INFANZIA    ISOLA 
DELLE  FEMMINE  13 GIUGNO 2012
AMIANTO E MUNNEZZA VIA FALCONE VISTA
OSPEDALETTO VISTA SUPERMERCATO VISTA 
SCUOLE MEDIA E PRIMA INFANZIA    ISOLA 
DELLE  FEMMINE  13 GIUGNO 2012
AMIANTO E MUNNEZZA VIA FALCONE VISTA
OSPEDALETTO VISTA SUPERMERCATO VISTA 
SCUOLE MEDIA E PRIMA INFANZIA    ISOLA 
DELLE  FEMMINE  13 GIUGNO 2012
L’AREA DI VIA FALCONE PRIMA DELL’INCENDIO
L’AMIANTO NASCOSTO NELL’AREA DA
CEMENTIFICARE C.E n.01-2010 – Edil C.P. S.a.s

IL PROFESSORE «Ad Isola delle Femmine la mafia non c’è e non capisco cosa sia venuta a fare la commissione prefettizia »


IL PROFESSORE «Questo parco doveva essere il fiore all’occhiello della mia amministrazione, ed invece si è trasformato in un’onta personale, anche se io non ho colpe».

IL BUSSINESS NELL’EMERGENZA RIFIUTI

“ Ad ogni stop del servizio crescono in maniera esponenziale i costi. Ogni volta che la raccolta si ferma, si devono spendere ancora più soldi per farla ripartire e per liberare le strade dalla spazzatura accumulata.”                                                  

“…. questa situazione di caos può convenire a qualche ditta privata che nell’incertezza generale può guadagnare fior di quattrini.”

OSSERVATORIO RIFIUTI ASSESSORATO SICILIA: “…. i sindaci fanno di tutto per non chiedere ai cittadini di pagare questa tassa, in particolare in periodi di campagna elettorale…”
OSSERVATORIO RIFIUTI ASSESSORATO SICILIA: “…. i sindaci hanno creato un debito con gli Ato che a loro volta non hanno pagato le imprese che gestiscono il servizio di raccolta. Si è creata così l’emergenza nelle strade e anche il rischio per i lavoratori di essere licenziati dalle imprese in crisi di liquidità. …”

Il Consiglio di Stato respinge l’appello di Cementirossi

http://isoladellefemmineitalcementieambiente.blogspot.it/2012/04/il-consiglio-di-stato-respinge-lappello.html

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