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LA REQUISITORIA DEL P.M. DEL BENE PER L’ASSASSINIO DI VINCENZO ENEA A ISOLA DELLE FEMMINE da parte di FRANCESCO BRUNO



Il giudice di Palermo dr. Piergiorgio Morosini all’udienza di Consiglio del 22 maggio 2013 ha pronunciato e pubblicato mediante lettura del dispositivo la seguente sentenza nei confronti di BRUNO FRANCESCO visti gli art 533 535 c.p.p.
Dichiara BRUNO colpevole del reato di OMICIDIO AGGRAVATO a lui ascritto e con la riduzione della penza prevista per la scelta del rito lo condanna alla pena di ANNI TRENTA di reclusione oltre al pagamento delle spese…..continua su
LA REQUISITORIA DEL P.M. DEL BENE PER L’ASSASSINIO DI VINCENZO ENEA A ISOLA DELLE FEMMINE da parte di FRANCESCO BRUNO

ADDIO PIZZO 5, B.B.P., BADALAMENTI, Bruno Francesco, CATALDO, COPACABANA, COSTA CORSARA, D’AGOSTINO, DI MAGGIO, ENEA, EREDI CARDINALE, GALLINA, IMPASTATO, LUCIDO, MICALIZZI, NAIMO, ONORATO, POMIERO, RICCOBONO

 

ISOLA DELLE FEMMINE. Omicidio Enea, condanna a 30 anni per Francesco Bruno

Il Gup Piergiorgio Morosini ha accolto la richiesta del pm Del Bene

Per l’omicidio del costruttore di Isola delle Femmine, Vincenzo Enea, avvenuto nel giugno del 1982 c’è un colpevole. Il gup Piergiorgio Morosini, accogliendo la richiesta del pm, Francesco Del Bene, ha condannato a trent’anni il boss ergastolano Francesco Bruno. La sentenza è stata pronunciata oggi pomeriggio, a conclusione del rito abbreviato che si è celebrato in corte d’Assise. Nella vicenda Enea, riaperta grazie alle testimonianze dei figli della vittima e alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, i familiari del costruttore ucciso sono parte civile, con l’assistenza dell’avvocato Giuseppe Marchì. Nel corso della requisitoria Del Bene ha collegato l’omicidio Enea con un altro fatto di sangue, l’omicidio di Benedetto D’Agostino, caduto sotto i colpi dei killer pochi giorni prima di Enea. Diversamente da quel che accadde per D’Agostino, in cui non ci sono testimoni che possano confermare le accuse dei pentiti, per il secondo delitto c’è la testimonianza del figlio, Pietro Enea, oggi residente negli Stati Uniti, rimasto per anni in silenzio per paura, e che ha deposto un paio di anni fa. Lui ha fornito però elementi soltanto contro Bruno, la cui auto, più o meno all’ora del delitto, era posteggiata nei pressi del cantiere in cui stava lavorando Vincenzo Enea, in via Palermo, a Isola. I familiari di Enea non hanno mai smesso di cercare giustizia. Per questo, quando hanno parlato i pentiti, hanno aggiunto il loro contributo alle attività dei carabinieri, coordinati dal pm Del Bene. Pagando però un prezzo: «Da quando è cominciata questa storia molte persone, qui a Isola, non mi salutano più. È una cosa che proprio non mi va giù, ma io vado avanti, assieme ai miei fratelli», aveva detto uno dei figli della vittima, Riccardo Enea, il mese scorso. Il giudice ha concesso anche una provvisionale di 100 mila euro, ma i familiari in sede civile hanno chiesto 6 milioni di euro e il riconoscimento del padre quale vittima di mafia.

Isola delle Femmine, omicidio Enea. Il Pm chiede 30 anni per Francesco Bruno

I familiari chiedono per il padre il riconoscimento di vittima della mafia

Il pubblico ministero ha chiesto la condanna a 30 anni di reclusione per Francesco Bruno, ritenuto uno degli esecutori materiali dell’omicidio dell’imprenditore di Isola delle Femmine, Francesco Enea, avvenuto l’8 giugno del 1982. Nella requisitoria di oggi, davanti al giudice della corte d’Assise di Palermo, Piergiorgio Morosini, la pubblica accusa ha ricostruito il contesto storico in cui è avvenuto l’agguato, preceduto dall’assassinio di Emanuele D’Agostino, della famiglia di Cinisi. I legali dell’imputato nella precedente udienza avevano chiesto il rito abbreviato per Bruno, che sta scontando un ergastolo. I fatti risalgono a più di 30 anni fa, Enea venne freddato davanti all’ingresso del Village Bungalow di Via Palermo a Isola delle Femmine. Trenta anni dopo la Procura di Palermo ha incrociato le dichiarazioni dei figli con i verbali di alcuni collaboratori di giustizia, individuando uno dei possibili esecutore del delitto. E’ emerso che Vincenzo Enea sarebbe stato ucciso per la sua opposizione ai progetti di espansione di Francesco Bruno che voleva imporgli di stare insieme in una società di fatto o comunque acquisire al suo cantiere confinante le villette che stava costruendo in Corso Italia, ai confini della Costa Corsara di Isola delle Femmine. Un delitto rimasto avvolto nel mistero fino a quando alcuni mesi fa l’ex procuratore aggiunto Antonino Ingoia e il sostituto Francesco Del Bene sono andati negli Stati Uniti dove vivono due dei figli Pietro e Maria Teresa Enea si sono stabiliti dopo la morte del padre per paura di essere eliminati. Francesco Bruno è da tempo all’ergastolo nel carcere di massima sicurezza di Padova, per l’omicidio di Stefano Gallina boss di Carini ucciso il 1 ottobre 1981. I legali di parte civile della famiglia Enea hanno chiesto il risarcimento di un milione di euro a testa mentre per Pietro Enea è stato chiesto un risarcimento di 5 milioni di euro oltre al riconoscimento per il padre di vittima della mafia.

Palermo 23 Aprile 2013 Corte d’Assise.
Hanno chiesto il rito abbreviato i difensori del boss Francesco Bruno nel processo dell’omicidio dell’imprenditore edile di Isola delle Femmine Vincenzo Enea nel processo che si sta svolgendo in Corte d’Assise di Palermo.
Il Giudice Pier Giorgio Morosini ha fissato la prossima udienza al 21 maggio.
I fatti risalgono all’8 giugno del 1982 , Enea venne freddato davanti all’ingresso del Village Bungalow di Via Palermo a Isola.
Trenta anni dopo la Procura di Palermo ha incrociato le dichiarazioni dei figli con i verbali di alcuni collaboratori di giustizia, individuando uno dei possibili esecutore del delitto.
E’ emerso che Vincenzo Enea sarebbe stato ucciso per la sua opposizione ai progetti di espansione di Francesco Bruno che voleva imporgli di stare insieme in una società di fatto o comunque acquisire al suo cantiere confinante le villette che stava costruendo in Corso Italia, ai confini della Costa Corsara di Isola delle Femmine.
Un delitto rimasto avvolto nel mistero fino a quando alcuni mesi fa l’ex procuratore aggiunto Antonino Ingroia e il sostituto Francesco Del bene sono andati negli Stati Uniti dove vivono due dei figli Pietro e Maria Teresa Enea si sono stabiliti dopo la morte del padre per paura di essere eliminati.
Bruno Francesco già all’ergastolo, nel carcere di massima sicurezza di Padova, da tempo per l’omicidio di Stefano Gallina boss di Carini ucciso il 1 ottobre 1981. Bruno per uccidere Vincenzo Enea non avrebbe agito da solo ma finora non erano stati individuati né i killer né i mandanti







Il CANTIERE DELLA “DISCORDIA” A RIDOSSO DELLA COSTA CORSARA COMPRESO
NEL QUADRILATERO DI CORSO ITALIA VIA DELLE PALME CON LA via DEI PINI
CORSO ITALIA COSTA CORSARA COSTRUITA DALLA B.B.P. s.n.c. CHE “PRESUMIBILMENTE” INVADE L’AREA DEI CARDINALE EREDI INSERITA NEL PROGETTO DI ENEA VINCENZO
ENEA VINCENZO IMPRENDITORE EDILE CHE ACQUISTA TERRENI IN PERMUTA E COSTRUISCE
A ISOLA DELLE FEMMINE OPERANO I PIÙ IMPORTANTI IMPRENDITORI MAFIOSI
DOPO L’OMICIDIO DI ENEA CESSA OGNI TIPO DI “PRESSIONE E/O VESSAZIONE” NEI CONFRONTI DEGLI EREDI CARDINALE
20.05.2011 UN TESTE SENTITO IN PROCURA: “non sono a conoscenza che la B.B.P. abbia invaso l’area degli EREDI CARDINALE”

Enea
Vincenzo si rompe il muro del silenzio sull’omicidio

Ergastolano
Siciliano l’ergastolano Bruno Francesco

Finalmente, dopo circa trenta anni e grazie al coraggio dei propri figli si rompe il silenzio sull’omicidio di Vincenzo Enea avvenuto nell’anno 1982. Si riaprono le indagini su un omicidio che ha visto coinvolti gli stessi personaggi protagonisti del processo “tempesta”.

La speranza da parte dei figli che l’apertura delle indagini possa portare all’individuazione degli esecutori e dei mandanti del delito di chiara matrice mafiosa.

CAPACI
ISOLA BRUNO FRANCESCO VASSALLO SALVATORE
BILLECI
SALVATORE BADALAMENTI COPACABANA RICCOBONO
GIOVANNI…….
OPERAZI0NE SAN LORENZO
IL PASSAGGIO DEL TESTIMONE

La
strage degli innocenti

LEGGIO
SPACCO’ IN DUE COSA NOSTRA IL PENTITO NAIMO AL PROCESSO

26 Gennaio 1982 Isola delle Femmine (PA), ucciso Nicolò Piombino

L’ALTRA FACCIA DELLA
MEDAGLIA UN INTERVENTO SULLA BRUTALE AGGRESSIONE AL PROFESSORE

Intercettato
al telefono con l ’ing. Galluzzo della S.I.S. il Sindaco di Isola delle Femmine Professore
Gaspare Portobello chiedeva posti di lavoro per i suoi concittadini di Isola
delle Femmine

https://pinociampolillo.wordpress.com/2012/04/22/intercettato-al-telefono-con-ling-galluzzo-della-s-i-s-il-sindaco-di-isola-delle-femmine-professore-gaspare-portobello-chiedeva-posti-di-lavoro-per-i-suoi-concittadini-di-isola-delle-femmine/

MICALIZZI MICHELE:
genero di Riccobono.
MUTOLO GASPARE:
elemento di spicco della famiglia di Rosario Riccobono.
RICCOBONO ROSARIO:
rappresentante di Partanna Mondello nel 1975 e dal 1978. Suo fratello Giuseppe,
a sua volta rappresentante di Partanna-Mondello, venne ucciso il 27.7.1961. Condannato
all’ergastolo. Scomparso, forse vittima di lupara bianca nel 1982. era socio
della cooperativa edilizia Liberta’. Reggeva i contatti con alcuni membri della
famiglia Santapaola a Catania.
BADALAMENTI GAETANO
(zu’ Tanu)(**): capo famiglia di Cinisi dal 1962 quando succede, pacificamente,
a Cesare Manzella rappresentante in seno alla commissione. Rappresentante della
famiglia di Cinisi nel 1975, viene espulso da Cosa Nostra nel 1978 per motivi
oscuri. E’ attivo nel traffico degli stupefacenti anche dopo questa data, il
22.5.84, infatti, viene colpito da mandato di cattura. Viene arrestato a Madrid
l’8.4.1984.
BADALAMENTI SILVIO:
nipote di Gaetano, assassinato il 2.6.1983.
BADALAMENTI VITO(**): di Gaetano.
Arrestato con il padre a Madrid l’8.4.84. Imputato per traffico di
stupefacenti, mandato di cattura 22.5.84.
ALFANO PIETRO(**):
Cugino di Gaetano Badalamenti. Arrestato con Gaetano Badalamenti a Madrid
l’8.4.84. Imputato per traffico di stupefacenti, mandato di cattura 22.5.84.
D’AGOSTINO EMANUELE:
elemento di spicco della famiglia di S.Maria del Gesu’. Fedelissimo di Bontate,
scompare dopo la morte di quest’ultimo. Coinvolto nel traffico di stupefacenti.
D’AGOSTINO ROSARIO:
catturato mentre si nascondeva con Giuseppe Grado nella villa di questi a
Besano. Era il guardaspalle di quest’ultimo. Traffico di stupefacenti.
D’AGOSTINO ROSARIO:
di Ignazio e di Bonanno Caterina, Palermo ?/6/1946. Detenuto (~).
GALLINA STEFANO: membro
della famiglia di Cinisi, ucciso il 1.10.1981.

Il Giudizio abbreviato. La disciplina
ed i vantaggi.

Il
Giudizio abbreviato
E’ un rito
alternativo di celebrazione del processo rispetto al rito ordinario (ovvero al
dibattimento ove la prova è assunta avanti al Giudice in contraddittorio tra le
parti ed il Giudice nulla – o quasi nulla – conosce degli atti di indagine
contenuti nel fascicolo del Pubblico Ministero).
E’ un giudizio che si
celebra allo stato degli atti ovvero sulla base di quelli che sono i risultati
delle indagini preliminari della polizia e che sono confluiti nel fascicolo del
Pubblico Ministero.
Non verranno – di
norma – sentiti testimoni né dell’accusa né della difesa.
Se la difesa intende
argomentare con documenti o per iscritto dovrà farlo con un apposito deposito
nel fascicolo del PM PRIMA della richiesta di abbreviato.
Il Giudizio
abbreviato si celebra avanti al GIP (ovvero un giudice unico qualunque sia il reato
per il quale si procede) in camera di consiglio ovvero senza la presenza del
pubblico (PM, difesa e Giudice non indossano la toga; solitamente si celebra
nella stanza del Giudice).
La richiesta di
Giudizio abbreviato è un diritto dell’imputato ed è prevista per qualsiasi tipo
di reato.
Il processo in
abbreviato si celebra in Camera di Consiglio avanti al GIP una volta che
l’imputato ne ha fatto richiesta o l’ha avanzata il difensore munito di procura
speciale.
L’abbreviato – dopo
il controllo delle formalità relative alla citazione dell’imputato e del suo
difensore – si apre con la requisitoria del PM alla quale segue l’arringa del
difensore.
Può partecipare anche
la persona offesa che può costituirsi parte civile con il suo avvocato (V. per
la costituzione di parte civile in questa stessa categoria del sito).
Il Giudice – letti i
documenti del fascicolo del PM ed eventualmente quelli depositati dalla difesa
PRIMA della richiesta di abbreviato nonché ascoltati sia il PM che la difesa –
deciderà se condannare o assolvere l’imputato.
L’assoluzione è
sempre ovviamente astrattamente possibile.
In caso di condanna il rito prevede una premialità per
l’imputato: ovvero la riduzione di un terzo della pena eventualmente inflitta.
La riduzione è
“secca” ovvero non può essere né maggiore né minore di un terzo della pena che
irrogherebbe il giudice senza riduzione ed è stata pensata dal Legislatore per
indurre gli imputati ad evitare processi lunghi e costosi.
Il Giudizio
abbreviato deve essere richiesto o durante l’Udienza preliminare, oppure – se
questa manca data la natura del reato – nella fase preliminare della prima
udienza dibattimentale e, comunque, in sostanza, prima che inizi la
celebrazione del processo con il rito ordinario.
****
Il Giudizio abbreviato condizionato.
Come detto, il
Giudizio abbreviato si svolge allo stato degli atti ovvero tutti quegli atti e
documenti contenuti nel fascicolo del PM al momento della richiesta di
abbreviato (che, lo ricordiamo, può essere chiesto solo e solamente
dall’imputato ed il PM non vi si può in alcun modo opporre ed il Giudice per accogliere
la richiesta deve solo considerare la correttezza formale della domanda).
Ma non è sempre così.
La procedura penale
prevede il Giudizio abbreviato condizionato ovvero un giudizio allo stato degli
atti ma con la possibilità di assumere ex novo la prova (o le prove) indicate
dall’imputato che, difatti, “condiziona” la sua richiesta di abbreviato
all’acquisizione delle prove che lui stesso indicherà.
Il PM come non può
chiedere che si proceda con il Giudizio abbreviato, così non può avanzare
nessuna richiesta di condizione (semmai si può opporre a quelle richieste dalla
difesa).
La richiesta delle
nuove assunzioni probatorie avanzata dalla difesa deve necessariamente essere
compatibile con la natura del Giudizio abbreviato: si dovrà trattare di prove
necessarie e che non stravolgano quella celerità e speditezza e quello “stato
degli atti” tipici del Giudizio abbreviato.
Il PM potrà addurre
prove contrarie.
In ogni caso, qualora
il compendio accusatorio (ovvero, in generale, tutti gli contenuti nel
fascicolo del PM) non sia sufficiente per il GIP per addivenire ad una decisone
(sia di condanna che di colpevolezza), il Giudice – di ufficio – potrà
provvedere ad assumere nuove prove (sia in caso di Giudizio abbreviato
“normale” che condizionato).
La Sentenza del
Giudizio abbreviato può essere impugnata in Appello come una Sentenza emessa a
seguito di celebrazione con il rito ordinario.
****
Il Giudizio
abbreviato può essere opportuno in diverse occasioni:
§
Nel caso di colpevolezza certa e provata già nella fase delle
indagini preliminari. Lo sconto di un terzo è sicuramente il migliore risultato
che si può ottenere in una sempre auspicabile e pragmatica ottica difensiva;
§
Nel caso in cui gli indizi raccolti durante le fase delle
indagini non siano tali da potersi dire superato il ragionevole dubbio circa la
colpevolezza dell’incolpato (un approfondimento dibattimentale in
contraddittorio tra le parti potrebbe colmare le lacune cristallizzate nelle
indagini);
§
Il coacervo accusatorio – che l’imputato conoscerà fin dal
momento dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari ex art. 415 bis
c.p.p. (V. nella categoria “cose da sapere” del sito) ovvero ben prima del
momento per la richiesta di Giudizio abbreviato – cristallizzato negli atti
delle indagini preliminari potrebbe indicare all’imputato ed al suo difensore
importati temi di prova da indagare in sede di indagini investigative difensive
(testimoni, documenti ed ogni altra circostanza di fatto e di diritto di segno
opposto rispetto a quella posta dagli investigatori alla base della pretesa
punitiva). Il quadro probatorio del PM, dunque, a seguito delle indagini o
dalle considerazioni svolte dalla difesa, potrà essere completato (e, direi, contraddetto
e minato) con tutti gli elementi raccolti dalla difesa e depositati nel
fascicolo del PM cosicché (al momento della celebrazione dell’abbreviato) il
Giudice troverà già nel fascicolo che studierà per la decisione tutti i “buchi”
della tesi accusatoria e l’illustrazione delle piste e deduzioni alternative a
sostegno dell’innocenza dell’imputato.

Pagine
correlate:

http://www.studiolegaledelalla.it/cose_da_sapere/il-giudizio-abbreviato-la-disciplina-ed-i-vantaggi/

B.B.P.,BADALAMENTI,BRUNO FRANCESCO,CATALDO, COPACABANA,D’ AGOSTINO,ENEA VINCENZO,IMPASTATO,EREDI CARDINALE,LO PICCOLO,LUCIDO, MICALIZZI;MUTOLO, ONORATO FRANCESCO,ROSARIO NAIMO,ROSARIO RICCOBONO,GALLINA

B.B.P., BADALAMENTI, Bruno Francesco, CATALDO, COPACABANA, D’ Agostino, Enea Vincenzo, EREDI CARDINALE, Gallina, IMPASTATO, LO PICCOLO, LUCIDO, Micalizzi;Mutolo, ONORATO FRANCESCO, ROSARIO NAIMO, Rosario Riccobono,

LA REQUISITORIA DEL P.M. DEL BENE PER L’ASSASSINIO DI VINCENZO ENEA A ISOLA DELLE FEMMINE da parte di FRANCESCO BRUNO



Il giudice di Palermo dr. Piergiorgio Morosini all’udienza di Consiglio del 22 maggio 2013 ha pronunciato e pubblicato mediante lettura del dispositivo la seguente sentenza nei confronti di BRUNO FRANCESCO visti gli art 533 535 c.p.p.
Dichiara BRUNO colpevole del reato di OMICIDIO AGGRAVATO a lui ascritto e con la riduzione della penza prevista per la scelta del rito lo condanna alla pena di ANNI TRENTA di reclusione oltre al pagamento delle spese…..continua su
LA REQUISITORIA DEL P.M. DEL BENE PER L’ASSASSINIO DI VINCENZO ENEA A ISOLA DELLE FEMMINE da parte di FRANCESCO BRUNO

ADDIO PIZZO 5, B.B.P., BADALAMENTI, Bruno Francesco, CATALDO, COPACABANA, COSTA CORSARA, D’AGOSTINO, DI MAGGIO, ENEA, EREDI CARDINALE, GALLINA, IMPASTATO, LUCIDO, MICALIZZI, NAIMO, ONORATO, POMIERO, RICCOBONO

 

ISOLA DELLE FEMMINE. Omicidio Enea, condanna a 30 anni per Francesco Bruno

Il Gup Piergiorgio Morosini ha accolto la richiesta del pm Del Bene

Per l’omicidio del costruttore di Isola delle Femmine, Vincenzo Enea, avvenuto nel giugno del 1982 c’è un colpevole. Il gup Piergiorgio Morosini, accogliendo la richiesta del pm, Francesco Del Bene, ha condannato a trent’anni il boss ergastolano Francesco Bruno. La sentenza è stata pronunciata oggi pomeriggio, a conclusione del rito abbreviato che si è celebrato in corte d’Assise. Nella vicenda Enea, riaperta grazie alle testimonianze dei figli della vittima e alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, i familiari del costruttore ucciso sono parte civile, con l’assistenza dell’avvocato Giuseppe Marchì. Nel corso della requisitoria Del Bene ha collegato l’omicidio Enea con un altro fatto di sangue, l’omicidio di Benedetto D’Agostino, caduto sotto i colpi dei killer pochi giorni prima di Enea. Diversamente da quel che accadde per D’Agostino, in cui non ci sono testimoni che possano confermare le accuse dei pentiti, per il secondo delitto c’è la testimonianza del figlio, Pietro Enea, oggi residente negli Stati Uniti, rimasto per anni in silenzio per paura, e che ha deposto un paio di anni fa. Lui ha fornito però elementi soltanto contro Bruno, la cui auto, più o meno all’ora del delitto, era posteggiata nei pressi del cantiere in cui stava lavorando Vincenzo Enea, in via Palermo, a Isola. I familiari di Enea non hanno mai smesso di cercare giustizia. Per questo, quando hanno parlato i pentiti, hanno aggiunto il loro contributo alle attività dei carabinieri, coordinati dal pm Del Bene. Pagando però un prezzo: «Da quando è cominciata questa storia molte persone, qui a Isola, non mi salutano più. È una cosa che proprio non mi va giù, ma io vado avanti, assieme ai miei fratelli», aveva detto uno dei figli della vittima, Riccardo Enea, il mese scorso. Il giudice ha concesso anche una provvisionale di 100 mila euro, ma i familiari in sede civile hanno chiesto 6 milioni di euro e il riconoscimento del padre quale vittima di mafia.

Isola delle Femmine, omicidio Enea. Il Pm chiede 30 anni per Francesco Bruno

I familiari chiedono per il padre il riconoscimento di vittima della mafia

Il pubblico ministero ha chiesto la condanna a 30 anni di reclusione per Francesco Bruno, ritenuto uno degli esecutori materiali dell’omicidio dell’imprenditore di Isola delle Femmine, Francesco Enea, avvenuto l’8 giugno del 1982. Nella requisitoria di oggi, davanti al giudice della corte d’Assise di Palermo, Piergiorgio Morosini, la pubblica accusa ha ricostruito il contesto storico in cui è avvenuto l’agguato, preceduto dall’assassinio di Emanuele D’Agostino, della famiglia di Cinisi. I legali dell’imputato nella precedente udienza avevano chiesto il rito abbreviato per Bruno, che sta scontando un ergastolo. I fatti risalgono a più di 30 anni fa, Enea venne freddato davanti all’ingresso del Village Bungalow di Via Palermo a Isola delle Femmine. Trenta anni dopo la Procura di Palermo ha incrociato le dichiarazioni dei figli con i verbali di alcuni collaboratori di giustizia, individuando uno dei possibili esecutore del delitto. E’ emerso che Vincenzo Enea sarebbe stato ucciso per la sua opposizione ai progetti di espansione di Francesco Bruno che voleva imporgli di stare insieme in una società di fatto o comunque acquisire al suo cantiere confinante le villette che stava costruendo in Corso Italia, ai confini della Costa Corsara di Isola delle Femmine. Un delitto rimasto avvolto nel mistero fino a quando alcuni mesi fa l’ex procuratore aggiunto Antonino Ingoia e il sostituto Francesco Del Bene sono andati negli Stati Uniti dove vivono due dei figli Pietro e Maria Teresa Enea si sono stabiliti dopo la morte del padre per paura di essere eliminati. Francesco Bruno è da tempo all’ergastolo nel carcere di massima sicurezza di Padova, per l’omicidio di Stefano Gallina boss di Carini ucciso il 1 ottobre 1981. I legali di parte civile della famiglia Enea hanno chiesto il risarcimento di un milione di euro a testa mentre per Pietro Enea è stato chiesto un risarcimento di 5 milioni di euro oltre al riconoscimento per il padre di vittima della mafia.

Palermo 23 Aprile 2013 Corte d’Assise.
Hanno chiesto il rito abbreviato i difensori del boss Francesco Bruno nel processo dell’omicidio dell’imprenditore edile di Isola delle Femmine Vincenzo Enea nel processo che si sta svolgendo in Corte d’Assise di Palermo.
Il Giudice Pier Giorgio Morosini ha fissato la prossima udienza al 21 maggio.
I fatti risalgono all’8 giugno del 1982 , Enea venne freddato davanti all’ingresso del Village Bungalow di Via Palermo a Isola.
Trenta anni dopo la Procura di Palermo ha incrociato le dichiarazioni dei figli con i verbali di alcuni collaboratori di giustizia, individuando uno dei possibili esecutore del delitto.
E’ emerso che Vincenzo Enea sarebbe stato ucciso per la sua opposizione ai progetti di espansione di Francesco Bruno che voleva imporgli di stare insieme in una società di fatto o comunque acquisire al suo cantiere confinante le villette che stava costruendo in Corso Italia, ai confini della Costa Corsara di Isola delle Femmine.
Un delitto rimasto avvolto nel mistero fino a quando alcuni mesi fa l’ex procuratore aggiunto Antonino Ingroia e il sostituto Francesco Del bene sono andati negli Stati Uniti dove vivono due dei figli Pietro e Maria Teresa Enea si sono stabiliti dopo la morte del padre per paura di essere eliminati.
Bruno Francesco già all’ergastolo, nel carcere di massima sicurezza di Padova, da tempo per l’omicidio di Stefano Gallina boss di Carini ucciso il 1 ottobre 1981. Bruno per uccidere Vincenzo Enea non avrebbe agito da solo ma finora non erano stati individuati né i killer né i mandanti







Il CANTIERE DELLA “DISCORDIA” A RIDOSSO DELLA COSTA CORSARA COMPRESO
NEL QUADRILATERO DI CORSO ITALIA VIA DELLE PALME CON LA via DEI PINI
CORSO ITALIA COSTA CORSARA COSTRUITA DALLA B.B.P. s.n.c. CHE “PRESUMIBILMENTE” INVADE L’AREA DEI CARDINALE EREDI INSERITA NEL PROGETTO DI ENEA VINCENZO
ENEA VINCENZO IMPRENDITORE EDILE CHE ACQUISTA TERRENI IN PERMUTA E COSTRUISCE
A ISOLA DELLE FEMMINE OPERANO I PIÙ IMPORTANTI IMPRENDITORI MAFIOSI
DOPO L’OMICIDIO DI ENEA CESSA OGNI TIPO DI “PRESSIONE E/O VESSAZIONE” NEI CONFRONTI DEGLI EREDI CARDINALE
20.05.2011 UN TESTE SENTITO IN PROCURA: “non sono a conoscenza che la B.B.P. abbia invaso l’area degli EREDI CARDINALE”

Enea
Vincenzo si rompe il muro del silenzio sull’omicidio

Ergastolano
Siciliano l’ergastolano Bruno Francesco

Finalmente, dopo circa trenta anni e grazie al coraggio dei propri figli si rompe il silenzio sull’omicidio di Vincenzo Enea avvenuto nell’anno 1982. Si riaprono le indagini su un omicidio che ha visto coinvolti gli stessi personaggi protagonisti del processo “tempesta”.

La speranza da parte dei figli che l’apertura delle indagini possa portare all’individuazione degli esecutori e dei mandanti del delito di chiara matrice mafiosa.

CAPACI
ISOLA BRUNO FRANCESCO VASSALLO SALVATORE
BILLECI
SALVATORE BADALAMENTI COPACABANA RICCOBONO
GIOVANNI…….
OPERAZI0NE SAN LORENZO
IL PASSAGGIO DEL TESTIMONE

La
strage degli innocenti

LEGGIO
SPACCO’ IN DUE COSA NOSTRA IL PENTITO NAIMO AL PROCESSO

26 Gennaio 1982 Isola delle Femmine (PA), ucciso Nicolò Piombino

L’ALTRA FACCIA DELLA
MEDAGLIA UN INTERVENTO SULLA BRUTALE AGGRESSIONE AL PROFESSORE

Intercettato
al telefono con l ’ing. Galluzzo della S.I.S. il Sindaco di Isola delle Femmine Professore
Gaspare Portobello chiedeva posti di lavoro per i suoi concittadini di Isola
delle Femmine

https://pinociampolillo.wordpress.com/2012/04/22/intercettato-al-telefono-con-ling-galluzzo-della-s-i-s-il-sindaco-di-isola-delle-femmine-professore-gaspare-portobello-chiedeva-posti-di-lavoro-per-i-suoi-concittadini-di-isola-delle-femmine/

MICALIZZI MICHELE:
genero di Riccobono.
MUTOLO GASPARE:
elemento di spicco della famiglia di Rosario Riccobono.
RICCOBONO ROSARIO:
rappresentante di Partanna Mondello nel 1975 e dal 1978. Suo fratello Giuseppe,
a sua volta rappresentante di Partanna-Mondello, venne ucciso il 27.7.1961. Condannato
all’ergastolo. Scomparso, forse vittima di lupara bianca nel 1982. era socio
della cooperativa edilizia Liberta’. Reggeva i contatti con alcuni membri della
famiglia Santapaola a Catania.
BADALAMENTI GAETANO
(zu’ Tanu)(**): capo famiglia di Cinisi dal 1962 quando succede, pacificamente,
a Cesare Manzella rappresentante in seno alla commissione. Rappresentante della
famiglia di Cinisi nel 1975, viene espulso da Cosa Nostra nel 1978 per motivi
oscuri. E’ attivo nel traffico degli stupefacenti anche dopo questa data, il
22.5.84, infatti, viene colpito da mandato di cattura. Viene arrestato a Madrid
l’8.4.1984.
BADALAMENTI SILVIO:
nipote di Gaetano, assassinato il 2.6.1983.
BADALAMENTI VITO(**): di Gaetano.
Arrestato con il padre a Madrid l’8.4.84. Imputato per traffico di
stupefacenti, mandato di cattura 22.5.84.
ALFANO PIETRO(**):
Cugino di Gaetano Badalamenti. Arrestato con Gaetano Badalamenti a Madrid
l’8.4.84. Imputato per traffico di stupefacenti, mandato di cattura 22.5.84.
D’AGOSTINO EMANUELE:
elemento di spicco della famiglia di S.Maria del Gesu’. Fedelissimo di Bontate,
scompare dopo la morte di quest’ultimo. Coinvolto nel traffico di stupefacenti.
D’AGOSTINO ROSARIO:
catturato mentre si nascondeva con Giuseppe Grado nella villa di questi a
Besano. Era il guardaspalle di quest’ultimo. Traffico di stupefacenti.
D’AGOSTINO ROSARIO:
di Ignazio e di Bonanno Caterina, Palermo ?/6/1946. Detenuto (~).
GALLINA STEFANO: membro
della famiglia di Cinisi, ucciso il 1.10.1981.

Il Giudizio abbreviato. La disciplina
ed i vantaggi.

Il
Giudizio abbreviato
E’ un rito
alternativo di celebrazione del processo rispetto al rito ordinario (ovvero al
dibattimento ove la prova è assunta avanti al Giudice in contraddittorio tra le
parti ed il Giudice nulla – o quasi nulla – conosce degli atti di indagine
contenuti nel fascicolo del Pubblico Ministero).
E’ un giudizio che si
celebra allo stato degli atti ovvero sulla base di quelli che sono i risultati
delle indagini preliminari della polizia e che sono confluiti nel fascicolo del
Pubblico Ministero.
Non verranno – di
norma – sentiti testimoni né dell’accusa né della difesa.
Se la difesa intende
argomentare con documenti o per iscritto dovrà farlo con un apposito deposito
nel fascicolo del PM PRIMA della richiesta di abbreviato.
Il Giudizio
abbreviato si celebra avanti al GIP (ovvero un giudice unico qualunque sia il reato
per il quale si procede) in camera di consiglio ovvero senza la presenza del
pubblico (PM, difesa e Giudice non indossano la toga; solitamente si celebra
nella stanza del Giudice).
La richiesta di
Giudizio abbreviato è un diritto dell’imputato ed è prevista per qualsiasi tipo
di reato.
Il processo in
abbreviato si celebra in Camera di Consiglio avanti al GIP una volta che
l’imputato ne ha fatto richiesta o l’ha avanzata il difensore munito di procura
speciale.
L’abbreviato – dopo
il controllo delle formalità relative alla citazione dell’imputato e del suo
difensore – si apre con la requisitoria del PM alla quale segue l’arringa del
difensore.
Può partecipare anche
la persona offesa che può costituirsi parte civile con il suo avvocato (V. per
la costituzione di parte civile in questa stessa categoria del sito).
Il Giudice – letti i
documenti del fascicolo del PM ed eventualmente quelli depositati dalla difesa
PRIMA della richiesta di abbreviato nonché ascoltati sia il PM che la difesa –
deciderà se condannare o assolvere l’imputato.
L’assoluzione è
sempre ovviamente astrattamente possibile.
In caso di condanna il rito prevede una premialità per
l’imputato: ovvero la riduzione di un terzo della pena eventualmente inflitta.
La riduzione è
“secca” ovvero non può essere né maggiore né minore di un terzo della pena che
irrogherebbe il giudice senza riduzione ed è stata pensata dal Legislatore per
indurre gli imputati ad evitare processi lunghi e costosi.
Il Giudizio
abbreviato deve essere richiesto o durante l’Udienza preliminare, oppure – se
questa manca data la natura del reato – nella fase preliminare della prima
udienza dibattimentale e, comunque, in sostanza, prima che inizi la
celebrazione del processo con il rito ordinario.
****
Il Giudizio abbreviato condizionato.
Come detto, il
Giudizio abbreviato si svolge allo stato degli atti ovvero tutti quegli atti e
documenti contenuti nel fascicolo del PM al momento della richiesta di
abbreviato (che, lo ricordiamo, può essere chiesto solo e solamente
dall’imputato ed il PM non vi si può in alcun modo opporre ed il Giudice per accogliere
la richiesta deve solo considerare la correttezza formale della domanda).
Ma non è sempre così.
La procedura penale
prevede il Giudizio abbreviato condizionato ovvero un giudizio allo stato degli
atti ma con la possibilità di assumere ex novo la prova (o le prove) indicate
dall’imputato che, difatti, “condiziona” la sua richiesta di abbreviato
all’acquisizione delle prove che lui stesso indicherà.
Il PM come non può
chiedere che si proceda con il Giudizio abbreviato, così non può avanzare
nessuna richiesta di condizione (semmai si può opporre a quelle richieste dalla
difesa).
La richiesta delle
nuove assunzioni probatorie avanzata dalla difesa deve necessariamente essere
compatibile con la natura del Giudizio abbreviato: si dovrà trattare di prove
necessarie e che non stravolgano quella celerità e speditezza e quello “stato
degli atti” tipici del Giudizio abbreviato.
Il PM potrà addurre
prove contrarie.
In ogni caso, qualora
il compendio accusatorio (ovvero, in generale, tutti gli contenuti nel
fascicolo del PM) non sia sufficiente per il GIP per addivenire ad una decisone
(sia di condanna che di colpevolezza), il Giudice – di ufficio – potrà
provvedere ad assumere nuove prove (sia in caso di Giudizio abbreviato
“normale” che condizionato).
La Sentenza del
Giudizio abbreviato può essere impugnata in Appello come una Sentenza emessa a
seguito di celebrazione con il rito ordinario.
****
Il Giudizio
abbreviato può essere opportuno in diverse occasioni:
§
Nel caso di colpevolezza certa e provata già nella fase delle
indagini preliminari. Lo sconto di un terzo è sicuramente il migliore risultato
che si può ottenere in una sempre auspicabile e pragmatica ottica difensiva;
§
Nel caso in cui gli indizi raccolti durante le fase delle
indagini non siano tali da potersi dire superato il ragionevole dubbio circa la
colpevolezza dell’incolpato (un approfondimento dibattimentale in
contraddittorio tra le parti potrebbe colmare le lacune cristallizzate nelle
indagini);
§
Il coacervo accusatorio – che l’imputato conoscerà fin dal
momento dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari ex art. 415 bis
c.p.p. (V. nella categoria “cose da sapere” del sito) ovvero ben prima del
momento per la richiesta di Giudizio abbreviato – cristallizzato negli atti
delle indagini preliminari potrebbe indicare all’imputato ed al suo difensore
importati temi di prova da indagare in sede di indagini investigative difensive
(testimoni, documenti ed ogni altra circostanza di fatto e di diritto di segno
opposto rispetto a quella posta dagli investigatori alla base della pretesa
punitiva). Il quadro probatorio del PM, dunque, a seguito delle indagini o
dalle considerazioni svolte dalla difesa, potrà essere completato (e, direi, contraddetto
e minato) con tutti gli elementi raccolti dalla difesa e depositati nel
fascicolo del PM cosicché (al momento della celebrazione dell’abbreviato) il
Giudice troverà già nel fascicolo che studierà per la decisione tutti i “buchi”
della tesi accusatoria e l’illustrazione delle piste e deduzioni alternative a
sostegno dell’innocenza dell’imputato.

Pagine
correlate:

http://www.studiolegaledelalla.it/cose_da_sapere/il-giudizio-abbreviato-la-disciplina-ed-i-vantaggi/

B.B.P.,BADALAMENTI,BRUNO FRANCESCO,CATALDO, COPACABANA,D’ AGOSTINO,ENEA VINCENZO,IMPASTATO,EREDI CARDINALE,LO PICCOLO,LUCIDO, MICALIZZI;MUTOLO, ONORATO FRANCESCO,ROSARIO NAIMO,ROSARIO RICCOBONO,GALLINA

B.B.P., BADALAMENTI, Bruno Francesco, CATALDO, COPACABANA, D’ Agostino, Enea Vincenzo, EREDI CARDINALE, Gallina, IMPASTATO, LO PICCOLO, LUCIDO, Micalizzi;Mutolo, ONORATO FRANCESCO, ROSARIO NAIMO, Rosario Riccobono,

LA REQUISITORIA DEL P.M. DEL BENE PER L’ASSASSINIO DI VINCENZO ENEA A ISOLA DELLE FEMMINE da parte di FRANCESCO BRUNO



Il giudice di Palermo dr. Piergiorgio Morosini all’udienza di Consiglio del 22 maggio 2013 ha pronunciato e pubblicato mediante lettura del dispositivo la seguente sentenza nei confronti di BRUNO FRANCESCO visti gli art 533 535 c.p.p.
Dichiara BRUNO colpevole del reato di OMICIDIO AGGRAVATO a lui ascritto e con la riduzione della penza prevista per la scelta del rito lo condanna alla pena di ANNI TRENTA di reclusione oltre al pagamento delle spese…..continua su
LA REQUISITORIA DEL P.M. DEL BENE PER L’ASSASSINIO DI VINCENZO ENEA A ISOLA DELLE FEMMINE da parte di FRANCESCO BRUNO

ADDIO PIZZO 5, B.B.P., BADALAMENTI, Bruno Francesco, CATALDO, COPACABANA, COSTA CORSARA, D’AGOSTINO, DI MAGGIO, ENEA, EREDI CARDINALE, GALLINA, IMPASTATO, LUCIDO, MICALIZZI, NAIMO, ONORATO, POMIERO, RICCOBONO

 

ISOLA DELLE FEMMINE. Omicidio Enea, condanna a 30 anni per Francesco Bruno

Il Gup Piergiorgio Morosini ha accolto la richiesta del pm Del Bene

Per l’omicidio del costruttore di Isola delle Femmine, Vincenzo Enea, avvenuto nel giugno del 1982 c’è un colpevole. Il gup Piergiorgio Morosini, accogliendo la richiesta del pm, Francesco Del Bene, ha condannato a trent’anni il boss ergastolano Francesco Bruno. La sentenza è stata pronunciata oggi pomeriggio, a conclusione del rito abbreviato che si è celebrato in corte d’Assise. Nella vicenda Enea, riaperta grazie alle testimonianze dei figli della vittima e alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, i familiari del costruttore ucciso sono parte civile, con l’assistenza dell’avvocato Giuseppe Marchì. Nel corso della requisitoria Del Bene ha collegato l’omicidio Enea con un altro fatto di sangue, l’omicidio di Benedetto D’Agostino, caduto sotto i colpi dei killer pochi giorni prima di Enea. Diversamente da quel che accadde per D’Agostino, in cui non ci sono testimoni che possano confermare le accuse dei pentiti, per il secondo delitto c’è la testimonianza del figlio, Pietro Enea, oggi residente negli Stati Uniti, rimasto per anni in silenzio per paura, e che ha deposto un paio di anni fa. Lui ha fornito però elementi soltanto contro Bruno, la cui auto, più o meno all’ora del delitto, era posteggiata nei pressi del cantiere in cui stava lavorando Vincenzo Enea, in via Palermo, a Isola. I familiari di Enea non hanno mai smesso di cercare giustizia. Per questo, quando hanno parlato i pentiti, hanno aggiunto il loro contributo alle attività dei carabinieri, coordinati dal pm Del Bene. Pagando però un prezzo: «Da quando è cominciata questa storia molte persone, qui a Isola, non mi salutano più. È una cosa che proprio non mi va giù, ma io vado avanti, assieme ai miei fratelli», aveva detto uno dei figli della vittima, Riccardo Enea, il mese scorso. Il giudice ha concesso anche una provvisionale di 100 mila euro, ma i familiari in sede civile hanno chiesto 6 milioni di euro e il riconoscimento del padre quale vittima di mafia.

Isola delle Femmine, omicidio Enea. Il Pm chiede 30 anni per Francesco Bruno

I familiari chiedono per il padre il riconoscimento di vittima della mafia

Il pubblico ministero ha chiesto la condanna a 30 anni di reclusione per Francesco Bruno, ritenuto uno degli esecutori materiali dell’omicidio dell’imprenditore di Isola delle Femmine, Francesco Enea, avvenuto l’8 giugno del 1982. Nella requisitoria di oggi, davanti al giudice della corte d’Assise di Palermo, Piergiorgio Morosini, la pubblica accusa ha ricostruito il contesto storico in cui è avvenuto l’agguato, preceduto dall’assassinio di Emanuele D’Agostino, della famiglia di Cinisi. I legali dell’imputato nella precedente udienza avevano chiesto il rito abbreviato per Bruno, che sta scontando un ergastolo. I fatti risalgono a più di 30 anni fa, Enea venne freddato davanti all’ingresso del Village Bungalow di Via Palermo a Isola delle Femmine. Trenta anni dopo la Procura di Palermo ha incrociato le dichiarazioni dei figli con i verbali di alcuni collaboratori di giustizia, individuando uno dei possibili esecutore del delitto. E’ emerso che Vincenzo Enea sarebbe stato ucciso per la sua opposizione ai progetti di espansione di Francesco Bruno che voleva imporgli di stare insieme in una società di fatto o comunque acquisire al suo cantiere confinante le villette che stava costruendo in Corso Italia, ai confini della Costa Corsara di Isola delle Femmine. Un delitto rimasto avvolto nel mistero fino a quando alcuni mesi fa l’ex procuratore aggiunto Antonino Ingoia e il sostituto Francesco Del Bene sono andati negli Stati Uniti dove vivono due dei figli Pietro e Maria Teresa Enea si sono stabiliti dopo la morte del padre per paura di essere eliminati. Francesco Bruno è da tempo all’ergastolo nel carcere di massima sicurezza di Padova, per l’omicidio di Stefano Gallina boss di Carini ucciso il 1 ottobre 1981. I legali di parte civile della famiglia Enea hanno chiesto il risarcimento di un milione di euro a testa mentre per Pietro Enea è stato chiesto un risarcimento di 5 milioni di euro oltre al riconoscimento per il padre di vittima della mafia.

Palermo 23 Aprile 2013 Corte d’Assise.
Hanno chiesto il rito abbreviato i difensori del boss Francesco Bruno nel processo dell’omicidio dell’imprenditore edile di Isola delle Femmine Vincenzo Enea nel processo che si sta svolgendo in Corte d’Assise di Palermo.
Il Giudice Pier Giorgio Morosini ha fissato la prossima udienza al 21 maggio.
I fatti risalgono all’8 giugno del 1982 , Enea venne freddato davanti all’ingresso del Village Bungalow di Via Palermo a Isola.
Trenta anni dopo la Procura di Palermo ha incrociato le dichiarazioni dei figli con i verbali di alcuni collaboratori di giustizia, individuando uno dei possibili esecutore del delitto.
E’ emerso che Vincenzo Enea sarebbe stato ucciso per la sua opposizione ai progetti di espansione di Francesco Bruno che voleva imporgli di stare insieme in una società di fatto o comunque acquisire al suo cantiere confinante le villette che stava costruendo in Corso Italia, ai confini della Costa Corsara di Isola delle Femmine.
Un delitto rimasto avvolto nel mistero fino a quando alcuni mesi fa l’ex procuratore aggiunto Antonino Ingroia e il sostituto Francesco Del bene sono andati negli Stati Uniti dove vivono due dei figli Pietro e Maria Teresa Enea si sono stabiliti dopo la morte del padre per paura di essere eliminati.
Bruno Francesco già all’ergastolo, nel carcere di massima sicurezza di Padova, da tempo per l’omicidio di Stefano Gallina boss di Carini ucciso il 1 ottobre 1981. Bruno per uccidere Vincenzo Enea non avrebbe agito da solo ma finora non erano stati individuati né i killer né i mandanti







Il CANTIERE DELLA “DISCORDIA” A RIDOSSO DELLA COSTA CORSARA COMPRESO
NEL QUADRILATERO DI CORSO ITALIA VIA DELLE PALME CON LA via DEI PINI
CORSO ITALIA COSTA CORSARA COSTRUITA DALLA B.B.P. s.n.c. CHE “PRESUMIBILMENTE” INVADE L’AREA DEI CARDINALE EREDI INSERITA NEL PROGETTO DI ENEA VINCENZO
ENEA VINCENZO IMPRENDITORE EDILE CHE ACQUISTA TERRENI IN PERMUTA E COSTRUISCE
A ISOLA DELLE FEMMINE OPERANO I PIÙ IMPORTANTI IMPRENDITORI MAFIOSI
DOPO L’OMICIDIO DI ENEA CESSA OGNI TIPO DI “PRESSIONE E/O VESSAZIONE” NEI CONFRONTI DEGLI EREDI CARDINALE
20.05.2011 UN TESTE SENTITO IN PROCURA: “non sono a conoscenza che la B.B.P. abbia invaso l’area degli EREDI CARDINALE”

Enea
Vincenzo si rompe il muro del silenzio sull’omicidio

Ergastolano
Siciliano l’ergastolano Bruno Francesco

Finalmente, dopo circa trenta anni e grazie al coraggio dei propri figli si rompe il silenzio sull’omicidio di Vincenzo Enea avvenuto nell’anno 1982. Si riaprono le indagini su un omicidio che ha visto coinvolti gli stessi personaggi protagonisti del processo “tempesta”.

La speranza da parte dei figli che l’apertura delle indagini possa portare all’individuazione degli esecutori e dei mandanti del delito di chiara matrice mafiosa.

CAPACI
ISOLA BRUNO FRANCESCO VASSALLO SALVATORE
BILLECI
SALVATORE BADALAMENTI COPACABANA RICCOBONO
GIOVANNI…….
OPERAZI0NE SAN LORENZO
IL PASSAGGIO DEL TESTIMONE

La
strage degli innocenti

LEGGIO
SPACCO’ IN DUE COSA NOSTRA IL PENTITO NAIMO AL PROCESSO

26 Gennaio 1982 Isola delle Femmine (PA), ucciso Nicolò Piombino

L’ALTRA FACCIA DELLA
MEDAGLIA UN INTERVENTO SULLA BRUTALE AGGRESSIONE AL PROFESSORE

Intercettato
al telefono con l ’ing. Galluzzo della S.I.S. il Sindaco di Isola delle Femmine Professore
Gaspare Portobello chiedeva posti di lavoro per i suoi concittadini di Isola
delle Femmine

https://pinociampolillo.wordpress.com/2012/04/22/intercettato-al-telefono-con-ling-galluzzo-della-s-i-s-il-sindaco-di-isola-delle-femmine-professore-gaspare-portobello-chiedeva-posti-di-lavoro-per-i-suoi-concittadini-di-isola-delle-femmine/

MICALIZZI MICHELE:
genero di Riccobono.
MUTOLO GASPARE:
elemento di spicco della famiglia di Rosario Riccobono.
RICCOBONO ROSARIO:
rappresentante di Partanna Mondello nel 1975 e dal 1978. Suo fratello Giuseppe,
a sua volta rappresentante di Partanna-Mondello, venne ucciso il 27.7.1961. Condannato
all’ergastolo. Scomparso, forse vittima di lupara bianca nel 1982. era socio
della cooperativa edilizia Liberta’. Reggeva i contatti con alcuni membri della
famiglia Santapaola a Catania.
BADALAMENTI GAETANO
(zu’ Tanu)(**): capo famiglia di Cinisi dal 1962 quando succede, pacificamente,
a Cesare Manzella rappresentante in seno alla commissione. Rappresentante della
famiglia di Cinisi nel 1975, viene espulso da Cosa Nostra nel 1978 per motivi
oscuri. E’ attivo nel traffico degli stupefacenti anche dopo questa data, il
22.5.84, infatti, viene colpito da mandato di cattura. Viene arrestato a Madrid
l’8.4.1984.
BADALAMENTI SILVIO:
nipote di Gaetano, assassinato il 2.6.1983.
BADALAMENTI VITO(**): di Gaetano.
Arrestato con il padre a Madrid l’8.4.84. Imputato per traffico di
stupefacenti, mandato di cattura 22.5.84.
ALFANO PIETRO(**):
Cugino di Gaetano Badalamenti. Arrestato con Gaetano Badalamenti a Madrid
l’8.4.84. Imputato per traffico di stupefacenti, mandato di cattura 22.5.84.
D’AGOSTINO EMANUELE:
elemento di spicco della famiglia di S.Maria del Gesu’. Fedelissimo di Bontate,
scompare dopo la morte di quest’ultimo. Coinvolto nel traffico di stupefacenti.
D’AGOSTINO ROSARIO:
catturato mentre si nascondeva con Giuseppe Grado nella villa di questi a
Besano. Era il guardaspalle di quest’ultimo. Traffico di stupefacenti.
D’AGOSTINO ROSARIO:
di Ignazio e di Bonanno Caterina, Palermo ?/6/1946. Detenuto (~).
GALLINA STEFANO: membro
della famiglia di Cinisi, ucciso il 1.10.1981.

Il Giudizio abbreviato. La disciplina
ed i vantaggi.

Il
Giudizio abbreviato
E’ un rito
alternativo di celebrazione del processo rispetto al rito ordinario (ovvero al
dibattimento ove la prova è assunta avanti al Giudice in contraddittorio tra le
parti ed il Giudice nulla – o quasi nulla – conosce degli atti di indagine
contenuti nel fascicolo del Pubblico Ministero).
E’ un giudizio che si
celebra allo stato degli atti ovvero sulla base di quelli che sono i risultati
delle indagini preliminari della polizia e che sono confluiti nel fascicolo del
Pubblico Ministero.
Non verranno – di
norma – sentiti testimoni né dell’accusa né della difesa.
Se la difesa intende
argomentare con documenti o per iscritto dovrà farlo con un apposito deposito
nel fascicolo del PM PRIMA della richiesta di abbreviato.
Il Giudizio
abbreviato si celebra avanti al GIP (ovvero un giudice unico qualunque sia il reato
per il quale si procede) in camera di consiglio ovvero senza la presenza del
pubblico (PM, difesa e Giudice non indossano la toga; solitamente si celebra
nella stanza del Giudice).
La richiesta di
Giudizio abbreviato è un diritto dell’imputato ed è prevista per qualsiasi tipo
di reato.
Il processo in
abbreviato si celebra in Camera di Consiglio avanti al GIP una volta che
l’imputato ne ha fatto richiesta o l’ha avanzata il difensore munito di procura
speciale.
L’abbreviato – dopo
il controllo delle formalità relative alla citazione dell’imputato e del suo
difensore – si apre con la requisitoria del PM alla quale segue l’arringa del
difensore.
Può partecipare anche
la persona offesa che può costituirsi parte civile con il suo avvocato (V. per
la costituzione di parte civile in questa stessa categoria del sito).
Il Giudice – letti i
documenti del fascicolo del PM ed eventualmente quelli depositati dalla difesa
PRIMA della richiesta di abbreviato nonché ascoltati sia il PM che la difesa –
deciderà se condannare o assolvere l’imputato.
L’assoluzione è
sempre ovviamente astrattamente possibile.
In caso di condanna il rito prevede una premialità per
l’imputato: ovvero la riduzione di un terzo della pena eventualmente inflitta.
La riduzione è
“secca” ovvero non può essere né maggiore né minore di un terzo della pena che
irrogherebbe il giudice senza riduzione ed è stata pensata dal Legislatore per
indurre gli imputati ad evitare processi lunghi e costosi.
Il Giudizio
abbreviato deve essere richiesto o durante l’Udienza preliminare, oppure – se
questa manca data la natura del reato – nella fase preliminare della prima
udienza dibattimentale e, comunque, in sostanza, prima che inizi la
celebrazione del processo con il rito ordinario.
****
Il Giudizio abbreviato condizionato.
Come detto, il
Giudizio abbreviato si svolge allo stato degli atti ovvero tutti quegli atti e
documenti contenuti nel fascicolo del PM al momento della richiesta di
abbreviato (che, lo ricordiamo, può essere chiesto solo e solamente
dall’imputato ed il PM non vi si può in alcun modo opporre ed il Giudice per accogliere
la richiesta deve solo considerare la correttezza formale della domanda).
Ma non è sempre così.
La procedura penale
prevede il Giudizio abbreviato condizionato ovvero un giudizio allo stato degli
atti ma con la possibilità di assumere ex novo la prova (o le prove) indicate
dall’imputato che, difatti, “condiziona” la sua richiesta di abbreviato
all’acquisizione delle prove che lui stesso indicherà.
Il PM come non può
chiedere che si proceda con il Giudizio abbreviato, così non può avanzare
nessuna richiesta di condizione (semmai si può opporre a quelle richieste dalla
difesa).
La richiesta delle
nuove assunzioni probatorie avanzata dalla difesa deve necessariamente essere
compatibile con la natura del Giudizio abbreviato: si dovrà trattare di prove
necessarie e che non stravolgano quella celerità e speditezza e quello “stato
degli atti” tipici del Giudizio abbreviato.
Il PM potrà addurre
prove contrarie.
In ogni caso, qualora
il compendio accusatorio (ovvero, in generale, tutti gli contenuti nel
fascicolo del PM) non sia sufficiente per il GIP per addivenire ad una decisone
(sia di condanna che di colpevolezza), il Giudice – di ufficio – potrà
provvedere ad assumere nuove prove (sia in caso di Giudizio abbreviato
“normale” che condizionato).
La Sentenza del
Giudizio abbreviato può essere impugnata in Appello come una Sentenza emessa a
seguito di celebrazione con il rito ordinario.
****
Il Giudizio
abbreviato può essere opportuno in diverse occasioni:
§
Nel caso di colpevolezza certa e provata già nella fase delle
indagini preliminari. Lo sconto di un terzo è sicuramente il migliore risultato
che si può ottenere in una sempre auspicabile e pragmatica ottica difensiva;
§
Nel caso in cui gli indizi raccolti durante le fase delle
indagini non siano tali da potersi dire superato il ragionevole dubbio circa la
colpevolezza dell’incolpato (un approfondimento dibattimentale in
contraddittorio tra le parti potrebbe colmare le lacune cristallizzate nelle
indagini);
§
Il coacervo accusatorio – che l’imputato conoscerà fin dal
momento dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari ex art. 415 bis
c.p.p. (V. nella categoria “cose da sapere” del sito) ovvero ben prima del
momento per la richiesta di Giudizio abbreviato – cristallizzato negli atti
delle indagini preliminari potrebbe indicare all’imputato ed al suo difensore
importati temi di prova da indagare in sede di indagini investigative difensive
(testimoni, documenti ed ogni altra circostanza di fatto e di diritto di segno
opposto rispetto a quella posta dagli investigatori alla base della pretesa
punitiva). Il quadro probatorio del PM, dunque, a seguito delle indagini o
dalle considerazioni svolte dalla difesa, potrà essere completato (e, direi, contraddetto
e minato) con tutti gli elementi raccolti dalla difesa e depositati nel
fascicolo del PM cosicché (al momento della celebrazione dell’abbreviato) il
Giudice troverà già nel fascicolo che studierà per la decisione tutti i “buchi”
della tesi accusatoria e l’illustrazione delle piste e deduzioni alternative a
sostegno dell’innocenza dell’imputato.

Pagine
correlate:

http://www.studiolegaledelalla.it/cose_da_sapere/il-giudizio-abbreviato-la-disciplina-ed-i-vantaggi/

B.B.P.,BADALAMENTI,BRUNO FRANCESCO,CATALDO, COPACABANA,D’ AGOSTINO,ENEA VINCENZO,IMPASTATO,EREDI CARDINALE,LO PICCOLO,LUCIDO, MICALIZZI;MUTOLO, ONORATO FRANCESCO,ROSARIO NAIMO,ROSARIO RICCOBONO,GALLINA

B.B.P., BADALAMENTI, Bruno Francesco, CATALDO, COPACABANA, D’ Agostino, Enea Vincenzo, EREDI CARDINALE, Gallina, IMPASTATO, LO PICCOLO, LUCIDO, Micalizzi;Mutolo, ONORATO FRANCESCO, ROSARIO NAIMO, Rosario Riccobono,

Consiglio Comunale Isola delle Femmine 12/09/2011 Consuntivo 2010 I “Dissenzienti”

Consiglio Comunale Isola delle Femmine 12/09/2011 Consuntivo 2010 I “Dissenzienti”

 
Consiglio Comunale Isola delle Femmine 12/09/2011 Consuntivo 2010 I “Dissenzienti” 
 
La Piazza principale di Isola delle Femmine
 
Il Salotto di Isola delle Femmine
 COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE PROV DI PALERMO 90040 – LARGO C. COLOMBO N°3
TEL. 091-8617201 FAX 091-8617204 e-mail segreteria@comune.isoladellefemmine.pa.it
COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE
Provincia di Palermo
*
Ufficio del Presidente del Consiglio
Prot. n °14329 Lì 02 settembre 2011
OGGETTO: Convocazione Consiglio Comunale.
Ai Signori Consiglieri Comunali
Al Signor Sindaco
Ai Signori Assessori
Al Segretario Comunale
Al Commissario ad acta Dott. Messina
Al Collegio dei Revisori
Il Capo del Settore Economico-Finanziario
Nunzia Pirrone
SEDE
Albo Pretorio
SEDE
Al Comando di P. M.
SEDE
Alla Locale Stazione dei Carabinieri
ISOLA DELLE FEMMINE
All’Assessorato Regionale alla Famiglia,
Alle Politiche Sociali, alle Autonomie Locali
Via Trinacria
PALERMO
Alla Prefettura U.T.G.
PALERMO
Le SS.LL., nella qualità, sono invitate a partecipare alla seduta del Consiglio Comunale convocata, ai sensi dell’art. 14 comma 5 del Regolamento del Consiglio Comunale ed ai sensi dell’art. 215, comma 5 del testo coordinato dal vigente Ordinamento Enti Locali, giusta determina presidenziale n°7 del 02 settembre 2011, presso la sala “Padre Bagliesi”, sita nei locali comunali di Via Palermo, il giorno 12 settembre c.a. alle
ore 10,00 per la trattazione dell’argomento di cui di seguito:
1) LETTURA ED APPROVAZIONE VERBALI DELLE SEDUTE PRECEDENTI;
2) ESAME ED APPROVAZIONE DEL RENDICONTO DELLA GESTIONE
DELL’ESERCIZIO FINANZIARIO 2010.
Si avverte che ai sensi dell’art. 30 della L.R. 3 Giugno 1986, n.9, come sostituito dall’art. 21 della L.R. n.26/93, la mancanza del numero legale degli intervenuti comporta la sospensione di un’ora della seduta.
Se alla ripresa dei lavori non venisse raggiunto, o dovesse venire meno, il numero legale, la seduta verrà rinviata al giorno successivo alla stessa ora e con il medesimo ordine del giorno senza ulteriore avviso di
convocazione.
Distinti Saluti.
Il Presidente del Consiglio Comunale

F.to Rag. Alessandro Giucastro

 
Un angolo di Isola delle Femmine
 
 
Un angolo di Isola delle Femmine
 
 
Un angolo di Isola delle Femmine
Non sono bastati ben 4 rinvii di sedute del Consiglio Comunale, per far desistere i “dissidenti” del Gruppo della maggioranza uscito vincitore dalla ultima competizione elettorale “Progetto Isola” che sostiene il Professore Gaspare Portobello.
Forti di quanto dispone il Regolamento sul funzionamento del Consiglio Comunale,  il disposto   che la seduta consiliare odierna    abbassava il quorum previsto per l’approvazione del Bilancio Consuntivo 2010.
Così il Gruppo di MAGGIORANZA  poteva felicemente convogliare a nozze e fare a meno della presenza del gruppo di “dissenzienti” della  loro MAGGIORANZA.
Il Gruppo Consiliare di Rinascita Isolana con una propria dichiarazione in apertura di seduta ha denunciato il comportamento strumentale tenuto da  parte del gruppo di “dissidenti” facente parte della MAGGIORANZA, che ha pensato bene di anteporre in maniera di fatto “ricattatoria” i propri interessi  politico-affaristico-personale-professionali, alla discussione e quindi all’approvazione  del Bilancio Consuntivo 2010.
Alla fine della  dichiarazione il Gruppo Consiliare di “Rinascita Isolana” ha deciso di abbandonare l’aula, riservandosi di rivolgersi nelle sedi opportune per esprimere  le proprie valutazioni ed osservazioni sul  Rendiconto del Bilancio Consuntivo 2010:
vedi la riorganizzazione dell’Ufficio Fiscale che aveva previsto EURI …… di evasione fiscale,  
verifica delle effettive entrate in materia di multe per infrazioni, 
rispetto del patto di stabilità,
sciupio di spese in consulenze,
mancanza di risorse dedite al recupero ed al decoro dell’immagine di Isola delle Femmine,  
mancato sostegno volte ad alleviare la problematica della disoccupazione (che coinvolge  ormai  ogni fascia di età)
mancanza di progetti  e quindi mancata pianificazione di opere pubbliche di cui il Nostro paese Isola delle Femmine ne avrebbe  tanto bisogno, per una sua sopravvivenza economica e sociale.
Consiglieri Gruppo “Progetto Isola” Presenti: Aiello, Battaglia, Lucido, Guttadauro, Peloso, Riso R.
Consiglieri Gruppo “Progetto Isola” Assenti : Dionisi, Cardinale

Comitato Cittadino Isola Pulita
Pino Ciampolillo

COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE

Provincia di Palermo
COPIA DI DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE
 N. 93 DEL 14/09/2011
 IMMEDIATAMENTE ESEGUIBILE
? Oggetto: RICHIESTA INNALZAMENTO LIMITE ANTICIPAZIONE DI TESORERIA.
L’anno 2011 e questo giorno 14 del mese di settembre, alle ore 12.00 nella sala delle adunanze della Sede Comunale si è riunita la Giunta Comunale convocata nelle forme di legge.
Presiede l’adunanza PORTOBELLO Prof. GASPARE, nella sua qualità di SINDACO e sono
rispettivamente presenti ed assenti i Sigg.:
Presenti:
RISO Prof. NAPOLEONE Assessore
CUTINO Dott. MARCELLO Assessore
AIELLO Sig. PAOLO Assessore Anziano
PORTOBELLO Prof. GASPARE Sindaco
 Assenti:
PALAZZOTTO Sig. SALVATORE Vice Sindaco
Totale Presenti: 4 Totale Assenti: 1
con l’assistenza del Segretario Comunale, SCAFIDI Dott. MANLIO
 Il Presidente, constatato che gli interventi sono in numero legale, dichiara aperta la riunione ed invita i convocati a deliberare sull’oggetto sopraindicato.
 Il Responsabile del Settore Economico-Finanziario f.f. sottopone all’approvazione della Giunta
Comunale la seguente proposta di deliberazione:
“RICHIESTA INNALZAMENTO LIMITE ANTICIPAZIONE DI TESORERIA”.
Visto l’articolo 222 del T.U.E.L. /2000 che norma l’anticipazione di Tesoreria come segue:
 1. Il Tesoriere, su richiesta dell’Ente corredata dalla deliberazione della Giunta, concede allo stesso anticipazioni di tesoreria, entro il limite massimo dei tre dodicesimi delle entrate accertate nel penultimo anno precedente, afferenti per i comuni, le provincie, le città metropolitane e le unioni di comuni ai primi tre titoli di entrata del bilancio e per le comunità montane ai primi due titoli.
2. Gli interessi sulle anticipazioni di tesoreria decorrono dall’effettivo utilizzo delle somme con le modalità previste dalla convenzione di cui all’articolo 210.
Vista la Legge 20/10/1984, n. 720, relativa all’istituzione del sistema di Tesoreria unica per Enti ed Organismi Pubblici e la normativa vigente in materia di Tesoreria Unica e trasferimenti degli Enti Locali;
Ritenuto necessario, disporre in merito alla concessione dell’anticipazione di tesoreria, secondo le disposizioni previste dall’art. 222 del T.U.E.L.18/08/2000;
Che è necessario, altresì, prevedere la facoltà di utilizzo in termini di cassa delle entrate a specifica destinazione, secondo quanto stabilito dall’art. 195 del medesimo Decreto che dispone:
 1. Gli enti locali, ad eccezione degli Enti in stato di dissesto finanziario sino all’emanazione del decreto di cui all’art. 261, comma 3, possono disporre l’utilizzo, in termini di cassa, di entrate aventi specifica destinazione per il finanziamento di spese correnti, anche se provenienti dall’assunzione di mutui con istituti diversi dalla Cassa Depositi e Prestiti, per un importo non superiore all’anticipazione di Tesoreria disponibile ai sensi dell’articolo 222.
2. L’ utilizzo di somme a specifica destinazione presuppone l’adozione della deliberazione della Giunta relativa all’anticipazione di tesoreria di cui all’articolo 222, comma 1, e viene deliberato in termini generali all’inizio di ciascun esercizio ed è attivato dal tesoriere su specifiche richieste del servizio finanziario dell’ente.
3. Il ricorso all’utilizzo delle somme a specifica destinazione, secondo le modalità di cui ai commi 1 e 2, vincola una quota corrispondente dell’anticipazione di tesoreria. Con i primi introiti non soggetti a vincolo di destinazione viene ricostituita la consistenza delle somme vincolate che sono state utilizzate per il pagamento di spese correnti;
 4. Gli enti locali che hanno deliberato alienazioni del patrimonio ai sensi dell’articolo 193 possono, nelle more del perfezionamento di tali atti, utilizzare in termini di cassa le somme a specifica destinazione, fatta eccezione per i trasferimenti di enti de settore pubblico allargato e del ricavato dei mutui e dei prestiti, con l’obbligo di reintegrare le somme vincolate con il ricavato delle alienazioni;
 Visto l’art. 136, comma 2, lettera c) del D.P.R. 380/2001;
Vista la convenzione per la gestione del servizio di tesoreria;
Vista la delibera della Giunta Comunale n. 01 del 03/01/2011 con la quale si richiedeva al Tesoriere un’anticipazione di Tesoreria per l’esercizio finanziario 2011 di € 1.220.484,60 correttamente determinata sulla base dei limiti disposti dall’ art. 222 del D.Lgs. n. 267/2000 tenendo conto dei dati contabili derivanti dal rendiconto 2009;
Vista l’attuale situazione di cassa che presenta un saldo pari a zero in termini di disponibilità; Considerato che, il limite disposto dall’art. 222 del D.Lgs. n. 267/2000, (tre dodicesimi delle entrate accertate nel penultimo anno precedente) è stato determinato presupponendo l’adozione del bilancio di previsione entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello di riferimento, così come stabilito dallo stesso D.Lgs., non avendo ancora a quel momento i dati di chiusura dell’esercizio in corso;
Dato atto che, con Decreto Ministeriale il termine per l’approvazione del bilancio di previsione 2011 è stato prorogato al 31 agosto, quindi ad esercizio, successivo, abbondantemente inoltrato rispetto al termine del 31/12 dell’esercizio precedente stabilito dalla legge;
Considerato altresì che, ad oggi, questo Ente è in possesso dei dati consuntivi 2010, così come accertati dal Conto del Tesoriere, dall’ufficio finanziario e deliberati dalla G.C. con proprio atto n. 58 del 20/05/2011;
Che, tali dati andrebbero correttamente considerati ai fini della determinazione del limite dei tre dodicesimi stabilito dall’art. 222 del D.Lgs. n. 267/2000;
Dato atto che, la momentanea situazione di cassa non consente all’Ente di espletare i servizi indispensabili e di pagare le retribuzioni del personale dipendente e pertanto sta causando gravi danni sia in termini economici che in termini di credibilità e garanzia di continuità dei servizi erogati;
Ravvisata pertanto, l’opportunità di richiedere al Tesoriere – Unicredit S.p.A.- l’innalzamento dell’importo dell’anticipazione di cassa precedentemente concessa pari ad € 1.220.484,60 ad € 1.420.380,51;
Dato atto, altresì, che, l’importo dell’anticipazione di Tesoreria, da richiedere al Tesoriere Comunale, per le considerazioni sopra riportate, rimane entro il limite consentito dalle disposizioni legislative in materia ( 3/12 delle entrate accertate nell’ultimo esercizio chiuso (2010)- afferenti ai primi 3 (tre) titoli di entrata del bilancio) così come di seguito evidenziato:
Titolo 1 – Entrate Tributarie € 2.753.756,48
Titolo 2 – Entrate da contr. e trasf. Correnti ……… € 2.408.311,75
Titolo 3 – Entrate Extra Tributarie € 519.453,85
Total Totale € 5.681.522,08
– Limiti per l’anticipazione di Tesoreria (3/12) € 1.420.380,51
Visto il parere espresso in merito alla regolarità tecnica e contabile, ai sensi dell’art. 49 del D. Lgs. 267/2000;
Visto il regolamento di contabilità dell’Ente;
PROPONE DI DELIBERA
1) Di elevare l’importo dell’anticipazione di tesoreria precedentemente concessa, per l’esercizio finanziario 2011, da € 1.220.484,60 ad € 1.420.380,51, utilizzabile secondo le necessità dell’Ente, conformemente all’articolo 222 del T.U.E.L. 18/8/2000 approvato con D.Lgs. 267/2000.
2) Di dare atto che l’anticipazione di cui al punto 1) rientra nei limiti dei 3/12 dell’importo delle entrate afferenti ai primi tre titoli del Conto del Bilancio 2010, approvato dalla G.C.con atto n. 58 del 20/05/2011;
3) Di dare atto altresì che alla spesa per il pagamento degli interessi passivi si farà fronte con i fondi appositamente stanziati nel bilancio dell’esercizio 2011.
4) Di autorizzare l’utilizzo in termini di cassa delle entrate del Comune a specifica destinazione per il finanziamento delle spese correnti, anche se provenienti dall’assunzione di mutui con istituti diversi dalla Cassa Depositi e Prestiti, per un importo non superiore all’anticipazione di cui al precedente punto e con le modalità di cui all’art. 195 del citato T.U.E.L. 18/08/2000.
 Pareri ed at testazioni ei sensi degl i art t . 49, comma 1 e151, comma 4, del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267.
Si espr ime parere favorevole sul la regolar i tà tecnica e contabi le e si at testa la relat iva coper tura finanziaria.
I l Responsabi le del Set tore Economico Finanziario f .f.
F.to Nunzia Pi rrone
 LA GIUNTA COMUNALE
Vista la superiore proposta di deliberazione, corredata dai prescritti pareri;
Con voti unanimi favorevoli, espressi per alzata di mano, accertati e proclamati dal Sindaco
Presidente;
 DELIBERA
Approvare la superiore proposta di deliberazione.
Indi, con separata votazione unanime, espressa per alzata di mano, la Giunta Comunale dichiara la presente deliberazione immediatamente esecutiva.
Atto numero 93
del mer 14 set, 2011
Tipo di Atto: DELIBERA DI GIUNTA
Allegato: DELIBERA DI G_M_ N_93.pdf (87 kb)
 
 
Anticipazione di cassa da parte del Tesoriere
Atto numero 1
del 05-01-2011
Tipo di Atto: DELIBERA DI GIUNTA
Allegato: DELIBERA G.M. 001.11.pdf (252 kb)
 
 

 

“Approvazione Bilancio di previsione per l’anno 2010 e Bilancio pluriennale 2010/2012”.  Atto numero 21  del 06-05-2010
Tipo di Atto: DELIBERA DI CONSIGLIO
Allegato: DELIBERA C.C. 021.10.pdf (41 kb)
 
Il Consigliere Caltanissetta chiede di conoscere i dati che facciano ritenere certi e veritieri gli stanziamenti in entrata derivanti dalla lotta all’evasione in tema di ICI e TARSU, chiedendo in particolare di conoscere se si sia proceduto alla redazione di un apposito ruolo, anche in funzione di
quanto affermato dai revisori nella loro relazione.
Il Consigliere Caltanissetta chiede di conoscere quanto effettivamente accertato nell’anno 2009 quali entrate conseguenti a contravvenzioni per violazione del codice della strada, stante che, per quanto a sua conoscenza, il comando di P.M. avrebbe comunicato accertamenti per € 463.000 e
non per € 922.000 come iscritto nel bilancio di previsione.
Il Responsabile del settore finanziario evidenzia come detta cifra sia stata iscritta sulla base di quanto comunicato dal comando di P.M. ed inserita nella delibera della Giunta Municipale in sede di ripartizione dei proventi ex art. 204 del codice della strada. Evidenzia come ogni funzionario si assuma la responsabilità delle proprie affermazioni per cui in bilancio è stata iscritta
la somma indicata dal comandante del corpo di P.M.
Il Consigliere Caltanissetta evidenzia come egli abbia eccepito sull’accertamento definitivo del 2009 e non sullo stanziamento del bilancio 2010.
Il Dr. Genco, componente del collegio, evidenzia come in sede di predisposizione del bilancio di previsione il comandante del corpo di P.M. abbia fornito il dato che è stato inserito in bilancio, dopo l’approvazione dello schema di bilancio da parte della G.M. il comandante, possibilmente a seguito di ulteriori accertamenti, ha fornito un dato diverso da quello comunicato in precedenza.
Il Responsabile del settore finanziario evidenzia come il dato relativo all’accertamento vada ad aggiungersi a quanto già incassato nel corso dell’anno, per cui l’accertamento complessivo sarà dato dalla somma di più dati e verrà evidenziato in via definitiva in sede di conto consuntivo.
Il Consigliere Caltanissetta afferma che l’inserimento in bilancio di un dato non rispondente a verità vanificherebbe le valutazioni dei consiglieri sugli stanziamenti di bilancio.
Chiede, quindi, che venga messa a verbale la seguente dichiarazione: “attesa l’impossibilità di conoscere gli estremi documentali relativi all’accertamento 2009 delle risorse finalizzate al codice della strada e considerato quanto richiesto dai revisori, si evidenzia la dubbia opportunità delle previsioni di competenza 2010 (in fatto concreto) in relazione alla risorsa in questione”.
Continuando nell’esame del bilancio, chiede, quindi, le seguenti informazioni:
1. In merito all’anticipazione di tesoreria di cui al titolo V° chiede se sussiste una posizione debitoria arretrata, ottenendo una risposta negativa da parte del responsabile del settore finanziario:
2. notando che nella parte attinente lo smaltimento dei rifiuti è prevista una spesa di personale di circa € 190.000 chiede a cosa si riferisca stante che il servizio risulta gestito dall’ATO; Il Responsabile del settore finanziario evidenzia come in detto capitolo trovino allocazione alcune unità non transitate all’ATO idrico e personale amministrativo interno;
3. come sia stato calcolato lo stanziamento per il servizio di raccolta rifiuti solidi urbani; il
Responsabile del settore finanziario risponde che lo stanziamento comprende a) il costo del servizio da corrispondere all’ATO per un importo di € 809.000,00 pari all’importo previsto nel piano industriale 2005; b) servizi di pulizia straordinaria non di competenza dell’ATO, quali il litorale e scali di alaggio; c) interventi di disinfezione disinfestazione e derattizzazione.
Chiede, quindi, se corrisponde al vero o sia almeno verosimile il dato contenuto in una scheda contabile in suo possesso, fornitagli dall’ATO, dalla quale risulta un debito di questo Comune nei confronti dell’ATO di oltre € 1.500.000.
Il Sindaco da lettura di una nota a firma del responsabile del settore finanziario che fissa in € 163.000,00 l’esatto ammontare del debito del Comune nei confronti dell’ATO.
Il Consigliere Caltanissetta afferma che il documento di cui il Sindaco ha dato lettura è incompatibile con i dati della scheda in suo possesso e chiede di conoscere quale dei due dati sia quello esatto.
Il Responsabile del settore finanziario invita a rinviare ogni valutazione al fine di consentirgli di effettuare dei controlli con gli atti disponibili in ufficio, confermando, comunque, la validità della nota di cui il Sindaco ha dato lettura.
Il Consigliere Caltanissetta afferma che egli ha presentato richiesta di rilascio di specifici atti agli uffici comunali che non hanno provveduto a fornirglieli per cui egli ha dovuto acquisire ogni utile notizia direttamente presso gli uffici dell’ATO.
Il Consigliere Caltanissetta chiede di conoscere il riflesso che avrebbe sui residui l’esistenza di un debito di € 1.500.000.
L’assessore Cutino chiede che venga messa a verbale la seguente dichiarazione: “l’assessore Cutino si ritiene leso nella sua dignità di persona e di amministratore laddove viene apostrofato dal Consigliere Billeci Orazio con le seguenti parole “sei un fasullo”…….entrando nel merito dell’ammontare del debito nei confronti dell’ATO dichiara di non condividere le affermazioni del Consigliere Caltanissetta che risultano fuorvianti specialmente laddove esibisce un documento, di incerta provenienza, di cui chiede che, seduta stante, ne vengano certificate le risultanze. Afferma che, comunque, l’ammontare del debito, qualunque esso sia, non va imputato a
questo bilancio risultando già inserito nei bilanci dei rispettivi esercizi. Invita a confrontarsi con spirito democratico.
Il Consigliere Caltanissetta ribadisce che il bilancio dell’ATO prevede un credito nei confronti di questo Comune di circa € 3.700.000 e chiede se in ogni caso sia verosimile fissare in € 1.500.000 la posizione debitoria del Comune. Chiede, inoltre, se in aggiunta all’importo citato esistano ulteriori
fatture emesse a carico del Comune di Isola delle Femmine, in quanto in assenza il bilancio dell’ATO sarebbe errato.
Il Sindaco, dopo aver evidenziato come anche lo stesso ATO fornisca dati contrastanti, ribadisce che la differenza tra la cifra prevista da questo Comune e quella richiesta dall’ATO discenda da una diversa base di valutazione iniziale ( costo sostenuto-costo previsto nell’unico piano industriale approvato, quello del 2005) nonché dalla valutazione dei servizi offerti, che secondo questo Comune non sarebbero tutti quelli previsti nel piano industriale e la cui assenza comporterebbe una decurtazione dei costi che questo ufficio tecnico ha valutato nell’ordine del 40%. Sulla base di
queste valutazioni il debito di questo Comune è quantizzabile in € 163.000. Da dette valutazione divergenti scaturisce la materia del contendere in atto esistente tra quest’Amministrazione e l’ATO PA1.
Il Consigliere Caltanissetta ribadisce ancora una volta di ritenere corretto, sulla base del piano industriale un debito di € 1.500.000 e reitera la richiesta di conoscere se esistono fatture emesse dall’ATO non conteggiate e non contestate.
Il Responsabile del settore finanziario invita a porre dette domande al responsabile del settore tecnico cui compete la gestione del servizio.
Il Consigliere Caltanissetta afferma, che secondo quanto affermato dal responsabile del settore tecnico nessuna fattura è stata oggetto di contestazione. Riepilogando, a suo avviso, il Sindaco avrebbe riconosciuto l’esistenza di un debito di € 1.500.000 così calcolato secondo le previsioni del piano industriale 2005, a detto importo si aggiungerebbero ulteriori € 2.200.000 per fatture emesse dall’ATO e non contabilizzate, tuttavia non vengono fornite prove documentali sulla effettiva consistenza del debito, sull’esistenza di ulteriori fatturazione e sull’esistenza di contestazioni.
Tornando, quindi, all’esame del bilancio chiede delucidazioni sulle previsioni del bilancio pluriennale su cui i revisori hanno espresso un parere estremamente critico, precisando che detto bilancio non costituisce una formalità ma è un documento necessario ed indispensabile; Evidenzia come il collegio definisca i bilanci degli esercizi 2011 e 2012 pressapochistici e identici tra loro.
Il Presidente ribadisce ancora una volta, come nonostante le diverse valutazioni il parere del collegio nel suo complesso sia comunque positivo.
Il Sindaco in considerazione delle critiche sollevate dal gruppo Rinascita Isolana chiede se il gruppo abbia predisposto delle proposte correttive che prevedano il ripiano degli asseriti debiti e che individuino le voci di spesa da stornare per il ripiano delle affermate situazioni debitorie.
Il Consigliere Caltanissetta fa la seguente dichiarazione di voto sul bilancio: “Preannuncia il voto contrario del gruppo Rinascita Isolana, innanzitutto perché le previsioni di bilancio risentono di un’assoluta assenza di pianificazione stante che la maggior parte degli stanziamenti risultano obbligatori e gli stanziamenti discrezionali risultano assolutamente dubbi. Resta tutta da verificare l’attendibilità di maggiori entrate ed in particolare dei 100.000 euro che dovranno conseguire dalla lotta all’evasione ICI, dei 200.000 da reperire con la lotta all’evasione TARSU, per i quali non viene fornita alcuna dimostrazione; dei 350.000 euro che dovrebbero provenire da sanzioni per violazione del codice della strada, su cui non è possibile fare anche in questo caso alcuna valutazione non essendo possibile nemmeno avere conoscenza di quanto accertato nel 2009; Le restanti previsioni risultano ottimistiche e poco realistiche. A ciò si aggiunga l’esistenza di una posizione debitoria nei confronti dell’ATO rifiuti per circa 3.700.000 euro. Di conseguenza il bilancio risulta poco responsabile e incapace di assicurare qualsiasi possibilità di rilancio dell’economia isolana.
Ribadisce la richiesta che la delibera e l’intero bilancio venga trasmessa alla Corte dei Conti”.
 
 
 
Munnezza in divieto di sosta
 
 
Munnezza in divieto di sosta
 
Munnezza in divieto di sosta
 
Munnezza in divieto di sosta
 
Modifica determinazione n.25 del 20 luglio 2009 relativa all’approvazione ruolo sanzioni amministrative non riscosse nell’anno 2008
Atto numero 26  del 26-07-2011
Tipo di Atto: DETERMINA SETTORE POLIZIA MUNICIPALE
COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE
Provincia di Palermo
DETERMINAZIONE DEL CAPO DEL SETTORE 4° – VIGILANZA
N. 26 DEL 26/07/2011
Oggetto: MODIFICA DETERMINAZIONE N.25 DEL 20 LUGLIO 2009 RELATIVA
ALL’APPROVAZIONE RUOLO SANZIONI AMMINISTRATIVE NON RISCOSSE
NELL’ANNO 2008
IL Responsabile del 4° Settore
vista la propria determinazione n. 25 del 20 luglio 2009, con la quale si è provveduto ad approvare il ruolo per sanzioni amministrative non riscosse nell’anno 2008;
rilevato che per mero errore, nella suddetta determinazione n.25 del 20 luglio 2009 è stato riportato il numero delle voci e l’ importo totale del ruolo diverso da quello effettivamente risultante dall’elenco delle sanzioni non riscosse nell’anno 2008 allegato e che risulta essere pari a n. 1628 voci per un importo di € 333.639,67;
ritenuto pertanto dovere procedere alla modifica della suddetta determinazione n.25/09, limitatamente all’importo complessivo delle sanzioni non riscosse nell’anno 2008 che deve essere pari a € 333.639,67, così come si evince dall’apposito elenco nominativo predisposto da questo Corpo di P. M. e comprendente n.1628 voci ;
vista la normativa vigente in materia
D E T E R M I N A
per i motivi in premessa specificati:
1) Modificare la propria determinazione n. 25 del 20 luglio 2009 di approvazione del ruolo per sanzioni amministrative non riscosse nell’anno 2008, nel senso che l’importo complessivo effettivo risulta essere pari a € 333.639,67, così come si evince dall’apposito elenco nominativo predisposto da questo Corpo di P.M. e comprendente n.1628 voci;
IL COMANDANTE

– Magg. Antonio Croce –

Adeguamento Tariffe per l’applicazione della Tassa Smaltimento Rifiuti Solidi Urbani Interni – Anno 2010″
Atto numero 29  del 16-03-2010
Tipo di Atto: DELIBERA DI GIUNTA
Allegato: DELIBERA G.M. 029.10.pdf (11 kb)
PREMESSO che l’ufficio finanziario sulla base dei dati emersi dal bilancio di previsione anno 2010 in corso di formazione ha rilevato che il costo del servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni ammonta a circa €. 1.153.180,00;
Che parimenti è previsto che il gettito previsto per l’anno 2010 della tassa smaltimento rifiuti solidi urbani ammonta a circa €. 853.900,00;
Che il suddetto gettito copre, quindi, il costo del servizio in misura percentuale pari al 74,05% circa;
Vista la deliberazione consiliare n. 9 del 31/03/1999 con la quale è stata approvata la tariffa della Tassa per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani per il 1999,
Ritenuto che l’insufficiente copertura di costo del servizio di che trattasi è conseguente alla lievitazione dei costi di raccolta e smaltimento in discarica dei rifiuti solidi urbani;
Rilevato, pertanto, che si rende necessario ottenere la copertura totale del costo del servizio, e, a tal fine, si sta procedendo ad avviare un apposito progetto tendente ad ottenere il recupero dell’elusione e dell’evasione della TARSU, che potrebbe comportare un notevole e sostanziale aumento del gettito di detta tassa;
Di approvare per l’anno 2010 l’adeguamento, pari al 20%, della Tassa per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani per le varie categorie omogenee sopra specificate;
1. Di fare propria la superiore proposta di deliberazione adeguando le tariffe di cui sopra, a partire dal 1 gennaio 2010 con l’aumento come segue: la Categoria 301, Locali di civile abitazione e magazzino di uso civile, da €.1,70 a € 2,50 per tutte le altre Categorie l’aumento è pari al 20 %, esclusa la categoria 303 “campeggi e similari” che rimane invariata.
2. Stabilire che alla predisposizione del ruolo suppletivo relativo agli aumenti tariffari di cui al punto 1), si procederà solo a seguito di quantificazione delle somme derivanti dal recupero dell’elusione e dell’evasione fiscale in materia qualora l’introito di tali somme si rivelasse insufficiente a coprire il maggior costo del servizio.
Approvazione schema di Bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2010, Relazione Previsionale e Programmatica e schema del Bilancio pluriennale 2010/2012″.  Atto numero 32  del 19-03-2010
Tipo di Atto: DELIBERA DI GIUNTA

Allegato: DELIBERA G.M. 032.10.pdf (10 kb)  

Che, con decreto del Ministero dell’Interno del 17/12/2009 pubblicato sulla G.U. n.301 del 29/12/2009, il termine per l’approvazione del bilancio di previsione 2010 è stato rinviato al 30/04/2010;
Dato atto che nell’anno 2010 sono state aumentate le tariffe relative allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, rimanendo invariate, le tariffe degli altri tributi ed imposte;
Visto lo schema di Bilancio per l’esercizio 2010 con annessa la relazione previsionale e programmatica e bilancio pluriennale 2010/2012, approntato dall’ufficio di ragioneria, su indicazione di questa Giunta Comunale in conformità al D.Lgs. 267/2000 in cui vengono riportate
le scelte di carattere contabile da perseguire nella gestione dei vari servizi;
Adeguamento Tariffe per l’applicazione della Tassa Smaltimento Rifiuti Solidi Urbani Interni – Anno 2010″
Atto numero 20  del 06-05-2010
Tipo di Atto: DELIBERA DI CONSIGLIO
Allegato: DELIBERA C.C. 020.10.pdf (24 kb)
Il Sindaco afferma che l’aumento della TARSU comporterebbe un maggior gettito per circa 300.000,00 €, ma si sta avviando un’attività di recupero dell’evasione predisponendo un apposito progetto che prevede compensi incentivanti per i dipendenti, per cui, qualora da dette attività accertative dovesse essere possibile acquisire un analogo ammontare non si darà corso all’aumento e, di conseguenza, non si emetterà il ruolo suppletivo
Il Cons. Caltanissetta preannuncia il voto contrario del gruppo di appartenenza in considerazione dell’attuale situazione del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani che dimostra l’inefficienza dell’amministrazione sulla problematica, per cui l’aumento della tassa costituisce un’offesa per il
cittadino onesto, che vede violati i suoi diritti, stante che, trattandosi dell’applicazione di una tassa, questa risulta collegata al servizio, che, in atto presenta carattere emergenziale e che risulta sicuramente scadente. L’unica strada da percorrere, pertanto, è quella della lotta all’evasione.
L’Ass. Cutino non può che evidenziare il contrasto tra quanto in atto afferma il Cons. Caltanissetta e quanto dallo stesso affermato in precedenti sedute, laddove sosteneva che questo Comune aveva nei confronti dell’ATO un debito di notevole entità, mentre adesso opponendosi ad un adeguamento del gettito tale da coprire per intero il costo del servizio, sembra sostenere il contrario.
Evidenzia come, comunque, anche l’Amministrazione ponga in essere detto aumento con notevole sofferenza.
Le divergenze tra il Comune e l’ATO in merito al costo del servizio scaturiscono dal fatto che il Comune ritiene che la raccolta differenziata in passato non sia stata effettuata per cui il costo relativo a detto servizio non vada corrisposto, anche in considerazione dei maggiori costi sostenuti
per lo smaltimento in discarica dei rifiuti in maniera indifferenziata.
Il criterio che ha indotto l’Amministrazione a distribuire la manovra in due fasi (una prima afferente al recupero dell’evasione ed una seconda, solo eventuale, di aumento indifferenziato della tassa) è quello di non colpire sempre i cittadini onesti, volendo recuperare, invece, le frange di evasione ed
elusione, dando così copertura all’intero costo del servizio; costo che, tuttavia, renderà in ogni caso necessari adeguamenti tariffari per una ottimale distribuzione tra tutti i cittadini.
Il Sindaco, in merito al debito che questo Comune avrebbe nei confronti dell’ATO, evidenzia come questa Amministrazione stia operando per riportare detto debito nell’ambito di quanto effettivamente dovuto, ciò a garanzia dei diritti dei cittadini i quali altrimenti si vedrebbero costretti a coprire un costo del servizio fissato dall’ATO in € 1.500.000.
In tale considerazione, il Comune si è opposto al Decreto Ingiuntivo emesso dall’ATO e la recente interlocutoria pronuncia del magistrato, presenterebbe elementi di attenzione, stante che questi sembrerebbe porre a base delle proprie valutazioni il Piano Industriale del 2005.
Il Cons. Caltanissetta contesta l’esattezza delle affermazioni del Sindaco; il giudice, infatti, in sede di esame dell’opposizione al D.I. si è limitato a nominare un C.T.U. e da detta decisione non può scaturire alcun elemento di valutazione positivo per il Comune.
In relazione a quanto affermato dall’Assessore Cutino, ricorda come egli abbia richiamato una circolare regionale che impone al Comune di coprire interamente il costo del servizio e non
necessariamente di farlo gravare direttamente sugli utenti.
Anche i dati contabili evidenziano come la situazione debitoria scaturisca da inefficienza.
Si dichiara, altresì, sorpreso che per la prima volta l’Amministrazione riconosca che occorre far fronte al costo del servizio.
In merito, infine, alla sopravvalutazione del costo del servizio, così come risultante dalle fatture dell’ATO, la stessa dovrà essere oggetto di pronuncia da parte del magistrato.
Il Presidente afferma che, in questo momento, il costo del servizio viene coperto dal gettito della tassa nella misura minima prevista.
L’Ass. Cutino si augura di non dover far ricorso al ruolo suppletivo per la maggiorazione prevista, laddove la lotta all’evasione dovesse avere gli effetti sperati. La previsione in questo momento di un aumento tariffario è dovuta esclusivamente ad un senso di responsabilità, stante che la vigente
normativa impedisce che detto adeguamento tariffario venga posto in essere in un periodo successivo all’adozione del bilancio.
Ribadisce, ancora una volta, che l’intendimento dell’Amministrazione è quello di evitare l’aumento della tassa, ma, in tal senso, bisognerà tenere conto delle osservazione del Consiglio Comunale, laddove questo rappresenti l’obbligo di far fronte alle spese dell’ATO.
Si augura che la minoranza sia in grado di presentare un eventuale emendamento che individui le modalità di copertura dei costi del servizio smaltimento rifiuti, senza far gravare la spesa a carico
dei cittadini con aumenti tariffari, ed assicurando, comunque, il pagamento degli stipendi e lo svolgimento dei servizi pubblici essenziali.
 
Proposta di deliberazione presentata dall’Ufficio Tributi avente per oggetto:
“Approvazione programma operativo finalizzato all’ottimizzazione servizio riscossione e/o recupero tributi – Anno 2009 – Da realizzarsi entro la data del 31/12/2010.”
PREMESSO che, con circolare n.15/A2 del 18/12/2009, la Regione Siciliana fra gli indicatori premiali individua per l’anno 2009 l’approvazione, entro il 31/12/2009, di un programma finalizzato all’ottimizzazione del servizio di riscossione e/o recupero dei tributi da realizzarsi entro il 31/12/2010;
VISTO il programma operativo finalizzato all’ottimizzazione del servizio di riscossione che forma parte integrante e sostanziale del presente atto;
SI PROPONE ALLA GIUNTA MUNICIPALE
Di approvare il programma operativo finalizzato all’ottimizzazione del servizio di riscossione e/o recupero dei tributi – Anno 2009 – da realizzarsi entro il 31/12/2010, così come previsto dalla circolare n. 18 del 23/10/2008.
IL RESPONSABILE DEL SETTORE TRIBUTI

F.to Antonino Tricoli

LA GIUNTA MUNICIPALE
Vista la superiore proposta di deliberazione ;
Visti i pareri favorevoli in ordine alla regolarità tecnica e contabile;
D E L I B E R A
Di approvare per i motivi espressi in narrativa la superiore proposta di determinazione che qui si intende letteralmente trascritta, avente per oggetto: “ approvazione programma operativo finalizzato all’ottimizzazione servizio di riscossione e/o recupero tributi-Anno 2009 da realizzarsi entro
il 31/12/2010”.
Ritenuto che il programma di che trattasi va presentato al competente Assessorato Regionale entro i termini di scadenza, come previsto dalla vigente normativa, dichiarando il presente atto

Immediatamente Esecutivo.

PROGRAMMA OPERATIVO ANNO 2008 FINALIZZATO ALL’OTTIMIZZAZIONE DEL SERVIZIO DI RISCOSSIONE
E/O AL RECUPERO DEI TRIBUTI DA REALIZZARE ENTRO IL 31/12/2009
L’attività dell’Ufficio Tributi assume annualmente un’importanza primaria per il bilancio comunale, essendo proposta all’accertamento e alla riscossione delle entrate comunali derivanti da imposizione di carattere tributario e disciplinata da apposito regolamento.
A tal proposito questo ufficio vuole sottoporre all’attenzione di questa Giunta Comunale, il programma delle varie attività che si intendono svolgere nell’anno 2009;
Come già sottolineato , molto è stato fatto nella lotta contro l’evasione ed altro si potrà fare ricercando su altri fonti ancora per scoprire ulteriore possibili fasce di evasione;
Il programma prevederà un esame di tutti i ricorsi presentati in autotutela sulle liquidazioni e verranno rettificati eventuali anomalie, errori e variazioni non registrate per poi procedere all’approvazione delle somme annullate e rettificate;
Successivamente verrà effettuato il controllo del dovuto/ versato per l’anno 2006 con eventuale emissione dei relativi avvisi di accertamento per omesso o parziale versamento e all’accertamento per omessa dichiarazione dall’anno 2005;
Verranno inoltre controllate le denunce di successione inviate dal Ministero delle Finanze per identificare soggetti che hanno ereditato proprietà non denunciata;
Verranno inseriti tutti i versamenti delle violazioni inviati dal Concessionario ed effettuati dai contribuenti,con successiva emissione degli elenchi per la riscossione coattiva dei soggetti non in regola per tutti gli atti notificati entro il 2008.
si procederà inoltre all’esame dei ricorsi presentati da contribuenti per ruoli coattivi a seguito notifica delle cartelle esattoriali;
Verranno approvate le eventuali somme da annullare o rettificare con conseguente compilazione e trasmissione di modulo di sgravio/discarico al C.N.C. per gli aggiornamenti consequenziali;
Verranno esaminate le richieste di rimborso presentate per l’anno 2006-2007-2008 e approvate le eventuali somme da rimborsare;
Verranno aggiornati gli archivi man mano se ne verificheranno le occasioni, usufruendo di tutte le informazioni utili recuperate. Si cercherà di reperire tutti gli indirizzi aggiornati per la corrispondenza ritornata
al mittente o eventuali eredi nel caso di decessi; Per quanto riguarda la TARSU verranno effettuati i controlli con le variazioni anagrafiche e verranno
invitati a presentare la relativa denuncia tutti coloro i quali sono tenuti a farlo a seguito di iscrizione per immigrazione , cancellazione, variazione di domicilio, matrimonio;
Verranno successivamente emessi relativi accertamenti d’ufficio a coloro i quali avranno omesso di presentare la denuncia;

Verrà emesso ruolo ordinario TARSU ed eventuali suppletivi se sarà opportuno;

Per ciò che concerne i tributi locali COSAP e Pubblicità, a seguito della disdetta contrattuale con Tributi Italia S.p.A., il servizio viene svolto da questo Ufficio che procederà alla ricostruzione della banca dati e all’emissione degli eventuali avvisi di accertamento.
Verranno controllati i pagamenti effettuati dai contribuenti per l’occupazione permanente e temporanea del suolo pubblico, e il controllo del pagamento dei passi carrabili debitamente autorizzati.
Tuttavia, al fine di garantire una maggiore entrata si potrebbe sollecitare un più accurato controllo sul territorio per quanto concerne l’affissione abusiva di manifesti e l’utilizzo improprio del suolo pubblico.
Nell’assolvimento di queste funzioni non si trascurerà la tempestiva a solerte disponibilità al pubblico che interagisce con gli uffici tributari , sia per richieste di informazioni, sia per richiedere un aiuto nel disbrigo delle pratiche, sia per i molti problemi relativi ai concessionari che con i loro tempi e i loro solleciti sono spesso motivo di preoccupazione per molti cittadini, soprattutto gli anziani che hanno difficoltà a raggiungere le loro sedi distaccate in città;
Siamo certi che la realizzazione di questo programma porterà ad un incremento dei tributi riscossi rispetto all’anno precedente.
 
 
 

ISTITUZIONE  Consigli Tributari Comunali Articolo 18 D.L. 78/2010
TITOLO II CONTRASTO ALL’EVASIONE FISCALE E CONTRIBUTIVA
Art. 18 Partecipazione dei comuni all’attività di accertamento tributario e contributivo
1. I Comuni partecipano all’attività di accertamento fiscale e contributivo secondo le disposizioni del presente articolo, in revisione del disposto dell’articolo 44 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e dell’articolo 1 del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248.
2. Ai fini della partecipazione di cui al comma 1, consistente, tra l’altro, nella segnalazione all’Agenzia delle entrate, alla Guardia di finanza e all’INPS, di elementi utili ad integrare i dati contenuti nelle dichiarazioni presentate dai contribuenti per la determinazione di maggiori imponibili fiscali e contributivi:
a) i Comuni con popolazione superiore a cinquemila abitanti sono tenuti ad istituire, laddove non vi abbiano già provveduto, il Consiglio tributario. A tale fine, il regolamento per l’istituzione del Consiglio tributario è adottato dal Consiglio Comunale entro il termine di 90 giorni dall’entrata in vigore della presente disposizione;
b) i Comuni con popolazione inferiore a cinquemila abitanti, laddove non abbiano già costituito il Consiglio tributario, sono tenuti a riunirsi in consorzio, ai sensi dell’articolo 31 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, recante il Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, per la successiva istituzione del Consiglio tributario. A tale fine, la relativa convenzione, unitamente allo statuto del consorzio, è adottata dai rispettivi Consigli comunali per l’approvazione entro il termine di 180 giorni dall’entrata in vigore della presente disposizione. 3. In occasione della loro prima seduta, successiva alla data di entrata in vigore del presente decreto, i Consigli tributari deliberano in ordine alle forme di collaborazione con l’Agenzia del territorio ai fini dell’attuazione del comma 12 dell’articolo 19.
4. Al decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il secondo comma dell’articolo 44, è sostituito dal seguente:
“L’Agenzia delle entrate mette a disposizione dei comuni le dichiarazioni di cui all’articolo 2 dei contribuenti in essi residenti; gli Uffici dell’Agenzia delle entrate, prima della emissione degli avvisi di accertamento, ai sensi dell’articolo 38, quarto comma e seguenti, inviano una segnalazione ai comuni di domicilio fiscale dei soggetti passivi.”;
b) al terzo comma, primo periodo, dell’articolo 44, le parole da “Il comune” a “segnalare” sono sostituite dalle seguenti: “Il comune di domicilio fiscale del contribuente, o il consorzio al quale lo stesso partecipa, segnala”, e il periodo: “A tal fine il comune può prendere visione presso gli uffici delle imposte degli allegati alle dichiarazioni già trasmessegli in copia dall’ufficio stesso.” è abrogato;
c) il quarto comma dell’articolo 44, è sostituito dal seguente: “Il comune di domicilio fiscale del contribuente, con riferimento agli accertamenti di cui al secondo comma, comunica entro sessanta giorni da quello del ricevimento della segnalazione ogni elemento in suo possesso utile alla determinazione del reddito complessivo.”;
d) sono abrogati i commi quinto, sesto e settimo dell’articolo 44;
e) l’articolo 45 è abrogato.
5. All’articolo 1 del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 1 è sostituito dal seguente: “1. Per potenziare l’azione di contrasto all’evasione fiscale e contributiva, in attuazione dei principi di economicità, efficienza e collaborazione amministrativa, la partecipazione dei comuni all’accertamento fiscale e contributivo è incentivata mediante il riconoscimento di una quota pari al 33 per cento delle maggiori somme relative a tributi statali riscosse a titolo definitivo nonché delle sanzioni civili applicate sui maggiori contributi riscossi a titolo definitivo, a seguito dell’intervento del comune che abbia contribuito all’accertamento stesso.”;
b) il comma 2 è sostituito dal seguente: “2. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, emanato entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, d’intesa con l’INPS e la Conferenza unificata, sono stabilite le modalità tecniche di accesso alle banche dati e di trasmissione ai comuni, anche in via telematica, di copia delle dichiarazioni relative ai contribuenti in essi residenti, nonché quelle della partecipazione dei comuni all’accertamento fiscale e contributivo di cui al comma 1. Per le attività di supporto all’esercizio di detta funzione di esclusiva competenza comunale, i comuni possono avvalersi delle società e degli enti partecipati dai comuni stessi ovvero degli affidatari delle entrate comunali i quali, pertanto, devono garantire ai comuni l’accesso alle banche dati utilizzate. Con il medesimo provvedimento sono altresì individuate le ulteriori materie per le quali i comuni partecipano all’accertamento fiscale e contributivo; in tale ultimo caso, il provvedimento, adottato d’intesa con il direttore dell’Agenzia del territorio per i tributi di relativa competenza, può prevedere anche una applicazione graduale in relazione ai diversi tributi.”;
c) è abrogato il comma 2-ter.
6. All’articolo 83, comma 17, ultimo periodo, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, le parole “30 per cento” sono sostituite dalle seguenti: “33 per cento”;.
7, Con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e d’intesa con la Conferenza Unificata, adottato entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono individuati i tributi su cui calcolare la quota pari al 33 per cento e le sanzioni civili spettanti ai comuni che abbiano contribuito all’accertamento, ai sensi dell’articolo 1, comma 1, del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, nonché le relative modalità di attribuzione.
8. Resta fermo il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate di cui all’articolo 1, comma 2 del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, quanto alle modalità tecniche di accesso dei comuni alle banche dati e alle dichiarazioni relative ai contribuenti ai comuni, nonché alle modalità di partecipazione degli stessi all’accertamento fiscale e contributivo.
9. Gli importi che lo Stato riconosce ai comuni a titolo di partecipazione all’accertamento sono calcolati al netto delle somme spettanti ad altri enti ed alla Unione Europea. Sulle quote delle maggiori somme in questione che lo Stato trasferisce alle Regioni a statuto ordinario, a quelle a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano, spetta ai predetti enti riconoscere ai comuni le somme dovute a titolo di partecipazione all’accertamento.
http://www.rettore.unifg.it/dwn/decreto-legge-78-2010.pdf

FINANZA LOCALE: Certificati Preventivi

    Anno di riferimento: 2010   Ente selezionato: ISOLA DELLE FEMMINE (PA)
Tipo Ente:
COMUNE   Codice Ente: 5190550410

 

 

 

QUADRO 1 – SI CERTIFICA
(gli importi sono espressi in Euro)

TIPO DELIBERA

Valore
Deliberato con atto (2) 1
(2) il valore 1 indica che la deliberazione viene assunta con atto
del consiglio comunale;
il valore 2 indica che la deliberazione viene assunta con atto del
commissario straordinario;
il valore 3 indica che la deliberazione viene assunta con atto del
commissario prefettizio;
il valore 4 indica che la deliberazione viene assunta con atto della
commissione straordinaria;

 

QUADRO 1 – SITUAZIONE RIASSUNTIVA (1)
(gli importi sono espressi in Euro)

ENTRATE
Denominazione Previsione definitiva del 2009 Previsione 2010
approvata
Avanzo di Amministrazione 27.948,00 65.405,00
Tributarie 2.186.000,00 2.568.000,00
Contributi e trasferimenti 1.549.899,00 2.529.541,00
Extratributarie 1.453.963,00 1.030.155,00
Alienazioni ecc. 747.929,00 764.658,00
Assunzione di prestiti 6.000.000,00 9.600.000,00
Servizi per conto di terzi 2.675.000,00 3.272.222,00
TOTALI 14.640.739,00 19.829.981,00

 

SPESE
Denominazione Previsione definitiva del 2009 Previsione 2010
approvata
Disavanzo di Amministrazione 0 0
Correnti 5.091.557,00 6.107.601,00
Conto Capitale 781.182,00 4.352.658,00
Rimborso di prestiti 6.093.000,00 6.097.500,00
Servizi per conto di terzi 2.675.000,00 3.272.222,00
TOTALI 14.640.739,00 19.829.981,00

 

Quadri presenti con il NUOVO modello
Quadro 1 SITUAZIONE RIASSUNTIVA
Quadro 2 ENTRATE
Quadro 3 SPESE ( * )
Quadro 4 RIEPILOGO SPESE CORRENTI ( * )
Quadro 5 RIEPILOGO SPESE IN CONTO CAPITALE ( * )
Quadro 6 GENERALE RIASSUNTIVO
Quadro 7 SERVIZI A DOMANDA INDIVIDUALE
Quadro 9 SERVIZI A CARATTERE PRODUTTIVO ( * )

 

QUADRO 2 – ENTRATE ( * )
(gli importi sono espressi in Euro)

ENTRATE TRIBUTARIE
Voci Importo
Categoria 1^ – Imposte 1.420.000,00
I.C.I. su abitazione principale per fattispecie non esenti 0
I.C.I. su fattispecie diversa da abitazione principale 1.020.000,00
Imposta comunale sulla pubblicità 30.000,00
Addizionale sul consumo di energia elettrica 150.000,00
Addizionale I.R.P.E.F. 220.000,00
Compartecipazione I.R.P.E.F. 0
Imposta di scopo 0
Altre imposte 0
Categoria 2^ – Tasse 1.145.000,00
Tassa per l’occupazione degli spazi ed aree pubbliche 45.000,00
Tassa per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani 1.100.000,00
Tassa di concessione su atti e provvedimenti comunali 0
Tariffa igiene ambientale (2) 0
Altre tasse 0
Categoria 3^ – Tributi speciali ed altre entrate tributarie proprie 3.000,00
Diritti sulle pubbliche affissioni 3.000,00
Altri tributi speciali 0
TOTALE TITOLO I 2.568.000,00
(2) Per i comuni che, ai sensi dell’ordinanza della Corte Costituzionale n.300/09
e della sentenza della Corte Costituzionale n.238/09, hanno collocato l’entrata
al titolo I.

ENTRATE DERIVANTI DA CONTRIBUTI E TRASFERIMENTI CORRENTI DELLO STATO, DELLA REGIONE E DI ALTRI ENTI PUBBLICI ANCHE IN RAPPORTO FUNZIONI DELEGATE DALLA REGIONE
Voci Importo
Categoria 1^ – Contributi e trasferimenti correnti dallo Stato 827.773,00
Fondo ordinario 0
Fondo perequativo fiscalità locale 0
Fondo per sviluppo investimenti 0
Fondo consolidato 0
Fondo per funzioni trasferite 0
Trasferimenti compensativi per ICI sull’abitazione principale 0
Altri 827.773,00
Categoria 2^ – Contributi e trasferimenti correnti dalla Regione 875.001,00
di cui: entrate da contribuzione regionale a specifica destinazione per finanziare spese di personale 0
Categoria 3^ – Contributi e trasferimenti correnti dalla Regione per funzioni delegate 775.267,00
di cui : entrate a specifica destinazione per finanziare spese di personale (3) 0
CATEGORIA 4^ – Contributi e trasferimenti da parte di organismi comunitari e internazionali 0
Categoria 5^ – Contributi e trasferimenti correnti da altri enti 51.500,00
TOTALE TITOLO II 2.529.541,00
(3) Deve trattarsi di contributi attribuiti per finanziare espressamente le spese di personale.
ENTRATE EXTRATRIBUTARIE
Voci Importo
Categoria 1^ – Proventi dei servizi pubblici 1.005.955,00
Canone per l’installazione dei mezzi pubblicitari 0
Entrate da sanzioni amministrative, ammende e oblazioni 800.000,00
Altri proventi 205.955,00
Categoria 2^ – Proventi di beni comunali 20.700,00
C.O.S.A.P. 0
Canone per concessioni cimiteriali (2) 0
Canone pubblicità 0
Altri proventi 20.700,00
Categoria 3^ – Interessi su anticipazioni o crediti 3.500,00
Categoria 4^ – Utili netti delle aziende speciali e partecipate,dividendi di società 0
Categoria 5^ – Proventi diversi 0
TOTALE TITOLO III 1.030.155,00
(2) Le entrate derivanti da concessioni cimiteriali in diritto di superficie vanno collocate al titolo IV -categoria I delle entrate.
ENTRATE DERIVANTI DA ALIENAZIONE, DA TRASFERIMENTI DI CAPITALI E
DA RISCOSSIONI DI CREDITI
Voci Importo
Categoria 1^ – Alienazione di beni patrimoniali 30.000,00
Categoria 2^ – Trasferimenti di capitali dallo Stato 100.000,00
Categoria 3^ – Trasferimenti di capitali dalla Regione 65.000,00
Categoria 4^ – Trasferimenti di capitali da altri enti del settore pubblico 349.658,00
Categoria 5^ – Trasferimenti di capitali da altri soggetti 220.000,00
Entrate da permessi di costruire 220.000,00
Altri trasferimenti 0
Categoria 6^ – Riscossioni di crediti 0
TOTALE TITOLO IV 764.658,00
ENTRATE DERIVANTI DA ACCENSIONI DI PRESTITI
Voci Importo
Categoria 1^ – Anticipazioni di cassa 6.000.000,00
Categoria 2^ – Finanziamenti a breve termine 0
Categoria 3^ – Assunzioni di mutui e prestiti 3.600.000,00
Categoria 4^ – Emissioni di prestiti obbigazionari 0
TOTALE TITOLO V 9.600.000,00
ENTRATE DERIVANTI DA SERVIZI PER CONTO DI TERZI
Voci Importo
TOTALE TITOLO VI 3.272.222,00
TOTALE GENERALE DELLE ENTRATE 19.764.576,00

QUADRO 2 – BIS – ALIQUOTE E TARIFFE
(gli importi sono espressi in Euro)

Descrizione Aliquote per unità di misura Tariffe per unità di misura Forma di riscossione (2)
ICI ordinaria – aliquota percentuale 6,50   5,00
ICI abitazione principale per le categorie non escluse -Aliquota percentuale 5,00   5,00
Addizionale IRPEF – aliquota percentuale 0,05   1,00
TARSU per abitazione (mq) – Tariffa   3,00 5,00
TIA per abitazione (mq) (3)   11  
TIA per abitazione(componenti familiari) (3)   110  
TIA per abitazione (mq) – Tariffa   0 0
TOSAP per fattispecie ordinaria (mq) – Tariffa   0 0
COSAP per fattispecie ordinaria (mq) -Tariffa   41,00 1,00
(2) codice 1 : riscossione diretta
codice 2 : riscossione mediante aziende speciali
codice 3 : riscossione mediante S.p.A. o S.r.l. a prevalente capitale pubblico locale
codice 4 : riscossione mediante società miste
codice 5 : riscossione mediante concessionari
codice 6 : riscossione con altra fattispecie
(3) Indicare la tariffa relativa alla fattispecie prevalente per abitazione tenendo conto delle due componenti: quota fissa, rapportata alla superficie in mq.(cod. 2 252) e quota variabile rapportata al numero dei componenti del nucleo familiare (cod. 2 253). L’importo della tariffa va espresso
in euro e indicato al cod. 2 255 – Al cod. 2 252 e al codice
2 253 vanno indicati rispettivamente i mq. e il numero dei componenti il nucleo cui si riferisce la tariffa indicata.
( * ) Gli importi vanno riportati con due zero dopo la virgola.
L’arrotondamento dell’ultima unità è effettuato per eccesso qualora la
prima
cifra decimale sia superiore o uguale a cinque;
L’arrotondamento è effettuato per difetto qualora la prima cifra decimale
sia inferiore a cinque.

QUADRO 3 – SPESE ( * )
(gli importi sono espressi in Euro)

SPESE CORRENTI
Voci Importo
TOTALE TITOLO I (3) 6.107.601,00
(3) Compilare il quadro 4 relativo al riepilogo delle spese correnti
SPESE IN CONTO CAPITALE
Voci Importo
TOTALE TITOLO II (4) 4.352.658,00
(4) Compilare il quadro 5 relativo al riepilogo delle spese in conto capitale.
SPESE PER RIMBORSO PRESTITI
Voci Importo
Rimborso per anticipazioni di cassa 6.000.000,00
Rimborso di finanziamenti a breve termine 0
Rimborso di quota capitale di mutui e prestiti 97.500,00
Rimborso di prestiti obbligazionari 0
Rimborso di quota capitale di debiti pluriennali 0
TOTALE TITOLO III 6.097.500,00
SPESE PER SERVIZI PER CONTO DI TERZI
Voci Importo
TOTALE TITOLO IV 3.272.222,00
TOTALE GENERALE DELLE SPESE 19.829.981,00

QUADRO 4 – RIEPILOGO SPESE CORRENTI ( * )

QUADRO 5 – RIEPILOGO SPESE IN CONTO CAPITALE ( * )

QUADRO 6 – GENERALE RIASSUNTIVO ( * )
(gli importi sono espressi in Euro)

 
ENTRATE
Voci Competenza
TITOLO I – ENTRATE TRIBUTARIE 2.568.000,00
TITOLO II – ENTRATE DERIVANTI DA CONTRIBUTI E TRASFERIMENTI CORRENTI DELLO STATO,DELLA REGIONE E DI ALTRI ENTI PUBBLICI ANCHE IN RAPPORTO ALL’ESERCIZIO DI FUNZIONI DELEGATE DALLA REGIONE 2.529.541,00
TITOLO III – ENTRATE EXTRATRIBUTARIE 1.030.155,00
TITOLO IV – ENTRATE DERIVANTI DA ALIENAZIONI, DA TRASFERIMENTI DI CAPITALE E DA RISCOSSIONI DI CREDITI. 764.658,00
Totale Entrate finali 6.892.354,00
TITOLO V – ENTRATE DERIVENTI DA ACCENSIONI DI PRESTITI 9.600.000,00
TITOLO VI – ENTRATE DA SERVIZI PER CONTO TERZI 3.272.222,00
Totale 19.764.576,00
Avanzo di Amministrazione 65.405,00
TOTALE COMPLESSIVO ENTRATE 19.829.981,00
SPESA
Voci Competenza
TITOLO I – SPESE CORRENTI 6.107.601,00
TITOLO II – SPESE IN CONTO CAPITALE 4.352.658,00
Totale spese finali 10.460.259,00
TITOLO III – SPESE PER RIMBORSO DI PRESTITI 6.097.500,00
TITOLO IV – SPESE PER SERVIZI CONTO DI TERZI 3.272.222,00
Totale 19.829.981,00
Disavanzo di Amministrazione 0
TOTALE COMPLESSIVO SPESE 19.829.981,00
RISULTATI DIFFERENZIALI – equilibrio corrente
Voci Competenza
Entrate titolo I-II-III (+) 6.127.696,00
Spese Correnti (-) 6.107.601,00
Quote di capitale di ammortamento mutui e prestiti obbligazionari (-) 97.500,00
Utilizzo di avanzo di amministrazione per il finanziamento di spese correnti (A) (+) di cui : 65.405,00
__ 1) debiti fuori bilancio di parte corrente 0
__ 2) spese di funzionamento 65.405,00
Entrate diverse destinate a spese correnti (B) (+) di cui : 24.000,00
__ 1) quote dei proventi per permessi di costruire e sanzioni (art. 2,co. 8 L.244/07) 24.000,00
__ 2) assunzione di mutui per il finanziamento di debiti fuori bilancio di parte corrente ** 0
__ 3) alienazione di patrimonio per il finanziamento di debiti fuori bilancio di parte corrente 0
__ 4) utilizzo del plusvalore realizzato con l’alienazione di beni patrimoniali (art.3, co.28, L.350/03) 0
__ 5) altre entrate 0
Entrate correnti destinate a spese di investimento (C) (-) di cui : 12.000,00
__ 1) proventi del servizio di fognatura e depurazione(art.14, L.36/94) 0
__ 2) contributo per l’utilizzo di risorse geotermiche e per la produzione di energia elettrica (art.17, L.896/86) 0
__ 3) imposta sulla pubblicita’ negli ascensori in servizi pubblici (art.3, L.235/93) 0
__ 4) sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni al codice della strada 12.000,00
__ 5) altre entrate 0
Entrate diverse utilizzate per il rimborso della quota di capitale di ammortamento dei mutui e dei prestiti obbligazionari (D) (+) di cui : 0
__ 1) quota dei contributi a valere sul fondo nazionale ordinario per gli investimenti (art.94, co.11, L.289/02) 0
__ 2) utilizzo del plusvalore realizzato con l’alienazione di beni patrimoniali (art.1, co.66, L.311/04) 0
__ 3) altre entrate 0
Differenza * 0
* La differenza, per il rispetto dell’equilibrio corrente di cui all’art.162 del T.U. Enti Locali, non può essere inferiore a 0.
** Per debiti maturati anteriormente alla data di entrata in vigore della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n.3.
RISULTATI DIFFERENZIALI – equilibrio finale
Voci Competenza
Entrate finali (avanzo + titoli I-II-III-IV) (+) 6.957.759,00
Spese finali (disavanzo + titoli I-II) (-) 10.460.259,00
Saldo netto da finanziare (-) o da impiegare (+) -3.502.500,00

QUADRO 6 – BIS – PIANO DI ALIENAZIONE E VALORIZZAZIONI IMMOBILIARI (2) (5)
(gli importi sono espressi in Euro)

 
 
Voci N. unità Valore complessivo
Fabbricati non residenziali 0 0
Fabbricati residenziali 0 0
Terreni 0 0
Altri beni 0 0
TOTALE 0 0
(2) Art. 58 L.133/08.
(5) Il contenuto del piano delle alienazioni e valorizzazioni immbiliari non presenta
correlazione
con la predisposizione del bilancio di previsione, nel significato che gli immobili inclusi
nel piano sono suscettibili di valorizzazione ovvero di dismissione,ma non per questo
comportano o richiedono di prevederne la vendita nel bilancio di previsione di cui
costituiiscono allegato.

QUADRO 6 – TER – PROGRAMMAZIONE ANNUALE DELLE OPERE PUBBLICHE (3)
(gli importi sono espressi in Euro)

 
 
Voci Importo previsto nel bilancio
di
previsione 2010
Mutuo o altre forme di indebitamento 3.600.000,00
Entrate da permessi da costruire 196.000,00
Alienazioni patrimoniali da realizzare (6) 30.000,00
Contributi di enti del settore pubblico 514.658,00
Entrate acquisite mediante apporti di capitali privati 0
Avanzo di amministrazione 0
Entrate correnti di bilancio diverse dai contributi 12.000,00
Altro (4) 0
TOTALE 4.352.658,00
(3) Ove l’intervento sia finanziato con più fonti di finanziamento vanno inseriti i dati
disaggregati  per ciascuna fonte.
(4) Nella voce ‘Altro’, vanno anche inserite altre eventuali fonti di finanziamento
diverse dalle tipologie indicate
(6) L’attivazione della corrispondente spesa va avviata solo dopo la realizzazione
dell’alienazione.

QUADRO 6 – QUATER – ESTERNALIZZAZIONE ATTRAVERSO AZIENDE E SOCIETA’
(gli importi sono espressi in Euro)

 
RISULTATI DI ESERCIZIO DELLE DIECI PRINCIPALI AZIENDE
E SOCIETA’
PER FATTURATO – BILANCIO 2008
Voci Forma giuridica – Tipologia di azienda o società (2) Campo di attività A (3) (4) Campo di attività B (3) (4) Campo di attività C (3) (4) Fatturato registrato o valore produzione Percentuale di partecipazione o di capitale di dotazione (5) Patrimonio netto azienda o società (6) Risultato di esercizio positivo o negativo
N. forma giuridica Tipologia azienda o società 2 5 5 5 22.618.046 5 101.396 1.029
N. forma giuridica Tipologia azienda o società 0 0 0 0 0 0 0 0
N. forma giuridica Tipologia azienda o società 0 0 0 0 0 0 0 0
N. forma giuridica Tipologia azienda o società 0 0 0 0 0 0 0 0
N. forma giuridica Tipologia azienda o società 0 0 0 0 0 0 0 0
N. forma giuridica Tipologia azienda o società 0 0 0 0 0 0 0 0
N. forma giuridica Tipologia azienda o società 0 0 0 0 0 0 0 0
N. forma giuridica Tipologia azienda o società 0 0 0 0 0 0 0 0
N. forma giuridica Tipologia azienda o società 0 0 0 0 0 0 0 0
N. forma giuridica Tipologia azienda o società 0 0 0 0 0 0 0 0
(2) Indicare solo se trattasi 1- azienda speciale, 2- società per azioni, 3- società r.l.
(3) Indicare l’attività esercitata dalle società in base all’elenco riportato a fine certificato
(4) Indicare da uno a tre codici corrispondenti alle tre attività che incidono, per
prevalenza,
sul fatturato complessivo della società.
(5) Si intende la quota di capitale sociale sottoscritto per le società di capitali.
(6) Si intende il capitale sociale più fondi di riserva per la società di capitale e il capitale
di dotazione più fondi di riserva per le aziende speciali ed i consorzi-azienda.
 ELENCO ATTIVITA’ ESTERNALIZZATE ATTRAVERSO AZIENDE E SOCIETA’
001 – Trasporto scolastico,refezione e altri servizi scolastici.
002 – Biblioteche,musei,pinacoteche,teatri e altri servizi del settore culturale.
003 – Gestione impianti sportivi.
004 – Trasporti pubblici locali e servizi connessi.
005 – Smaltimento rifiuti e tutela ambientale.
006 – Asili nido,servizi per l’infanzia e per i minori.
007 – Servizi di protezione sociale diversi da asili nido e servizi per l’infanzia e per
i minori.
008 – Servizi produttivi ad eccezione farmacie.
009 – Farmacie.
010 – Servizi di promozione del turismo.
011 – Gestione dei beni demaniali e patrimoniali.
012 – Servizi a domanda individuale diversi da attività già indicate.
013 – Altro.

QUADRO 7 – SERVIZI A DOMANDA INDIVIDUALE ( * )
(gli importi sono espressi in Euro)

 
 
Voci SPESE-Personale SPESE-Altre spese SPESE-TOTALE ENTRATE (5)
Alberghi, case di riposo e di ricovero 0 0 0 0
Alberghi diurni e bagni pubblici 0 0 0 0
Asili nido 0 0 0 0
Convitti,campeggi,case per vacanze, ostelli 0 0 0 0
Colonie e soggiorni stagionali,stabilimenti termali 0 0 0 0
Corsi extra scolastici di insegnamento di arti e sport e altre discipline, fatta eccezione per quelli espressamente previsti per legge 0 0 0 0
Giardini zoologici e botanici 0 0 0 0
Impianti sportivi: piscine,campi da tennis,di pattinaggio, impianti di risalita e simili 0 23.000,00 23.000,00 4.205,00
Mattatoi pubblici 0 0 0 0
Mense comprese quelle ad uso scolastico 0 0 0 0
Mercati e fiere attrezzati 0 0 0 0
Parcheggi custoditi e parchimetri 0 0 0 0
Pesa pubblica 0 0 0 0
Servizi turistici diversi: stabilimenti balneari,approdi turistici e simili 0 0 0 0
Spurgo pozzi neri 0 0 0 0
Teatri, musei,pinacoteche, gallerie,mostre e spettacoli 0 0 0 0
Trasporti di carni macellate 0 0 0 0
Trasporti funebri, pompe funebri e illuminazioni votive 0 0 0 0
Uso di locali adibiti a stabilimenti ed esclusivamente a riunioni non istituzionali: auditorium, palazzo dei congressi e simili 0 0 0 0
Collegamenti di impianti di allarme con centrali operative della Polizia Locale 0 0 0 0
Altri 0 9.000,00 9.000,00 6.000,00
TOTALI 0 32.000,00 32.000,00 10.205,00
( * ) Gli importi vanno riportati con due zero dopo la virgola.
L’arrotondamento dell’ultima unità è effettuato per eccesso qualora la prima cifra decimale sia superiore o uguale a cinque;
L’arrotondamento è effettuato per difetto qualora la prima cifra decimale sia inferiore a cinque.
(5) Entrate da tariffe e contribuzioni ed a specifica destinazione.

QUADRO 7 – PERCENTUALE DI COPERTURA
(gli importi sono espressi in Euro)

 
 
Voci Dati
La copertura del costo complessivo dei servizi a domanda individuale è pari al _________% 31,89

QUADRO 9 – SERVIZI A CARATTERE PRODUTTIVO ( * )
(gli importi sono espressi in Euro)

 
Voci SPESE-Personale SPESE-Altre spese SPESE-TOTALE ENTRATE
Acquedotto 0 0 0 0
Distribuzione del gas metano 0 0 0 0
Farmacia 0 0 0 0
Altri 0 0 0 0
TOTALI 0 0 0 0
Quadri presenti con il NUOVO modello
Quadro 1 SITUAZIONE RIASSUNTIVA
Quadro 2 ENTRATE
Quadro 3 SPESE ( * )
Quadro 4 RIEPILOGO SPESE CORRENTI ( * )
Quadro 5 RIEPILOGO SPESE IN CONTO CAPITALE ( * )
Quadro 6 GENERALE RIASSUNTIVO
Quadro 7 SERVIZI A DOMANDA INDIVIDUALE
Quadro 9 SERVIZI A CARATTERE PRODUTTIVO ( * )

BILANCIO DI PREVISIONE 2010 COMUNICATO AL MINISTERO
ATO PA1, Bilancio PREVENTIVO 2010, Comandante, Consiglio Comunale Tributario, D.L.78 2010 art 18, Elusione, Evasori, IRPEF, leoncino, Pappagallo, Rifiuti, sanzioni Amministrative, TARSU, Tributi,

 
 
 
Presa atto inapplicabilità commi 1 e 5 dell’art.33 dello Statuto Comunale.
Atto numero 56  del 23-10-2009
Tipo di Atto: DELIBERA DI CONSIGLIO
Allegato: DELIBERA C.C. N.56.pdf (14 kb)
Approvare i verbali della seduta precedente.
Atto numero 52
del 28-09-2009
Tipo di Atto: DELIBERA DI CONSIGLIO
Allegato: DELIBERA C.C. N.52.pdf (13 kb)
 
 
 
 
 
 
*Rapporto ecomafia 2008 – Sicilia, ciclo dei rifiuti, la monnezza è “Cosa Nostra”

 

Associazione Protezione Civile,ato idrico, Caltanisetta,Consiglio Comunale 18/9/09,Croce Antonio,CUTINO,interrogazioni, Maggioli, Piazza,Costanza,Billeci,PORTOBELLO,VOTO DI SCAMBIO

 
Atto numero 054  del 06-06-2008
Tipo di Atto: DELIBERA DI GIUNTA
Allegato: DGM00054.DOC (24 kb)
Atto numero 55 del 23-10-2009
Tipo di Atto: DELIBERA DI CONSIGLIO
Allegato: DELIBERA C.C. N.55.pdf (15 kb)
 
 
Consiglio Comunale Tributario,D.L.78 2010 art 18,TARSU,IRPEF,Evasori,Elusione,Tributi,Bilancio Consuntivo 2010,Comandante,sanzioni Amministrative,ATO PA1,Rifiuti,Pappagallo,Leoncino

ATO PA1, Bilancio PREVENTIVO 2010, Comandante, Consiglio Comunale Tributario, D.L.78 2010 art 18, Elusione, Evasori, IRPEF, leoncino, Pappagallo, Rifiuti, sanzioni Amministrative, TARSU, Tributi

 

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