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Archivio per il tag “IMPASTATO”

LA REQUISITORIA DEL P.M. DEL BENE PER L’ASSASSINIO DI VINCENZO ENEA A ISOLA DELLE FEMMINE da parte di FRANCESCO BRUNO



Il giudice di Palermo dr. Piergiorgio Morosini all’udienza di Consiglio del 22 maggio 2013 ha pronunciato e pubblicato mediante lettura del dispositivo la seguente sentenza nei confronti di BRUNO FRANCESCO visti gli art 533 535 c.p.p.
Dichiara BRUNO colpevole del reato di OMICIDIO AGGRAVATO a lui ascritto e con la riduzione della penza prevista per la scelta del rito lo condanna alla pena di ANNI TRENTA di reclusione oltre al pagamento delle spese…..continua su
LA REQUISITORIA DEL P.M. DEL BENE PER L’ASSASSINIO DI VINCENZO ENEA A ISOLA DELLE FEMMINE da parte di FRANCESCO BRUNO

ADDIO PIZZO 5, B.B.P., BADALAMENTI, Bruno Francesco, CATALDO, COPACABANA, COSTA CORSARA, D’AGOSTINO, DI MAGGIO, ENEA, EREDI CARDINALE, GALLINA, IMPASTATO, LUCIDO, MICALIZZI, NAIMO, ONORATO, POMIERO, RICCOBONO

 

ISOLA DELLE FEMMINE. Omicidio Enea, condanna a 30 anni per Francesco Bruno

Il Gup Piergiorgio Morosini ha accolto la richiesta del pm Del Bene

Per l’omicidio del costruttore di Isola delle Femmine, Vincenzo Enea, avvenuto nel giugno del 1982 c’è un colpevole. Il gup Piergiorgio Morosini, accogliendo la richiesta del pm, Francesco Del Bene, ha condannato a trent’anni il boss ergastolano Francesco Bruno. La sentenza è stata pronunciata oggi pomeriggio, a conclusione del rito abbreviato che si è celebrato in corte d’Assise. Nella vicenda Enea, riaperta grazie alle testimonianze dei figli della vittima e alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, i familiari del costruttore ucciso sono parte civile, con l’assistenza dell’avvocato Giuseppe Marchì. Nel corso della requisitoria Del Bene ha collegato l’omicidio Enea con un altro fatto di sangue, l’omicidio di Benedetto D’Agostino, caduto sotto i colpi dei killer pochi giorni prima di Enea. Diversamente da quel che accadde per D’Agostino, in cui non ci sono testimoni che possano confermare le accuse dei pentiti, per il secondo delitto c’è la testimonianza del figlio, Pietro Enea, oggi residente negli Stati Uniti, rimasto per anni in silenzio per paura, e che ha deposto un paio di anni fa. Lui ha fornito però elementi soltanto contro Bruno, la cui auto, più o meno all’ora del delitto, era posteggiata nei pressi del cantiere in cui stava lavorando Vincenzo Enea, in via Palermo, a Isola. I familiari di Enea non hanno mai smesso di cercare giustizia. Per questo, quando hanno parlato i pentiti, hanno aggiunto il loro contributo alle attività dei carabinieri, coordinati dal pm Del Bene. Pagando però un prezzo: «Da quando è cominciata questa storia molte persone, qui a Isola, non mi salutano più. È una cosa che proprio non mi va giù, ma io vado avanti, assieme ai miei fratelli», aveva detto uno dei figli della vittima, Riccardo Enea, il mese scorso. Il giudice ha concesso anche una provvisionale di 100 mila euro, ma i familiari in sede civile hanno chiesto 6 milioni di euro e il riconoscimento del padre quale vittima di mafia.

Isola delle Femmine, omicidio Enea. Il Pm chiede 30 anni per Francesco Bruno

I familiari chiedono per il padre il riconoscimento di vittima della mafia

Il pubblico ministero ha chiesto la condanna a 30 anni di reclusione per Francesco Bruno, ritenuto uno degli esecutori materiali dell’omicidio dell’imprenditore di Isola delle Femmine, Francesco Enea, avvenuto l’8 giugno del 1982. Nella requisitoria di oggi, davanti al giudice della corte d’Assise di Palermo, Piergiorgio Morosini, la pubblica accusa ha ricostruito il contesto storico in cui è avvenuto l’agguato, preceduto dall’assassinio di Emanuele D’Agostino, della famiglia di Cinisi. I legali dell’imputato nella precedente udienza avevano chiesto il rito abbreviato per Bruno, che sta scontando un ergastolo. I fatti risalgono a più di 30 anni fa, Enea venne freddato davanti all’ingresso del Village Bungalow di Via Palermo a Isola delle Femmine. Trenta anni dopo la Procura di Palermo ha incrociato le dichiarazioni dei figli con i verbali di alcuni collaboratori di giustizia, individuando uno dei possibili esecutore del delitto. E’ emerso che Vincenzo Enea sarebbe stato ucciso per la sua opposizione ai progetti di espansione di Francesco Bruno che voleva imporgli di stare insieme in una società di fatto o comunque acquisire al suo cantiere confinante le villette che stava costruendo in Corso Italia, ai confini della Costa Corsara di Isola delle Femmine. Un delitto rimasto avvolto nel mistero fino a quando alcuni mesi fa l’ex procuratore aggiunto Antonino Ingoia e il sostituto Francesco Del Bene sono andati negli Stati Uniti dove vivono due dei figli Pietro e Maria Teresa Enea si sono stabiliti dopo la morte del padre per paura di essere eliminati. Francesco Bruno è da tempo all’ergastolo nel carcere di massima sicurezza di Padova, per l’omicidio di Stefano Gallina boss di Carini ucciso il 1 ottobre 1981. I legali di parte civile della famiglia Enea hanno chiesto il risarcimento di un milione di euro a testa mentre per Pietro Enea è stato chiesto un risarcimento di 5 milioni di euro oltre al riconoscimento per il padre di vittima della mafia.

Palermo 23 Aprile 2013 Corte d’Assise.
Hanno chiesto il rito abbreviato i difensori del boss Francesco Bruno nel processo dell’omicidio dell’imprenditore edile di Isola delle Femmine Vincenzo Enea nel processo che si sta svolgendo in Corte d’Assise di Palermo.
Il Giudice Pier Giorgio Morosini ha fissato la prossima udienza al 21 maggio.
I fatti risalgono all’8 giugno del 1982 , Enea venne freddato davanti all’ingresso del Village Bungalow di Via Palermo a Isola.
Trenta anni dopo la Procura di Palermo ha incrociato le dichiarazioni dei figli con i verbali di alcuni collaboratori di giustizia, individuando uno dei possibili esecutore del delitto.
E’ emerso che Vincenzo Enea sarebbe stato ucciso per la sua opposizione ai progetti di espansione di Francesco Bruno che voleva imporgli di stare insieme in una società di fatto o comunque acquisire al suo cantiere confinante le villette che stava costruendo in Corso Italia, ai confini della Costa Corsara di Isola delle Femmine.
Un delitto rimasto avvolto nel mistero fino a quando alcuni mesi fa l’ex procuratore aggiunto Antonino Ingroia e il sostituto Francesco Del bene sono andati negli Stati Uniti dove vivono due dei figli Pietro e Maria Teresa Enea si sono stabiliti dopo la morte del padre per paura di essere eliminati.
Bruno Francesco già all’ergastolo, nel carcere di massima sicurezza di Padova, da tempo per l’omicidio di Stefano Gallina boss di Carini ucciso il 1 ottobre 1981. Bruno per uccidere Vincenzo Enea non avrebbe agito da solo ma finora non erano stati individuati né i killer né i mandanti







Il CANTIERE DELLA “DISCORDIA” A RIDOSSO DELLA COSTA CORSARA COMPRESO
NEL QUADRILATERO DI CORSO ITALIA VIA DELLE PALME CON LA via DEI PINI
CORSO ITALIA COSTA CORSARA COSTRUITA DALLA B.B.P. s.n.c. CHE “PRESUMIBILMENTE” INVADE L’AREA DEI CARDINALE EREDI INSERITA NEL PROGETTO DI ENEA VINCENZO
ENEA VINCENZO IMPRENDITORE EDILE CHE ACQUISTA TERRENI IN PERMUTA E COSTRUISCE
A ISOLA DELLE FEMMINE OPERANO I PIÙ IMPORTANTI IMPRENDITORI MAFIOSI
DOPO L’OMICIDIO DI ENEA CESSA OGNI TIPO DI “PRESSIONE E/O VESSAZIONE” NEI CONFRONTI DEGLI EREDI CARDINALE
20.05.2011 UN TESTE SENTITO IN PROCURA: “non sono a conoscenza che la B.B.P. abbia invaso l’area degli EREDI CARDINALE”

Enea
Vincenzo si rompe il muro del silenzio sull’omicidio

Ergastolano
Siciliano l’ergastolano Bruno Francesco

Finalmente, dopo circa trenta anni e grazie al coraggio dei propri figli si rompe il silenzio sull’omicidio di Vincenzo Enea avvenuto nell’anno 1982. Si riaprono le indagini su un omicidio che ha visto coinvolti gli stessi personaggi protagonisti del processo “tempesta”.

La speranza da parte dei figli che l’apertura delle indagini possa portare all’individuazione degli esecutori e dei mandanti del delito di chiara matrice mafiosa.

CAPACI
ISOLA BRUNO FRANCESCO VASSALLO SALVATORE
BILLECI
SALVATORE BADALAMENTI COPACABANA RICCOBONO
GIOVANNI…….
OPERAZI0NE SAN LORENZO
IL PASSAGGIO DEL TESTIMONE

La
strage degli innocenti

LEGGIO
SPACCO’ IN DUE COSA NOSTRA IL PENTITO NAIMO AL PROCESSO

26 Gennaio 1982 Isola delle Femmine (PA), ucciso Nicolò Piombino

L’ALTRA FACCIA DELLA
MEDAGLIA UN INTERVENTO SULLA BRUTALE AGGRESSIONE AL PROFESSORE

Intercettato
al telefono con l ’ing. Galluzzo della S.I.S. il Sindaco di Isola delle Femmine Professore
Gaspare Portobello chiedeva posti di lavoro per i suoi concittadini di Isola
delle Femmine

https://pinociampolillo.wordpress.com/2012/04/22/intercettato-al-telefono-con-ling-galluzzo-della-s-i-s-il-sindaco-di-isola-delle-femmine-professore-gaspare-portobello-chiedeva-posti-di-lavoro-per-i-suoi-concittadini-di-isola-delle-femmine/

MICALIZZI MICHELE:
genero di Riccobono.
MUTOLO GASPARE:
elemento di spicco della famiglia di Rosario Riccobono.
RICCOBONO ROSARIO:
rappresentante di Partanna Mondello nel 1975 e dal 1978. Suo fratello Giuseppe,
a sua volta rappresentante di Partanna-Mondello, venne ucciso il 27.7.1961. Condannato
all’ergastolo. Scomparso, forse vittima di lupara bianca nel 1982. era socio
della cooperativa edilizia Liberta’. Reggeva i contatti con alcuni membri della
famiglia Santapaola a Catania.
BADALAMENTI GAETANO
(zu’ Tanu)(**): capo famiglia di Cinisi dal 1962 quando succede, pacificamente,
a Cesare Manzella rappresentante in seno alla commissione. Rappresentante della
famiglia di Cinisi nel 1975, viene espulso da Cosa Nostra nel 1978 per motivi
oscuri. E’ attivo nel traffico degli stupefacenti anche dopo questa data, il
22.5.84, infatti, viene colpito da mandato di cattura. Viene arrestato a Madrid
l’8.4.1984.
BADALAMENTI SILVIO:
nipote di Gaetano, assassinato il 2.6.1983.
BADALAMENTI VITO(**): di Gaetano.
Arrestato con il padre a Madrid l’8.4.84. Imputato per traffico di
stupefacenti, mandato di cattura 22.5.84.
ALFANO PIETRO(**):
Cugino di Gaetano Badalamenti. Arrestato con Gaetano Badalamenti a Madrid
l’8.4.84. Imputato per traffico di stupefacenti, mandato di cattura 22.5.84.
D’AGOSTINO EMANUELE:
elemento di spicco della famiglia di S.Maria del Gesu’. Fedelissimo di Bontate,
scompare dopo la morte di quest’ultimo. Coinvolto nel traffico di stupefacenti.
D’AGOSTINO ROSARIO:
catturato mentre si nascondeva con Giuseppe Grado nella villa di questi a
Besano. Era il guardaspalle di quest’ultimo. Traffico di stupefacenti.
D’AGOSTINO ROSARIO:
di Ignazio e di Bonanno Caterina, Palermo ?/6/1946. Detenuto (~).
GALLINA STEFANO: membro
della famiglia di Cinisi, ucciso il 1.10.1981.

Il Giudizio abbreviato. La disciplina
ed i vantaggi.

Il
Giudizio abbreviato
E’ un rito
alternativo di celebrazione del processo rispetto al rito ordinario (ovvero al
dibattimento ove la prova è assunta avanti al Giudice in contraddittorio tra le
parti ed il Giudice nulla – o quasi nulla – conosce degli atti di indagine
contenuti nel fascicolo del Pubblico Ministero).
E’ un giudizio che si
celebra allo stato degli atti ovvero sulla base di quelli che sono i risultati
delle indagini preliminari della polizia e che sono confluiti nel fascicolo del
Pubblico Ministero.
Non verranno – di
norma – sentiti testimoni né dell’accusa né della difesa.
Se la difesa intende
argomentare con documenti o per iscritto dovrà farlo con un apposito deposito
nel fascicolo del PM PRIMA della richiesta di abbreviato.
Il Giudizio
abbreviato si celebra avanti al GIP (ovvero un giudice unico qualunque sia il reato
per il quale si procede) in camera di consiglio ovvero senza la presenza del
pubblico (PM, difesa e Giudice non indossano la toga; solitamente si celebra
nella stanza del Giudice).
La richiesta di
Giudizio abbreviato è un diritto dell’imputato ed è prevista per qualsiasi tipo
di reato.
Il processo in
abbreviato si celebra in Camera di Consiglio avanti al GIP una volta che
l’imputato ne ha fatto richiesta o l’ha avanzata il difensore munito di procura
speciale.
L’abbreviato – dopo
il controllo delle formalità relative alla citazione dell’imputato e del suo
difensore – si apre con la requisitoria del PM alla quale segue l’arringa del
difensore.
Può partecipare anche
la persona offesa che può costituirsi parte civile con il suo avvocato (V. per
la costituzione di parte civile in questa stessa categoria del sito).
Il Giudice – letti i
documenti del fascicolo del PM ed eventualmente quelli depositati dalla difesa
PRIMA della richiesta di abbreviato nonché ascoltati sia il PM che la difesa –
deciderà se condannare o assolvere l’imputato.
L’assoluzione è
sempre ovviamente astrattamente possibile.
In caso di condanna il rito prevede una premialità per
l’imputato: ovvero la riduzione di un terzo della pena eventualmente inflitta.
La riduzione è
“secca” ovvero non può essere né maggiore né minore di un terzo della pena che
irrogherebbe il giudice senza riduzione ed è stata pensata dal Legislatore per
indurre gli imputati ad evitare processi lunghi e costosi.
Il Giudizio
abbreviato deve essere richiesto o durante l’Udienza preliminare, oppure – se
questa manca data la natura del reato – nella fase preliminare della prima
udienza dibattimentale e, comunque, in sostanza, prima che inizi la
celebrazione del processo con il rito ordinario.
****
Il Giudizio abbreviato condizionato.
Come detto, il
Giudizio abbreviato si svolge allo stato degli atti ovvero tutti quegli atti e
documenti contenuti nel fascicolo del PM al momento della richiesta di
abbreviato (che, lo ricordiamo, può essere chiesto solo e solamente
dall’imputato ed il PM non vi si può in alcun modo opporre ed il Giudice per accogliere
la richiesta deve solo considerare la correttezza formale della domanda).
Ma non è sempre così.
La procedura penale
prevede il Giudizio abbreviato condizionato ovvero un giudizio allo stato degli
atti ma con la possibilità di assumere ex novo la prova (o le prove) indicate
dall’imputato che, difatti, “condiziona” la sua richiesta di abbreviato
all’acquisizione delle prove che lui stesso indicherà.
Il PM come non può
chiedere che si proceda con il Giudizio abbreviato, così non può avanzare
nessuna richiesta di condizione (semmai si può opporre a quelle richieste dalla
difesa).
La richiesta delle
nuove assunzioni probatorie avanzata dalla difesa deve necessariamente essere
compatibile con la natura del Giudizio abbreviato: si dovrà trattare di prove
necessarie e che non stravolgano quella celerità e speditezza e quello “stato
degli atti” tipici del Giudizio abbreviato.
Il PM potrà addurre
prove contrarie.
In ogni caso, qualora
il compendio accusatorio (ovvero, in generale, tutti gli contenuti nel
fascicolo del PM) non sia sufficiente per il GIP per addivenire ad una decisone
(sia di condanna che di colpevolezza), il Giudice – di ufficio – potrà
provvedere ad assumere nuove prove (sia in caso di Giudizio abbreviato
“normale” che condizionato).
La Sentenza del
Giudizio abbreviato può essere impugnata in Appello come una Sentenza emessa a
seguito di celebrazione con il rito ordinario.
****
Il Giudizio
abbreviato può essere opportuno in diverse occasioni:
§
Nel caso di colpevolezza certa e provata già nella fase delle
indagini preliminari. Lo sconto di un terzo è sicuramente il migliore risultato
che si può ottenere in una sempre auspicabile e pragmatica ottica difensiva;
§
Nel caso in cui gli indizi raccolti durante le fase delle
indagini non siano tali da potersi dire superato il ragionevole dubbio circa la
colpevolezza dell’incolpato (un approfondimento dibattimentale in
contraddittorio tra le parti potrebbe colmare le lacune cristallizzate nelle
indagini);
§
Il coacervo accusatorio – che l’imputato conoscerà fin dal
momento dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari ex art. 415 bis
c.p.p. (V. nella categoria “cose da sapere” del sito) ovvero ben prima del
momento per la richiesta di Giudizio abbreviato – cristallizzato negli atti
delle indagini preliminari potrebbe indicare all’imputato ed al suo difensore
importati temi di prova da indagare in sede di indagini investigative difensive
(testimoni, documenti ed ogni altra circostanza di fatto e di diritto di segno
opposto rispetto a quella posta dagli investigatori alla base della pretesa
punitiva). Il quadro probatorio del PM, dunque, a seguito delle indagini o
dalle considerazioni svolte dalla difesa, potrà essere completato (e, direi, contraddetto
e minato) con tutti gli elementi raccolti dalla difesa e depositati nel
fascicolo del PM cosicché (al momento della celebrazione dell’abbreviato) il
Giudice troverà già nel fascicolo che studierà per la decisione tutti i “buchi”
della tesi accusatoria e l’illustrazione delle piste e deduzioni alternative a
sostegno dell’innocenza dell’imputato.

Pagine
correlate:

http://www.studiolegaledelalla.it/cose_da_sapere/il-giudizio-abbreviato-la-disciplina-ed-i-vantaggi/

B.B.P.,BADALAMENTI,BRUNO FRANCESCO,CATALDO, COPACABANA,D’ AGOSTINO,ENEA VINCENZO,IMPASTATO,EREDI CARDINALE,LO PICCOLO,LUCIDO, MICALIZZI;MUTOLO, ONORATO FRANCESCO,ROSARIO NAIMO,ROSARIO RICCOBONO,GALLINA

B.B.P., BADALAMENTI, Bruno Francesco, CATALDO, COPACABANA, D’ Agostino, Enea Vincenzo, EREDI CARDINALE, Gallina, IMPASTATO, LO PICCOLO, LUCIDO, Micalizzi;Mutolo, ONORATO FRANCESCO, ROSARIO NAIMO, Rosario Riccobono,

LA REQUISITORIA DEL P.M. DEL BENE PER L’ASSASSINIO DI VINCENZO ENEA A ISOLA DELLE FEMMINE da parte di FRANCESCO BRUNO



Il giudice di Palermo dr. Piergiorgio Morosini all’udienza di Consiglio del 22 maggio 2013 ha pronunciato e pubblicato mediante lettura del dispositivo la seguente sentenza nei confronti di BRUNO FRANCESCO visti gli art 533 535 c.p.p.
Dichiara BRUNO colpevole del reato di OMICIDIO AGGRAVATO a lui ascritto e con la riduzione della penza prevista per la scelta del rito lo condanna alla pena di ANNI TRENTA di reclusione oltre al pagamento delle spese…..continua su
LA REQUISITORIA DEL P.M. DEL BENE PER L’ASSASSINIO DI VINCENZO ENEA A ISOLA DELLE FEMMINE da parte di FRANCESCO BRUNO

ADDIO PIZZO 5, B.B.P., BADALAMENTI, Bruno Francesco, CATALDO, COPACABANA, COSTA CORSARA, D’AGOSTINO, DI MAGGIO, ENEA, EREDI CARDINALE, GALLINA, IMPASTATO, LUCIDO, MICALIZZI, NAIMO, ONORATO, POMIERO, RICCOBONO

 

ISOLA DELLE FEMMINE. Omicidio Enea, condanna a 30 anni per Francesco Bruno

Il Gup Piergiorgio Morosini ha accolto la richiesta del pm Del Bene

Per l’omicidio del costruttore di Isola delle Femmine, Vincenzo Enea, avvenuto nel giugno del 1982 c’è un colpevole. Il gup Piergiorgio Morosini, accogliendo la richiesta del pm, Francesco Del Bene, ha condannato a trent’anni il boss ergastolano Francesco Bruno. La sentenza è stata pronunciata oggi pomeriggio, a conclusione del rito abbreviato che si è celebrato in corte d’Assise. Nella vicenda Enea, riaperta grazie alle testimonianze dei figli della vittima e alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, i familiari del costruttore ucciso sono parte civile, con l’assistenza dell’avvocato Giuseppe Marchì. Nel corso della requisitoria Del Bene ha collegato l’omicidio Enea con un altro fatto di sangue, l’omicidio di Benedetto D’Agostino, caduto sotto i colpi dei killer pochi giorni prima di Enea. Diversamente da quel che accadde per D’Agostino, in cui non ci sono testimoni che possano confermare le accuse dei pentiti, per il secondo delitto c’è la testimonianza del figlio, Pietro Enea, oggi residente negli Stati Uniti, rimasto per anni in silenzio per paura, e che ha deposto un paio di anni fa. Lui ha fornito però elementi soltanto contro Bruno, la cui auto, più o meno all’ora del delitto, era posteggiata nei pressi del cantiere in cui stava lavorando Vincenzo Enea, in via Palermo, a Isola. I familiari di Enea non hanno mai smesso di cercare giustizia. Per questo, quando hanno parlato i pentiti, hanno aggiunto il loro contributo alle attività dei carabinieri, coordinati dal pm Del Bene. Pagando però un prezzo: «Da quando è cominciata questa storia molte persone, qui a Isola, non mi salutano più. È una cosa che proprio non mi va giù, ma io vado avanti, assieme ai miei fratelli», aveva detto uno dei figli della vittima, Riccardo Enea, il mese scorso. Il giudice ha concesso anche una provvisionale di 100 mila euro, ma i familiari in sede civile hanno chiesto 6 milioni di euro e il riconoscimento del padre quale vittima di mafia.

Isola delle Femmine, omicidio Enea. Il Pm chiede 30 anni per Francesco Bruno

I familiari chiedono per il padre il riconoscimento di vittima della mafia

Il pubblico ministero ha chiesto la condanna a 30 anni di reclusione per Francesco Bruno, ritenuto uno degli esecutori materiali dell’omicidio dell’imprenditore di Isola delle Femmine, Francesco Enea, avvenuto l’8 giugno del 1982. Nella requisitoria di oggi, davanti al giudice della corte d’Assise di Palermo, Piergiorgio Morosini, la pubblica accusa ha ricostruito il contesto storico in cui è avvenuto l’agguato, preceduto dall’assassinio di Emanuele D’Agostino, della famiglia di Cinisi. I legali dell’imputato nella precedente udienza avevano chiesto il rito abbreviato per Bruno, che sta scontando un ergastolo. I fatti risalgono a più di 30 anni fa, Enea venne freddato davanti all’ingresso del Village Bungalow di Via Palermo a Isola delle Femmine. Trenta anni dopo la Procura di Palermo ha incrociato le dichiarazioni dei figli con i verbali di alcuni collaboratori di giustizia, individuando uno dei possibili esecutore del delitto. E’ emerso che Vincenzo Enea sarebbe stato ucciso per la sua opposizione ai progetti di espansione di Francesco Bruno che voleva imporgli di stare insieme in una società di fatto o comunque acquisire al suo cantiere confinante le villette che stava costruendo in Corso Italia, ai confini della Costa Corsara di Isola delle Femmine. Un delitto rimasto avvolto nel mistero fino a quando alcuni mesi fa l’ex procuratore aggiunto Antonino Ingoia e il sostituto Francesco Del Bene sono andati negli Stati Uniti dove vivono due dei figli Pietro e Maria Teresa Enea si sono stabiliti dopo la morte del padre per paura di essere eliminati. Francesco Bruno è da tempo all’ergastolo nel carcere di massima sicurezza di Padova, per l’omicidio di Stefano Gallina boss di Carini ucciso il 1 ottobre 1981. I legali di parte civile della famiglia Enea hanno chiesto il risarcimento di un milione di euro a testa mentre per Pietro Enea è stato chiesto un risarcimento di 5 milioni di euro oltre al riconoscimento per il padre di vittima della mafia.

Palermo 23 Aprile 2013 Corte d’Assise.
Hanno chiesto il rito abbreviato i difensori del boss Francesco Bruno nel processo dell’omicidio dell’imprenditore edile di Isola delle Femmine Vincenzo Enea nel processo che si sta svolgendo in Corte d’Assise di Palermo.
Il Giudice Pier Giorgio Morosini ha fissato la prossima udienza al 21 maggio.
I fatti risalgono all’8 giugno del 1982 , Enea venne freddato davanti all’ingresso del Village Bungalow di Via Palermo a Isola.
Trenta anni dopo la Procura di Palermo ha incrociato le dichiarazioni dei figli con i verbali di alcuni collaboratori di giustizia, individuando uno dei possibili esecutore del delitto.
E’ emerso che Vincenzo Enea sarebbe stato ucciso per la sua opposizione ai progetti di espansione di Francesco Bruno che voleva imporgli di stare insieme in una società di fatto o comunque acquisire al suo cantiere confinante le villette che stava costruendo in Corso Italia, ai confini della Costa Corsara di Isola delle Femmine.
Un delitto rimasto avvolto nel mistero fino a quando alcuni mesi fa l’ex procuratore aggiunto Antonino Ingroia e il sostituto Francesco Del bene sono andati negli Stati Uniti dove vivono due dei figli Pietro e Maria Teresa Enea si sono stabiliti dopo la morte del padre per paura di essere eliminati.
Bruno Francesco già all’ergastolo, nel carcere di massima sicurezza di Padova, da tempo per l’omicidio di Stefano Gallina boss di Carini ucciso il 1 ottobre 1981. Bruno per uccidere Vincenzo Enea non avrebbe agito da solo ma finora non erano stati individuati né i killer né i mandanti







Il CANTIERE DELLA “DISCORDIA” A RIDOSSO DELLA COSTA CORSARA COMPRESO
NEL QUADRILATERO DI CORSO ITALIA VIA DELLE PALME CON LA via DEI PINI
CORSO ITALIA COSTA CORSARA COSTRUITA DALLA B.B.P. s.n.c. CHE “PRESUMIBILMENTE” INVADE L’AREA DEI CARDINALE EREDI INSERITA NEL PROGETTO DI ENEA VINCENZO
ENEA VINCENZO IMPRENDITORE EDILE CHE ACQUISTA TERRENI IN PERMUTA E COSTRUISCE
A ISOLA DELLE FEMMINE OPERANO I PIÙ IMPORTANTI IMPRENDITORI MAFIOSI
DOPO L’OMICIDIO DI ENEA CESSA OGNI TIPO DI “PRESSIONE E/O VESSAZIONE” NEI CONFRONTI DEGLI EREDI CARDINALE
20.05.2011 UN TESTE SENTITO IN PROCURA: “non sono a conoscenza che la B.B.P. abbia invaso l’area degli EREDI CARDINALE”

Enea
Vincenzo si rompe il muro del silenzio sull’omicidio

Ergastolano
Siciliano l’ergastolano Bruno Francesco

Finalmente, dopo circa trenta anni e grazie al coraggio dei propri figli si rompe il silenzio sull’omicidio di Vincenzo Enea avvenuto nell’anno 1982. Si riaprono le indagini su un omicidio che ha visto coinvolti gli stessi personaggi protagonisti del processo “tempesta”.

La speranza da parte dei figli che l’apertura delle indagini possa portare all’individuazione degli esecutori e dei mandanti del delito di chiara matrice mafiosa.

CAPACI
ISOLA BRUNO FRANCESCO VASSALLO SALVATORE
BILLECI
SALVATORE BADALAMENTI COPACABANA RICCOBONO
GIOVANNI…….
OPERAZI0NE SAN LORENZO
IL PASSAGGIO DEL TESTIMONE

La
strage degli innocenti

LEGGIO
SPACCO’ IN DUE COSA NOSTRA IL PENTITO NAIMO AL PROCESSO

26 Gennaio 1982 Isola delle Femmine (PA), ucciso Nicolò Piombino

L’ALTRA FACCIA DELLA
MEDAGLIA UN INTERVENTO SULLA BRUTALE AGGRESSIONE AL PROFESSORE

Intercettato
al telefono con l ’ing. Galluzzo della S.I.S. il Sindaco di Isola delle Femmine Professore
Gaspare Portobello chiedeva posti di lavoro per i suoi concittadini di Isola
delle Femmine

https://pinociampolillo.wordpress.com/2012/04/22/intercettato-al-telefono-con-ling-galluzzo-della-s-i-s-il-sindaco-di-isola-delle-femmine-professore-gaspare-portobello-chiedeva-posti-di-lavoro-per-i-suoi-concittadini-di-isola-delle-femmine/

MICALIZZI MICHELE:
genero di Riccobono.
MUTOLO GASPARE:
elemento di spicco della famiglia di Rosario Riccobono.
RICCOBONO ROSARIO:
rappresentante di Partanna Mondello nel 1975 e dal 1978. Suo fratello Giuseppe,
a sua volta rappresentante di Partanna-Mondello, venne ucciso il 27.7.1961. Condannato
all’ergastolo. Scomparso, forse vittima di lupara bianca nel 1982. era socio
della cooperativa edilizia Liberta’. Reggeva i contatti con alcuni membri della
famiglia Santapaola a Catania.
BADALAMENTI GAETANO
(zu’ Tanu)(**): capo famiglia di Cinisi dal 1962 quando succede, pacificamente,
a Cesare Manzella rappresentante in seno alla commissione. Rappresentante della
famiglia di Cinisi nel 1975, viene espulso da Cosa Nostra nel 1978 per motivi
oscuri. E’ attivo nel traffico degli stupefacenti anche dopo questa data, il
22.5.84, infatti, viene colpito da mandato di cattura. Viene arrestato a Madrid
l’8.4.1984.
BADALAMENTI SILVIO:
nipote di Gaetano, assassinato il 2.6.1983.
BADALAMENTI VITO(**): di Gaetano.
Arrestato con il padre a Madrid l’8.4.84. Imputato per traffico di
stupefacenti, mandato di cattura 22.5.84.
ALFANO PIETRO(**):
Cugino di Gaetano Badalamenti. Arrestato con Gaetano Badalamenti a Madrid
l’8.4.84. Imputato per traffico di stupefacenti, mandato di cattura 22.5.84.
D’AGOSTINO EMANUELE:
elemento di spicco della famiglia di S.Maria del Gesu’. Fedelissimo di Bontate,
scompare dopo la morte di quest’ultimo. Coinvolto nel traffico di stupefacenti.
D’AGOSTINO ROSARIO:
catturato mentre si nascondeva con Giuseppe Grado nella villa di questi a
Besano. Era il guardaspalle di quest’ultimo. Traffico di stupefacenti.
D’AGOSTINO ROSARIO:
di Ignazio e di Bonanno Caterina, Palermo ?/6/1946. Detenuto (~).
GALLINA STEFANO: membro
della famiglia di Cinisi, ucciso il 1.10.1981.

Il Giudizio abbreviato. La disciplina
ed i vantaggi.

Il
Giudizio abbreviato
E’ un rito
alternativo di celebrazione del processo rispetto al rito ordinario (ovvero al
dibattimento ove la prova è assunta avanti al Giudice in contraddittorio tra le
parti ed il Giudice nulla – o quasi nulla – conosce degli atti di indagine
contenuti nel fascicolo del Pubblico Ministero).
E’ un giudizio che si
celebra allo stato degli atti ovvero sulla base di quelli che sono i risultati
delle indagini preliminari della polizia e che sono confluiti nel fascicolo del
Pubblico Ministero.
Non verranno – di
norma – sentiti testimoni né dell’accusa né della difesa.
Se la difesa intende
argomentare con documenti o per iscritto dovrà farlo con un apposito deposito
nel fascicolo del PM PRIMA della richiesta di abbreviato.
Il Giudizio
abbreviato si celebra avanti al GIP (ovvero un giudice unico qualunque sia il reato
per il quale si procede) in camera di consiglio ovvero senza la presenza del
pubblico (PM, difesa e Giudice non indossano la toga; solitamente si celebra
nella stanza del Giudice).
La richiesta di
Giudizio abbreviato è un diritto dell’imputato ed è prevista per qualsiasi tipo
di reato.
Il processo in
abbreviato si celebra in Camera di Consiglio avanti al GIP una volta che
l’imputato ne ha fatto richiesta o l’ha avanzata il difensore munito di procura
speciale.
L’abbreviato – dopo
il controllo delle formalità relative alla citazione dell’imputato e del suo
difensore – si apre con la requisitoria del PM alla quale segue l’arringa del
difensore.
Può partecipare anche
la persona offesa che può costituirsi parte civile con il suo avvocato (V. per
la costituzione di parte civile in questa stessa categoria del sito).
Il Giudice – letti i
documenti del fascicolo del PM ed eventualmente quelli depositati dalla difesa
PRIMA della richiesta di abbreviato nonché ascoltati sia il PM che la difesa –
deciderà se condannare o assolvere l’imputato.
L’assoluzione è
sempre ovviamente astrattamente possibile.
In caso di condanna il rito prevede una premialità per
l’imputato: ovvero la riduzione di un terzo della pena eventualmente inflitta.
La riduzione è
“secca” ovvero non può essere né maggiore né minore di un terzo della pena che
irrogherebbe il giudice senza riduzione ed è stata pensata dal Legislatore per
indurre gli imputati ad evitare processi lunghi e costosi.
Il Giudizio
abbreviato deve essere richiesto o durante l’Udienza preliminare, oppure – se
questa manca data la natura del reato – nella fase preliminare della prima
udienza dibattimentale e, comunque, in sostanza, prima che inizi la
celebrazione del processo con il rito ordinario.
****
Il Giudizio abbreviato condizionato.
Come detto, il
Giudizio abbreviato si svolge allo stato degli atti ovvero tutti quegli atti e
documenti contenuti nel fascicolo del PM al momento della richiesta di
abbreviato (che, lo ricordiamo, può essere chiesto solo e solamente
dall’imputato ed il PM non vi si può in alcun modo opporre ed il Giudice per accogliere
la richiesta deve solo considerare la correttezza formale della domanda).
Ma non è sempre così.
La procedura penale
prevede il Giudizio abbreviato condizionato ovvero un giudizio allo stato degli
atti ma con la possibilità di assumere ex novo la prova (o le prove) indicate
dall’imputato che, difatti, “condiziona” la sua richiesta di abbreviato
all’acquisizione delle prove che lui stesso indicherà.
Il PM come non può
chiedere che si proceda con il Giudizio abbreviato, così non può avanzare
nessuna richiesta di condizione (semmai si può opporre a quelle richieste dalla
difesa).
La richiesta delle
nuove assunzioni probatorie avanzata dalla difesa deve necessariamente essere
compatibile con la natura del Giudizio abbreviato: si dovrà trattare di prove
necessarie e che non stravolgano quella celerità e speditezza e quello “stato
degli atti” tipici del Giudizio abbreviato.
Il PM potrà addurre
prove contrarie.
In ogni caso, qualora
il compendio accusatorio (ovvero, in generale, tutti gli contenuti nel
fascicolo del PM) non sia sufficiente per il GIP per addivenire ad una decisone
(sia di condanna che di colpevolezza), il Giudice – di ufficio – potrà
provvedere ad assumere nuove prove (sia in caso di Giudizio abbreviato
“normale” che condizionato).
La Sentenza del
Giudizio abbreviato può essere impugnata in Appello come una Sentenza emessa a
seguito di celebrazione con il rito ordinario.
****
Il Giudizio
abbreviato può essere opportuno in diverse occasioni:
§
Nel caso di colpevolezza certa e provata già nella fase delle
indagini preliminari. Lo sconto di un terzo è sicuramente il migliore risultato
che si può ottenere in una sempre auspicabile e pragmatica ottica difensiva;
§
Nel caso in cui gli indizi raccolti durante le fase delle
indagini non siano tali da potersi dire superato il ragionevole dubbio circa la
colpevolezza dell’incolpato (un approfondimento dibattimentale in
contraddittorio tra le parti potrebbe colmare le lacune cristallizzate nelle
indagini);
§
Il coacervo accusatorio – che l’imputato conoscerà fin dal
momento dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari ex art. 415 bis
c.p.p. (V. nella categoria “cose da sapere” del sito) ovvero ben prima del
momento per la richiesta di Giudizio abbreviato – cristallizzato negli atti
delle indagini preliminari potrebbe indicare all’imputato ed al suo difensore
importati temi di prova da indagare in sede di indagini investigative difensive
(testimoni, documenti ed ogni altra circostanza di fatto e di diritto di segno
opposto rispetto a quella posta dagli investigatori alla base della pretesa
punitiva). Il quadro probatorio del PM, dunque, a seguito delle indagini o
dalle considerazioni svolte dalla difesa, potrà essere completato (e, direi, contraddetto
e minato) con tutti gli elementi raccolti dalla difesa e depositati nel
fascicolo del PM cosicché (al momento della celebrazione dell’abbreviato) il
Giudice troverà già nel fascicolo che studierà per la decisione tutti i “buchi”
della tesi accusatoria e l’illustrazione delle piste e deduzioni alternative a
sostegno dell’innocenza dell’imputato.

Pagine
correlate:

http://www.studiolegaledelalla.it/cose_da_sapere/il-giudizio-abbreviato-la-disciplina-ed-i-vantaggi/

B.B.P.,BADALAMENTI,BRUNO FRANCESCO,CATALDO, COPACABANA,D’ AGOSTINO,ENEA VINCENZO,IMPASTATO,EREDI CARDINALE,LO PICCOLO,LUCIDO, MICALIZZI;MUTOLO, ONORATO FRANCESCO,ROSARIO NAIMO,ROSARIO RICCOBONO,GALLINA

B.B.P., BADALAMENTI, Bruno Francesco, CATALDO, COPACABANA, D’ Agostino, Enea Vincenzo, EREDI CARDINALE, Gallina, IMPASTATO, LO PICCOLO, LUCIDO, Micalizzi;Mutolo, ONORATO FRANCESCO, ROSARIO NAIMO, Rosario Riccobono,

LA REQUISITORIA DEL P.M. DEL BENE PER L’ASSASSINIO DI VINCENZO ENEA A ISOLA DELLE FEMMINE da parte di FRANCESCO BRUNO



Il giudice di Palermo dr. Piergiorgio Morosini all’udienza di Consiglio del 22 maggio 2013 ha pronunciato e pubblicato mediante lettura del dispositivo la seguente sentenza nei confronti di BRUNO FRANCESCO visti gli art 533 535 c.p.p.
Dichiara BRUNO colpevole del reato di OMICIDIO AGGRAVATO a lui ascritto e con la riduzione della penza prevista per la scelta del rito lo condanna alla pena di ANNI TRENTA di reclusione oltre al pagamento delle spese…..continua su
LA REQUISITORIA DEL P.M. DEL BENE PER L’ASSASSINIO DI VINCENZO ENEA A ISOLA DELLE FEMMINE da parte di FRANCESCO BRUNO

ADDIO PIZZO 5, B.B.P., BADALAMENTI, Bruno Francesco, CATALDO, COPACABANA, COSTA CORSARA, D’AGOSTINO, DI MAGGIO, ENEA, EREDI CARDINALE, GALLINA, IMPASTATO, LUCIDO, MICALIZZI, NAIMO, ONORATO, POMIERO, RICCOBONO

 

ISOLA DELLE FEMMINE. Omicidio Enea, condanna a 30 anni per Francesco Bruno

Il Gup Piergiorgio Morosini ha accolto la richiesta del pm Del Bene

Per l’omicidio del costruttore di Isola delle Femmine, Vincenzo Enea, avvenuto nel giugno del 1982 c’è un colpevole. Il gup Piergiorgio Morosini, accogliendo la richiesta del pm, Francesco Del Bene, ha condannato a trent’anni il boss ergastolano Francesco Bruno. La sentenza è stata pronunciata oggi pomeriggio, a conclusione del rito abbreviato che si è celebrato in corte d’Assise. Nella vicenda Enea, riaperta grazie alle testimonianze dei figli della vittima e alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, i familiari del costruttore ucciso sono parte civile, con l’assistenza dell’avvocato Giuseppe Marchì. Nel corso della requisitoria Del Bene ha collegato l’omicidio Enea con un altro fatto di sangue, l’omicidio di Benedetto D’Agostino, caduto sotto i colpi dei killer pochi giorni prima di Enea. Diversamente da quel che accadde per D’Agostino, in cui non ci sono testimoni che possano confermare le accuse dei pentiti, per il secondo delitto c’è la testimonianza del figlio, Pietro Enea, oggi residente negli Stati Uniti, rimasto per anni in silenzio per paura, e che ha deposto un paio di anni fa. Lui ha fornito però elementi soltanto contro Bruno, la cui auto, più o meno all’ora del delitto, era posteggiata nei pressi del cantiere in cui stava lavorando Vincenzo Enea, in via Palermo, a Isola. I familiari di Enea non hanno mai smesso di cercare giustizia. Per questo, quando hanno parlato i pentiti, hanno aggiunto il loro contributo alle attività dei carabinieri, coordinati dal pm Del Bene. Pagando però un prezzo: «Da quando è cominciata questa storia molte persone, qui a Isola, non mi salutano più. È una cosa che proprio non mi va giù, ma io vado avanti, assieme ai miei fratelli», aveva detto uno dei figli della vittima, Riccardo Enea, il mese scorso. Il giudice ha concesso anche una provvisionale di 100 mila euro, ma i familiari in sede civile hanno chiesto 6 milioni di euro e il riconoscimento del padre quale vittima di mafia.

Isola delle Femmine, omicidio Enea. Il Pm chiede 30 anni per Francesco Bruno

I familiari chiedono per il padre il riconoscimento di vittima della mafia

Il pubblico ministero ha chiesto la condanna a 30 anni di reclusione per Francesco Bruno, ritenuto uno degli esecutori materiali dell’omicidio dell’imprenditore di Isola delle Femmine, Francesco Enea, avvenuto l’8 giugno del 1982. Nella requisitoria di oggi, davanti al giudice della corte d’Assise di Palermo, Piergiorgio Morosini, la pubblica accusa ha ricostruito il contesto storico in cui è avvenuto l’agguato, preceduto dall’assassinio di Emanuele D’Agostino, della famiglia di Cinisi. I legali dell’imputato nella precedente udienza avevano chiesto il rito abbreviato per Bruno, che sta scontando un ergastolo. I fatti risalgono a più di 30 anni fa, Enea venne freddato davanti all’ingresso del Village Bungalow di Via Palermo a Isola delle Femmine. Trenta anni dopo la Procura di Palermo ha incrociato le dichiarazioni dei figli con i verbali di alcuni collaboratori di giustizia, individuando uno dei possibili esecutore del delitto. E’ emerso che Vincenzo Enea sarebbe stato ucciso per la sua opposizione ai progetti di espansione di Francesco Bruno che voleva imporgli di stare insieme in una società di fatto o comunque acquisire al suo cantiere confinante le villette che stava costruendo in Corso Italia, ai confini della Costa Corsara di Isola delle Femmine. Un delitto rimasto avvolto nel mistero fino a quando alcuni mesi fa l’ex procuratore aggiunto Antonino Ingoia e il sostituto Francesco Del Bene sono andati negli Stati Uniti dove vivono due dei figli Pietro e Maria Teresa Enea si sono stabiliti dopo la morte del padre per paura di essere eliminati. Francesco Bruno è da tempo all’ergastolo nel carcere di massima sicurezza di Padova, per l’omicidio di Stefano Gallina boss di Carini ucciso il 1 ottobre 1981. I legali di parte civile della famiglia Enea hanno chiesto il risarcimento di un milione di euro a testa mentre per Pietro Enea è stato chiesto un risarcimento di 5 milioni di euro oltre al riconoscimento per il padre di vittima della mafia.

Palermo 23 Aprile 2013 Corte d’Assise.
Hanno chiesto il rito abbreviato i difensori del boss Francesco Bruno nel processo dell’omicidio dell’imprenditore edile di Isola delle Femmine Vincenzo Enea nel processo che si sta svolgendo in Corte d’Assise di Palermo.
Il Giudice Pier Giorgio Morosini ha fissato la prossima udienza al 21 maggio.
I fatti risalgono all’8 giugno del 1982 , Enea venne freddato davanti all’ingresso del Village Bungalow di Via Palermo a Isola.
Trenta anni dopo la Procura di Palermo ha incrociato le dichiarazioni dei figli con i verbali di alcuni collaboratori di giustizia, individuando uno dei possibili esecutore del delitto.
E’ emerso che Vincenzo Enea sarebbe stato ucciso per la sua opposizione ai progetti di espansione di Francesco Bruno che voleva imporgli di stare insieme in una società di fatto o comunque acquisire al suo cantiere confinante le villette che stava costruendo in Corso Italia, ai confini della Costa Corsara di Isola delle Femmine.
Un delitto rimasto avvolto nel mistero fino a quando alcuni mesi fa l’ex procuratore aggiunto Antonino Ingroia e il sostituto Francesco Del bene sono andati negli Stati Uniti dove vivono due dei figli Pietro e Maria Teresa Enea si sono stabiliti dopo la morte del padre per paura di essere eliminati.
Bruno Francesco già all’ergastolo, nel carcere di massima sicurezza di Padova, da tempo per l’omicidio di Stefano Gallina boss di Carini ucciso il 1 ottobre 1981. Bruno per uccidere Vincenzo Enea non avrebbe agito da solo ma finora non erano stati individuati né i killer né i mandanti







Il CANTIERE DELLA “DISCORDIA” A RIDOSSO DELLA COSTA CORSARA COMPRESO
NEL QUADRILATERO DI CORSO ITALIA VIA DELLE PALME CON LA via DEI PINI
CORSO ITALIA COSTA CORSARA COSTRUITA DALLA B.B.P. s.n.c. CHE “PRESUMIBILMENTE” INVADE L’AREA DEI CARDINALE EREDI INSERITA NEL PROGETTO DI ENEA VINCENZO
ENEA VINCENZO IMPRENDITORE EDILE CHE ACQUISTA TERRENI IN PERMUTA E COSTRUISCE
A ISOLA DELLE FEMMINE OPERANO I PIÙ IMPORTANTI IMPRENDITORI MAFIOSI
DOPO L’OMICIDIO DI ENEA CESSA OGNI TIPO DI “PRESSIONE E/O VESSAZIONE” NEI CONFRONTI DEGLI EREDI CARDINALE
20.05.2011 UN TESTE SENTITO IN PROCURA: “non sono a conoscenza che la B.B.P. abbia invaso l’area degli EREDI CARDINALE”

Enea
Vincenzo si rompe il muro del silenzio sull’omicidio

Ergastolano
Siciliano l’ergastolano Bruno Francesco

Finalmente, dopo circa trenta anni e grazie al coraggio dei propri figli si rompe il silenzio sull’omicidio di Vincenzo Enea avvenuto nell’anno 1982. Si riaprono le indagini su un omicidio che ha visto coinvolti gli stessi personaggi protagonisti del processo “tempesta”.

La speranza da parte dei figli che l’apertura delle indagini possa portare all’individuazione degli esecutori e dei mandanti del delito di chiara matrice mafiosa.

CAPACI
ISOLA BRUNO FRANCESCO VASSALLO SALVATORE
BILLECI
SALVATORE BADALAMENTI COPACABANA RICCOBONO
GIOVANNI…….
OPERAZI0NE SAN LORENZO
IL PASSAGGIO DEL TESTIMONE

La
strage degli innocenti

LEGGIO
SPACCO’ IN DUE COSA NOSTRA IL PENTITO NAIMO AL PROCESSO

26 Gennaio 1982 Isola delle Femmine (PA), ucciso Nicolò Piombino

L’ALTRA FACCIA DELLA
MEDAGLIA UN INTERVENTO SULLA BRUTALE AGGRESSIONE AL PROFESSORE

Intercettato
al telefono con l ’ing. Galluzzo della S.I.S. il Sindaco di Isola delle Femmine Professore
Gaspare Portobello chiedeva posti di lavoro per i suoi concittadini di Isola
delle Femmine

https://pinociampolillo.wordpress.com/2012/04/22/intercettato-al-telefono-con-ling-galluzzo-della-s-i-s-il-sindaco-di-isola-delle-femmine-professore-gaspare-portobello-chiedeva-posti-di-lavoro-per-i-suoi-concittadini-di-isola-delle-femmine/

MICALIZZI MICHELE:
genero di Riccobono.
MUTOLO GASPARE:
elemento di spicco della famiglia di Rosario Riccobono.
RICCOBONO ROSARIO:
rappresentante di Partanna Mondello nel 1975 e dal 1978. Suo fratello Giuseppe,
a sua volta rappresentante di Partanna-Mondello, venne ucciso il 27.7.1961. Condannato
all’ergastolo. Scomparso, forse vittima di lupara bianca nel 1982. era socio
della cooperativa edilizia Liberta’. Reggeva i contatti con alcuni membri della
famiglia Santapaola a Catania.
BADALAMENTI GAETANO
(zu’ Tanu)(**): capo famiglia di Cinisi dal 1962 quando succede, pacificamente,
a Cesare Manzella rappresentante in seno alla commissione. Rappresentante della
famiglia di Cinisi nel 1975, viene espulso da Cosa Nostra nel 1978 per motivi
oscuri. E’ attivo nel traffico degli stupefacenti anche dopo questa data, il
22.5.84, infatti, viene colpito da mandato di cattura. Viene arrestato a Madrid
l’8.4.1984.
BADALAMENTI SILVIO:
nipote di Gaetano, assassinato il 2.6.1983.
BADALAMENTI VITO(**): di Gaetano.
Arrestato con il padre a Madrid l’8.4.84. Imputato per traffico di
stupefacenti, mandato di cattura 22.5.84.
ALFANO PIETRO(**):
Cugino di Gaetano Badalamenti. Arrestato con Gaetano Badalamenti a Madrid
l’8.4.84. Imputato per traffico di stupefacenti, mandato di cattura 22.5.84.
D’AGOSTINO EMANUELE:
elemento di spicco della famiglia di S.Maria del Gesu’. Fedelissimo di Bontate,
scompare dopo la morte di quest’ultimo. Coinvolto nel traffico di stupefacenti.
D’AGOSTINO ROSARIO:
catturato mentre si nascondeva con Giuseppe Grado nella villa di questi a
Besano. Era il guardaspalle di quest’ultimo. Traffico di stupefacenti.
D’AGOSTINO ROSARIO:
di Ignazio e di Bonanno Caterina, Palermo ?/6/1946. Detenuto (~).
GALLINA STEFANO: membro
della famiglia di Cinisi, ucciso il 1.10.1981.

Il Giudizio abbreviato. La disciplina
ed i vantaggi.

Il
Giudizio abbreviato
E’ un rito
alternativo di celebrazione del processo rispetto al rito ordinario (ovvero al
dibattimento ove la prova è assunta avanti al Giudice in contraddittorio tra le
parti ed il Giudice nulla – o quasi nulla – conosce degli atti di indagine
contenuti nel fascicolo del Pubblico Ministero).
E’ un giudizio che si
celebra allo stato degli atti ovvero sulla base di quelli che sono i risultati
delle indagini preliminari della polizia e che sono confluiti nel fascicolo del
Pubblico Ministero.
Non verranno – di
norma – sentiti testimoni né dell’accusa né della difesa.
Se la difesa intende
argomentare con documenti o per iscritto dovrà farlo con un apposito deposito
nel fascicolo del PM PRIMA della richiesta di abbreviato.
Il Giudizio
abbreviato si celebra avanti al GIP (ovvero un giudice unico qualunque sia il reato
per il quale si procede) in camera di consiglio ovvero senza la presenza del
pubblico (PM, difesa e Giudice non indossano la toga; solitamente si celebra
nella stanza del Giudice).
La richiesta di
Giudizio abbreviato è un diritto dell’imputato ed è prevista per qualsiasi tipo
di reato.
Il processo in
abbreviato si celebra in Camera di Consiglio avanti al GIP una volta che
l’imputato ne ha fatto richiesta o l’ha avanzata il difensore munito di procura
speciale.
L’abbreviato – dopo
il controllo delle formalità relative alla citazione dell’imputato e del suo
difensore – si apre con la requisitoria del PM alla quale segue l’arringa del
difensore.
Può partecipare anche
la persona offesa che può costituirsi parte civile con il suo avvocato (V. per
la costituzione di parte civile in questa stessa categoria del sito).
Il Giudice – letti i
documenti del fascicolo del PM ed eventualmente quelli depositati dalla difesa
PRIMA della richiesta di abbreviato nonché ascoltati sia il PM che la difesa –
deciderà se condannare o assolvere l’imputato.
L’assoluzione è
sempre ovviamente astrattamente possibile.
In caso di condanna il rito prevede una premialità per
l’imputato: ovvero la riduzione di un terzo della pena eventualmente inflitta.
La riduzione è
“secca” ovvero non può essere né maggiore né minore di un terzo della pena che
irrogherebbe il giudice senza riduzione ed è stata pensata dal Legislatore per
indurre gli imputati ad evitare processi lunghi e costosi.
Il Giudizio
abbreviato deve essere richiesto o durante l’Udienza preliminare, oppure – se
questa manca data la natura del reato – nella fase preliminare della prima
udienza dibattimentale e, comunque, in sostanza, prima che inizi la
celebrazione del processo con il rito ordinario.
****
Il Giudizio abbreviato condizionato.
Come detto, il
Giudizio abbreviato si svolge allo stato degli atti ovvero tutti quegli atti e
documenti contenuti nel fascicolo del PM al momento della richiesta di
abbreviato (che, lo ricordiamo, può essere chiesto solo e solamente
dall’imputato ed il PM non vi si può in alcun modo opporre ed il Giudice per accogliere
la richiesta deve solo considerare la correttezza formale della domanda).
Ma non è sempre così.
La procedura penale
prevede il Giudizio abbreviato condizionato ovvero un giudizio allo stato degli
atti ma con la possibilità di assumere ex novo la prova (o le prove) indicate
dall’imputato che, difatti, “condiziona” la sua richiesta di abbreviato
all’acquisizione delle prove che lui stesso indicherà.
Il PM come non può
chiedere che si proceda con il Giudizio abbreviato, così non può avanzare
nessuna richiesta di condizione (semmai si può opporre a quelle richieste dalla
difesa).
La richiesta delle
nuove assunzioni probatorie avanzata dalla difesa deve necessariamente essere
compatibile con la natura del Giudizio abbreviato: si dovrà trattare di prove
necessarie e che non stravolgano quella celerità e speditezza e quello “stato
degli atti” tipici del Giudizio abbreviato.
Il PM potrà addurre
prove contrarie.
In ogni caso, qualora
il compendio accusatorio (ovvero, in generale, tutti gli contenuti nel
fascicolo del PM) non sia sufficiente per il GIP per addivenire ad una decisone
(sia di condanna che di colpevolezza), il Giudice – di ufficio – potrà
provvedere ad assumere nuove prove (sia in caso di Giudizio abbreviato
“normale” che condizionato).
La Sentenza del
Giudizio abbreviato può essere impugnata in Appello come una Sentenza emessa a
seguito di celebrazione con il rito ordinario.
****
Il Giudizio
abbreviato può essere opportuno in diverse occasioni:
§
Nel caso di colpevolezza certa e provata già nella fase delle
indagini preliminari. Lo sconto di un terzo è sicuramente il migliore risultato
che si può ottenere in una sempre auspicabile e pragmatica ottica difensiva;
§
Nel caso in cui gli indizi raccolti durante le fase delle
indagini non siano tali da potersi dire superato il ragionevole dubbio circa la
colpevolezza dell’incolpato (un approfondimento dibattimentale in
contraddittorio tra le parti potrebbe colmare le lacune cristallizzate nelle
indagini);
§
Il coacervo accusatorio – che l’imputato conoscerà fin dal
momento dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari ex art. 415 bis
c.p.p. (V. nella categoria “cose da sapere” del sito) ovvero ben prima del
momento per la richiesta di Giudizio abbreviato – cristallizzato negli atti
delle indagini preliminari potrebbe indicare all’imputato ed al suo difensore
importati temi di prova da indagare in sede di indagini investigative difensive
(testimoni, documenti ed ogni altra circostanza di fatto e di diritto di segno
opposto rispetto a quella posta dagli investigatori alla base della pretesa
punitiva). Il quadro probatorio del PM, dunque, a seguito delle indagini o
dalle considerazioni svolte dalla difesa, potrà essere completato (e, direi, contraddetto
e minato) con tutti gli elementi raccolti dalla difesa e depositati nel
fascicolo del PM cosicché (al momento della celebrazione dell’abbreviato) il
Giudice troverà già nel fascicolo che studierà per la decisione tutti i “buchi”
della tesi accusatoria e l’illustrazione delle piste e deduzioni alternative a
sostegno dell’innocenza dell’imputato.

Pagine
correlate:

http://www.studiolegaledelalla.it/cose_da_sapere/il-giudizio-abbreviato-la-disciplina-ed-i-vantaggi/

B.B.P.,BADALAMENTI,BRUNO FRANCESCO,CATALDO, COPACABANA,D’ AGOSTINO,ENEA VINCENZO,IMPASTATO,EREDI CARDINALE,LO PICCOLO,LUCIDO, MICALIZZI;MUTOLO, ONORATO FRANCESCO,ROSARIO NAIMO,ROSARIO RICCOBONO,GALLINA

B.B.P., BADALAMENTI, Bruno Francesco, CATALDO, COPACABANA, D’ Agostino, Enea Vincenzo, EREDI CARDINALE, Gallina, IMPASTATO, LO PICCOLO, LUCIDO, Micalizzi;Mutolo, ONORATO FRANCESCO, ROSARIO NAIMO, Rosario Riccobono,

PREFABBRICATI NORD LICENZA EDILIZIA IN SANATORIA architetto ALUZZO ROCCO

COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE
PROVINCIA DI PALERMO
UFFICIO TECNICO – III SETTORE
SANATORIE ABUSIVISMO E CONTROLLO DEL TERRITORIO
AUTORIZZAZIONE EDILIZIA IN SANATORIA
AI SENSI DELL’ART. 13 LEGGE 47/85 N 20
IL RESPONSABILE DEL III SETTORE
VISTA l’istanza del 06/11/2006 protocollo n 13321, presentata dal sig. Vittoriano Correra, nella qualità di amministratore unico della Prefabbricati Nord SRL, con sede legale in Rende di Cosenza e sede amministrativa in Isola delle Femmine, Via Dell’Agricoltura n. 8, con la quale chiede la concessione edilizia in sanatoria ai sensi dell’art. 13 della L. 47/85 per le opere abusivamente realizzate durante i lavori autorizzati con C.E. n. 14 del 24 maggio 2006, nel complesso industriale artigianale, sul lotto identificato al N.C.T. al foglio n. 3, particelle n. 33 – 34 – 38 – 56 – 58 e 180, complessivamente esteso mq. 20.062,55 per cui è stata autorizzata la variante urbanistica al P.R.G. di una porzione da zona territoriale omogenea da Z.T.O. “E” a zona “D”;
Visto il verbale di assemblea ordinaria del 30 aprile 2007 trasmesso con nota del 18/09/2009 prot. 14357, nel quale vengono accettate le dimissioni dell’amministratore Vittoriano Correra e viene nominato nuovo amministratore il sig. Panebianco Saverio nato a Sciacca (Ag) il 02/12/1932 già residente in Isola delle Femmine via Marconi, 2 codice fiscale PNB SVR 32T02I533Q;
Accertato che l’istante ha titolo per richiedere la variante di cui all’istanza del 05/12/2001 protocollo n. 15165, in quanto risulta che il sig. Correra Vittoriano, nato a Monreale il 23/03/1951, codice fiscale CRRVTR51C23F377Q, nella qualità di amministratore unico della società PREFABBRICATI NORD S.R.L., con sede in Rende (CS) Complesso Metropolis, codice fiscale e numero di iscrizione al Registro delle Imprese di Cosenza 02259050785, ha titolo per richiedere la concessione edilizia in quanto risulta avere titolo giusto atto di compravendita stipulato il 15/12/2004, rep. n. 43203 – raccolta n. 19927 presso il Dott. Maria Bonomo, Notaio in Palermo, con studio in via Torrearsa n. 24, registrato in Palermo il 15/12/2004 al n. 5440-IT;
ACCERTATO che le opere realizzate consistono nel:
nella realizzazione del restyling dei prospetti in maniera difforme da quanto indicato negli elaborati di cui alla C.E. n. 14/2006;
nella realizzazione della distribuzione interna del piano 1° in maniera da quanto indicato negli elaborati di cui alla C.E. n. 14/2006;
nella realizzazione della copertura prevista a 2° piano in maniera difforme da quanto indicato negli elaborati di cui alla C.E. n. 14/2006;
Visti gli elaborati grafici del 01/12/2006-protocollo n. 14551, redatti dall’architetto Rocco Aluzzo, iscritto all’Ordine degli architetti della Provincia di Palermo al n. 3827 e per i quali la C.E.C. nella seduta del 24/01/2007 verbale n. 2 ha espresso parere favorevole a condizione che “la ditta produca una perizia giurata … attestante l’esatta misurazione effettuata con rilievo della distanza dalla battigia …”;
VISTA la perizia giurata in data 08/03/2007 con. 1044, dall’arch. Rocco Aluzzo iscritto all’Ordine degli Architetti della Provincia di Palermo al n. 288, giurata al Tribunale di Palermo;
VISTO il bollettino di pagamento di € 516,00 n. per oblazione ai sensi dell’art. 13 della L. 47/85 VCY 0127 del 03/09/2009; verificare se esiste una comunicazione di demolizione di alcune opere;
VISTO il parere favorevole espresso dal Responsabile d’Igiene Pubblica del D.S.B. di Carini protocollo n. 65/IP del 11/09/2009 introitato a protocollo di questo comune in data 15/09/2009 prot. 14226;
VISTI il parere di compatibilità paesaggistica espresso dalla Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Palermo in data 05/06/2008 prot. 4216/P introitato al nostro protocollo n. 7839 del 16/06/2008;
CONSIDERATO che non sono state effettuate opere strutturali per le quali è necessario il rilascio dl prescritto parere da parte del Genio Civile di Palermo, così come dichiarato dal progettista arch. Rocco Aluzzo con nota prot. 14357 del 18/09/2009;
VISTI gli strumenti urbanistici vigenti, nonché le norme che ne regolano l’attuazione ed il vigente regolamento edilizio;
VISTE le vigenti disposizioni che disciplinano il pagamento del contributo per oneri di urbanizzazione e costo di costruzione e la loro esenzione e riduzione;
VISTE la L.17/8/1942 n.1150 modificata ed integrata dalla L.6/8/1967 n.765, la L.28/1/1977 n.10, e la L. 28/2/1985 n.47 e successive modifiche ed integrazioni;
VISTE le leggi 47/85, 724/94 e successive modifiche ed integrazioni e L.R. 37/85 e successive modifiche ed integrazioni;
VISTO il comma 1 dell’art. 39 della L. 724/94 con le modifiche introdotte dall’art. 2 comma 37 lett. B della L. 662/96 e riscontrato che nulla osta al rilascio della concessione edilizia in sanatoria;
VISTA la Legge Regionale 4 del 16/04/2003;

R I L A S C I A

Al sig. Panebianco Saverio, nato a Sciacca (Ag) il 02/12/1932 già residente in Isola delle Femmine via Marconi, 2 codice fiscale PNB SVR 32T02I533Q nella qualità di amministratore unico della società PREFABBRICATI NORD S.R.L., con sede in Rende (CS) Complesso Metropolis, codice fiscale e numero di iscrizione al Registro delle Imprese di Cosenza 02259050785, l’autorizzazione edilizia in sanatoria ai sensi dell’art. 13 della L. 47/85 per avere realizzato il restyling dei prospetti in maniera difforme da quanto indicato negli elaborati di cui alla C.E. n. 14/2006 e per avere realizzato la distribuzione interna del piano 1° in maniera da quanto indicato negli elaborati di cui alla C.E. n. 14/2006, nel complesso industriale artigianale, sul lotto identificato al N.C.T. al foglio n. 3, particelle n. 33 – 34 – 38 – 56 – 58 e 180, complessivamente esteso mq. 20.062,55 per cui è stata autorizzata la variante urbanistica al P.R.G. di una porzione da zona territoriale omogenea da Z.T.O. “E” a zona “D”, il tutto come riportato negli elaborati grafici che allegati alla presente, ne fanno parte integrante e sostanziale.
La presente autorizzazione edilizia in sanatoria viene rilasciata fatti salvi i diritti dei terzi.
Isola delle Femmine 22 settembre 2009
Il Responsabile del III Settore
Arch. Sandro D’Arpa


Isola delle Femmine 22 ottobre 2007

Guerra di mafia fra le cosche di Palermo
Arrestate 16 persone.
Azzerato il mandamento
di Partinico e Borsetto 

 In due anni e mezzo la guerra fra le cosche mafiose del palermitano ha provocato sei vittime e alcuni feriti, fra cui un boss. Una faida sanguinosa per il controllo del territorio in una vasta area a cavallo tra le province di Palermo e Trapani: da un lato le cosche guidate dal boss Lo Piccolo, che tentavano di espandersi verso il trapanese, dall’altro il clan del latitante Matteo Messina Denaro. 

I carabinieri del Gruppo di Monreale sono riusciti a fare luce su questi delitti e sui retroscena dello scontro; dall’indagine emergono anche collegamenti tra le famiglie palermitane e quelle degli Stati Uniti. 

 L’inchiesta, denominata “Carthago”, è sfociata in 16 ordini di custodia richiesti dalla Dda di Palermo, decapitando di fatto i vertici delle cosche di Borgetto e Partinico, due paesi della palermitano, definiti dagli stessi indagati nelle intercettazioni, il “far west della mafia”. Alcuni indagati, per mettersi al riparo da possibili vendette, avrebbero trovato riparo negli Usa. Per essere sicuri che i loro piani di morte andassero a buon fine, gli uomini del clan di Partinico si esercitavano a sparare sui cani randagi nelle campagne di Borgetto. In un caso i carabinieri all’ascolto delle microspie installate sulle auto di tre “picciotti”, arrestati stamani, registrarono i piani per assassinare un rivale e i colpi esplosi contro gli animali. La Lav ha annunciato che si costituirà parte civile contro gli autori di questi “delitti”.

Gli investigatori in due anni di indagini sono riusciti a disegnare i nuovi equilibri mafiosi del palermitano. Il capo della procura di Palermo, Francesco Messineo, spiega:”Il territorio di Partinico è inquinato da un’alta densità di presenza mafiosa. Per questo l’operazione è molto importante”. La “guerra di mafia”, dalle indagini, sembrava essersi conclusa a favore della fazione capeggiata da Salvatore Corrao e Nicolà Salto, entrambi raggiunti da provvedimento cautelare. I carabinieri hanno registrato che il denaro necessario per il sostentamento dei detenuti ed il mantenimento dei familiari dei mafiosi, cominciava ad essere assicurato dalle attività illecite, che erano appannaggio esclusivo della gestione “vincente”.

Una circostanza confermata anche da un foglietto con la lista degli imprenditori che pagavano il “pizzo” sequestrato alcuni mesi fa dai carabinieri ad Antonio Salto, figlio minore del boss di Borgetto, fermato a un posto di blocco con 70 mila euro in contanti. 


http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/41437/guerra-mafia-cosche-palermo-arrestate-persone-azzerato-mandamento-partinico-borgetto.htm  



 L´ipermercato e la mafia: condanne a raffica

Otto anni e mezzo all´ex sindaco di Villabate, sette all´imprenditore Marussig 



 di Alessandra Ziniti 


 Il centro commerciale non si è mai fatto, ma per il patto di ferro che politici, imprenditori e professionisti avevano stretto con i mafiosi di Villabate per la realizzazione di un grande ipermercato che avrebbe portato affari, posti di lavoro e potere, il conto pagato è stato caro.

Sono condanne per quasi mezzo secolo di carcere quelle che i giudici della quinta sezione del Tribunale, presieduta da Patrizia Spina, hanno inflitto ieri pomeriggio condannando tutti e sette gli imputati del processo, così come avevano chiesto i pm Nino Di Matteo e Lia Sava. 


Un processo nato dalle dichiarazioni di Francesco Campanella, esponente politico, consulente ma anche affiliato alla “famiglia” mafiosa di Villabate che, dopo il suo arresto, ha deciso di collaborare raccontando anche il viaggio di Bernardo Provenzano a Marsiglia per un intervento chirurgico. 


 La pena più alta è stata inflitta a Giovanni La Mantia, considerato un mafioso di Ciaculli ma molto vicino anche alle “famiglie” di Villabate, che ha avuto dieci anni con l´accusa di associazione mafiosa. Condanna pesante, otto anni e sei mesi, per concorso esterno all´ex sindaco di Villabate Lorenzo Carandino, mentre gli architetti Antonio Borsellino e Rocco Aluzzo hanno avuto rispettivamente sette e otto anni di carcere, entrambi per concorso esterno in associazione mafiosa. Condanna a sette anni per l´imprenditore romano Paolo Pierfrancesco Marussig, titolare della società Asset Development e imputato di corruzione aggravata dall´aver favorito Cosa nostra. 


 Quattro anni li ha avuti Giuseppe Daghino, anche lui socio della Asset, accusato di corruzione semplice; quattro anni e mezzo sono stati inflitti all´ex sindaco di Catania Angelo Francesco Lo Presti, imputato di riciclaggio per aver girato attraverso una sua società all´estero la prima tranche della somma che la Asset aveva pagato per oliare i meccanismi dell´approvazione del piano commerciale da parte degli organismi amministrativi. I giudici del Tribunale hanno accolto l´impianto accusatorio secondo il quale l´imprenditore romano Marussig 


Villabate: la corruzione non paga

di Silvia Cordella – 20 gennaio 2009 


Nel processo per il Centro Commerciale di Villabate, il giudice ha emesso mezzo secolo di condanne. Colpiti anche i dirigenti della “Asset Development” di Roma in affari con la famiglia mafiosa dei Mandalà: 7 anni per corruzione aggravata a Marussig 


Sette condanne e un punto a favore della procura di Palermo è il risultato della sentenza che il presidente della quinta sezione penale del Tribunale di Palermo Patrizia Spina ha emesso ieri nei confronti degli imputati del processo sul Centro Commerciale di Villabate. Mezza giornata di camera di consiglio è bastata ai giudici per riconoscere e sottoscrivere quasi in toto le pene che i pubblici ministeri Nino Di Matteo e Lia Sava avevano chiesto nella loro requisitoria. Dieci anni per associazione mafiosa sono stati inflitti a Giovanni La Mantia, uomo d’onore della famiglia di Ciaculli, soggetto di collegamento tra il boss Nicola Mandalà e il mandamento di Brancaccio. 


Otto anni e 6 mesi per concorso esterno in associazione all’ex sindaco Ds Lorenzo Carandino. Rocco Aluzzo e Antonio Borsellino, sono stati condannati rispettivamente a otto e sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa, mentre al presidente della Asset Development di Roma Pierfrancesco Paolo Marussig la Corte ha inflitto sette anni per corruzione aggravata.
Infine il contabile della società romana Giuseppe Daghino (all’epoca consulente dell’amministrazione Veltroni sulle cartolarizzazioni immobiliari) è stato condannato a quattro anni per corruzione semplice e l’ex sindaco di Catania Angelo Lo Presti a quattro anni e mezzo per riciclaggio. 



Quest’ultimo era accusato di aver fatto passare, attraverso il conto di una sua società con sede a Malta, 25 mila euro come prima tranche di una tangente di 150 mila euro destinata a oliare la “macchina burocratica” del comune di Villabate, in cambio dell’approvazione del piano commerciale sponsorizzato dalla mafia. 


Un affare che avrebbe fatto ottenere al clan il 30 per cento delle ditte incaricate nell’esecuzione dei lavori e nella gestione dei negozi dell’ipermercato, imponendo il 20 per cento dei dipendenti da assumere. 


Una condizione irrinunciabile che faceva parte di quel patto che, secondo il pm dell’accusa Nino Di Matteo, Marussig, in veste di presidente della Asset, aveva stretto con la famiglia mafiosa di Villabate, che prevedeva la restituzione di un duplice intervento del clan: convincere 130 proprietari terrieri a vendere i loro appezzamenti di terra per poterli così destinare a uso commerciale e trovare referenti in seno all’amministrazione pubblica per garantirne l’approvazione definitiva. 


Trattative queste che l’azienda ha portato avanti in Sicilia tramite l’architetto Rocco Aluzzo, soggetto incaricato per la mediazione e l’acquisizione di tutte le aree necessarie, coadiuvato dall’architetto Borsellino vicino per legami politici pregressi a Nino Mandalà, ex presidente del club Forza Italia ed ex socio dell’attuale Presidente del Senato Renato Schifani. 


Proprio Mandalà era il vero dominus dell’iniziativa commerciale. L’aveva sponsorizzata già nel ’97 quando a rivestire la carica di Sindaco c’era Giuseppe Navetta. La cosa però non era andata in porto per via di una modifica (Mandalà voleva un inceneritore di rifiuti) che rendeva il Piano Regolatore inaccettabile. Nel frattempo il boss veniva arrestato e il comune di Villabate sciolto per infiltrazione mafiosa. Quando il capomafia era uscito di prigione, il Piano Commerciale era già in fase di progettazione con i primi accordi siglati fra il figlio Nicola e i due architetti. 


Il fiuto per gli affari e l’esperienza nell’ambiente politico aveva portato Mandalà Senior a dedicarsi nuovamente al progetto, che nelle mani del figlio aveva perso vigore.
Oltre alla partecipazione diretta degli utili sui subappalti che ne sarebbero derivati, la portata dell’investimento conteneva in sé anche una evidente prova di forza e riaffermazione sul territorio da parte di quella frangia criminale che in quegli anni “era giunta all’apice” arrivando a proteggere la latitanza di Provenzano e organizzando il suo viaggio di cura nelle cliniche marsigliesi. 



Un espatrio che Zio Binu aveva affrontato con una carta d’identità falsificata da Francesco Campanella, vero “braccio” amministrativo ed economico di Nino Mandalà all’interno del Comune.

Proprio lui è l’uomo che più di ogni altro si era impegnato per risolvere ogni difficoltà burocratica durante il lungo iter di approvazione del nuovo Auchan: dalle modifiche sul piano regolatore, alla certificazione Anas per lo svincolo autostradale, fino alle tangenti destinate agli amministratori comunali, per giungere infine alla risoluzione dell’ultimo ostacolo: l’okay finale dell’ufficio urbanistico della Regione. Un ostacolo che si sarebbe dovuto superare con la “buona parola” del suo amico, ex Presidente della Regione, Totò Cuffaro, il quale però non mantenne fede, secondo lo stesso Campanella, alla sua promessa di aiuto. 


Ciò non per una opinione negativa sul progetto ma per la mancata prospettazione di una parcella adeguata garantitagli invece dai sostenitori dell’iniziativa antagonista che sarebbe dovuta sorgere a Roccella, sotto ispirazione del capomafia Giuseppe Guttadauro. Una storia che si riallaccia ai processi celebrati per mafia a carico del Senatore Cuffaro sulle “talpe” e a quello a carico del suo delfino politico Mimmo Miceli, entrambi condannati in primo grado, per favoreggiamento aggravato e concorso esterno in associazione mafiosa, per i loro rapporti con il capomandamento di Brancaccio.
Sotto l’ombrello mafioso che, per convergenti interessi, si sono uniti in affari imprenditori collusi, funzionari corrotti e criminali mafiosi è inoltre emersa una prova documentale che raramente gli inquirenti hanno la fortuna di trovare. Si tratta – ha ricordato Di Matteo – di un quadro riassuntivo degli accordi contrattuali tra la Asset e la mafia dei Mandalà, rinvenuto nel computer sequestrato all’arch. Aluzzo. «Avvertendo la potenza economica imprenditoriale e “politica” di Asset Development – ha sottolineato il pm – la famiglia mafiosa ha preteso e ottenuto la ufficializzazione della propria legittimazione con la previsione dei rapporti contrattuali, da prima in capo a Mario Cusimano (membro della cosca, oggi collaboratore di giustizia) e poi intestati a Maria Teresa Romano (prestanome della fam. mafiosa)». 



Questi documenti, insieme alle valide dichiarazioni di Campanella, hanno consentito di ricostruire
quelle che erano le aspettative d’investimento della famiglia mafiosa di Villabate e fotografato quelle alleanze politiche e imprenditoriali che da sempre costituiscono il punto di forza della criminalità organizzata siciliana e calabrese.
A questo proposito, ha rimarcato Di Matteo, ci siamo ritrovati di fronte a rapporti “simbiotici” tra Nino Mandalà e i sindaci del comune di Villabate, Giuseppe Navetta prima e Lorenzo Carandino dopo. Rapporti che nel secondo caso, solo per questioni di prudenza, sono stati filtrati dalla “faccia pulita” e apparentemente presentabile del gruppo mafioso, personificato da Francesco Campanella. 



Oggi maggior accusatore della sua ex famiglia di mafia ma anche di quei colletti bianchi che con i loro spregiudicati o superficiali atteggiamenti contribuiscono a togliere libertà a un popolo già abbastanza piegato dalla prepotenza mafiosa. E ora, come ha annunciato il presidente Patrizia Spina, rischiano un processo per falsa testimonianza tre testimoni proprietari di terreni sui quali sarebbe dovuto sorgere il centro commerciale. 


In questo senso, si sente soddisfatto il Procuratore capo di Palermo Francesco Messineo che ha parlato di una «sentenza che conferma l’esistenza di uno spazio di affermazione di responsabilità per il concorso esterno in associazione mafiosa, nella cui configurabilità ci sono state di recente molte polemiche».
Per questo alla Corte e all’ufficio che ha rappresentato in questo processo la Pubblica Accusa va il ringraziamento dei cittadini onesti per il coraggio nella ricerca della verità a 360 gradi. 

Eventi a cui ha partecipato Rocco Aguzzo

http://isolapulita.blogspot.it/2009/01/io-non-voto-httpisolapulita.html

Eventi a cui ha partecipato Rocco Aluzzo

Processo La Mantia ed altri

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Dichiarazioni spontanee Palermo, 5 gennaio 2009 – 12:50

 

Rocco Aluzzo   imputato  15:1510′ 6″

  • Interrogatorio Francesco Campanella, Villabate, Centro Commerciale, Arch Aluzzo Rocco, ASSET DEVELOPMENT s.r.l., Architetto Borsellino, Cuffaro, Mandalà,


    Megastore e mafia chiesti sessant’ anni

    I pm della Dda Nino Di Matteo e Lia Sava hanno chiesto 60
    anni di reclusione per gli 8 imputati nel processo sul megastore di Villabate
    controllato dalla mafia. 



    La pena più alta – 15 anni – è stata sollecitata per
    Giovanni La Mantia,
    accusato di associazione mafiosa; nove anni la pena chiesta per l’ ex sindaco
    di Villabate Lorenzo Carandino (concorso esterno) e per l’ architetto che
    progettò l’ ipermercato, Rocco Aluzzo (concorso esterno). 

    I pm hanno invece
    chiesto la condanna a 7 anni di Pierfrancesco Marussig, titolare della Asset
    Development
    che doveva realizzare il centro commerciale, accusato di corruzione
    aggravata dall’ avere agevolato la mafia. 

    Sette anni la pena chiesta per l’
    architetto Antonio Borsellino e 5 anni per l’ ex socio della Asset, Giuseppe
    Daghino e per l’ ex sindaco di Catania, Angelo Lo Presti.

    Patto mafia-politica per il megastore

    Da mandalà a La
    Loggia, da Cuffaro a Mastella. Per Francesco Campanella, il
    politico “pentito” che, con le sue dichiarazioni, ha aggravato la
    posizione del presidente della Regione nel processo che lo vede imputato di
    favoreggiamento a Cosa nostra e rivelazione di notizie riservate, è arrivata l’
    ora di ribadire in aula le sue accuse sulle tante relazioni pericolose tra
    uomini politici e mafiosi che a lui, ex segretario nazionale dei giovani dell’
    Udeur ma anche uomo “riservato” della famiglia mafiosa di Villabate,
    risultano in prima persona. E proprio al processo per le tangenti per la
    realizzazione del centro commerciale di Villabate Campanella verrà ascoltato la
    prossima settimana a Firenze dai pm Nino Di Matteo e Lia Sava che, nei giorni
    scorsi, hanno depositato agli atti il memoriale datato 11 ottobre 2005 nel
    quale Campanella, ancor prima di formalizzare il suo status di collaboratore di
    giustizia, ha messo nero su bianco le sue accuse. E non solo a Cuffaro. Ci sono
    due uomini di primo piano di Forza Italia ai quali il pentito attribuisce uno
    stretto rapporto personale con il boss di Villabate, Antonino Mandalà, che fu
    il coordinatore del circolo azzurro di Villabate. E proprio Mandalà, in una
    riunione nello studio del presidente dei senatori di Forza Italia Renato
    Schifani, avrebbe concordato con lui e con «il suo amico e socio» Enrico La Loggia le modifiche da
    apportare al piano regolatore di Villabate, strumento di programmazione
    fondamentale per la realizzazione del centro commerciale che tanto interessava
    alla cosca di Villabate. Il pentito racconta che l’ operazione concordata tra
    Mandalà e La Loggia
    «avrebbe previsto l’ assegnazione dell’ incarico ad un loro progettista di
    fiducia, l’ ingegner Guzzardo, e l’ incarico di esperto del sindaco in materia
    urbanistica allo stesso Schifani, che avrebbe coordinato con il Guzzardo tutte
    le richieste che lo stesso Mandalà avesse voluto inserire in materia di
    urbanistica. In cambio – precisa poi Campanella – La Loggia, Schifani e Guzzardo
    avrebbero diviso gli importi relativi alle parcelle di progettazione Prg e
    consulenza». 

    Secondo Campanella, «il piano regolatore di Villabate si formò
    sulle indicazioni che vennero costruite dagli stessi Antonino e Nicola Mandalà,
    in funzione alle indicazioni dei componenti della famiglia mafiosa e alle
    tangenti concordate». Nel processo che martedì si trasferisce a Firenze sono
    imputati Pier Francesco Marussig e Giuseppe Daghino (i manager della
    multinazionale romana Asset); l’ ex sindaco di Catania, Angelo Francesco Lo Presti;
    l’ ex sindaco di Villabate, Lorenzo Carandino; gli architetti Rocco Aluzzo e
    Antonio Borsellino.

    Nella vicenda dell’ ipermercato di Villabate, che poi non
    fu mai realizzato, Campanella è il teste chiave: il pentito sostiene di aver
    ricevuto da Marussig una tangente da 25 mila euro per sveltire l’ iter di
    approvazione del centro commerciale. Antonino Mandalà è invece imputato in una
    seconda «tranche» del processo che si celebra con il rito abbreviato. 

    Il
    tribunale lo ha condannato a 8 anni per associazione mafiosa nel processo a
    Gaspare Giudice
    . a.z.


    Villabate, tangenti sul megastore a giudizio politici e imprenditori

    Il giudice per l’ udienza preliminare di Palermo Marco
    Mazzeo ha rinviato a giudizio otto persone accusate a vario titolo di avere
    avuto un ruolo nell’ affare del centro commerciale di Villabate. 

    Della vicenda,
    secondo quanto riferito dal pentito Francesco Campanella, era interessata la
    famiglia mafiosa del paese a 5 chilometri da Palermo, capeggiata da Nicola
    Mandalà. 

    Nell’ affare Cosa nostra avrebbe cercato di ottenere autorizzazioni
    per realizzare un mega centro da circa 200 milioni di euro. Per accelerare le
    pratiche sarebbero state pagate tangenti ai consiglieri comunali di Villabate.
    Il Gup ha accolto la richiesta dei pubblici ministeri Nino Di Matteo e Lia
    Sava: a giudizio sono andati Giovanni La Mantia, Rocco Aluzzo, Antonio Borsellino, l’ ex
    sindaco del paese Lorenzo Carandino, l’ ex sindaco di Catania Angelo Francesco
    Lo Presti, Matteo D’ Assaro, Pierfrancesco Marussig e Giuseppe Daghino,
    titolari della società Asset Development che avrebbe dovuto realizzare il
    centro. 

    In apertura di udienza il gup aveva respinto le eccezioni di
    incompetenza territoriale presentata dalla difesa di Marussig, di Daghino e di
    Lo Presti. Il processo è stato fissato per il 16 aprile davanti alla quinta sezione
    del tribunale di Palermo.

    Villabate, ecco il contratto con la mafia

    Dentro il computer di un architetto che si occupò del centro
    commerciale di Villabate, i carabinieri hanno ritrovato un documento
    eccezionale. è un vero e proprio contratto stipulato dagli imprenditori con il
    capomafia di Villabate. 

    «La definizione degli accordi è avvenuta con il signor
    Nicola Mandalà – è scritto nel documento – che nel periodo finale ha sostituito
    il signor Campanella». 

    Era nel computer dell’ architetto Rocco Aluzzo il file,
    assieme ad altri che adesso sono all’ esame di un perito informatico. 

    Stabilisce ancora il documento: «Allegato A. Condizioni pattuite dalla società
    acquirente con i signori Borsellino, Mandalà, Notaro e Campanella». 

    Al punto
    tre si legge: «Impegno assunto dalla società acquirente ad affidare buona parte
    degli appalti dei lavori a ditte indicate dai suddetti signori». E ancora:
    «Impegno assunto dalla società ad assumere, in misura pari ad almeno il 20 per
    cento del proprio organico, personale indicato dai suddetti soggetti». 

    Punto
    cinque: «Impegno assunto dalla società acquirente a cedere in affitto almeno il
    30 per cento dei locali o dei rami d’ azienda della galleria di negozi che si
    andrà a realizzare, a ditte indicate dai soggetti di cui sopra». E non si
    capisce a che titolo Nicola Mandalà, il boss che custodiva la latitanza di
    Provenzano, fosse parte dell’ accordo. La data del documento è quella del 26
    febbraio 2001. 

    Il documento è stato depositato ieri mattina dal pm Nino Di
    Matteo. E al processo Miceli, la
    Procura ha chiamato a deporre l’ avvocato Giovan Battista
    Bruno: un tempo, era uno degli amici più fidati del presidente Cuffaro. Oggi,
    lo mette nei guai, confermando le accuse di un altro amico del governatore,
    Francesco Campanella, oggi uno dei principali pentiti della Procura di Palermo. 

    Dice Bruno: «Incontrai Cuffaro in un ristorante, a Roma, il sabato prima di
    Pasqua, nel 2003. Parlava male di Campanella. Mi disse, a proposito del
    progetto di realizzazione di un centro commerciale a Villabate: “Se uno
    vuole le cose si deve presentare. Ed invece da una parte mi hanno offerto 5
    miliardi, da quest’ altra manco sono venuti». 

    Successivamente, Bruno incontrò
    Campanella: «Definì Cuffaro un traditore – ricorda l’ avvocato Bruno – mi disse
    che secondo lui Totò aveva fatto finta di portare avanti il progetto di
    Villabate, invece in realtà voleva solo quello di Brancaccio». Secondo la Procura, dietro il centro
    di Brancaccio, c’ erano i boss. Bruno offre altri inediti: «Campanella mi disse
    che Cuffaro l’ aveva avvertito di indagini su di lui, per questo sarebbe stato
    meglio allentare i rapporti».

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/04/14/villabate-ecco-il-contratto-con-la-mafia.html

    Archiviata la causa per diffamazione, “è la verità”
    Cuffaro perde contro “La Mafia è bianca”

    Salvatore Cuffaro perde il secondo round contro “La Mafia è bianca”. Il Tribunale di Bergamo, infatti, per la seconda volta dà ragione a Michele Santoro e ai due giornalisti Stefano Maria Bianchi e Alberto Nerazzini, autori del film-documentario campione d´incassi con oltre 80 mila copie vendute. I giornalisti erano stati querelati per diffamazione dal Presidente della Regione Sicilia. L´inchiesta – secondo i giudici – è “una indagine sulla realtà delle strutture sanitarie nella Regione Sicilia”. Il tribunale di Bergamo, sezione del giudice per le indagini preliminari ha disposto l´archiviazione del procedimento in quanto gli elementi acquisiti non sono sufficienti per sostenere l´accusa in giudizio. Dopo aver chiesto il sequestro del libro dvd – richiesta già respinta nel merito dal tribunale civile di Bergamo nel gennaio 2006 – Cuffaro aveva predisposto una causa penale, sempre per diffamazione a mezzo stampa, nei confronti dei due autori e di Michele Santoro, autore della prefazione al volume. Nel merito, “l´esame degli scritti e la visione del dvd rivelano, ad avviso del Gip, lo svolgimento di una indagine sulla realtà delle strutture sanitarie nella Regione Sicilia che, attraverso la trascrizione di brani di dichiarazioni rese alla autorità giudiziaria da parte di soggetti, in genere medici, già condannati o imputati in procedimenti penali per fatti di criminalità mafiosa non violenta, integrate da ulteriori informazioni, fornite dagli autori della pubblicazione, mostra le gravi inefficienze delle strutture pubbliche e la correlativa efficienza della nutritissima schiera di strutture sanitarie private, accreditate dalla Regione siciliana in misura di gran lunga eccedente quella delle altre regioni. In tale contesto emergono rapporti di personale conoscenza o di occasionale frequentazione tra il Presidente della regione, anch´egli medico, radiologo, e taluni di quei soggetti dichiaranti, che gli autori dell´indagine sottolineano al fine di evidenziare gli intrecci di interessi economici e politici”.

    http://isolapulita.forumfree.net/
    Comitato Cittadino Isola Pulita di Isola delle Femmine

    http://isoladellefemminepulita.blogspot.com/2011/09/isola-delle-femmine-comune-accesso-agli.html

Consiglio Comunale Su ATO rifiuti e Ripubblicizzazione Acqua Bene Comune

Consiglio Comunale Su ATO rifiuti e Ripubblicizzazione Acqua Bene Comune
COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE
Provincia di Palermo
Ufficio del Presidente del Consiglio
Prot. n° 4303 Lì 22 marzo 2010
OGGETTO: Convocazione Consiglio Comunale ai sensi dell’art. 125, comma 5, del testo
coordinato dal vigente ordinamento degli Enti Locali.
Ai Signori Consiglieri Comunali
Al Signor Sindaco
Ai Signori Assessori
Al Segretario Comunale
Albo Pretorio
SEDE
Al Comando di P. M.
SEDE
Alla Locale Stazione dei Carabinieri
ISOLA DELLE FEMMINE
All’Assessorato Regionale alla Famiglia,
alle Politiche Sociali, alle Autonomie Locali
Via Trinacria PALERMO
Alla Prefettura U.T.G. PALERMO
Le SS.LL., nella qualità, sono invitate a partecipare alla seduta del Consiglio Comunale convocata, ai sensi dell’art. 14 comma 5 del Regolamento del Consiglio Comunale ed ai sensi dell’art. 215, comma 5 del testo coordinato dal vigente Ordinamento Enti Locali, giusta determina presidenziale n°05 in data odierna, presso la sala “Padre Bagliesi”, sita nei locali comunali di Via Palermo, il giorno 29 marzo 2010, alle ore 18,00 per la trattazione dei seguenti argomenti:
1. Lettura ed approvazione verbali della seduta precedente;
2. Mozione di solidarietà ai lavoratori della società ATO PA 1 e della Società interinale Temporary”;
3. Riconoscimento dell’acqua bene comune dell’umanità. Adesione al Coordinamento nazionale degli Enti Locali per l’acqua bene comune e la gestione pubblica del servizio idrico.
Si avverte che ai sensi dell’art. 30 della L.R. 3 Giugno 1986, n.9, come sostituito dall’art. 21 della L.R. n.26/93, la mancanza del numero legale degli intervenuti comporta la sospensione di un’ora della seduta.
Se alla ripresa dei lavori non venisse raggiunto, o dovesse venire meno, il numero legale, la seduta verrà rinviata al giorno successivo alla stessa ora e con il medesimo ordine del giorno senza ulteriore avviso di convocazione.
Distinti Saluti.
Il Presidente del Consiglio Comunale

Rag. Alessandro Giucastro

Lettura e approvazione verbali della seduta precedente.

Alle ore 19,05 constatata in aula la presenza di n°13 consiglieri, il Presidente dichiara aperta la seduta ed invita i consiglieri a passare alla trattazione degli argomenti iscritti all’ordine del giorno.
Preliminarmente nomina quali scrutatori che lo assisteranno nell’accertamento dell’esito dell votazioni i Conss. Lucido, Riso Rosaria e Mignano.
Il Cons. Caltanissetta, prima di entrare nella discussione dell’argomento, sollecita il Presidente ad avviare un’indagine interna onde verificare le cause del ritardo nella consegna di una nota recante la data del 04 febbraio c.a. che gli è stata consegnata solo alcuni giorni fa, avendo la certezza che la stessa in precedenza non risultava depositata nel fascicolo della posta destinata al Gruppo Consiliare “Progetto Isola”
Si dà lettura della seguente proposta di deliberazione dell’Ufficio di Segreteria:
LETTURA E APPROVAZIONE VERBALI DELLA SEDUTA PRECEDENTE“ IL CONSIGLIO COMUNALE
Sentita la lettura, fatta dare dal Presidente, degli oggetti delle deliberazioni della seduta svoltasi in data 12 marzo 2010 deliberazione n°07, 08 e n°09;
Ritenuto dover approvare i relativi verbali;
Vista la legge 8.6.1990 n. 142, recepita con modifiche dall’art.1 della L.R. 11.12.1991 n. 48;
Visto il vigente O.A.EE.LL. in Sicilia;
DELIBERA
Approvare i verbali della seduta precedente svoltasi in data 12 marzo 2010 deliberazioni n°07, 08 e n°09.



Atto numero 11

del 08-04-2010
Tipo di Atto: DELIBERA DI CONSIGLIO
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“Solidarietà ai lavoratori della Società ATO PA 1 e della società interinale Temporary”


IL GRUPPO CONSILIARE “PROGETTO ISOLA” PROPONE L’ADOZIONE DELLA

SEGUENTE MOZIONE AVENTE PER OGGETTO:

“SOLIDARIETA’ AI LAVORATORI DELLA SOCIETA’ ATO PA 1 E DELLA SOCIETA’ INTERINALE TEMPORARY”

IL CONSIGLIO COMUNALE DI ISOLA DELLE FEMMINE

Esprime la propria preoccupazione per la grave situazione in cui versa da diversi giorni la società ATO PA 1;
I lavoratori non ricevono il regolare accredito dello stipendio da circa due mesi. Ciò rappresenta un grosso fattore di crisi per la comunità di ISOLA DELLE FEMMINE e per i Comuni limitrofi, dove vive la quasi totalità dei lavoratori. In molti casi le famiglie dei suddetti lavoratori si reggono unicamente sugli stipendi erogati dalla società ATO PA 1 ed anche il ritardo di una sola mensilità crea diverse difficoltà di sopravvivenza;
Per questo motivo si esprime innanzitutto solidarietà ai lavoratori della società dell’ ATO PA 1 e della società interinale TEMPORARY che da mesi sono senza stipendio e senza chiare prospettive per il futuro;
Il Gruppo Consiliare “Progetto Isola” è vicino alle famiglie dei lavoratori e al fine di apportare un fattivo contributo per la risoluzione del caso propone di:
_ diffondere con adeguata frequenza le informazioni utili che scaturiranno dagli incontri tra la società ATO PA 1, Rappresentanze sindacali, Amministrazioni locali del territorio e Governo regionale;
_ impegnare il Sindaco affinchè possa sollecitare e verificare il pagamento degli stipendi arretrati;
_ inviare la presente deliberazione al Presidente della Regione, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro per lo Sviluppo Economico, ai Presidenti dei gruppi Parlamentari di Regione Sicilia, Camera e Senato, affinché ognuno per la loro competenza possa intervenire urgentemente sulla grave situazione occupazionale del nostro territorio e dei comuni limitrofi, auspicando che ogni eventuale riforma degli ATO salvaguardi principalmente i posti di lavoro di tutti i dipendenti, il cui lavoro si è rilevato indispensabile e prezioso per la collettività.
Infine il Gruppo Consiliare “Progetto Isola” da mandato all’ Ufficio di Presidenza di mantenere un costante rapporto con i lavoratori al fine di garantire il massimo impegno del Comune nella solidarietà attiva nei loro confronti.
Il Presidente, preliminarmente, ricorda come la discussione sull’argomento sia stata richiesta in data 10/3 c.a., durante un periodo in cui si era verificata una situazione di emergenza rifiuti dovuta anche alla protesta dei dipendenti della Temporary, preoccupati dalla natura della riforma degli ATO in discussione presso l’Assemblea Regionale Siciliana.
In tale data, il gruppo di maggioranza ha presentato la richiesta di discussione consiliare per offrire sostegno agli operatori del servizio. Nelle more di discussione della richiesta, tuttavia, l’ARS ha approvato una legge di riforma degli ATO. La discussione dovrebbe pertanto limitarsi a offrire solidarietà ai lavoratori. Il Cons. Battaglia riconosce che l’Amministrazione Comunale ha cercato di limitare i disagi nel periodo in cui si era manifestata un’emergenza in materia di rifiuti, situazione che aveva reso il paese invivibile, ed in tale occasione l’Amministrazione ha affrontato il problema con energia, costituendo anche un esempio per altre amministrazioni comunali. Dichiara la preoccupazione del gruppo per la situazione occupazionale dei lavoratori ATO, ma soprattutto per i dipendenti della Temporary che risultano tutelati in misura addirittura minore. Si invita, pertanto, il governo regionale ad adottare soluzioni che consentano il mantenimento del posto di lavoro. Dà lettura, quindi, di una relazione che illustra la mozione presentata.
Il Presidente invita ad attenersi strettamente all’argomento all’ordine del giorno. Il Cons. Mannino rappresenta come la minoranza abbia il diritto di esprimersi liberamente sull’argomento in maniera estremamente ampia. Il Cons. Battaglia, riferendosi a quanto affermato nella relazione testè letta, sostiene di non aver mosso alcuna accusa al gruppo Rinascita Isolana, ma di aver solo voluto rappresentare la situazione esistente e le iniziative prese dall’Amministrazione Comunale per la risoluzione del problema dell’emergenza rifiuti. Il Cons. Caltanissetta afferma che la pretesa di limitare il dibattito consiliare è pretestuosa, specialmente laddove vengono mosse sterili accuse al gruppo di minoranza. La dialettica politica, infatti, presuppone un ampio dibattito. Ricorda come il presente argomento trovi fondamento non solo nella richiesta del gruppo di maggioranza, ma anche nelle affermazioni fatte in precedenza dal gruppo di minoranza di solidarietà al personale della Temporary, la cui protesta era legata al mancato pagamento di due mensilità stipendiali e non alla paura per la riforma degli ATO. Ricorda come in data 31/3, il gruppo abbia presentato una richiesta di documentazione tesa a conoscere l’esistenza di prove documentali in ordine all’esistenza di contestazioni da parte dell’A.C. sulle modalità di svolgimento del servizio da parte dell’ATO. Sostiene che l’acquisizione di detta documentazione è necessaria per una corretta valutazione delle previsioni di bilancio, ma si lega strettamente anche alla valutazione dell’operato dei vertici dell’ATO, stante che costoro hanno sempre affermato che i problemi scaturiscono da una carenza di liquidità. Ribadisce la richiesta al Sindaco di conoscere le prove documentali: a) in ordine alle contestazioni avanzate sulla liquidazione delle fatture; b) sull’esistenza di richieste di dimissioni dei vertici dell’ATO; c) se corrisponda al vero che alcuni Sindaci facenti parte dell’ATO PA1 abbiano fatto solleciti “poco eleganti” per ottenere anticipazioni di cassa dalla Regione, come affermato dall’Assessore Regionale Russo. Dà, quindi, lettura di un documento che allega per far parte integrante della presente delibera.
Il Sindaco ricorda come, per una migliore comprensione del problema, egli abbia invitato il gruppo di minoranza ad intervenire agli incontri in assessorato regionale e come, invece, il gruppo non abbia mai partecipato.
Il Cons. Riso dichiara di non comprendere le motivazioni per cui il gruppo di minoranza si ostina a dare la colpa del cattivo funzionamento dell’ATO ai Sindaci dei Comuni che lo compongono, ritenendoli incapaci, laddove invece è alla luce del sole che è il sistema ATO a non essere in grado di funzionare. Invita il Cons. Caltanissetta a rileggere con attenzione il decreto istitutivo degli ATO, si potrà, così, rendere conto che la gestione è stata resa impossibile dalla mancata attuazione di molte delle previsioni normative.
Il Sindaco ringrazia il gruppo “Progetto Isola” per la sensibilità dimostrata.
Afferma, comunque, che il vero problema è costituito dal fatto che la nuova previsione legislativa regionale non consentirebbe la stabilizzazione del personale assunto in assenza di concorso. Definisce, quindi, le affermazioni del Cons. Caltanissetta prive di fondamento; gli operatori ATO sono sempre stati pagati regolarmente e solo in un caso il pagamento dello stipendio è slittato di qualche giorno. Rappresenta come ogni azione vada intrapresa di concerto con tutti gli altri Comuni facenti parte dell’ATO. L’ammontare del debito che l’ATO sostiene di vantare nei confronti di questo Comune scaturisce dalla diversa valutazione degli oneri da porre a carico dei singoli Comuni. Questa Amministrazione, infatti, ritiene di dover pagare esclusivamente gli oneri derivanti dall’ultimo Piano Industriale approvato e, precisamente, quello del 2006. Sulla base di detta valutazione, il debito di questo comune nei confronti dell’ATO risulta estremamente contenuto.
Evidenzia, comunque, come questa Amministrazione stia operando in difesa degli interessi della comunità e, per tale considerazione, si è deciso di opporsi al Decreto Ingiuntivo emesso dall’ATO.
Il Cons. Mignano evidenzia l’incidenza pro capite del debito sui cittadini dei singoli Comuni.
L’assessore Cutino si compiace e dichiara di apprezzare la sensibilità dimostrata. Afferma, quindi, che la problematica risulta estremamente complessa ed esula da responsabilità sia individuali che dell’intera amministrazione. A dimostrazione di ciò, cita la propria disponibilità a fornire, già in passato, ogni utile chiarimento in ordine alle scelte effettuate.
In merito a quanto evidenziato dal Consigliere Caltanissetta, sull’assenza di richieste di dimissioni del Presidente dell’ATO, afferma che il Comune quale utente non ha titolo per avanzare alcuna richiesta in tal senso. Afferma, comunque, che l’ATO PA1 può essere definito virtuoso, in quanto il vero problema di funzionamento degli ATO è l’assenza dei presupposti iniziali, quali l’assenza di mezzi efficienti, di personale in numero sufficiente, la mancata realizzazione di interventi strutturali da parte della Regione Siciliana, quali, ad esempio, la mancata creazione di una filiera e di piattaforme per la raccolta differenziata, strutture che avrebbero potuto consentire riduzioni di costi, e che, peraltro, erano previste come obbligatorie dalla stessa normativa. L’assenza di detti presupposti ha giustificato l’assunzione del personale Temporary, assunzioni che, non potendosi definire del tutto regolari, ora rischiano di essere annullate con possibili conseguenze drammatiche e con le attuali incertezze. Ricorda, inoltre, come, negli anni precedenti, il Consiglio Comunale abbia sempre previsto nel bilancio di previsione di ciascun esercizio uno stanziamento pari alle previsioni del piano industriale 2006. L’operato dell’Amministrazione è teso ad evitare che a un servizio di minor qualità si contrapponga un maggior onere tributario a carico dei cittadini. Ricorda come questo Comune, da ormai due anni, ha auto il coraggio di avviare il servizio di raccolta differenziata “porta a porta”; servizio che, invece, altri Comuni stanno appena avviando.
Invita, infine questo Consiglio Comunale a farsi portatore, nei confronti delle istituzioni regionali, dell’esigenza che, nonostante la riforma, i lavoratori non si vedano privati del loro posto di lavoro Il Sindaco afferma che bisognerà battersi affinché la Regione proceda anche alla stabilizzazione dei “lavoratori in affitto”; in funzione di ciò, invita questo consesso ad approvare il presente documento all’unanimità al fine di poterlo trasmettere alle varie rappresentanze politiche in seno all’ARS.
Il Presidente esprime la solidarietà ai lavoratori, sollecitando le istituzioni ad assicurare il mantenimento del posto di lavoro di tutti i dipendenti ATO. Il Cons. Caltanissetta invita ad evitare che una mozione di solidarietà diventi uno sfoggio di ipocrisia, stante che tale mozione costituisce solo un elogio dell’Amministrazione ed un’accusa nei confronti dell’opposizione. Afferma di essere stato sorpreso dall’intervento dell’Ass. Cutino il quale ha dato la sensazione che questo Comune fosse estraneo all’ATO e non un componente essenziale, facendo parte del Consiglio di Amministrazione. Tendere ad eliminare la componente soggettiva ed istituzionale dell’ATO costituisce una presa in giro.
Nessuno dei Sindaci ha assunto un atteggiamento di pungolo critico all’interno del Consiglio di Amministrazione, contribuendo, pertanto, al mancato funzionamento dell’ATO.
Altrettanto da criticare è la sottolineatura sulla “differenziata”, stante che, anche in questo caso, vengono presi in giro i cittadini in quanto, in atto, il servizio è sospeso. Non risponde a verità, quindi, l’affermazione di voler garantire i cittadini laddove questi si trovano sommersi dai rifiuti e costretti a sostenere maggiori oneri tributari. L’Ass. Cutino ribadisce quanto affermato in precedenza in ordine alla mancanza di interventi strutturali, precisando che egli non si riferiva ad interventi che avrebbe dovuto porre in essere l’ATO, ma di competenza della Regione Siciliana. L’ATO PA1, invece, è riuscito a dotarsi di una propria discarica regolamentata da un’autorizzazione integrata ambientale, ponendosi, pertanto, all’avanguardia rispetto agli altri ATO, anche se bisogna riconoscere che ciò ha ingenerato la necessità di realizzazione di ulteriori strutture quali la “tritovagliatura”, attrezzatura che, tuttavia, ha comportato un’elevata lievitazione dei costi, non compensata dal risparmio derivante dalla raccolta differenziata che, in atto, si è attestata sulla percentuale del 13-14%. Il Presidente dispone che venga data lettura integrale della mozione presentata dal Gruppo Consiliare “Progetto Isola”.
Il Cons. Riso, invocando un abbassamento dei toni ed auspicando l’approvazione unanime della mozione, procede alla lettura della stessa. Il Presidente, al fine di sedare dei clamori insorti in aula con scambi di reciproche accuse tra i Consiglieri, toglie la parola a tutti e sospende brevemente i lavori. Alla ripresa si constata l’assenza dall’aula del Cons. Peloso. Presenti n.12. Il Cons. Caltanissetta, riferendosi ai clamori precedenti, si dichiara allibito dell’offesa alla dignità del Consiglio, non potendosi tollerare alcuna forma di denigrazione dell’interlocutore. Lamenta che il Sindaco continui a rifiutarsi di rispondere alle domande avanzate dall’opposizione e che i lavori consiliari vengano turbati da provocazioni di ospiti di quest’assemblea e che il Presidente, avendogli tolto la parola, gli ha impedito di spiegare perché, a suo giudizio, l’ATO si è vista costretta a creare una nuova discarica.
Preannuncia solidarietà ai lavoratori dell’ATO e ai dipendenti della Temporary, anche in funzione dei dubbi sul mantenimento dei posti di lavoro conseguenti all’adozione della nuova normativa regionale; afferma, comunque, che non sussistano le condizioni per poter condividere la mozione della maggioranza.
Il Presidente respinge le accuse mossegli dal Consigliere Caltanissetta e si dichiara dispiaciuto, stante l’attuale rapporto di collaborazione, che questi abbia dichiarato che gli è stata tolta la parola, laddove invece gli è stato consentito di parlare per oltre un’ora e gli sia stato concesso, nonostante i ripetuti richiami del Presidente, di andare al di fuori dell’ordine del giorno, cosa che egli, nel suo intervento introduttivo, aveva invitato ad evitare.
In merito agli ospiti che turberebbero l’andamento dei lavori consiliari, può assicurare che si sono mantenuti all’interno dei propri diritti e che hanno preso la parola solo a seguito di specifica autorizzazione da parte del Presidente, e non hanno, quindi, in alcun modo ostacolato i lavori consiliari.
Il Sindaco afferma che né lui né gli Assessori possono essere considerati ospiti in quanto regolarmente convocati.
Il Presidente preannuncia che, in prosieguo, si atterrà strettamente alle previsioni regolamentari in materia di discussione. Pone, quindi, in votazione la mozione all’ordine del giorno.

IL CONSIGLIO COMUNALE

Udito il Consigliere Battaglia che preannuncia il voto favorevole del gruppo Progetto Isola;
Udito il Consigliere Caltanissetta che evidenzia come gli intendimenti del Gruppo siano stati precisati in precedenza;
Con n.8 voti favorevoli espressi per alzata di mano, nessun contrario e n.4 astenuti (i Cons. Caltanissetta, Mignano, Billeci e Mannino);

DELIBERA

1. Di approvare la mozione presentata dal Gruppo “Progetto Isola” di “Solidarietà ai lavoratori della Società ATO PA1 e della Società Interinale Temporary”, in premessa riportata.
2. Inviare la presente deliberazione al Presidente della Regione Siciliana, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro per lo Sviluppo Economico, ai presidenti dei Gruppi Parlamentare dell’ARS, della Camera dei Deputati e del Senato.



Atto numero 12

del 08-04-2010
Tipo di Atto: DELIBERA DI CONSIGLIO
Allegato: DELIBERA C.C. 012.10.pdf (68 kb) File con estensione pdf

Oggetto: Approvazione, ai sensi degli artt. 32, 33 e 41 della L.R. 10.2.2004, n°1, della proposta di legge di iniziativa dei Consigli Comunali e Popolare “Principi per la tutela, Il governo e la gestione pubblica delle acque. Disposizioni per la ripubbli







Proposta di deliberazione per il Consiglio Comunale

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE

Premesso che:

· L’acqua è fonte di vita insostituibile por gli ecosistemi e bene comune indisponile, che appartiene a tutti e tutti hanno il diritto di equamente condividere. · La scarsità della risorsa, accentuata dai cambiamenti climatici e dal processo di desertificazione, L’abbassamento delle falde ed il loro crescente inquinamento, obbligano a mettere in campo politiche di vasto raggio finalizzato ad un uso accorto delle risorse idriche, per salvaguardare, anche per le future generazioni, l’equilibrio naturale e livelli adeguati di approvvigionamento per gli usi, potabili, irrigui ed industriali. In tale quadro è anche necessario orientare le comunità. verso stili di vita eco-sostenibili, sviluppare tecniche ed azioni per il risparmio ed il riutilizzo, per il riuso delle acque depurate e l’uso di quelle piovane, al fine di destinare i prelievi delle acque potabili di falda prioritariamente agli usi domestici. · Il servizio idrico è un servizio pubblico essenziale ed i Comuni, in quanto responsabili dell’igiene e della salute dei cittadini, non possono sottrarsi o essere privati in modo preordinato del diritto/dovere di determinare gli assetti organizzativi.
· E’ altresì necessaria una rinnovata iniziativa di tutte le pubbliche istituzioni e, innanzitutto, dei Comuni, per far si che l’acqua continui ad essere considerata bene comune pubblico e non merce condizionata del mercato e dal profitto.

Considerato che:

· L’esperienza della privatizzazione del servizio idrico, portata avanti negli ultimi anni in varie parti del mondo e in Italia, sulla base del prèsupposto che la gestione privata avrebbe portato i capitali necessari per le infrastrutture idriche, efficienza. ed economicità di gestione, ha dato ovunque prova contraria di inefficienza gestionale, crollo degli investimenti per le infrastrutture e aumento delle bollette per gli utenti.
· Giudizio nettamente negativo deve essere dato anche sul processo di privatizzazione del servizio idrico avviato nella nostra regione, tanto per quanto riguarda il cosiddetto sovrambito che negli ATO provinciali; in questi ultimi la gara per l’affidamento è stata effettuata in cinque province, con un crescendo di contestazioni di molti amministratori locali e dei cittadini.
· Per dare forza alle azioni degli enti locali finalizzate a restituire l’acqua alla gestione pubblica, è stata costituita l’Associazione nazionale no – profit denominata “Coordinamento nazionale enti locali per l’acqua bene comune e la gestione pubblica del servizio Idrico”, alla quale il Comune di Isola delle Femmine intende aderire.
· Le superiori considerazioni nettamente critiche del processo di privatizzazione e la determinazione degli amministratori locali a battersi per tornare alla gestione pubblica non sono inficiate dalla recente conversione in Legge dell’art 15 del D.L. n°135/2009 , che, oltre ad essere inaccettabile nel merito, appare palesemente in contrasto con la Costituzione, soprattutto per la violazione del principio di autonomia degli Enti Locali nella determinazione della scelta del sistema di gestione dei servizi pubblici locali.

Dato atto che

· Per restituire l’acqua al servizio pubblico, allo scopo di garantire fruizione equa ed universale, la sezione Siciliana del Coordinamento ha elaborato l’allegata proposta legislativa “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque, Disposizioni per la ripubblicazione del servizio idrico in Sicilia”, con l’intenzione di presentarla all’ARS, ai sensi delle disposizioni contenute nella L.R. 10.2.2004, n°1, come proposta di legge di iniziativa dei Consigli Comunali e, con la collaborazione del Forum Siciliano dei movimenti per l’acqua. come proposta di legge di iniziativa popolare.
· La. Proposta di legge è stata presentata il 7 luglio scorso nella sala gialla di Palazzo dei Normanni, alla presenza del Presidente dell’ARS e dei capigruppo parlamentari, che hanno espresso pubblicamente parere favorevole per la sua approvazione; tale parere favorevole è stato confermato da tutti i capigruppo in occasione del sit-in organizzato dal Coordinamento all’ARS il 25 novembre 2009.

Precisato che:

· Lo Statuto della Regione Siciliana, all’art. 12 stabilisce che l’iniziativa legislativa spetta, tra gli altri, “(…) ad un numero di Consigli dei Comuni della Regione non inferiore a quaranta, rappresentativi di almeno il 10 per cento della popolazione Siciliana, o ad almeno tre consigli provinciali. (…) con Legge della Regione sono disciplinate le modalità di presentazione dei progetti di legge di iniziativa popolare e dei Consigli Comunali o Provinciali e sono determinati i tempi entro cui l’Assemblea Regionale si pronuncia sui progetti stessi.”
· La L.R. 10.2.1004, n°1, “Disciplina dell’istituto del referendum nella Regione siciliana
e norme sull’iniziativa legislativa popolare e dei Consigli Comunali o Provinciali”, disciplina le modalità di presentazione dei progetti di legge di iniziativa dei Consigli Comunali, stabilendo che la proposta debba essere presentata, nell’identico testo, “da non meno di quaranta Consigli Comunali rappresentativi di almeno il dieci per cento della popolazione siciliana” (art. 32, c. 1, lett. c), debba contenere “il testo del progetto di legge redatto in articoli ed essere accompagnata da una relazione che ne illustri le finalità ed il contenuto” (art. 33, c. 1) e debba, altresì, contenere ( i nomi, il domicilio e gli eventuali ulteriori recapiti di tre persone alle quali viene attribuita la funzione di rappresentare i sottoscrittori dell’iniziativa legislativa” (art. 35, c. 3).

Visti

· Lo Statuto della Regione Siciliana
· La L.R. 10.2.2004, n°1. “Disciplina dell’’istituto de l referendum ne/la Regione Siciliana
e norme sull’iniziativa legislativa popolare e dei Consigli Comunali o Provinciali”
· Il Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n°267, come recepito nella Regione Siciliana

Acquisiti

I pareri ai sensi dell’art. 12 della L. R. n°30/2000

PROPONE AL CONSIGLIO COMUNALE

· Di esprimere condivisione verso le considerazioni riportate in premessa e di aderire all’iniziativa del “Coordinamento Nazionale enti locali per l’acqua bene comune e la gestione pubblica del servizio idrico “, per la presentazione della proposta di legge di iniziativa dei Consigli Comunali per la ripubblicazione del servizio idrico in Sicilia;
· di approvare. ai sensi dell’art.12 dello Statuto della Regione Siciliana e della legge regionale
10 febbraio 2004, n°1, la presente proposta, contenent e il progetto di legge di iniziativa dei Consigli
Comunali;
· di approvare il progetto di legge “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque. Disposizioni per la ripubblicazione del servizio idrico in Sicilia, redatto in 17 articoli e la relazione che ne illustra le finalità e il contenuto, alla presente allegati come parte integrante e sostanziale;
· Di dare atto che il testo di Legge contiene gli elementi necessari per la determinazione del relativo onere finanziario e i mezzi per farvi fronte;
· Di indicare i nomi ed i recapiti delle seguenti tre persone, autorizzate a rappresentare i sottoscrittori della iniziativa, così come stabilito dall’art. 35, C. 3, della L.R. n°1/2004;
1. Michele Botta, Sindaco di Menfi (AG), domicilio: Viale Risorgimento, n°104, 92013 Menfi,
tel.328 0082231.

2. Domenico Giannopolo, sindaco di Caltavuturo (PA), Comune: Via G: Falcone n°41 tel.0921547311; Domicilio: Via Roma, n°74, tel. 335 5789470.

3. Giuseppe Nicosia, Sindaco di Vittoria (RG), Comune: Via Bixio, n°34, tel. 0932 514201; domicilio: Via Ancona, n°13, tel. 335 7553049.

· Di dare mandato al Sindaco di trasmettere la presente deliberazione alla Segreteria Generale dell’Assemblea Regionale Siciliana.

IL CONSIGLIO COMUNALE

Il Presidente introducendo l’argomento precisa di aver inserito lo stesso all’ordine del giorno per senso di responsabilità. Ricorda come il governo regionale abbia imposto a tutti i Comuni di aderire all’ATO idrico, la cui gestione, a seguito di pubblico incanto, è stata assegnata all’A.P.S.. Afferma di essere venuto a conoscenza, per vie informali, che in altri Comuni sarebbero state emesse fatture maggiorate e che si sarebbero verificati ritardi negli allacci idrici e fognari. In funzione di ciò con la presente si propone di far parte dei 168 comuni che chiedono che il servizio venga nuovamente gestito da Enti pubblici. Ribadisce la necessità che ci si attenga strettamente all’argomento, rinviando le valutazioni di specifiche problematiche a future sedute.
Il Cons. Caltanissetta dà lettura di una nota che viene allegata al presente verbale. Il Cons. Battaglia afferma che nella presente seduta il Consiglio deve esprimersi sulla privatizzazione delle risorse idriche senza analizzare tutta la situazione pregressa. Il Sindaco ricorda come l’avvio alla privatizzazione dell’acqua sia scaturito da una delibera del 12/12/2002 con la quale si procedette alla creazione di una società d’ambito. Il Cons. Caltanissetta afferma che l’affidamento della gestione delle reti idriche ad un privato trovò la sua origine in un provvedimento dell’8/5/2007 ed in detta occasione venne respinta una richiesta di non procedere all’affidamento. Il Cons. Battaglia ribadisce l’esigenza che si prenda atto dell’esperienza negativa conseguente alla gestione dell’ATO idrico PA1.
Il Presidente ribadisce come si sia stati obbligati ad aderire all’ATO idrico da una ben precisa normativa e come comunque il voto espresso dal rappresentante di questo Comune in sede di affidamento della gestione sarebbe stato ininfluente in quanto questo si era comunque obbligati ad entrare nella società d’ambito, la quale ha sua volta affidato la gestione con una specifica gara di pubblico incanto.
Il Cons. Battaglia ribadisce ancora una volta che l’affidamento della gestione dell’acqua ai privati ha avuto inizio nel 2007 e che sulla base dell’esperienza acquisita si è potuta valutare la privatizzazione come non consona agli interessi dei cittadini in conseguenza di ciò si propone la rivisitazione del problema. Il Cons. Caltanissetta evidenzia come l’art.11 dello statuto dell’associazione cui si andrebbe ad aderire prevede cause di incompatibilità qualora singoli aderenti pongano in essere comportamenti non consoni con i fini istitutivi dell’associazione.
Il Cons. Guttadauro invita a prendere atto che con la presente proposta questo consiglio è invitato solo a farsi portatore della proposta di legge. Il Presidente conclude affermando che lo spirito della proposta è di dare input ad una nuova previsione normativa.
Il Cons. Caltanissetta dissente da detta affermazione sostenendo che si sta aderendo ad un coordinamento di comuni del quale non si può non accettare le previsioni statutarie.
La seduta viene brevemente sospesa.
Alla ripresa il Presidente pone in votazione la proposta:

IL CONSIGLIO COMUNALE

Con voti unanimi espressi per alzata di mano l’approva;
Il Presidente pone, quindi, in votazione l’integrazione di detta proposta così come richiesto dal gruppo “Rinascita Isolana” all’interno del documento di cui sopra allegato al verbale, ed assistito dagli scrutatori, nominati ad inizio della seduta, accerta il seguente esito:
Presenti e votanti n°12 voti favorevoli espressi per al zata di mano n°4, i consiglieri Caltanissetta, Mannino, Billeci e Mignano, contrari n°8 . Per effetto della superiore votazione, con la quale si rigetta l’integrazione proposta dal gruppo Consiliare “Rinascita Isolana”:

DELIBERA

Di fare propria la superiore proposta di votazione così come in premessa.
Atto numero 13
del 08-04-2010
Tipo di Atto: DELIBERA DI CONSIGLIO
Allegato: DELIBERA C.C. 013.10.pdf (33 kb)




AL SINDACO
AL PRESIDENTE DEL C.C.
ALL’ASSESSORE ALL’AMBIENTE
Oggetto: Mozione di solidarietà ai lavoratori della società ATO PA 1 e della società interinale Temporary. Dichiarazione consiliare.
Il Movimento Politico “Rinascita Isolana” ritiene doveroso stigmatizzare la responsabilità dell’Amministrazione Portobello in merito alla crisi finanziaria dell’ATO PA 1 e all’emergenza-rifiuti che ne costituisce l’inevitabile corollario.
La Servizi Comunali Integrati, che svolge l’attività di raccolta dei rifiuti solidi urbani negli enti locali consorziati, vede tra i propri soci anche il Comune di Isola delle Femmine ed il sindaco risulta pertanto essere un azionista della società: egli ha il diritto/dovere di nominare il Consiglio d’Amministrazione ed il Collegio Sindacale, di controllare l’operato del CdA ed il potere di approvare (o meno) i bilanci della S.C.I.
Il Presidente dell’ATO PA 1, Avv. Giacomo Palazzolo, ha più volte sottolineato come gli attuali problemi della società consortile siano determinati dalla carenza di liquidità dell’ente, che non riesce a recuperare i propri crediti vantati nei confronti dei Comuni consorziati: in estrema sintesi, il deficit di cassa non consente di pagare l’Amia per conferire i rifiuti raccolti alla discarica di Bellolampo, impedisce di ammodernare e mantenere sicuri ed efficienti i mezzi e gli impianti, non permette di corrispondere in modo regolare gli stipendi ai dipendenti.
Nel febbraio del 2009, l’ATO ha comunicato la situazione debitoria dei singoli Comuni nei suoi confronti, in forza delle fatture emesse al 30.10.2008. Dal seguente prospetto si evince non soltanto che Isola delle Femmine deve alla società consortile più di 2.600.000 €, ma, particolare sconcertante, presenta un’esposizione debitoria pro-capite di 426 €, pari al doppio del debito pro-capite dei cittadini di Partinico e Carini, che la seguono in questa vergognosa classifica.
DEBITI DEI COMUNI VERSO ATO RIFIUTI PA 1
Comune Debito Abitanti Debito pro capite
Balestrate Euro 498.277,28 5.693 87,52 euro

Borgetto Euro 285.713,38 6.242 45,77 euro

Capaci Euro 2.016.337,84 10.164 198,38 euro

Carini Euro 5.944.889,25 25.730 231,05 euro

Cinisi Euro 1.057.430,32 10.253 103,13 euro

Giardinello Euro 99.761,18 1.900 52,50 euro

Isola Euro 2.646.079,79 6.208 426,24 euro

Montelepre Euro 673.158,05 6.168 109,14 euro

Partinico Euro 6.973.734,81 31.003 224,94 euro

Torretta Euro 171.982,85 3.468 49,59 euro

Trappeto Euro 346.057,52 2.770 124,93 euro

COMPLESSIVO DEI DEBITI CHE L’ATO DEVE INCASSARE DAI COMUNI
Comuni Ato Euro 20.713.421,47 109.599 188,99 euro


Sembrerebbe quindi aver ragione il Presidente Palazzolo: i Comuni morosi hanno causato il collasso finanziario dell’ATO – PA 1, che si è trovata nell’impossibilità di garantire l’efficienza del servizio di raccolta dei rifiuti.
Del resto, ulteriori dati confermano – con riferimento a Isola delle Femmine – la tesi del CdA della società consortile:
a) Il sindaco Portobello, socio della Servizi Comunali Integrati, ha approvato il bilancio d’esercizio, confermando pertanto la veridicità del relativo contenuto – si legge infatti che il bilancio rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società – ed in particolare dell’assunto in forza del quale l’ente vanta crediti per € 31.083.144 verso i Comuni fruitori dei servizi (2008-2009).
b) Dal 2006 ad oggi il sindaco e gli assessori Impastato/Cutino non hanno mai richiesto le dimissioni dei membri del Consiglio d’Amministrazione, così legittimando il loro operato e riconoscendo la loro sostanziale irresponsabilità per la crisi dell’ente.
c) L’Amministrazione di Isola delle Femmine ha prima sottoscritto transazioni con l’ATO – PA 1 per il rientro dalla propria posizione debitoria in seguito al decreto ingiuntivo del 7.04.07, poi, a transazione in corso, ha proseguito a non pagare i corrispettivi per i servizi prestati dalla società consortile esponendosi ad una seconda ingiunzione di pagamento (12.02.09) per circa 2 milioni di euro.
L’Amministrazione Portobello ripete da mesi di esser tenuta a versare all’ATO esclusivamente quanto previsto dal Piano Industriale sottoscritto nel 2005 (circa 850.000 euro annui) e non quanto richiesto dalla società per la prestazione dei propri servizi (circa 1,5 milioni di euro annui): orbene, ciò non soltanto contraddice la direttiva del Presidente della Regione prot. N. 11524 del 07.12.09 – che richiama espressamente l’art. 21, c. 17 della L.R. n. 19/2005 in forza del quale I Comuni hanno l’obbligo di intervenire finanziariamente al fine di assicurare l’integrale copertura delle spese per la gestione integrata dei rifiuti sussidiariamente alla propria società d’ambito, istituendo in bilancio apposito capitolo di spesa con adeguata dotazione -, ma stride gravemente col comportamento tenuto dal sindaco in questi anni.
Se avesse ragione il sindaco, in corrispondenza di ognuna delle fatture emesse dall’ATO – PA 1 dal 2006 ad oggi nei confronti del Comune di Isola delle Femmine dovremmo ritrovare una liquidazione ovvero una contestazione, tertium non datur.
Se avesse ragione il sindaco, dovremmo disporre di centinaia di richieste di dimissioni presentate dal nostro Comune nei confronti degli incapaci amministratori della società consortile!
Se avesse ragione il sindaco, dovremmo vederlo al fianco dei dipendenti dell’ente, per rivendicare il loro diritto al lavoro e alla retribuzione.
Se avesse ragione il sindaco, dovremmo assistere ad una costante rivendicazione del rispetto della Carta dei Servizi da parte dell’ATO, piuttosto che alla stucchevole marcia degli accattoni che va in scena a settimane alterne alla Provincia e alla Regione.
Se avesse ragione il sindaco, dovremmo aver prova di sue dichiarazioni vibranti in sede di approvazione dei bilanci della società d’ambito.
Purtroppo nulla di tutto ciò è mai avvenuto, e a buon diritto l’on. Apprendi all’ARS ha sottolineato come la gran parte dei SINDACI non sono solo complici, ma ARTEFICI del disastro degli ATO. I SINDACI che sono stati nei Consorzi sono stati essi stessi ATTORI dei disastri degli ATO. Per i danni da loro causati ora PAGHERANNO I CITTADINI che sono stati PRESI IN GIRO DA QUESTI SINDACI.
E l’assessore regionale Russo è stato ancor più esplicito ricordando di esser stato costretto ad attingere alle casse regionali da dodici sindaci dell’ATO – PA 1 urlanti come ossessi, e di rifiutarsi di autorizzare in futuro interventi di sostegno a questi Comuni.
La realtà cui assistiamo è quella di un Paese periodicamente sommerso dai rifiuti, di un’Amministrazione che continua a sprecare denaro pubblico per spese legali ed ordinanze emergenziali, di un sindaco ed un assessore incapaci di cogliere le ragioni dei lavoratori e di assumersi le responsabilità del caso.
In campagna elettorale vi siete resi ridicoli inneggiando allo sviluppo sostenibile: in soli 8 mesi avete coperto il Paese di cemento e rifiuti; partorito concessioni edilizie ed abolito la raccolta differenziata; sperperato migliaia di euro per ronde amatoriali e professionali barbecue e tagliato la spesa per servizi essenziali!
Sostituire il geometra Impastato col nipote Cutino non è stato sufficiente, si è semplicemente passati da compasso e squadra a fotocamera e querele.
Ha proprio ragione il Presidente Giucastro quando afferma che sino al 2003 Isola delle Femmine era linda e vivibile, ma forse non occorre la riforma degli ATO per risolvere l’emergenza rifiuti, basta cambiare sindaco.
Isola delle Femmine, 08.04.2010 I consiglieri comunali
AL PRESIDENTE DEL C.C.
AL SINDACO
ALL’ASSESSORE AI SERVIZI A RETE
Oggetto: Riconoscimento dell’acqua bene comune dell’umanità. Adesione al Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per l’acqua bene comune e la gestione pubblica del servizio idrico. Dichiarazione consiliare.
Il gruppo consiliare “Rinascita Isolana” con la presente dichiarazione sottolinea la propria piena condivisione dei valori e degli intendimenti del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per l’acqua bene comune e la gestione pubblica del servizio idrico, espressa peraltro già durante la campagna elettorale dello scorso giugno e ribadita nei primi mesi di attività politica consiliare.
Il riconoscimento dell’acqua quale bene comune dell’umanità costituisce non soltanto un doveroso presupposto per orientare le scelte amministrative ed i comportamenti istituzionali, ma soprattutto una meta cui tendere, giacché esso implica – impone diremmo – un’implementazione del diritto individuale a fruire responsabilmente delle risorse idriche e del diritto collettivo ad un ambiente salubre.
Ciò posto, la scelta di aderire al suddetto Coordinamento obbliga questo Consiglio ad un’attenta riflessione in ordine al possesso, da parte del Comune di Isola delle Femmine, dei requisiti sostanziali e valoriali per realizzare questo significativo passo.
Per rispetto nei confronti della cittadinanza e per onestà intellettuale, siamo chiamati a ricordare come in data 26.01.07 la Conferenza dei Sindaci dell’ATO 1 – PALERMO – SERVIZIO IDRICO INTEGRATO, cui fa parte il nostro Comune, abbia stipulato una convenzione con l’APS s.p.a. per affidare alla stessa la gestione del servizio idrico nel territorio.
Invero, alla successiva seduta della Conferenza dei Sindaci, tenutasi l’8.05.07 il primo cittadino di Caltavuturo, Giannopolo, ha avuto modo di proporre una revoca della delibera di affidamento del servizio idrico, non ritenendo opportuno delegare ad un soggetto privato la gestione delle acque.
La sua proposta è stata però bocciata con il voto contrario del Comune di Isola delle Femmine, nella persona dell’allora vicesindaco Aiello Paolo.
Evidentemente l’Amministrazione Portobello-Aiello non è stata in grado di cogliere l’alto profilo valoriale, la sfida culturale contenuta nella mozione del Sindaco Giannopolo.
Neppure negli anni successivi la lettura dei verbali delle sedute della Conferenza dei Sindaci e del Presidente della Provincia dell’ATO 1 consente di individuare interventi critici da parte del Portobello o dell’assessore Aiello in ordine all’affidamento a privati del servizio idrico, anzi Isola delle Femmine ha sempre approvato i bilanci, accolto le iniziative di gestione, sostenuto le proposte del CdA.
Non esiste in breve alcuna possibilità di subodorare la condivisione da parte dei nostri amministratori dei valori espressi dal Coordinamento.
Orbene, lo Statuto di tale associazione, all’art. 3 prevede, tra i propri fini, quelli di:
Ribadire il principio della proprietà e gestione PUBBLICA del servizio idrico;
Riconoscere che la gestione del servizio idrico è un SERVIZIO PUBBLICO ESSENZIALE;
Essere soggetto di interlocuzione istituzionale per il sostegno alla RIPUBBLICIZZAZIONE del S.I.I.;
Tutti scopi estranei all’operato e alle decisioni assunte dal sindaco Portobello e dall’assessore ai servizi a rete Aiello dal 2007 ad oggi.
Se a queste osservazioni aggiungiamo che lo scorso giugno l’APS s.p.a. ha proceduto all’assunzione del nipote dell’assessore Aiello, rappresentante di lista del gruppo “Progetto Isola” alle Amministrative 2009 e del capogruppo consiliare di “Isola per Tutti”, compagine politica da cui “Progetto Isola” promana, la nostra Amministrazione sembra davvero in ottimi rapporti con il privato gestore del servizio idrico.
Atteso che l’art. 11 dello Statuto del Coordinamento prevede la possibilità di deliberare l’esclusione di singoli associati per l’assunzione ad opera degli organi di governo degli enti di comportamenti incompatibili con i fini perseguiti dall’associazione, questo C.C. corre il serio rischio di prestarsi ad un’ipocrita messinscena.
Per questa ragione il gruppo consiliare “Rinascita Isolana” chiede che questo consesso prenda una posizione forte in merito alla vicenda e deliberi l’adesione al Coordinamento previo:
Invito al sindaco a fuoriuscire dall’ATO 1 se non si interrompe il rapporto contrattuale con l’APS s.p.a.;
Formulazione di richiesta di dimissioni rivolta all’assessore Aiello per incompatibilità dei suoi comportamenti con gli indirizzi politici espressi dal C.C.
Isola delle Femmine, 29.03.2010 I consiglieri comunali
AL PRESIDENTE DEL C.C.
AL SINDACO
ALL’ASSESSORE AI SERVIZI A RETE
Oggetto: Riconoscimento dell’acqua bene comune dell’umanità. Adesione al Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per l’acqua bene comune e la gestione pubblica del servizio idrico. Mozione consiliare ex art. 9 Regolamento per il funzionamento del C.C.
Il Consiglio Comunale di Isola delle Femmine, riconoscendo l’acqua come bene comune dell’umanità e ritenendo insopprimibile il diritto individuale a fruirne responsabilmente e a gestirne in modo pubblico e partecipato la distribuzione, aderisce al Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per l’acqua bene comune e la gestione pubblica del servizio idrico.
Considerando inequivocabilmente incompatibili coi fini dell’associazione i comportamenti e le decisioni dell’assessore Aiello, se ne chiedono le dimissioni e si invita il sindaco a ritirare la delega ai servizi a rete allo stesso attribuita.
Tutto quanto sopra premesso, si ritiene indispensabile l’impegno dell’Amministrazione a fuoriuscire dall’ATO 1 qualora dovesse proseguire il rapporto contrattuale dell’ente con l’APS s.p.a. relativo all’affidamento al privato del servizio idrico.
Isola delle Femmine, 29.03.2010 I consiglieri comunali
Atto numero 13
del 08-04-2010
Tipo di Atto: DELIBERA DI CONSIGLIO
Allegato: DELIBERA C.C. 013.10.pdf (33 kb) File con estensione pdf


Vogliamo togliere l’acqua dal mercato e i profitti dall’acqua.
Vogliamo restituire questo bene comune alla gestione condivisa dei territori.
Per garantirne l’accesso a tutte e tutti.
Per tutelarlo come bene collettivo.
Per conservarlo per le future generazioni.

La bolletta dell’acqua aumenta di 200 euro l’anno

*Pubblicizzazione dell’acqua BENE COMUNE raccolta firme contro la pèrivatizzazione dell’acqua
*22 Gennaio 2010 “Sindaco” Gaspare Portobello SI Conto Consuntivo 2008
*22 Luglio 2009 “Assessore” Aiello Signore Paolo
*9 Luglio 2009 “Sindaco” Gaspare Prof Portobello
*5 Giugno 2009 Isola delle Femmine SI Acque Potabili Aiello
*5 Novembre 2008 “Sindaco” Portobello Professore Gaspare SI alla struttura Tariffaria Proposta SI alle modalità di Trasferimento dipendenti SI SIGNORE
*5 Novembre 2009 Resoconto Intermedio al 30 Settembre 2009
*6 Dicembre 2007 “Sindaco” Gaspare Portobello Professore non comunica tariffa
*9 Luglio 2007 “Sindaco” Prof. Gaspare Portobello
*Convenzione di Gestione A.T.O.-A.P.S.
*Stipula della Convenzione di Gestione del Servizio Idrico Integrato nell’ATO 1 Palermo
*7 Maggio 2007 “Assessore” Aiello Signor Paolo
*19 Marzo 2007 Regolamento Finzionamento ATO Erasmo Virga Isola delle Femmine
*4 Settembre 2006 Longo rappresenta Isola delle Femmine
*Disciplinare tecnico Contratto di Servizio
*Convenzione di Cooperazione dell’ATO 1 Palermo Stefano Bologna
*Acqua privatizzata, il decreto è legge
*Acqua in mano ai privati, il governo pone la fiducia
*APPELLO DAL C.C. di Borgetto ai Comuni limitrofi: No alla privatizzazione dell’acqua
*NASCE L’ATO DELL’ACQUA DEL PALERMITANO
*ATO IDRICO Acque Potabili Siciliane
*Proposta di Legge Popolare Acqua Bene Comune
*Coordinamento Nazionale Enti Locali Acqua bene Comune
*Statuto Coordinamento Enti Locali Acqua bene Comune
*Acqua Bene Comune Getione criteri di economicità e di solidarietà Legge 36/94
*Ambiti Ottimali per Gestione e utilizzazione Servizio idrico
*L’ACQUA IN SICILIA

*Relazione Rendiconto Acque Potabili Siciliane 9/09
*Consiglio Comunale Su ATO rifiuti e Ripubblicizzazione Acqua Bene Comune
*ACQUA PUBBLICA, RIPRENDIAMOCI IL FUTURO!
*La munnezza di Isola delle Femmine vale tanto oro quanto pesa
*Dossier sull’acqua ai privati: Scarica il pdf
*Dossier Munnizzopoli: scarica il pdf
*Angela Corica
*LA CRICCA DEGLI APPALTI

A.T.O. PA1 A.P.S.

Nel tempo abbiamo parlato di: Raccolta Rifiuti, ambiente, Italcementi, Aria irrespirabile, Privatizzazione dei Servizi, Gestione Acque e Qualità delle nostre acque, Inquinamento delle falde acquifere Raffo Rosso, Siti di Importanza della Comunità Europea SIC, Autorizzazione Integrata Ambientale, Piano Regolatore Generale, Cementificazione della fascia costiera, Alga Rossa,Tariffe, Parentopoli, Voto di Scambio, Rappresentanza negli Ambiti territoriali, Raccolta differenziata, Amministratori ciechi, La vita in diretta, Isola Pulita, Isola ecologica, SICAR, Incendio alla SICAR, Assessori all’ambiente Portobello, Wind Shear, Inquinamento da cromo esavalente, Tumori, Malattie collegate all’ambiente, leggi, disposizioni, querele, ricorsi, denunce, esposti…………..

*Ambiente e politica ad Isola delle Femmine

*Consiglio Comunale Su ATO rifiuti e Ripubblicizzazione Acqua Bene Comune
Dossier sull’acqua ai privati: Scarica il pdf
Dossier Munnizzopoli: scarica il pdf
*Angela Corica
*LA CRICCA DEGLI APPALTI


*Candidato alle elezioni amministrative anche un nipote del boss
*Bilancio di previsione 2010 proroga al 30 giugno
*La solidarietà dalle Valle dei Templi
*Isola Ecologica di Isola finanziata dalla C.E., Ditta Zuccarello, AL.TA. Borgetto, ATO/PA1? Dr. Croce, Bruno, geologo Cutino,Puglisi, Ing. Francavilla Arch Licata, M.A.M. s.n.c., geom Dionisi………
*CONSULENZE e…………..
*I PACCHI DELL’AMBIENTALISTA rosso-verde-arancione
*M.A.M. s.n.c. PALazzotto Pizzerie verde e Isola ecologiche
*M.A.M. s.n.c. Progetto di Variante ed Elezioni Amministrative
*La munnezza di Isola delle Femmine vale tanto oro quanto pesa
*DELIBERE DELLA GIUNTA PORTOBELLO 2010
*DELIBERE CONSIGLIO COMUNALE
*Rapporto ecomafia 2008 – Sicilia, ciclo dei rifiuti, la monnezza è “Cosa Nostra”
*Controllo su atti Enti Locali Circolari e Legge Regionale 44/1991
*U.R.P. Isola delle Femmine inadempiente pag 7
*Ingegnere Francavilla Stefano
*APPROVATI CANTIERI DI LAVORO
*Ingegnere Lascari Gioacchino
*Ingegnere Lascari Gioacchino Scalici
*C.E n.03-2010 – Enea Orazio Ing Lascari
*Consulenti Geologi Eletti
*Dr. Marcello Cutino geologo
*Cutino dr. Marcello Pet-coke Portobello DIMISSIONI
*Minagra dr. Vincenzo Biologo
*Minagra dr. Vincenzo Consulente ambientale del Sindaco Portobello
*Le acque d’oro di Ambiente e Sicurezza Dr. Minagra
*Vincenzo dr. Minagra Pet-coke Cutino Portobello
*I COSTI DELLA POLITICA INCARICHI DIRIGENZIALI A LAVORATORI PRECARI
*Vigilanza e controllo degli enti locali – Ufficio ispettivo

*ISOLA ecologica PIANO Levante CANTIERI lavoro M.A.M. Pizzerie e……..
*APPROVATI CANTIERI DI LAVORO
*Cantiere Lavoro all’isola ecologica
*Isola ecologica
*Architetto Licata Geologo Cutino Incaricati di……
*Architetto Licata
*Restauro Torre
* Mi si è ristretto il pene! Colpa dell’inquinamento

*Consiglio Comunale Su ATO rifiuti e Ripubblicizzazione Acqua Bene Comune
*Angela Corica
*LA CRICCA DEGLI APPALTI

» Posizione Economica Capi di Settore
Vai a → Retribuzione Direttore Generale – Anno 2008
Vai a → Retribuzione Segretario – Anno 2009
Vai a → Trattamento economico annuo lordo dei Titolari di posizione organizzativa
» Curricula Dirigenti e Capi di Settore
*C.V. Dott. Scafidi Manlio Segretario Generale.*C.V. Sig.ra Pirrone Nunzia Responsabile Settore Amministrativo e del Settore Servizi Sociali.*C.V. Rag. Fontanetta Biagio Responsabile Settore Economico-finanziario e del Settore Personale.*C.V. Arch. D’Arpa Sandro Responsabile Settore Urbanistica e del Settore Lavori Pubblici.

*C.V. Dott. Croce Antonio Responsabile Settore Vigilanza (Polizia Municipale).
*C.V. Sig. Tricoli Antonino Responsabile Settore Attività Produttive, Tributi ed Acquedotto

acqua bene comune, AIELLO, APS, Ato rifiuti, BOLOGNA CUTINO, capaci . PORTOBELLO, DIONISI, IMPASTATO, LUCIDO, MAFIA, PALAZZOLO, Palazzotto, Parentopoli, RISO, TRIBUTI, VOTO DI SCAMBIO,

Promemoria per il “Sindaco” Professore Gaspare Portobello

Il giorno 20 del mese di novembre dell’anno 2007, presso il Palazzo dei Carmelitani di Partinico, Lei Signor “Sindaco” professore Gaspare Portobello partecipa all’assemblea straordinaria della “Servizi Comunali Integrati R.S.U. S.p.a.”, la Sua partecipazione in quanto facente parte del CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE titolare di una quota pari al 4,726 (quattro virgola settecentoventisei per cento) del CAPITALE SOCIALE. Signor “Sindaco” Lei a partire da quella data risulta essere AZIONISTA (comproprietario) dell’azienda in questione. Naturalmente in qualità di “Sindaco” legale rappresentante del “Comune di Isola delle Femmine” Piazza Duca degli Abruzzi (così come risulta a pagina 8 dell’atto che LEI ha firmato). Quindi faccia un attimo più di attenzione quando addossa la responsabilità del disservizio all’A.T.O. (per favore non si dia la zappa sui piedi)

LA Kupola di Isola delle Femmine si trasferisce in Nicaragua

LA Kupola di Isola delle Femmine si trasferisce in Nicaragua

La libertà
Giorgio Gaber
(1972)

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.

Come un uomo appena nato che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco con la gioia di inseguire un’avventura,
sempre libero e vitale, fa l’amore come fosse un animale,
incosciente come un uomo compiaciuto della propria libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia,
che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegaree
nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere un’opinione,la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
 

Come l’uomo più evoluto che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura con la forza incontrastata della scienza,
con addosso l’entusiasmo di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero sia la sola libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche un gesto o un’invenzione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Da “Dialogo tra un impegnato e un non so”

*CONSULENZE e…………..

*I PACCHI DELL’AMBIENTALISTA rosso-verde-arancione

*M.A.M. s.n.c. PALazzotto Pizzerie verde e Isola ecologiche

*M.A.M. s.n.c. Progetto di Variante ed Elezioni Amministrative

*La munnezza di Isola delle Femmine vale tanto oro quanto pesa

*DELIBERE DELLA GIUNTA PORTOBELLO 2010

*DELIBERE CONSIGLIO COMUNALE

*Rapporto ecomafia 2008 – Sicilia, ciclo dei rifiuti, la monnezza è “Cosa Nostra”

* Mi si è ristretto il pene! Colpa dell’inquinamento

AIELLO, ALIOTTI, Altadonna, B.B.P., Billeci, CUTINO, DIONISI, elauto Fiorella Pierina, IMPASTATO, LUCIDO, MAFIA, Palazzotto, POMIERO, saracen, VASSALLO, VOTO DI SCAMBIO,

Isola delle Femmine Consiglio Comunale Bilancio Previsione 2010 6 maggio 2010

L’”assessore” rosso in volto (la stessa tonalità di rosso della sua capigliatura) urla al Segretario:
“Segretario metta a verbale….Segretario metta a verbale…. Il Consigliere ha detto che sono fasullo….”.
Il Consigliere di rimando al Segretario: “Signor Segretario scriva che LUI è fasullo come lo è il bilancio di previsione che si sta proponendo a questo Consiglio Comunale…è un bilancio non veritiero e quindi falso”.
Le frasi su riportate ben sintetizzano lo svolgimento della seduta del Consiglio Comunale svoltosi nella serata di ieri.
I punti all’ordine del giorno rappresentavano un’ottima occasione per illustrare una prospettiva di crescita e di sviluppo economico e sociale di Isola delle Femmine.

INVECE !!!! minchia, ma che schifiu!!!!!!!!!!!

Un Consiglio Comunale come al solito rissoso, inconcludente, volgare, penoso, avvilente, incapace di offrire una qualsiasi via d’uscita dal pantano in cui versa il nostro paese!

Sapete Cittadini qual’è la mission della squadra Portobello, Cutino,PALazzotto and Company?: cercare la rissa ad ogni costo, sparare nel mucchio con intimidazioni, denunce, querele (l’ultima querela è contro Pino Ciampolillo e la rivista il Vespro), tutto questo per mascherare la propria incapacità amministrativa, la loro intenzione, come sempre, è quella di buttare tutto in rissa, tutto deve diventare una caciara. Mettere tutti a tacere. Urlare per zittire!
La presenza del “sindaco” che con gli occhiali appannati dal vapore acqueo del risentimento della rabbia, del livore, farebbe bene a pulirseli ed in fretta, prima che rischi di Sbattere il naso contro i grandi ostacoli di oggi e di domani che renderanno sempre più “incerto” il suo cammino amministrativo.

La VERITA’ è pronta a disvelarsi gentilissimi Signori! Per diventare patrimonio comune dei Cittadini di Isola delle Femmine ed essere per la Giustizia motivazione di indagine giudiziaria affinchè si affermi, anche nel nostro Comune di isola delle Femmine, il diritto alla giustizia, alla trasparenza, alle pari opportunità e al rispetto delle diversità delle idee e delle opinioni fonti di arricchimento e di sviluppo etico economico e sociale di una Comunità.


PENOSO! Non essere stati capaci di presentare uno straccio di relazione sulle “Opere Triennali”.
Eccovi cittadini di Isola delle Femmine come è stato affrontato l’ordine del giorno sulle “Opere Triennali”.
Presidente del Consiglio: “Chi vota a favore delle opere triennali? Contrari? Astenuti?
La Proposta di delibera delle OPERE TRIENNALI è approvata?





E’ SQUALLIDO?






SI E’ PROPRIO SQUALLIDO!




Ma soprattutto vergognoso e falso. Perché, come ha esordito il Presidente del Consiglio, il libro dei sogni delle opere triennali: e’ un atto dovuto, un atto propedeutico alla discussione sul bilancio.
A supportare la tesi del Presidente del Consiglio Rag Alessandro Giucastro il Responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale: “Non ho nulla da dire”.

Il messaggio cifrato al Consiglio Comunale è stato molto chiaro ed univoco:
E’ INUTILE DISCUTERE VOTATE E BASTA!

Le opere Triennali che dovrebbero dare un’immagine di un PAESE totalmente cantierato e migliorato nella sua vivibilità! In mano a questi SIGNORI diventa un atto burocratico.

Un atto da alzata di mano.




SQUALLIDO SQUALLIDO SQUALLIDO SQUALLIDO

IL BILANCIO anche qui nessun entusiasmo, nessuna immagine di un’economia in movimento, nessuna immagine di miglioramento ed implementazione di servizi per la comunità, nessuna relazione politica di supporto e di indicazione di scelte strategiche (per favore “Sindaco” Portobello non dica che la sua era una relazione).
Alla richiesta di chiarimenti e di dimostrazione della veridicità dei numeri una serie di:
Non so!
Non ho dietro i Documenti!
Forse!
Ma!
Non sapevo!

FASULLO FASULLO FASULLO FASULLO FALSO FALSO FALSO NON VERITIERO ……..

Poco Probabile è: La Giunta Portobello prevede di incassare 800.000 euri di multe;

Vero è Il Responsabile della P.M. dichiara multe per 450.000 euri per il 2009;
Poco Probabile è: La Giunta Portobello prevede un recupero di evasione per 300.000 euri;
Vero è: La Giunta Portobello aumenta la TARSU per i Cittadini;
Vero è: La Giunta Portobello dice che i tributi per l’acqua verranno versati alla A.P.A.;
Vero è: I Cittadini di Isola delle Femmine si ritroveranno aumenti per il servizio idrico approvati dalla Giunta Portobello;
Vero è: Nel Bilancio di previsione non vi è traccia del debito verso l’ATO;
Vero è: I Cittadini saranno costretti, per legge, a vedersi ripartito il debito verso l’ATO;
E’ pur vero che per garantirsi una certa liquidità delle spese correnti (che ammonta a 6 milioni e 107.000 euri) si richiede una anticipazione di tesoreria di 6 milioni di euri.
Dal bilancio si legge che la spesa per spese correnti ammontano a 6 milioni e 107.00 euri. E’ solo una coincidenza che nel bilancio di previsione si prevede di ricorrere ad una anticipazione di tesoreria pari a 6 MILIONI di euri?

A questo punto non resta che confidare in un’azione “risarcitoria” da parte della Corte dei Conti, così come richiesto dal Consigliere Giuseppe Caltanisetta in nome di tutto il gruppo consiliare di Rinascita Isolana.

“Approvazione Bilancio di previsione per l’anno 2010 e Bilancio pluriennale 2010/2012”.
Il Presidente propone al Consiglio Comunale l’adozione della seguente deliberazione:
“Approvazione Bilancio di previsione per l’anno 2010 e Bilancio pluriennale 2010/2012”.
IL CONSIGLIO COMUNALE
Vista la seguente proposta di delibera del servizio finanziario:
Visto il D.Lgs 18/08/2000, n.267 “testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti Locali”
Visto il D.P.R. 31/01/1996, n. 194 “Regolamento per l’approvazione dei modelli di cui all’art.114 del D.Lgs 25/02/1995, n. 77”;
Vista la Legge Finanziaria 2010 Legge 23.12.2009 n° 191 , pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale
G.U. n. 302 del 30-12-2009 – Suppl. Ordinario n. 243
Considerato che il termine per la deliberazione consiliare del bilancio di previsione 2010 è prorogato al 30 aprile 2010. (D.M. 17 dicembre 2009, in G.U. n. 301 del 29 dicembre 2009).
Vista la relazione previsionale e programmatica, il bilancio di previsione pluriennale ed il progetto di bilancio annuale che ai sensi e per gli effetti degli artt. 162, 170 e 171 del D.Lgs n.267/2000, sono stati predisposti dalla Giunta con propria deliberazione n. 32 del 19/03/2010;
Vista la propria deliberazione n._ approvata nella stessa seduta del presente atto, con cui si è provveduto a determinare per l’anno 2009 le tariffe ed i contributi per i servizi a domanda individuale;
Vista la propria deliberazione n._ approvata nella stessa seduta del presente atto, con cui sono stati fissati i prezzi unitari di concessione o concessione delle aree da destinare a insediamenti residenziali, produttivi e terziari;
Vista la deliberazione di Giunta Comunale n.31 del 19/03/2010 ” determinazione annuale delle percentuali da destinare alle finalità indicate dall’art.208 D.Lgs. 258/92 codice della strada “;
Acquisita la relazione dell’organo di revisione, presentata in data 13/04/2010 prot n. 5263 conformemente alle indicazioni dell’art. 239, l° comma lett. b) del D.lgs. 267/00, dalla quale emerge
un motivato giudizio di congruità, di coerenza e di attendibilità contabile delle previsioni di bilancio;
Visto lo statuto del Comune, esecutivo a norma di legge;
Visto il regolamento di contabilità, esecutivo a norma di legge;
DELIBERA
1) di approvare il bilancio di previsione 2010 e relativi allegati (bilancio pluriennale 2010/2012, relazione previsionale e programmatica) negli elaborati che formano tutti parte integrante e sostanziale del presente atto, presentante le seguenti risultanze:
E N T R A T A Riepilogo dei Titoli
titolo I
ENTRA TE TRIBUTARIE €. 2.568.000,00
titolo II
ENTRA TE DERIVANTI DA CONTRIBUTI E TRASFERIMENTI CORRENTI DELLO STATO, DELLE REGIONI E DI ALTRI ENTI NEL SETTORE PUBBLICO ANCHE IN RAPPORTO ALL’ESERCIZIO DI FUNZIONI DELEGA TE DALLA REGIONE €. 2.529.50,82
titolo III
ENTRA TE EXTRA- TRIBUTARIE €. 1.050.154,80
titolo IV
ENTRA TE PER ALIENAZIONE E AMMORTAMENTO DI BENI PATRIMONIALI, PER TRASFERIMENTI DI CAPITALI E RISCOSSIONE DI CREDITI €. 764.68,00
titolo V
ENTRA TE DERIVANTI DA ACCENSIONE DI PRESTITI €. 9.600.000,00
titolo VI
ENTRATE DA SERVIZI PER CONTO DI TERZI €. 3.272.222,00
Avanzo Amministrazione applicato €. 65.405,87
TOTALE ENTRATE €. 19.829.981,49
S P E S A: Riepilogo dei Titoli
titolo I
SPESE CORRENTI €. 6.107.601,49
titolo II
SPESE IN CONTO CAPITALE € 4.352.658,00
titolo III
SPESE PER RIMBORSO DI PRESTITI €. 6.097.500,00
titolo IV
SPESE PER SERVIZI PER CONTO DI TERZI €. 3.272.222,00
TOTALE SPESA €. 19.829.981,49
2) di dare atto della presenza dell’equilibrio di bilancio tra le previsioni di spesa e le corrispondenti previsioni di entrata, risulta dai seguenti allegati al bilancio che formano parte integrante della presente deliberazione:
1. Bilancio di previsione Entrata 2010
2. Bilancio di Previsione spesa 2010
3. Riepiloghi della spesa-corrente -e/capitale e Rimborso prestiti
4. Quadro riassuntivo generale
5. Risultati differenziali
6. Bilancio pluriennale 2010/2012- Entrata
7. Bilancio pluriennale spesa 2010/2012 per programmi
8. Riepilogo bilancio pluriennale per programmi
9. Riepilogo bilancio pluriennale spesa 2010/2012.
3) di ritenere impegnate, ai sensi dell’art. 183 comma 2 del D.Lgs. 267/00, le spese dovute:
a) per il trattamento economico tabellare già attribuito al personale dipendente e per i relativi oneri riflessi;
b) per le rate di ammortamento dei mutui e dei prestiti, interessi di preammortamento ed ulteriori oneri accessori;
c) per le spese dovute nell’esercizio in base a contratti e disposizioni di legge.
4) di dare atto che, sulla base del bilancio deliberato, la Giunta Comunale, con proprio atto, definirà il Piano Esecutivo di Gestione ai sensi dell’art.169 del D.Lgs. 267/00 e del vigente regolamento comunale di contabilità.
IL CONSIGLIO COMUNALE
Il Presidente, preliminarmente, ringrazia la commissione consiliare al bilancio per il lavoro svolto.
Il Sindaco da lettura di una relazione che allega alla presente per costituirne parte integrante.
Il Consigliere Caltanissetta chiede di conoscere i dati che facciano ritenere certi e veritieri gli stanziamenti in entrata derivanti dalla lotta all’evasione in tema di ICI e TARSU, chiedendo in particolare di conoscere se si sia proceduto alla redazione di un apposito ruolo, anche in funzione di
quanto affermato dai revisori nella loro relazione.
Il Responsabile del settore finanziario, presente in aula, precisa che gli importi iscritti in bilancio sono la conseguenza di valutazioni operate su un’indagine a campione effettuata utilizzando nuovi programmi informatici e sulla base di quanto accertato dal corpo di Polizia Municipale.
Il Consigliere Caltanissetta chiede di conoscere quanto effettivamente accertato nell’anno 2009 quali entrate conseguenti a contravvenzioni per violazione del codice della strada, stante che, per quanto a sua conoscenza, il comando di P.M. avrebbe comunicato accertamenti per € 463.000 e non per € 922.000 come iscritto nel bilancio di previsione.
Il Responsabile del settore finanziario evidenzia come detta cifra sia stata iscritta sulla base di quanto comunicato dal comando di P.M. ed inserita nella delibera della Giunta Municipale in sede di ripartizione dei proventi ex art. 204 del codice della strada. Evidenzia come ogni funzionario si assuma la responsabilità delle proprie affermazioni per cui in bilancio è stata iscritta la somma indicata dal comandante del corpo di P.M.
Il Consigliere Caltanissetta evidenzia come egli abbia eccepito sull’accertamento definitivo del 2009 e non sullo stanziamento del bilancio 2010.
Il Responsabile del settore finanziario afferma che il dato riferito all’esercizio precedente è solo indicativo e viene inserito per mera conoscenza stante che i dati definitivi faranno parte del conto consuntivo 2009, non in discussione in questa sede.
Il Presidente afferma che la miglior risposta ai dubbi del Consigliere è costituita dal fatto che il collegio dei revisori ha dato parere favorevole sul bilancio nel suo complesso; concede, pertanto, la parola al Presidente del collegio di revisione.
Il Dr. Genco, componente del collegio, evidenzia come in sede di predisposizione del bilancio di previsione il comandante del corpo di P.M. abbia fornito il dato che è stato inserito in bilancio, dopo l’approvazione dello schema di bilancio da parte della G.M. il comandante, possibilmente a seguito di ulteriori accertamenti, ha fornito un dato diverso da quello comunicato in precedenza.
Il Consigliere Battaglia ribadisce come il dato relativo all’anno precedente risulti solo funzionale a garantire le valutazioni dei consiglieri e non abbia carattere tassativo.
Il Responsabile del settore finanziario evidenzia come il dato relativo all’accertamento vada ad aggiungersi a quanto già incassato nel corso dell’anno, per cui l’accertamento complessivo sarà dato dalla somma di più dati e verrà evidenziato in via definitiva in sede di conto consuntivo.
Il Presidente invita a posporre ogni valutazione in merito ai proventi dalle contravvenzioni per violazione del codice della strada all’atto dell’esame del conto consuntivo dell’esercizio 2009.
Il Consigliere Caltanissetta afferma che l’inserimento in bilancio di un dato non rispondente a verità vanificherebbe le valutazioni dei consiglieri sugli stanziamenti di bilancio.
Chiede, quindi, che venga messa a verbale la seguente dichiarazione: “attesa l’impossibilità di conoscere gli estremi documentali relativi all’accertamento 2009 delle risorse finalizzate al codice della strada e considerato quanto richiesto dai revisori, si evidenzia la dubbia opportunità delle previsioni di competenza 2010 (in fatto concreto) in relazione alla risorsa in questione”.
Continuando nell’esame del bilancio, chiede, quindi, le seguenti informazioni:
1. In merito all’anticipazione di tesoreria di cui al titolo V° chiede se sussiste una posizione debitoria arretrata, ottenendo una risposta negativa da parte del responsabile del settore finanziario:
2. notando che nella parte attinente lo smaltimento dei rifiuti è prevista una spesa di personale di circa € 190.000 chiede a cosa si riferisca stante che il servizio risulta gestito dall’ATO; Il Responsabile del settore finanziario evidenzia come in detto capitolo trovino allocazione alcune unità non transitate all’ATO idrico e personale amministrativo interno;
3. come sia stato calcolato lo stanziamento per il servizio di raccolta rifiuti solidi urbani; il
Responsabile del settore finanziario risponde che lo stanziamento comprende
a) il costo del servizio da corrispondere all’ATO per un importo di € 809.000,00 pari all’importo previsto nel piano industriale 2005;
b) servizi di pulizia straordinaria non di competenza dell’ATO, quali il litorale e scali di alaggio;
c) interventi di disinfezione disinfestazione e derattizzazione.
Chiede, quindi, se corrisponde al vero o sia almeno verosimile il dato contenuto in una scheda contabile in suo possesso, fornitagli dall’ATO, dalla quale risulta un debito di questo Comune nei confronti dell’ATO di oltre € 1.500.000.
Il Presidente lamenta che detti dubbi non siano stati sollevati in sede di commissione bilancio il cui scopo è quello di fornire ai consiglieri tutte le informazioni di cui gli stessi necessitano. In questa sede, invece il responsabile del settore finanziario non è in grado di attestare la veridicità di alcun documento presentato.
Il Sindaco da lettura di una nota a firma del responsabile del settore finanziario che fissa in € 163.000,00 l’esatto ammontare del debito del Comune nei confronti dell’ATO.
Il Consigliere Caltanissetta afferma che il documento di cui il Sindaco ha dato lettura è incompatibile con i dati della scheda in suo possesso e chiede di conoscere quale dei due dati sia quello esatto.
Il Responsabile del settore finanziario invita a rinviare ogni valutazione al fine di consentirgli di effettuare dei controlli con gli atti disponibili in ufficio, confermando, comunque, la validità della nota di cui il Sindaco ha dato lettura.
Il Consigliere Caltanissetta afferma che egli ha presentato richiesta di rilascio di specifici atti agli uffici comunali che non hanno provveduto a fornirglieli per cui egli ha dovuto acquisire ogni utile notizia direttamente presso gli uffici dell’ATO.
Il Presidente evidenzia come tutti i consiglieri godano di pari trattamento avendo pari diritti presso gli uffici comunali siano essi di maggioranza che di minoranza; Se una richiesta non è stata evasa vuol dire che sussistevano taluni impedimenti, come ad esempio la presenza di dati sensibili su cui opera la tutela della privacy.
Il Consigliere Caltanissetta chiede di conoscere il riflesso che avrebbe sui residui l’esistenza di un debito di € 1.500.000.
Il Responsabile del settore finanziario riafferma che i dati richiesti attengono alle risultanze del conto consuntivo non in atto in esame. Per quanto attiene, comunque, ai residui rinvia ad un’apposita determina del proprio settore che indica tutti i residui in essere, sia attivi che passivi, per cui invita a prendere in esame detto provvedimento.
Il Presidente, ritenendo che informazioni sul credito vantato dall’ATO possano essere fornite dall’assessore Cutino, al fine di favorire il dibattito, concede a questi la parola. Detta valutazione viene contestata dai consiglieri di minoranza ed i conseguenti clamori costringono il Presidente a sospendere brevemente la seduta. Alla ripresa, calmati gli animi ed abbassati i toni, il Presidente invita l’Assessore Cutino ad intervenire.
L’assessore Cutino chiede che venga messa a verbale la seguente dichiarazione: “l’assessore Cutino si ritiene leso nella sua dignità di persona e di amministratore laddove viene apostrofato dal Consigliere Billeci Orazio con le seguenti parole sei un fasullo”. La presenza degli assessori all’interno di questo consesso, laddove tra l’altro avviene per specifico invito del Presidente, è legittima e meritevole di rispetto e credo determinante per la corretta e buona conduzione dei lavori consiliari, pertanto, i consiglieri tutti dovrebbero approvare lo sforzo che questa Giunta Municipale mette sempre in atto per assicurare la presenza in consiglio a supporto dei consiglieri”. Dopo aver precisato che se chiede di intervenire non lo fa per spirito di protagonismo ma solo per fornire chiarimenti in funzione della presenza in consiglio, insieme al Sindaco, cui si vuole dare supporto, entrando nel merito dell’ammontare del debito nei confronti dell’ATO dichiara di non condividere le affermazioni del Consigliere Caltanissetta che risultano fuorvianti specialmente laddove esibisce un documento, di incerta provenienza, di cui chiede che, seduta stante, ne vengano certificate le risultanze. Afferma che, comunque, l’ammontare del debito, qualunque esso sia, non va imputato a questo bilancio risultando già inserito nei bilanci dei rispettivi esercizi. Invita a confrontarsi con spirito democratico.
Il Consigliere Caltanissetta ribadisce che il bilancio dell’ATO prevede un credito nei confronti di questo Comune di circa € 3.700.000 e chiede se in ogni caso sia verosimile fissare in € 1.500.000 la posizione debitoria del Comune. Chiede, inoltre, se in aggiunta all’importo citato esistano ulteriori fatture emesse a carico del Comune di Isola delle Femmine, in quanto in assenza il bilancio dell’ATO sarebbe errato.
Il Sindaco, dopo aver evidenziato come anche lo stesso ATO fornisca dati contrastanti, ribadisce che la differenza tra la cifra prevista da questo Comune e quella richiesta dall’ATO discenda da una diversa base di valutazione iniziale ( costo sostenuto-costo previsto nell’unico piano industriale approvato, quello del 2005) nonché dalla valutazione dei servizi offerti, che secondo questo Comune non sarebbero tutti quelli previsti nel piano industriale e la cui assenza comporterebbe una decurtazione dei costi che questo ufficio tecnico ha valutato nell’ordine del 40%. Sulla base di queste valutazioni il debito di questo Comune è quantizzabile in € 163.000. Da dette valutazione divergenti scaturisce la materia del contendere in atto esistente tra quest’Amministrazione e l’ATO PA1.
Il Consigliere Caltanissetta ribadisce ancora una volta di ritenere corretto, sulla base del piano industriale un debito di € 1.500.000 e reitera la richiesta di conoscere se esistono fatture emesse dall’ATO non conteggiate e non contestate.
Il Responsabile del settore finanziario invita a porre dette domande al responsabile del settore tecnico cui compete la gestione del servizio.
Il Consigliere Caltanissetta afferma, che secondo quanto affermato dal responsabile del settore tecnico nessuna fattura è stata oggetto di contestazione. Riepilogando, a suo avviso, il Sindaco avrebbe riconosciuto l’esistenza di un debito di € 1.500.000 così calcolato secondo le previsioni del piano industriale 2005, a detto importo si aggiungerebbero ulteriori € 2.200.000 per fatture emesse dall’ATO e non contabilizzate, tuttavia non vengono fornite prove documentali sulla effettiva consistenza del debito, sull’esistenza di ulteriori fatturazione e sull’esistenza di contestazioni.
Tornando, quindi, all’esame del bilancio chiede delucidazioni sulle previsioni del bilancio pluriennale su cui i revisori hanno espresso un parere estremamente critico, precisando che detto bilancio non costituisce una formalità ma è un documento necessario ed indispensabile; Evidenzia come il collegio definisca i bilanci degli esercizi 2011 e 2012 pressapochistici e identici tra loro.
Il Presidente ribadisce ancora una volta, come nonostante le diverse valutazioni il parere del
collegio nel suo complesso sia comunque positivo.
Il Sindaco in considerazione delle critiche sollevate dal gruppo Rinascita Isolana chiede se il
gruppo abbia predisposto delle proposte correttive che prevedano il ripiano degli asseriti debiti e che individuino le voci di spesa da stornare per il ripiano delle affermate situazioni debitorie.
Il Consigliere Caltanissetta afferma che la presentazioni di emendamenti correttivi presupporrebbe
che la maggioranza avesse avuto un diverso atteggiamento nei confronti della minoranza, in assenza non ha senso chiedere una proposta di collaborazione. Le valutazioni sulla correttezza del bilancio saranno operate dalla Corte dei Conti alla quale si chiede che venga trasmesso il presente documento. Il gruppo si è limitato ad evidenziare gli errori e le incongruenze esistenti nel bilancio.
Il Sindaco afferma che non si chiedeva la collaborazione del gruppo di minoranza ma si auspicava un comportamento concludente con le osservazioni fatte che proponesse modalità di gestione contabile delle affermate situazioni debitorie e che andasse ad individuare le risorse da stornare.
Il Consigliere Caltanissetta afferma che non si sta dimostrando disponibilità a cogliere
l’importanza dei contenuti rispetto alle forme e ciò dimostra l’assenza di un clima di rispetto
dell’opposizione.
Il Presidente, contestando le affermazioni del Consigliere Caltanissetta in ordine al rispetto dell’opposizione, afferma che gli uffici comunali ed in particolare gli addetti al settore finanziario hanno sempre fornito la massima collaborazione; Il Sindaco ha sempre dato ampia prova di rispetto dell’opposizione cercando di coinvolgerla anche in incontri con autorità sovracomunali, ed in dette occasioni è stato il gruppo Rinascita Isolana a non partecipare. Il Consiglio ha sempre operato con la massima trasparenza e legalità su tutti gli atti sui quali è sempre stata consentita un’attenta analisi.
Il Consigliere Guttadauro a nome del gruppo Progetto Isola dà lettura di un emendamento.
Il Consigliere Battaglia afferma che l’emendamento presentato dal gruppo ha solo una
connotazione politica all’interno di un bilancio ampiamente condiviso e oggetto di uno studio
approfondito. La percezione di un clima ostile da parte della minoranza è frutto della propria
sensibilità, detta percezione, comunque, non avrebbe precluso la possibilità di presentare un
emendamento che avesse magari individuato soluzioni che avrebbero potuto evitare aumenti della TARSU. Afferma che partecipare ai lavori della commissione sarebbe stata la chiave giusta che avrebbe permesso a questo consesso un dibattito sereno. Non è l’assessore Cutino che avvelena il clima, anzi questi viene assaltato non appena chiede di parlare. Preannuncia il voto favorevole del gruppo sull’emendamento.
Il Consigliere Caltanissetta ribatte che quando l’opposizione si riferisce ad un clima di ostilità valuta la violazione dei diritti della minoranza, laddove non le vengono forniti gli atti richiesti. La presentazione dell’emendamento dimostra l’asservimento del gruppo di maggioranza all’Amministrazione in quanto ci si limita a spostare una cifra pari ad appena all’uno per mille dello stanziamento complessivo, Ciò dimostra in maniera limpida l’impossibilità di qualsiasi forma di collaborazione. Preannuncia la presentazione, quanto prima, di una mozione sulle cause che hanno impedito al gruppo di partecipare all’incontro presso l’assessorato Regionale Territorio ed Ambiente.
Si accerta l’allontanamento dall’aula dei consiglieri Cardinale e Mannino presenti n. 12.
Il Presidente poiché nessuno chiede ulteriormente di intervenire pone in votazione l’emendamento del gruppo Progetto Isola ed assistito dagli scrutatori nominati ad inizio di seduta, accerta il seguente esito:
Presenti e votanti n.12, voti favorevoli espressi per alzata di mano n. 8, voti contrari n.4 (i
consiglieri Caltanissetta; Billeci, Crisci e Nevoloso)
Il Consigliere Caltanissetta fa la seguente dichiarazione di voto sul bilancio: “Preannuncia il voto contrario del gruppo Rinascita Isolana, innanzitutto perché le previsioni di bilancio risentono di un’assoluta assenza di pianificazione stante che la maggior parte degli stanziamenti risultano obbligatori e gli stanziamenti discrezionali risultano assolutamente dubbi. Resta tutta da verificare l’attendibilità di maggiori entrate ed in particolare dei 100.000 euro che dovranno conseguire dalla lotta all’evasione ICI, dei 200.000 da reperire con la lotta all’evasione TARSU, per i quali non viene fornita alcuna dimostrazione; dei 350.000 euro che dovrebbero provenire da sanzioni per violazione del codice della strada, su cui non è possibile fare anche in questo caso alcuna valutazione non essendo possibile nemmeno avere conoscenza di quanto accertato nel 2009; Le restanti previsioni risultano ottimistiche e poco realistiche. A ciò si aggiunga l’esistenza di una posizione debitoria nei confronti dell’ATO rifiuti per circa 3.700.000 euro. Di conseguenza il bilancio risulta poco responsabile e incapace di assicurare qualsiasi possibilità di rilancio dell’economia isolana.
Ribadisce la richiesta che la delibera e l’intero bilancio venga trasmessa alla Corte dei Conti”.
Il Consigliere Battaglia dà lettura di un documento che si allega alla presente per farne parte
integrante.
Il Presidente, poiché nessuno chiede ulteriormente di intervenire, pone in votazione il bilancio così come emendato ed assistito dagli scrutatori nominati ad inizio di seduta, accerta il seguente esito:
Presenti e votanti n.12, voti favorevoli espressi per alzata di mano n. 8, voti contrari n.4 (i
consiglieri Caltanissetta; Billeci, Crisci e Nevoloso).
Il Consigliere Dionisi chiede che la presente deliberazione venga dichiarata immediatamente
esecutiva.
Il Presidente, poiché nessuno chiede ulteriormente di intervenire, pone in votazione la proposta del consigliere Dionisi ed assistito dagli scrutatori nominati ad inizio di seduta, accerta il seguente esito:
Presenti e votanti n.12, voti favorevoli espressi per alzata di mano n. 8, voti contrari n.4 (i consiglieri Caltanissetta; Billeci, Crisci e Nevoloso)
Per effetto delle superiori votazioni IL CONSIGLIO:
D E L I B E R A
Di approvare il bilancio di previsione dell’esercizio 2010, il bilancio triennale 2010/2012 e la relazione revisionale e programmatica come meglio indicata nella proposta di deliberazione.
Dichiarare la presente immediatamente esecutiva
Il Presidente informa il Consiglio Comunale che a seguito dell’approvazione del Bilancio e della dichiarazione di immediata esecutività dello stesso l’ultimo punto all’ordine del giorno non và più trattato.
I lavori vengono chiusi alle ore 22,10.
“Approvazione Bilancio di previsione per l’anno 2010 e Bilancio pluriennale 2010/2012”.
Atto numero 21 del 06-05-2010
Tipo di Atto: DELIBERA DI CONSIGLIO
Allegato: DELIBERA C.C. 021.10.pdf (41 kb)

Bilanci e Rifiuti: D.Lgs 18/8/2000 n 267 articolo 172


Art. 172. Altri allegati al bilancio di previsione
1. Al bilancio di previsione sono allegati i seguenti documenti:
a) il rendiconto deliberato del penultimo esercizio antecedente quello cui si riferisce il bilancio di previsione, quale documento necessario per il controllo da parte del competente organo regionale;
b) le risultanze dei rendiconti o conti consolidati delle unioni di comuni, aziende speciali, consorzi, istituzioni, società di capitali costituite per l’esercizio di servizi pubblici, relativi al penultimo esercizio antecedente quello cui il bilancio si riferisce;
c) la deliberazione, da adottarsi annualmente prima dell’approvazione del bilancio, con la quale i comuni verificano la quantità e qualità di aree e fabbricati da destinarsi alla residenza, alle attività produttive e terziarie – ai sensi delle leggi 18 aprile 1962, n. 167, 22 ottobre 1971, n. 865 e 5 agosto 1978, n. 457 – che potranno essere ceduti in proprietà od in diritto di superficie; con la stessa deliberazione i comuni stabiliscono il prezzo di cessione per ciascun tipo di area o di fabbricato;
d) il programma triennale dei lavori pubblici di cui alla legge 11 febbraio 1994, n. 109;
e) le deliberazioni con le quali sono determinati, per l’esercizio successivo, le tariffe, le aliquote d’imposta e le eventuali maggiori detrazioni, le variazioni dei limiti di reddito per i tributi locali e per i servizi locali, nonché, per i servizi a domanda individuale, i tassi di copertura in percentuale del costo di gestione dei servizi stessi;
f) la tabella relativa ai parametri di riscontro della situazione di deficitarietà strutturale prevista dalle disposizioni vigenti in materia.




Bilanci e Rifiuti L.R. 19 22.12.05 articolo 21 comma 17
17. E’ istituito presso l’Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e delle
autonomie locali un fondo di rotazione, in favore delle società degli ambiti territoriali ottimali, destinato a garantire la copertura delle spese inerenti la gestione integrata dei rifiuti nei casi di temporanee difficoltà finanziarie. Al fondo è annualmente accantonata una quota pari al 4,5 per cento dell’importo relativo al fondo per le autonomie locali di cui all’articolo 23, comma 1, della legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21. Con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale e sentita la Conferenza Regione-Autonomie locali, vengono stabilite le modalità di utilizzazione del fondo suddetto e il riparto a consuntivo delle somme non utilizzate, fermo restando che possono accedere alle risorse del fondo le società d’ambito con capitale sociale di almeno un milione di euro interamente versato. I comuni, per la quota di propria competenza nell’ambito territoriale ottimale, hanno l’obbligo di intervenire finanziariamente al fine di assicurare l’integrale copertura delle spese della gestione integrata dei rifiuti sussidiariamente alla propria società d’ambito e a tal fine istituiscono nel bilancio di
previsione un apposito capitolo di spesa con adeguata dotazione. La richiesta di utilizzazione del fondo deve essere avanzata dalla società d’ambito successivamente all’utilizzo di fondi alternativi, ivi compresi quelli dei comuni di riferimento e il ricorso all’indebitamento presso il sistema bancario. Le risorse anticipate dal fondo vengono reintroitate con i versamenti delle società d’ambito beneficiarie a seguito della riscossione della tassa o della tariffa di igiene ambientale ovvero, in carenza di riscossioni sufficienti, con il recupero delle somme spettanti agli enti locali del medesimo ambito territoriale a valere sul fondo per le autonomie locali di cui all’articolo 23, comma 1, della legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21. Il ritardo nei versamenti di cui in precedenza autorizza il Presidente della Regione ad attivare l’azione sostitutiva nei confronti del soggetto inadempiente. Per l’attuazione di quanto previsto dal presente comma il dipartimento bilancio e tesoro, su richiesta dell’Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali, è autorizzato ad apportare nel bilancio della Regione le necessarie variazioni.




Bilanci e Rifiuti Legge 9 aprile/2010 Art. 4 Competenze dei comuni
1. I comuni esercitano le funzioni di cui all’articolo 198 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, anche provvedendo, nell’ambito della propria competenza, alle finalità di cui al comma 2.
2. Ai sensi del comma 1 i comuni:
a) stipulano il contratto di appalto per l’affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti, relativamente al territorio di ogni singolo comune, con i soggetti individuati con le modalità di cui all’articolo 15 dalle S.R.R.;
b) assicurano il controllo del pieno adempimento dell’esecuzione del contratto di servizio nel territorio comunale;
c) provvedono al pagamento del corrispettivo per l’espletamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti nel territorio comunale, assicurando l’integrale copertura dei relativi costi, congruamente definendo a tal fine, sino all’emanazione del regolamento ministeriale di cui all’articolo 238 del decreto legislativo n. 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni, la tariffa d’igiene ambientale (TIA) di cui all’articolo 49 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 o la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU), ovvero prevedendo nei propri bilanci le risorse necessarie e vincolandole a dette finalità;
d) provvedono, altresì, all’adozione della delibera di cui all’articolo 159, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, vincolando le somme destinate al servizio di gestione integrata dei rifiuti e garantendo il permanere del vincolo di impignorabilità, mediante pagamenti in ordine cronologico;
e) adottano, ove necessario, la delibera di cui all’articolo 194, comma 1, lettere b) e c), del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, avviando la conseguente azione di responsabilità nei confronti degli amministratori delle S.R.R.;
f) adottano il regolamento comunale per la raccolta differenziata in conformità alle linee guida allegate al piano regionale di gestione dei rifiuti ed al piano d’ambito;
g) adottano per quanto di competenza disposizioni per la tutela igienico-sanitaria nella gestione dei rifiuti;
h) provvedono all’abbattimento delle barriere architettoniche nel conferimento dei rifiuti;
i) esercitano le funzioni atte a garantire la raccolta delle diverse frazioni di rifiuti urbani e prescrivono le disposizioni per la corretta gestione dei rifiuti urbani pericolosi e dei rifiuti cimiteriali;
j) emanano le ordinanze per l’ottimizzazione delle forme di conferimento, raccolta e trasporto dei rifiuti primari di imballaggio e la relativa fissazione di obiettivi di qualità;
k) regolamentano, per quantità e qualità, i rifiuti speciali non pericolosi assimilabili ai rifiuti urbani ai fini della raccolta e dello smaltimento sulla base dei criteri fissati dalle norme vigenti, ove non disciplinati dalla Regione;
l) prevedono, di concerto con la Regione, le province e le S.R.R., all’interno degli strumenti di pianificazione urbanistica, le infrastrutture e la logistica necessaria per la raccolta differenziata, anche per la separazione secco umido, e per lo smaltimento, riciclo e riuso dei rifiuti;
m) promuovono attività educative, formative e di comunicazione ambientale a sostegno della raccolta differenziata;
n) verificano lo stato di attuazione della raccolta differenziata e la qualità del servizio erogato dal soggetto gestore anche attraverso un comitato indipendente costituito da rappresentanti delle associazioni ambientaliste, dei consumatori e di comitati civici.
3. I comuni rappresentanti almeno il 20 per cento delle quote di partecipazione alla S.R.R. possono promuovere la valutazione, da parte dell’Assessorato regionale dell’energia e dei rifiuti, dei costi stimati nel piano d’ambito per l’espletamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti. L’Assessorato medesimo assume le proprie determinazioni entro sessanta giorni dalla richiesta, prorogabili una sola volta per ulteriori sessanta giorni, ove necessario per esigenze istruttorie. Trascorsi i predetti termini, i costi del servizio si intendono definitivamente assentiti, fatta salva la facoltà di impugnazione per le singole amministrazioni comunali.
4. Il sindaco adotta le ordinanze di cui agli articoli 191 e 192 del decreto legislativo 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni, per tutti gli interventi che ricadano nell’ambito del territorio comunale.
5. Nell’ambito del proprio territorio, ciascun comune esercita il controllo sulla qualità e l’economicità del servizio espletato per la gestione integrata dei rifiuti, attivando, di concerto con la S.R.R. e con il gestore del servizio, tutte le misure necessarie ad assicurare l’efficienza e l’efficacia del servizio e l’equilibrio economico e finanziario della gestione.
Bilanci e Rifiuti Legge 9 Aprile 2010 Art. 14 Potere sostitutivo


1. A far data dalla pubblicazione del piano regionale di gestione dei rifiuti, qualora gli enti di cui alla presente legge non ottemperino alle funzioni e ai compiti assegnati, l’Assessore regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica, su segnalazione dell’Assessorato regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità, dispone, previa diffida, la nomina di commissari straordinari, nei seguenti casi:
a) mancato espletamento degli adempimenti di cui al comma 2 dell’articolo 7 o mancata elezione degli organi delle S.R.R., nei termini previsti dalla presente legge;
b) mancata adozione del piano d’ambito;
c) mancata approvazione dei bilanci delle S.R.R. nei termini previsti;
d) mancato espletamento delle procedure per l’affidamento del servizio e degli adempimenti di cui all’articolo 6, comma 5.
2. Nei casi di cui al comma 1, lettere b), c), e d), laddove i sindaci ed i presidenti della provincia non diano corso agli adempimenti necessari, previa diffida non inferiore a novanta giorni, si fa luogo alla nomina di un commissario straordinario che li sostituisce nelle funzioni societarie. Il commissario straordinario provvede, nell’esercizio dei relativi poteri, all’adozione della delibera di decadenza dei rappresentanti degli enti locali negli organi della società commissariata ed all’avvio delle consequenziali azioni di responsabilità. Il commissario straordinario assume altresì le funzioni rivestite dai sindaci e dal presidente della provincia nella S.R.R. I commissari straordinari durano in carica sei mesi e possono essere rinnovati, per una volta sola, per un corrispondente periodo di tempo. Il rinnovo dell’incarico è disposto con decreto dell’Assessore regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica, adottato almeno novanta giorni prima della scadenza del mandato commissariale. Nei due mesi antecedenti alla conclusione dell’incarico, il commissario straordinario provvede agli adempimenti funzionali alla ricostituzione degli organi della S.R.R.
3. Costituisce grave violazione di legge da parte degli enti locali interessati:
a) l’approvazione dei bilanci di previsione in assenza dell’allegato di cui all’articolo 172, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, con riferimento ai bilanci delle S.R.R.;
b) la violazione degli adempimenti di cui alle lettere da a) a g) dell’articolo 4, comma 2.
4. In presenza delle condizioni di cui al comma 3, l’Assessore regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica dispone, previa diffida non inferiore a novanta giorni, la nomina di commissari straordinari e contestualmente la decadenza degli organi delle amministrazioni interessate ai quali debba ascriversi la violazione. I commissari straordinari durano in carica sei mesi e possono essere rinnovati, per una sola volta, per un corrispondente periodo di tempo. Il rinnovo dell’incarico è disposto con decreto dell’Assessore regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica, adottato almeno novanta giorni prima della scadenza del mandato commissariale. Nei due mesi antecedenti alla conclusione dell’incarico, il commissario straordinario provvede agli adempimenti funzionali alla ricostituzione degli organi decaduti.
5. Per le finalità di cui all’articolo 4, comma 2, lettera c), i commissari straordinari sono autorizzati a disporre variazioni di bilancio, nonché rettifiche delle aliquote TARSU o dei valori della TIA, in coerenza allo standard di cui all’articolo 15, comma 4.
6. A far data dall’entrata in vigore della presente legge, ove a causa delle violazioni di cui al comma 3 o della mancata adozione delle ordinanze di cui agli articoli 191 e 192 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, derivino situazioni di rischio per l’igiene e la sanità pubblica accertate da parte dell’autorità sanitaria competente per territorio o per materia, l’intervento sostitutivo può essere disposto con decreto del Presidente della Regione, adottato anche in assenza di previa diffida, su proposta dell’Assessore regionale per l’energia ed i servizi di pubblica utilità, di concerto con l’Assessore regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica. In questo caso, l’eventuale adeguamento della TARSU o della TIA ha luogo con riferimento alla media delle aliquote applicate dalle amministrazioni comunali comprese negli ambiti territoriali ottimali attualmente costituiti. Il commissariamento comporta la decadenza degli organi degli enti ai quali sia da ascriversi l’omissione, nonché l’avvio della consequenziale azione di responsabilità amministrativa ed erariale.
7. Gli oneri conseguenti all’attività del commissario straordinario sono posti a carico dell’ente interessato.
Bilanci e Rifiuti


*Bilanci e Rifiuti
*Bilanci e Rifiuti Legge 9 Aprile 2010 Art. 14 Potere sostitutivo
*Bilanci e Rifiuti Legge 9 aprile/2010 Art. 4 Competenze dei comuni
*Bilanci e Rifiuti L.R. 19 22.12.05 articolo 21 comma 17
*Bilanci e Rifiuti: D.Lgs 18/8/2000 n 267 articolo 172

*Rifiuti: nominato il nuovo CDA dell’ATO PA1
*
Bilanci e Rifiuti
*Bilanci e Rifiuti Legge 9 Aprile 2010 Art. 14 Potere sostitutivo
*Bilanci e Rifiuti Legge 9 aprile/2010 Art. 4 Competenze dei comuni
*Bilanci e Rifiuti L.R. 19 22.12.05 articolo 21 comma 17
*Bilanci e Rifiuti: D.Lgs 18/8/2000 n 267 articolo 172
*DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI: Dichiarazione dello stato di emergenza in ordine alla situazione di crisi socio economico ambientale determinatasi, nel settore dello smaltimento dei rifiuti solido- urbani, nel territorio della Regione siciliana. Lombardo nominato Commissario straordinario
*Rifiuti e Bilanci Gestione dei rifiuti, Russo conferma Portobello smentisce
*Corte dei Conti Bilancio previsione 2008
* Bilancio Preventivo Consuntivo Corte dei Conti 2008 Isola *Conto Consuntivo 2009 i Revisori dei Conti……….
*L.R. 1/06 art 3 Misure di incentivazione per la riscossione dei tributi locali
*Trasferimento personale dal Comune all’APS accordo quadro
*trasferimento del personale all’APS
*Trasferimento Dip. Comuni ad APS L R 20/03 art 36 comma 1
*Bilanci Enti Locali patto di Stabilità 448/98 art 28
*BOCCIATO AL CONSIGLIO COMUNALE DI ISOLA DELLE FEMMINE IL CONTO CONSUNTIVO 2006
*C’è bisogno della forza di indignarsi


*Commissariamento dei Comuni per inadempienze per gestione rifiuti?

A.T.O. PA1 A.P.S.

Nel tempo abbiamo parlato di: Raccolta Rifiuti, ambiente, Italcementi, Aria irrespirabile, Privatizzazione dei Servizi, Gestione Acque e Qualità delle nostre acque, Inquinamento delle falde acquifere Raffo Rosso, Siti di Importanza della Comunità Europea SIC, Autorizzazione Integrata Ambientale, Piano Regolatore Generale, Cementificazione della fascia costiera, Alga Rossa,Tariffe, Parentopoli, Voto di Scambio, Rappresentanza negli Ambiti territoriali, Raccolta differenziata, Amministratori ciechi, La vita in diretta, Isola Pulita, Isola ecologica, SICAR, Incendio alla SICAR, Assessori all’ambiente Portobello, Wind Shear, Inquinamento da cromo esavalente, Tumori, Malattie collegate all’ambiente, leggi, disposizioni, querele, ricorsi, denunce, esposti…………..

*Ambiente e politica ad Isola delle Femmine

*Modalità di gestione dei Rifiuti
*ATO Rifiuti Sentenza Corte Conti Tariffe Competenza Comuni
*Corte dei Conti INDAGINE funzionamento ATO PA 1
*ATO Idrico Pa1 Struttura tariffa e agevolazioni
*Consiglio Comunale Su ATO rifiuti e Ripubblicizzazione Acqua Bene Comune
*Angela Corica
*LA CRICCA DEGLI APPALTI
Dossier sull’acqua ai privati: Scarica il pdf
Dossier Munnizzopoli: scarica il pdf
*“Sindaco” Gaspare Portobello Mafia o Antimafia
*Sindaco Portobello: Chi è lo sciacallo?
*Rapporto sulle tecniche di trattamento dei rifiuti
*Rifiuti: nominato il nuovo CDA dell’ATO PA1
* Bilanci e Rifiuti
*Bilanci e Rifiuti Legge 9 Aprile 2010 Art. 14 Potere sostitutivo
*Bilanci e Rifiuti Legge 9 aprile/2010 Art. 4 Competenze dei comuni
*Bilanci e Rifiuti L.R. 19 22.12.05 articolo 21 comma 17
*Bilanci e Rifiuti: D.Lgs 18/8/2000 n 267 articolo 172
*Rifiuti e Bilanci Circolare Assessore Russo 8 giugno 2010
*Rifiuti e Bilanci Gestione dei rifiuti, Russo conferma Portobello smentisce
*238. D.Lgs 152/2006 Tariffa per la gestione dei rifiuti urbani.


*Candidato alle elezioni amministrative anche un nipote del boss


*
Isola Pulita

*
Isola delle Femmine Consiglio Comunale Bilancio Previsione 2010 6 maggio 2010

*“Sono disposta a vendere una delle mie ville per disporre dei fondi necessari a impedire il successo delle liste avversarie da quella di Portobello


*
Consiglio Comunale Isola delle Femmine “infiltrazioni mafiose nella Pubblica Amministrazione”

*
Consiglio Comunale Isola delle Femmine 1 febbraio 2010 Rinascita Isolana: Le Vostre collusioni con i POTERI FORTI

*
Isola delle Femmine 16 Gennaio 2010 Rinascita isolana Denuncia il Segretario dr. Scafidi

*
Consiglio Comunale Isola delle Femmine 6 Agosto 2009 Rinascita Isolana: “Assessore” CUTINO dimettiti Revocate l’incarico al geom Impastato

*
Bilancio di previsione 2010 proroga al 30 giugno
*La solidarietà dalle Valle dei Templi

*Morte di un Siciliano
*Isola Ecologica di Isola finanziata dalla C.E., Ditta Zuccarello, AL.TA. Borgetto, ATO/PA1?
Dr. Croce, Bruno, geologo Cutino,Puglisi, Ing. Francavilla Arch Licata, M.A.M. s.n.c., geom Dionisi………
*SEQUESTRATE LE SCHEDE ELETTORALI

*
CONSULENZE e…………..
*I PACCHI DELL’AMBIENTALISTA rosso-verde-arancione
*M.A.M. s.n.c. PALazzotto Pizzerie verde e Isola ecologiche
*M.A.M. s.n.c. Progetto di Variante ed Elezioni Amministrative
*Consiglio Comunale Su ATO rifiuti e Ripubblicizzazione Acqua Bene Comune
*Angela Corica
*LA CRICCA DEGLI APPALTI
*La munnezza di Isola delle Femmine vale tanto oro quanto pesa
*DELIBERE DELLA GIUNTA PORTOBELLO 2010
*DELIBERE CONSIGLIO COMUNALE
*Rapporto ecomafia 2008 – Sicilia, ciclo dei rifiuti, la monnezza è “Cosa Nostra”

*
Controllo su atti Enti Locali Circolari e Legge Regionale 44/1991
*
U.R.P. Isola delle Femmine inadempiente pag 7
*
Ingegnere Francavilla Stefano
*
APPROVATI CANTIERI DI LAVORO
*
Ingegnere Lascari Gioacchino
*
Ingegnere Lascari Gioacchino Scalici
*C.E n.03-2010 – Enea Orazio Ing Lascari
*C
onsulenti Geologi Eletti
*
Dr. Marcello Cutino geologo
*
Cutino dr. Marcello Pet-coke Portobello DIMISSIONI
*Consiglio Comunale Isola delle Femmine 6 Agosto 2009 Rinascita Isolana: “Assessore” CUTINO dimettiti Revocate l’incarico al geom Impastato
*
Minagra dr. Vincenzo Biologo
*Minagra dr. Vincenzo Consulente ambientale del Sindaco Portobello
*
Le acque d’oro di Ambiente e Sicurezza Dr. Minagra
*Vincenzo dr. Minagra Pet-coke Cutino Portobello
*
I COSTI DELLA POLITICA INCARICHI DIRIGENZIALI A LAVORATORI PRECARI
*
Vigilanza e controllo degli enti locali – Ufficio ispettivo

*ISOLA ecologica PIANO Levante CANTIERI lavoro M.A.M. Pizzerie e……..
*
APPROVATI CANTIERI DI LAVORO
*
Cantiere Lavoro all’isola ecologica
*Isola ecologica
*
Architetto Licata Geologo Cutino Incaricati di……
*
Architetto Licata
*Restauro Torre
*
Consiglio Comunale 25 giugno 2009 Insediamento “Sindaco” a Isola delle FemmineDichiarazione Rinascita Isolana

*Accesso agli Atti Dichiarazione Redditi Amministratori
*Isola delle Femmine CARTA DEI VALORI “Servire il Paese”
*Interrogazione Parlamentare su infiltrazione mafiosa a Isola delle Femmine
*Mi si è ristretto il pene! Colpa dell’inquinamento

» Posizione Economica Capi di Settore
Vai a → Retribuzione Direttore Generale – Anno 2008
Vai a → Retribuzione Segretario – Anno 2009
Vai a → Trattamento economico annuo lordo dei Titolari di posizione organizzativa
» Curricula Dirigenti e Capi di Settore
*C.V. Dott. Scafidi Manlio Segretario Generale.*C.V. Sig.ra Pirrone Nunzia Responsabile Settore Amministrativo e del Settore Servizi Sociali.*C.V. Rag. Fontanetta Biagio Responsabile Settore Economico-finanziario e del Settore Personale.*C.V. Arch. D’Arpa Sandro Responsabile Settore Urbanistica e del Settore Lavori Pubblici.
*C.V. Dott. Croce Antonio Responsabile Settore Vigilanza (Polizia Municipale).
*C.V. Sig. Tricoli Antonino Responsabile Settore Attività Produttive, Tributi ed Acquedotto

Billeci, BOLOGNA, Caltanisetta,Squadrista Rosso,Delibera 21/2010, IMPASTATO, Isola delle Femmine Consiglio Comunale Bilancio Previsione 2010 6 maggio 2010,Pappagallo,

Promemoria per il “Sindaco” Professore Gaspare Portobello

Il giorno 20 del mese di novembre dell’anno 2007, presso il Palazzo dei Carmelitani di Partinico, Lei Signor “Sindaco” professore Gaspare Portobello partecipa all’assemblea straordinaria della “Servizi Comunali Integrati R.S.U. S.p.a.”, la Sua partecipazione in quanto facente parte del CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE titolare di una quota pari al 4,726 (quattro virgola settecentoventisei per cento) del CAPITALE SOCIALE. Signor “Sindaco” Lei a partire da quella data risulta essere AZIONISTA (comproprietario) dell’azienda in questione. Naturalmente in qualità di “Sindaco” legale rappresentante del “Comune di Isola delle Femmine” Piazza Duca degli Abruzzi (così come risulta a pagina 8 dell’atto che LEI ha firmato). Quindi faccia un attimo più di attenzione quando addossa la responsabilità del disservizio all’A.T.O. (per favore non si dia la zappa sui piedi)
*La Lega Nord con un emendamento approva la soppressione degli ATO
*DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI: Dichiarazione dello stato di emergenza in ordine alla situazione di crisi socio economico ambientale determinatasi, nel settore dello smaltimento dei rifiuti solido- urbani, nel territorio della Regione siciliana. Lombardo nominato Commissario straordinario
*Rifiuti e Bilanci Gestione dei rifiuti, Russo conferma Portobello smentisce
*Corte dei Conti Bilancio previsione 2008
*Bilancio Preventivo Consuntivo Corte dei Conti 2008 Isola
*Corte dei Conti Rendiconto Finanziario 2009 Regione Sicilia
*Progressioni verticali Art. 62 d.lgs n. 150/ 2009
*Progressioni verticali Corte dei Conti del. 10/2010
*Corte dei Conti scrive alla Provincia di Palermo 21 giugno 2010
*Conto Consuntivo 2009 i Revisori dei Conti……….
*L.R. 1/06 art 3 Misure di incentivazione per la riscossione dei tributi locali
*Trasferimento personale dal Comune all’APS accordo quadro
*trasferimento del personale all’APS
*Trasferimento Dip. Comuni ad APS L R 20/03 art 36 comma 1
*Bilanci Enti Locali patto di Stabilità 448/98 art 28
*BOCCIATO AL CONSIGLIO COMUNALE DI ISOLA DELLE FEMMINE IL CONTO CONSUNTIVO 2006
*C’è bisogno della forza di indignarsi


*Rifiuti e Bilanci Circolare Assessore Russo 8 giugno 2010
*Rifiuti e Bilanci Gestione dei rifiuti, Russo conferma Portobello smentisce
*Rifiuti si dimette l’avv Palazzolo Giacomo con tutto il Consiglio di Amministrazione ATO PA1
*SICILIA troppi sprechi nella Pubblica Amministrazione
*Il Vespro Mese di Giugno: Isola delle Femmine fare chiarezza in consiglio pag.10.11.12 e la rubrica Caro “Sindaco” Portobello Professore Gaspare pag 40 e 41
*Promemoria per il Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello
*Licenze Edlizie 2006 Prg in itinere Schema di massima PRG
*Rifiuti Nomina Nuovo C.d.a. A.T.O. PA1
*RIFIUTI Emergenza Continua AFFARI garantiti
*Rifiuti: Rinvio a Giudizio per ex sindaco funzionari comunali e imprenditori
*Promemoria per il Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello
*Sicilia, Via ai trasferimenti regionali
*Bellolampo Discarica e la Stagione Balneare
*Licenze Edilizie Rilasciate dal comune di Isola delle Femmine
*Alcune concessioni edilizie che siamo…
*L’ultimo mistero del bandito Salvatore Giuliano
*Questo è il bavaglio: Vi piace?
*Senatore Marcello Dell’Utri condannato a sette anni
*Informazione Comunicazione Critica Satira Diffamazione Giustizia
*Rapporti con gente di mafia. Si puo’ criticare
*Bellolampo Discarica e la Stagione Balneare
*Munnezza a Isola : Costi Determine Ordinanze Impegni di Spesa
*Tutti all’Harry’s Bar per discutere l’appalto
*Lettera aperta al sindaco di Isola delle Femmine
*La ricchezza o la povertà la misuri dai rifiuti prodotti
*Caro “Sindaco” Prof Gaspare Portobello Mafia o Antimafia?
*Isola delle Femmine Disposto il divieto di dimora al comandante e al suo vice
Isola delle Femmine: **Isola delle Femmine Consiglio Comunale Bilancio Previsione 2010 6 maggio 2010
* D’Arpa viene emessa Ordinanza 67/R.O. 4.12.05
*D’Arpa Lottizzazione Di Matteo (Billeci, Marino…..)
*D’Arpa ROS sequestrano beni al catasto intestati a parenti del D’Arpa
*Aggiornamento di Sicileas Saracen Fin Imm Faraci Impastato D’Arpa una storia che si tinge di…….
*Elauto ufficio tecnico comunale prg parcheggio pubblico
*ELAUTO variante in corso d’opera
*Immordino avvocato (DELIBERA DI GIUNTA 61 23 7.09)
*l’architetto Sandro D’Arpa
*PRG Isola Norme di Attuazione D.A. 121/1983
*PRG Isola Norme di Attuazione D.A. 83/1977
*SEQUESTRO BENI di cui sono titolari parenti di un dipendente dell’Ufficio Tecnico Comunale



*Commissariamento dei Comuni per inadempienze per gestione rifiuti?
*Isola delle Femmine: Chi è lo sciacallo?
*Berlusconi: “..magari gli viene in mente di sparargli un colpo in testa”
*L’ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA APPROVA LA LEGGE SUI RIFIUTI
*A.T.O. A.P.S. SERVIZI PRIVATIZZAZIONI ONERI E COSTI

Via martin L. King Portobello Callea Costantino Parco Giochi Piscina

* Via martin L. King Portobello Callea Costantino Parco Giochi Piscina
*Licenza Edilizia N° 28 del 03/12/2009 Scalici Damiano Amministratore R.S. Costruzioni SRL
*Licenza Edilizia Riso Rosaria 26 Novembre 09 Dionisi Vincenzo
*Licenza Edilizia in sanatoria n 24 Fontana Salvatore
*ORDINANZE U.T.C Lucido,Bruno,Romeo,Crivello,Bologna,Caltanisetta,Rubino
*Licenza Edilizia 21 Spanò Giuseppe
*Licenza Edilizia in Sanatoria 22 Bruno Salvatore
*SENTENZA VERANDA ISOLA DELLE FEMMINE
*ORDINANZA N 57 13 OTTOBRE 2009 VINCOLI URBANISTICI
*Denunce di abusivismo edilizio a Isola delle Femmine
*Licenza Edilizia in Sanatoria 20 Prefabbricati Nord
*MONITORAGGIO ABUSIVISMO EDILIZIO
*LICENZA EDILIZIA IN SANATORIA MAZZOLA ANTONINA SETTEMBRE/09
*LICENZA EDILIZIA GIAMBONA CATERINA
* Via martin L. King Portobello Callea Costantino Parco Giochi Piscina

La Kupola della politica a Isola delle Femmine

 

La Kupola della politica a Isola delle Femmine

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, la campagna elettorale che l’ha vista “vittorioso” ancora una volta da “Sindaco” (non parliamo da “Assessore” carica ricoperta sin da quando aveva i calzoni corti), dicevamo la campagna elettorale dovrebbe esser finita, ahimè come gli esami di Eduardo De Filippo sembra non aver fine, anzi!

Quotidianamente ormai, i Cittadini di Isola delle Femmine devono sopportare il Vostro spettacolo nel fare a gara a chi la dice più lunga, a chi la spara più grossa ed in maniera veramente indecorosa sembra avere la meglio chi urla più forte. La sua Signor “Sindaco” unita a quella del geologo “Cutino” dr. Marcello e ai “Salvatori di Paese” sta’ diventando una vera e propria dissenteria verbale, una MANIA la Vostra che presta poca attenzione se quello che dite, sia o meno rispettoso nei confronti di chiunque osi mettere in discussione i VOSTRI AFFARI. Il Vostro sport preferito (a parte lo jogging mattutino praticato tra l’immondizia del paese dei suoi “Assessori”) trova la sua massima espressione nella demonizzazione di chi la pensa diversamente da Voi. Così facendo,

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, mi vado sempre più convincendo che Lei crede di parlare a Cittadini elettori smemorati che hanno dimenticato le Sue: PROMESSE dimostratesi Fasulle, i Suoi IMPEGNI dimostratosi INGANNEVOLI, i Suoi PROGETTI “ISOLA” dimostratosi progetti per Voi per i Vostri Parenti e per le vostre FAMIGGHIE.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, Lei con la Sua Company avete giocato in modo veramente sporco sui BISOGNI dei Cittadini li avete imbrogliati, avete raschiato il fondo del barile delle Casse Comunali, avete affossato l’intera economia locale aggravando così la crisi in cui versa la nostra Comunità di Isola.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello i cittadini di Isola delle Femmine (seppur momentaneamente silenziosi) sono stanchi di vivere in un paese dominato da un sistema cupola affarisitico che, una volta conquistato il potere, vive solo di rendita e lascia il paese sempre nelle stesse condizioni. Un sistema cupola all’interno del quale tutto si muove per amicizie, compiacimenti, favoritismi, clientelismo e nepotismo. Un sistema promosso favorito e sostenuto da gruppi di famigghia.

Signor “Sindaco Portobello ai Cittadini di Isola è ormai chiaro anzi “trasparente” come dice il suo consigliere signor Peloso, della netta sensazione (non solo) che state dando: il Vostro primo vero obiettivo è che in questo paese nulla deve cambiare e chi prova a contrastarVi : chi prova a farlo viene denunciato, querelato, viene emarginato, messo alla gogna, denigrato, perseguitato (quando va bene).

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello i cittadini di Isola delle Femmine sentono una gran voglia di cambiare ( ricorda le scorse elezioni? Sino a febbraio nessuno avrebbe scommesso un quarto di lira su una Sua vittoria) e per questo non riescono più a sopportare Lei e la Sua company. Mi creda Signor “Sindaco” tra questi Cittadini vi sono anche quelli che hanno votato Lei e le sue false promesse.

I Cittadini onesti ed operosi di Isola delle Femmine di fronte a questo squallore in cui versa la l’amministrazione da Lei rappresentata: Pretendono moralità, trasparenza negli atti amministrativi. Pretendono capacità e senso della responsabilità per il ruolo ricoperto.

Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello i cittadini di Isola delle Femmine pretendono che Lei e la Sua company, con atti concreti respingiate le accuse che hanno visto gruppi ben individuati di rappresentati dei POTERI FORTI (un modo diverso di dire MAFIA) AVERVI FAVORITO nella vittoria elettorale delle amministrative scorse.

Attendo da Lei Signor “Sindaco” un segnale concreto volto ad impedire a gruppi di potere economico ( a noi noti) di incidere pesantemente sulle scelte politiche-amministrative. Per salvaguardare il nostro territorio dalle aggressioni urbanistiche, i Cittadini di Isola delle Femmine Le chiedono un atto di CORAGGIO: Lei si renda garante nell’ operare una seria ed efficace azione di controllo e monitoraggio sull’operato dell’Ufficio Tecnico Comunale e sulla legittimità degli atti prodotti. La pianificazione del territorio deve essere davvero utile ai Cittadini tutti di Isola delle Femmine e non solo ai SOLITI IGNOTI(o lobby elettorali o affaristi o mafiosi decida Lei).

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello Lei concorderà certamente con me nel credere essere: diritto-dovere per chiunque qualora sussistano motivi tali da offendere chiaramente (a causa della condotta di chi è stato eletto sindaco o consigliere) l’onore, l’intelligenza e la dignità dei cittadini e delle cittadine, causando loro, direttamente o indirettamente, grave “vuoto” morale, etico, culturale, sociale ed economico: battersi per spazzare via il sistema cupola affaristico che amministra solo se stesso e mette in liquidazione il futuro di un’intera popolazione.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, respinga le accuse di mafiosità della Sua amministrazione con atti e progetti concreti che tendano a migliorare la qualità della vita dei Cittadini di Isola delle Femmine e nel contempo capaci di offrire una possibilità di crescita economica e sociale della nostra Comunità.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, respinga le accuse di mafiosità della Sua amministrazione, smentendo ciò che Lei da solo e senza che nessuno Le abbia chiesto nulla, ha affermato in un consenso del Consiglio Comunale : “…Giova ricordare, peraltro, che il personaggio proprietario del bene confiscato, in occasione delle scorse elezioni politiche sosteneva il candidato della lista “Rinascita Isolana” Rosario Rappa….”. Si renderà conto da solo Signor “Sindaco” Lei ha affermato: che le elezioni amministrative scorse sono state falsate e quindi Noi cittadini TUTTI ne abbiamo avuto un danno. Per seguirLa nel Suo discorso dovremmo dire che la Sua elezione è stata “manipolata”? oppure potremmo dire “guidata”? Se si, da chi? A Lei la risposta. Però non faccia come sempre orecchie da mercante che non risponde. Guardi che attendo, anzi con i Cittadini di Isola (non stupidi) attendiamo una Sua risposta.

Rendiamo il paese più ospitale, più colorato, più pulito e libero dall’immondizia che ormai ricopre tutti i marciapiedi di Isola, attraverso la promozione e l’incentivazione della Raccolta differenziata porta a porta spinta, progetti per la riduzione dei rifiuti e riuso creando una filiera dell’intero ciclo di vita dei rifiuti. (cooperative, consorzi e tutti gli strumenti che la nuova riforma gestione dei rifiuti prevede). Avere l’intelligenza di vedere nei rifiuti un’occasione di sviluppo economico e di difesa della salute dei cittadini.

Liberiamo l’intero litorale di Isola delle Femmine dai tanti “suk” che annualmente si creano sulle nostre spiagge rendendo poco gradevole e per niente vivibile questo nostro lungo, meraviglioso ed “invidiabile” litorale marino.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, i Cittadini di Isola delle Femmine Le chiedono un atto di CORAGGIO: tornare al buon governo della cosa pubblica, alla difesa degli interessi dell’intera comunità di Isola, ad offrire una visione al paese per fare uscire Isola delle Femmine dalla notte profonda in cui i saputelli, parolai, ambientalisti a convenienza, salvatori di paese, perfetti sconosciuti dell’ultima ora …. l’hanno impantanata per uso e consumo personale.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello Se proprio non Le riesce a sganciarsi da questi lacci e lacciuoli in cui l’hanno costretta, non le resta che un’unica possibilità spegnere la luce e rassegnare le Sue dimissioni naturalmente porti con sé anche la Sua company e alla “cupola degli affari” ci pensa la coscienza civile e democratica dell’intera cittadinanza di Isola delle Femmine.

Pino Ciampolillo

Mafia Isola delle Femmine?

Promemoria per il geologo “Assessore” dr. Marcello Cutino (ambientalista a cunvinienza )

DECRETO LEGISLATIVO 18 agosto 2000, n. 267 articolo 78 comma 2

2. Gli amministratori di cui all’articolo 77, comma 2, devono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o AFFINI sino al QUARTO GRADO. L’obbligo di astensione non si applica ai provvedimenti normativi o di carattere generale, quali i piani urbanistici, se non nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta fra il contenuto della deliberazione e specifici interessi dell’amministratore o di parenti o affini fino al quarto grado.
Art. 78 Affinità
L’affinità è il vincolo tra un coniuge e i parenti dell’altro coniuge.
Nella linea e nel grado in cui taluno è parente d’uno dei due coniugi, egli è affine dell’altro coniuge.
L’affinità non cessa per la morte, anche senza prole, del coniuge da cui deriva, salvo che per alcuni effetti specialmente determinati (434). Cessa se il matrimonio è dichiarato nullo, salvi gli effetti di cui all’art. 87, n. 4.

Sono affini di primo grado il suocero, genero e nuora. Sorella e fratello della moglie sono affini di secondo grado. La zia o lo ZIO della MOGLIE sono affini di TERZO GRADO. Il cugino della moglie o del marito è affine di quarto grado ed è quindi escluso dai benefici lavorativi.

(e come dice il Signor Presidente del Consiglio non ne parliamo più)
*Relazione Commissione Parlamentare Antimafia 1985
*Relazione che la Commissione parlamentare Antimafia approva seduta 6 dicembre 2000
*Copacabana Di Trapani Isola delle Femmine ………….
*GESTIONE beni confiscati legge 109 7 marzo 96 *PORTOBELLO CUTINO PALazzotto E IL GRUPPO Progetto destinano il bene confiscato
*Caserma dei Carabinieri Isola delle Femmine Opere Triennali
*Sequestro beni mafiosi a Isola delle FemmineMaxisequestro tra cui appartamento a Isola delle Femmine
*Ordinanza 67/R.O. 4.12.05 di Sospensione dei lavori

*ROS sequestrano 15 milioni di beni ai mafiosi tra Palermo Cinisi Carini Isola delle Femmine

*LA DEFICIENZA DELLA GESTIONE AMMINISTRATIVA?

Immobile sito in Isola delle Femmine Via Passaggio del Coniglio s.n.c. catasto al foglio part 632 (fonte)

I politici cambiano spesso, ma i dirigenti degli uffici tecnici restano e Cosa Nostra li utilizza per suoi interessi. Rimuovere SINDACI e CONSIGLIERI comunali in odore di mafia. Bisogna intervenire anche sugli apparati burocratici compromessi , commissariandoli e se necessario licenziare i responsabili. Accertate infiltrazioni mafiose nelle pubbliche amministrazioni oltre a tagliare sindaci e consigli comunali, intervenire anche sui burocrati dirigenti, avviando procedimenti che portino al licenziamento immediato, senza attendere la condanna.Queste le proposte avanzate dalla Commissione antimafia. SANATORIE LOTTIZZAZIONI VARIANTI PIANI VOLUMETRICI IL COMUNE IN MANO AI BOSS. Ancora una volta si scopre che, come nella maggior parte dei casi, i dipendenti tratti in arresto operavano nel settore dei lavori pubblici e dell’urbanistica.

I R.O.S. a Isola delle Femmine

Legge 109/96 Disposizioni in materia di gestione e destinazione di beni sequestrati o confiscati.
Art. 2-decies. – 1. La destinazione dei beni immobili e dei beni aziendali confiscati e’ effettuata con provvedimento del direttore centrale del demanio del Ministero delle finanze, su proposta non vincolante del dirigente del competente ufficio del territorio,sulla base della stima del valore dei beni effettuata dal medesimo ufficio, acquisiti i pareri del prefetto e del sindaco del comune interessato e sentito l’amministratore di cui all’articolo2-sexies Fonte legislativa
 
 
Promemoria per il “Sindaco” Prof Portobello il geologo “Assessore” dr. Marcello Cutino il V.P. C.C. geom Dionisi:
*Maxisequestro tra cui appartamento a Isola delle Femmine
*Ordinanza 67/R.O. 4.12.05 di Sospensione dei lavori
*ROS sequestrano 15 milioni di beni ai mafiosi tra Palermo Cinisi Carini Isola delle Femmine
*Licenza Edilizia 1 del 2010 Lucido Coniglio Puglisi Baldassare
*Licenza Edilizia Riso Rosaria 26 Novembre 09 Dionisi Vincenzo
*Licenze Edilizie Crivello Crivello Costanzo Sorelle Pomiero Progettista geom Impastato Giovanni Amministratore
*P.R.G. e Comparto 1 di Isola delle Femmine
*P.R.G. Isola delle Femmine e i compromessi
*P.r.g. Isola delle Femmine
*Elauto ufficio tecnico comunale prg parcheggio pubblico
*ELAUTO variante in corso d’opera
*Concessione Edilizia in variante n 4 23.2.2010 Signor Ardizzone Giorgio
*M.A.M. s.n.c. PALazzotto Pizzerie verde e Isola ecologiche
*Solemar Consorzio Turistico Siciliano
*LA DEFICIENZA DELLA GESTIONE AMMINISTRATIVA?
*LA CALLIOPE E GLI APPARTAMENTI
*Hotel Saracen Isola Ufficio Tecnico Comunale e………..
*in questi ultimi mesi sento parlare con sempre piu’ insistenza che …
*Isola delle Femmine l’isola felice del Sindaco Portobello
*prg fasone calliope raddoppio ferroviario la paloma riepilogo …
*Ordinanza Sindacale affidamento Raccolta Rifiuti ditta AL.TA. s.r.l.
*Mafia e Dintorni
*Circolare scioglimenti Consigli Comunali LEGGE 15 luglio 2009, n. 94

*Disposizioni Pubblica Sicurezza

E’ giusto far sapere ai cittadini di Isola delle Femmine che, grazie al comportamento ostativo del Presidente del C.C., i Consiglieri non hanno mai potuto vedere lo schema di massima del P.R.G. e l’esito degli emendamenti presentati, mentre al Presidente del C.C. venivano rilasciate dal Sindaco e dal Capo dell’Ufficio Tecnico i seguenti atti più o meno illegittimi :
§ autorizzazione edilizia in sanatoria per una piscina abusiva;
§ concessione edilizia (al padre) per completamento di un fabbricato abusivo nei 150 metri dalla battigia (nel rilievo aerofotogrammetrico del 1977 il fabbricato non esiste);
§ concessione edilizia per la costruzione di un villino bifamiliare in “lotto intercluso” ove già aveva realizzato una villa unifamiliare e piscina con un’altra concessione edilizia.
CONSIDERAZIONE FINALE : ALLA FACCIA DELLA TRASPARENZA E DELLE SFINGE DI SAN GIUSEPPE.
MORALE DELLA FAVOLA : ANCORA ISOLA DELLE FEMMINE E’ SENZA UN P.R.G. E LA STORIA CONTINUA

 

Per saperne di più:
 
Gli si deve riconoscere il merito all’attuale V.P. Consiglio Comunale geom Dionisi Vincenzo nell’essersi per primo fatto promotore di una battaglia contro le infiltrazioni mafiose nella Pubblica Amministrazione di Isola delle Femmine. E’ forte in noi la determinazione dell’impegno nella lotta contro ogni tipo di ingerenza affaristico-mafioso nella gestione della Cosa Pubblica, contro la spregiudicatezza nella gestione ed aggressione perpetrata ai danni di un territorio ormai devastato. Contro il mercimonio della libera espressione del voto.
 
Noi abbiamo provato a descriverla così:
 

La Kupola della politica a Isola delle Femmine

 

La Kupola della politica a Isola delle Femmine

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, la campagna elettorale che l’ha vista “vittorioso” ancora una volta da “Sindaco” (non parliamo da “Assessore” carica ricoperta sin da quando aveva i calzoni corti), dicevamo la campagna elettorale dovrebbe esser finita, ahimè come gli esami di Eduardo De Filippo sembra non aver fine, anzi!

Quotidianamente ormai, i Cittadini di Isola delle Femmine devono sopportare il Vostro spettacolo nel fare a gara a chi la dice più lunga, a chi la spara più grossa ed in maniera veramente indecorosa sembra avere la meglio chi urla più forte. La sua Signor “Sindaco” unita a quella del geologo “Cutino” dr. Marcello e ai “Salvatori di Paese” sta’ diventando una vera e propria dissenteria verbale, una MANIA la Vostra che presta poca attenzione se quello che dite, sia o meno rispettoso nei confronti di chiunque osi mettere in discussione i VOSTRI AFFARI. Il Vostro sport preferito (a parte lo jogging mattutino praticato tra l’immondizia del paese dei suoi “Assessori”) trova la sua massima espressione nella demonizzazione di chi la pensa diversamente da Voi. Così facendo,

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, mi vado sempre più convincendo che Lei crede di parlare a Cittadini elettori smemorati che hanno dimenticato le Sue: PROMESSE dimostratesi Fasulle, i Suoi IMPEGNI dimostratosi INGANNEVOLI, i Suoi PROGETTI “ISOLA” dimostratosi progetti per Voi per i Vostri Parenti e per le vostre FAMIGGHIE.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, Lei con la Sua Company avete giocato in modo veramente sporco sui BISOGNI dei Cittadini li avete imbrogliati, avete raschiato il fondo del barile delle Casse Comunali, avete affossato l’intera economia locale aggravando così la crisi in cui versa la nostra Comunità di Isola.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello i cittadini di Isola delle Femmine (seppur momentaneamente silenziosi) sono stanchi di vivere in un paese dominato da un sistema cupola affarisitico che, una volta conquistato il potere, vive solo di rendita e lascia il paese sempre nelle stesse condizioni. Un sistema cupola all’interno del quale tutto si muove per amicizie, compiacimenti, favoritismi, clientelismo e nepotismo. Un sistema promosso favorito e sostenuto da gruppi di famigghia.

Signor “Sindaco Portobello ai Cittadini di Isola è ormai chiaro anzi “trasparente” come dice il suo consigliere signor Peloso, della netta sensazione (non solo) che state dando: il Vostro primo vero obiettivo è che in questo paese nulla deve cambiare e chi prova a contrastarVi : chi prova a farlo viene denunciato, querelato, viene emarginato, messo alla gogna, denigrato, perseguitato (quando va bene).

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello i cittadini di Isola delle Femmine sentono una gran voglia di cambiare ( ricorda le scorse elezioni? Sino a febbraio nessuno avrebbe scommesso un quarto di lira su una Sua vittoria) e per questo non riescono più a sopportare Lei e la Sua company. Mi creda Signor “Sindaco” tra questi Cittadini vi sono anche quelli che hanno votato Lei e le sue false promesse.

I Cittadini onesti ed operosi di Isola delle Femmine di fronte a questo squallore in cui versa la l’amministrazione da Lei rappresentata: Pretendono moralità, trasparenza negli atti amministrativi. Pretendono capacità e senso della responsabilità per il ruolo ricoperto.

Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello i cittadini di Isola delle Femmine pretendono che Lei e la Sua company, con atti concreti respingiate le accuse che hanno visto gruppi ben individuati di rappresentati dei POTERI FORTI (un modo diverso di dire MAFIA) AVERVI FAVORITO nella vittoria elettorale delle amministrative scorse.

Attendo da Lei Signor “Sindaco” un segnale concreto volto ad impedire a gruppi di potere economico ( a noi noti) di incidere pesantemente sulle scelte politiche-amministrative. Per salvaguardare il nostro territorio dalle aggressioni urbanistiche, i Cittadini di Isola delle Femmine Le chiedono un atto di CORAGGIO: Lei si renda garante nell’ operare una seria ed efficace azione di controllo e monitoraggio sull’operato dell’Ufficio Tecnico Comunale e sulla legittimità degli atti prodotti. La pianificazione del territorio deve essere davvero utile ai Cittadini tutti di Isola delle Femmine e non solo ai SOLITI IGNOTI(o lobby elettorali o affaristi o mafiosi decida Lei).

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello Lei concorderà certamente con me nel credere essere: diritto-dovere per chiunque qualora sussistano motivi tali da offendere chiaramente (a causa della condotta di chi è stato eletto sindaco o consigliere) l’onore, l’intelligenza e la dignità dei cittadini e delle cittadine, causando loro, direttamente o indirettamente, grave “vuoto” morale, etico, culturale, sociale ed economico: battersi per spazzare via il sistema cupola affaristico che amministra solo se stesso e mette in liquidazione il futuro di un’intera popolazione.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, respinga le accuse di mafiosità della Sua amministrazione con atti e progetti concreti che tendano a migliorare la qualità della vita dei Cittadini di Isola delle Femmine e nel contempo capaci di offrire una possibilità di crescita economica e sociale della nostra Comunità.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, respinga le accuse di mafiosità della Sua amministrazione, smentendo ciò che Lei da solo e senza che nessuno Le abbia chiesto nulla, ha affermato in un consenso del Consiglio Comunale : “…Giova ricordare, peraltro, che il personaggio proprietario del bene confiscato, in occasione delle scorse elezioni politiche sosteneva il candidato della lista “Rinascita Isolana” Rosario Rappa….”. Si renderà conto da solo Signor “Sindaco” Lei ha affermato: che le elezioni amministrative scorse sono state falsate e quindi Noi cittadini TUTTI ne abbiamo avuto un danno. Per seguirLa nel Suo discorso dovremmo dire che la Sua elezione è stata “manipolata”? oppure potremmo dire “guidata”? Se si, da chi? A Lei la risposta. Però non faccia come sempre orecchie da mercante che non risponde. Guardi che attendo, anzi con i Cittadini di Isola (non stupidi) attendiamo una Sua risposta.

Rendiamo il paese più ospitale, più colorato, più pulito e libero dall’immondizia che ormai ricopre tutti i marciapiedi di Isola, attraverso la promozione e l’incentivazione della Raccolta differenziata porta a porta spinta, progetti per la riduzione dei rifiuti e riuso creando una filiera dell’intero ciclo di vita dei rifiuti. (cooperative, consorzi e tutti gli strumenti che la nuova riforma gestione dei rifiuti prevede). Avere l’intelligenza di vedere nei rifiuti un’occasione di sviluppo economico e di difesa della salute dei cittadini.

Liberiamo l’intero litorale di Isola delle Femmine dai tanti “suk” che annualmente si creano sulle nostre spiagge rendendo poco gradevole e per niente vivibile questo nostro lungo, meraviglioso ed “invidiabile” litorale marino.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, i Cittadini di Isola delle Femmine Le chiedono un atto di CORAGGIO: tornare al buon governo della cosa pubblica, alla difesa degli interessi dell’intera comunità di Isola, ad offrire una visione al paese per fare uscire Isola delle Femmine dalla notte profonda in cui i saputelli, parolai, ambientalisti a convenienza, salvatori di paese, perfetti sconosciuti dell’ultima ora …. l’hanno impantanata per uso e consumo personale.

Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello Se proprio non Le riesce a sganciarsi da questi lacci e lacciuoli in cui l’hanno costretta, non le resta che un’unica possibilità spegnere la luce e rassegnare le Sue dimissioni naturalmente porti con sé anche la Sua company e alla “cupola degli affari” ci pensa la coscienza civile e democratica dell’intera cittadinanza di Isola delle Femmine.

Pino Ciampolillo

Mafia Isola delle Femmine?

Promemoria per il geologo “Assessore” dr. Marcello Cutino (ambientalista a cunvinienza )

DECRETO LEGISLATIVO 18 agosto 2000, n. 267 articolo 78 comma 2

2. Gli amministratori di cui all’articolo 77, comma 2, devono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o AFFINI sino al QUARTO GRADO. L’obbligo di astensione non si applica ai provvedimenti normativi o di carattere generale, quali i piani urbanistici, se non nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta fra il contenuto della deliberazione e specifici interessi dell’amministratore o di parenti o affini fino al quarto grado.
Art. 78 Affinità
L’affinità è il vincolo tra un coniuge e i parenti dell’altro coniuge.
Nella linea e nel grado in cui taluno è parente d’uno dei due coniugi, egli è affine dell’altro coniuge.
L’affinità non cessa per la morte, anche senza prole, del coniuge da cui deriva, salvo che per alcuni effetti specialmente determinati (434). Cessa se il matrimonio è dichiarato nullo, salvi gli effetti di cui all’art. 87, n. 4.

Sono affini di primo grado il suocero, genero e nuora. Sorella e fratello della moglie sono affini di secondo grado. La zia o lo ZIO della MOGLIE sono affini di TERZO GRADO. Il cugino della moglie o del marito è affine di quarto grado ed è quindi escluso dai benefici lavorativi.

(e come dice il Signor Presidente del Consiglio non ne parliamo più)
*Relazione Commissione Parlamentare Antimafia 1985
*Relazione che la Commissione parlamentare Antimafia approva seduta 6 dicembre 2000
*Copacabana Di Trapani Isola delle Femmine ………….
*GESTIONE beni confiscati legge 109 7 marzo 96 *PORTOBELLO CUTINO PALazzotto E IL GRUPPO Progetto destinano il bene confiscato
*Caserma dei Carabinieri Isola delle Femmine Opere Triennali
*Sequestro beni mafiosi a Isola delle FemmineMaxisequestro tra cui appartamento a Isola delle Femmine
*Ordinanza 67/R.O. 4.12.05 di Sospensione dei lavori

*ROS sequestrano 15 milioni di beni ai mafiosi tra Palermo Cinisi Carini Isola delle Femmine

*LA DEFICIENZA DELLA GESTIONE AMMINISTRATIVA?

Immobile sito in Isola delle Femmine Via Passaggio del Coniglio s.n.c. catasto al foglio part 632 (fonte)

I politici cambiano spesso, ma i dirigenti degli uffici tecnici restano e Cosa Nostra li utilizza per suoi interessi. Rimuovere SINDACI e CONSIGLIERI comunali in odore di mafia. Bisogna intervenire anche sugli apparati burocratici compromessi , commissariandoli e se necessario licenziare i responsabili. Accertate infiltrazioni mafiose nelle pubbliche amministrazioni oltre a tagliare sindaci e consigli comunali, intervenire anche sui burocrati dirigenti, avviando procedimenti che portino al licenziamento immediato, senza attendere la condanna.Queste le proposte avanzate dalla Commissione antimafia. SANATORIE LOTTIZZAZIONI VARIANTI PIANI VOLUMETRICI IL COMUNE IN MANO AI BOSS. Ancora una volta si scopre che, come nella maggior parte dei casi, i dipendenti tratti in arresto operavano nel settore dei lavori pubblici e dell’urbanistica.

I R.O.S. a Isola delle Femmine

Legge 109/96 Disposizioni in materia di gestione e destinazione di beni sequestrati o confiscati.
Art. 2-decies. – 1. La destinazione dei beni immobili e dei beni aziendali confiscati e’ effettuata con provvedimento del direttore centrale del demanio del Ministero delle finanze, su proposta non vincolante del dirigente del competente ufficio del territorio,sulla base della stima del valore dei beni effettuata dal medesimo ufficio, acquisiti i pareri del prefetto e del sindaco del comune interessato e sentito l’amministratore di cui all’articolo2-sexies Fonte legislativa
 
 
Promemoria per il “Sindaco” Prof Portobello il geologo “Assessore” dr. Marcello Cutino il V.P. C.C. geom Dionisi:
*Maxisequestro tra cui appartamento a Isola delle Femmine
*Ordinanza 67/R.O. 4.12.05 di Sospensione dei lavori
*ROS sequestrano 15 milioni di beni ai mafiosi tra Palermo Cinisi Carini Isola delle Femmine
*Licenza Edilizia 1 del 2010 Lucido Coniglio Puglisi Baldassare
*Licenza Edilizia Riso Rosaria 26 Novembre 09 Dionisi Vincenzo
*Licenze Edilizie Crivello Crivello Costanzo Sorelle Pomiero Progettista geom Impastato Giovanni Amministratore
*P.R.G. e Comparto 1 di Isola delle Femmine
*P.R.G. Isola delle Femmine e i compromessi
*P.r.g. Isola delle Femmine
*Elauto ufficio tecnico comunale prg parcheggio pubblico
*ELAUTO variante in corso d’opera
*Concessione Edilizia in variante n 4 23.2.2010 Signor Ardizzone Giorgio
*M.A.M. s.n.c. PALazzotto Pizzerie verde e Isola ecologiche
*Solemar Consorzio Turistico Siciliano
*LA DEFICIENZA DELLA GESTIONE AMMINISTRATIVA?
*LA CALLIOPE E GLI APPARTAMENTI
*Hotel Saracen Isola Ufficio Tecnico Comunale e………..
*in questi ultimi mesi sento parlare con sempre piu’ insistenza che …
*Isola delle Femmine l’isola felice del Sindaco Portobello
*prg fasone calliope raddoppio ferroviario la paloma riepilogo …
*Ordinanza Sindacale affidamento Raccolta Rifiuti ditta AL.TA. s.r.l.
*Mafia e Dintorni
*Circolare scioglimenti Consigli Comunali LEGGE 15 luglio 2009, n. 94

*Disposizioni Pubblica Sicurezza

E’ giusto far sapere ai cittadini di Isola delle Femmine che, grazie al comportamento ostativo del Presidente del C.C., i Consiglieri non hanno mai potuto vedere lo schema di massima del P.R.G. e l’esito degli emendamenti presentati, mentre al Presidente del C.C. venivano rilasciate dal Sindaco e dal Capo dell’Ufficio Tecnico i seguenti atti più o meno illegittimi :
§ autorizzazione edilizia in sanatoria per una piscina abusiva;
§ concessione edilizia (al padre) per completamento di un fabbricato abusivo nei 150 metri dalla battigia (nel rilievo aerofotogrammetrico del 1977 il fabbricato non esiste);
§ concessione edilizia per la costruzione di un villino bifamiliare in “lotto intercluso” ove già aveva realizzato una villa unifamiliare e piscina con un’altra concessione edilizia.
CONSIDERAZIONE FINALE : ALLA FACCIA DELLA TRASPARENZA E DELLE SFINGE DI SAN GIUSEPPE.
MORALE DELLA FAVOLA : ANCORA ISOLA DELLE FEMMINE E’ SENZA UN P.R.G. E LA STORIA CONTINUA

 

Per saperne di più:
 
Gli si deve riconoscere il merito all’attuale V.P. Consiglio Comunale geom Dionisi Vincenzo nell’essersi per primo fatto promotore di una battaglia contro le infiltrazioni mafiose nella Pubblica Amministrazione di Isola delle Femmine. E’ forte in noi la determinazione dell’impegno nella lotta contro ogni tipo di ingerenza affaristico-mafioso nella gestione della Cosa Pubblica, contro la spregiudicatezza nella gestione ed aggressione perpetrata ai danni di un territorio ormai devastato. Contro il mercimonio della libera espressione del voto.
 
Noi abbiamo provato a descriverla così:
 

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