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Marco Maiorana una giovane vita………………………….

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2 pensieri su “Marco Maiorana una giovane vita………………………….

  1. Marco Maiorana una giovane vita………………………….

    Palermo 9 Gennaio 2009

    Sono ancora scosso dalla giornata di ieri al funerale di Marco Maiorana. Tantissimi erano i giovani presenti alla funzione funebre. Compagni di studio amici di infanzia e tanti tanti GIOVANI. La sua bara era di colore bianco, il colore dell’innocenza il colore su cui tutto si può scrivere, descrivere raccontare dipingere……..
    La sua mamma e Amica Rossella ebbe a dire che il bianco era quello del quaderno su cui scrivere la storia di ognuno di noi.
    Una storia che purtroppo ci è stata derubata in questa terra di Sicilia. La storia della NOSTRA vita.
    Marco, come è stato detto nell’omelia il reverendo Caputo, era fragile. Marco, non ha avuto il tempo di scrivere la sua storia, forse i suoi segreti erano montagne che si addossavano pesantemente sulle sue giovani spalle, ma soprattutto sulla Sua giovane anima. Lui, Marco, “prepotentemente” in quel lancio nel vuoto ha voluto lanciare un “urlo” per liberare la propria angoscia che opprimeva e terrorizzava la sua anima.

    Ciao Marco Pino Ciampolillo

    Svolti a Palermo i funerali di Marco Maiorana oggi, 07 gennaio 2009 Con una messa officiata da Don Calogero Caputo si sono svolti nella parrocchia Mater Misericordiae i funerali di Marco Maiorana, 22 anni, il giovane che ieri si è suicidato lanciandosi dal balcone del suo appartamento al settimo piano in via Generale Arimondi a Palermo. Un lungo applauso ha accompagnato la bara bianca di Marco Maiorana, all’uscita dalla chiesa dove si sono svolti i funerali cui hanno partecipato oltre 600 persone tra cui centinaia di ragazzi. La bara sarà sepolta nel cimitero di Monreale. Rossella Accardo, la madre del giovane suicida, è stata abbracciata da centinaia di persone molte delle quali non credono che Antonio e Stefano Maiorana, padre e fratello di Marco, siano ancora vivi. “Il padre – dice una donna – voleva molto bene al figlio e i fratelli erano legatissimi. Non avrebbero permesso una tragedia come questa”. Marco non ha sopportato il peso della vicenda del fratello Stefano, 23 anni, e del padre Antonio, 48 anni, scomparsi da Palermo il 3 agosto 2007 e visti in Spagna da alcuni testimoni nel maggio dello scorso anno. Negli ultimi mesi il giovane, evidentemente depresso, era stato anche visitato da uno psicologo. Davanti alla bara bianca è stata posta una grande foto di Marco sorridente. Sul feretro sono state posti diversi mazzi di fiori tra cui la coroncina di rose bianche della madre. Alla cerimonia hanno assistito decine di amici e compagni di università del giovane. La madre, Rossella Accardo si è seduta e ha pianto con grida strazianti. Ai funerali hanno partecipato anche Vincenzo e Rosalia Maiorana, i nonni paterni di Marco, che però non erano seduti accanto ai familiari materni ma in un’altra fila di panche.

    http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/39974/svolti-palermo-funerali-marco-maiorana.htm

    Niente autopsia sul cadavere di Marco Maiorana oggi, 07 gennaio 2009 Niente autopsia sul cadavere di Marco Maiorana, 21 anni, il figlio minore dell’imprenditore Antonio Maiorana, 48 anni, scomparso nell’agosto del 2007 insieme con il figlio Stefano di 23 anni. Marco si e’ suicidato ieri sera gettandosi dal settimo piano della sua abitazione in via Arimondi a Palermo. I pm Francesco Del Bene e Gartano Paci, che coordinano l’inchiesta sulla sparizione dei due imprenditori, hanno deciso di non disporre l’esame autoptico sul cadavere del giovane. Marco Maiorana, come ricostruito dagli inquirenti, ieri sera era stato accompagnato dalla madre, Rossella Accardo, nell’appartamento di Via Arimondi, dove aveva vissuto con il padre e il fratello, prima della sparizione dei due familiari. Negli ultimi mesi si era trasferito a casa della madre, separata da Antonio Maiorana. Fonte: adnkronos

    http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/39908/niente-autopsia-cadavere-marco-maiorana.htm

    Un altro suicidio dopo quello di Tanino Lo Presti, un altro enigma a Palermo.

    Si getta dal settimo piano Marco Maiorana, figlio 22enne dell’imprenditore scomparso col figlio maggiore. C’entra Cosa Nostra o lo sconforto? 06 gennaio 2009

    Una storia terribile, una tragedia familiare dai contorni ancora oscuri, una giovane vita spezzata. Si è suicidato lanciandosi dal settimo piano di un palazzo a Palermo, Marco Maiorana, figlio dell’imprenditore edile Antonio Maiorana, 48 anni e fratello di Stefano, di 23 anni, scomparsi il 3 agosto nel nulla. Di loro si erano perse le tracce. Poi a dicembre scorso, sarebbero stati visti e riconosciuti a Barcellona da due turisti italiani, grazie alle immagini della trasmissione “Chi l’ha visto?” e alcune foto diffuse da un settimanale. Alla testimonianza dei turisti sono seguiti i riscontri “positivi” degli investigatori italiani, andati in Spagna. Poi nulla.

    Che cosa ha provocato il gesto estremo del ragazzo? Di sicuro ha trascorso giornate tremende. Ha subito la perdita delle persone più care, ha creduto che fossero stati vittime della lupara bianca. La pista degli inquirenti ha seguito, subito dopo la scomparsa, questa ipotesi. Ma non è stato escluso nulla. Poi l’identificazione in Spagna del padre e del fratello, la speranza di rivederli e la nuova delusione. Il ragazzo deve essersi chiesto perché il padre, dopo essersi separato dalla madre ed avere vissuto con un’altra donna, lo abbia abbandonato, lo abbia preferito al fratello. Al povero ragazzo è stato fatto credere che fossero morti, senza quel casuale “avvistamento” in Spagna non avrebbe mai saputo che padre e fratello erano ancora vivi. Abbandonato e tradito, dunque. Ciò che è successo dopo l’identificazione in Spagna è stato ancora più terribile della stessa scomparsa. Il sapere che il padre e il fratello avevano deciso di “morire” per lui e la madre, potrebbe averlo destabilizzato. Ma le nostre sono solo ipotesi, non corroborate da fatti. Gli inquirenti ricostruiranno le ultime ore del ragazzo, quale causa scatenante ha provocato il gesto estremo. Anche le circostanze, assai particolari, saranno al vaglio degli inquirenti. Va tenuto, infine, in gran conto il fatto che la scomparsa del padre e del fratello sia legata all’impresa edilizia dei Maiorana e ai rapporti di questo con alcune famiglie mafiose. Vittima o colluso? Si è parlato di una “malacreanza” del Maiorana nei confronti di un boss, o di un patto non rispettato. Potrebbe esserci un legame fra il suicidio di Marco Maiorana e queste oscure vicende? Se così fosse ci troveremmo di fronte al secondo suicidio collegabile a Cosa Nostra. Appena due settimane or sono, il boss Tanino Lo Presti si è ammazzato con la sua cintura in una cella del carcere di Pagliarelli a poche ore dalla sua cattura. L’autopsia effettuata sul corpo del boss, trovato morto in carcere alcune ore dopo il suo ingresso in cella, ha confermato l’ipotesi che il boss si sia impiccato con la cintura dei suoi pantaloni. Tanino Lo Presti, tuttavia, era un uomo dal carattere forte ed aveva già vissuto in carcere a lungo. E’ difficile credere che il gesto sia stato motivato dallo sconforto seguito alla carcerazione. Un mistero, dunque. Anche la morte di Marco, fino a quando non saranno chiariti i motivi del gesto, resta un mistero. L’ex moglie di Antonio Maiorana, Rossella Accardo, non aveva mai creduto nella morte del marito e del figlio, anche quando sembrava certo che fossero stati inghiottiti dalla lupara bianca. La donna propendeva per l’ipotesi del sequestro, e insieme ad altri parenti, due mesi dopo la scomparsa aveva organizzato una fiaccolata per le vie di Palermo, e prima dello scorso Natale ha fatto affiggere duemila manifesti per “non dimenticare” sui muri della città. Marco Maiorana (a sinistra nella foto con il fratello) era ritornato da pochi giorni nell’appartamento di via Arimondi dove martedi sera, il giorno dell’Epifania, si é suicidato. In questa casa aveva abitato insieme al fratello Stefano fino al giorno della sua scomparsa. Marco si era poi trasferito a casa della madre. Quando si è ucciso nella casa vi erano alcuni suoi familiari. Anche questa circostanza sarà attentamente vagliata dagli inquirenti. Che cosa ha fatto scattare il gesto disperato? Marco aveva 22 anni. Si è lanciato nel vuoto e il suo corpo è finito nel cortile che si trova all’interno di un commissariato di Polizia. Davanti al portone vi sono decine di giovani. La madre del ragazzo, Rosella Accardo é rimasta sotto choc e ha urlato “ridatemi mio figlio”. E’ rimasta a lungo seduta dentro un’auto, ed è stata visitata dai medici del 118. In serata è stato sequestrato dai magistrati il pc di Marco. Le indagini sul suicidio sono condotte dai sostituti Francesco Del Bene e Gaetano Paci.

    http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/39880/imprenditori-scomparsi-suicida-palermo-figlio-maiorana.htm

    Marco voleva tornare a vivere nell’appartamento che divideva col fratello prima della scomparsa. Forse non ha più sopportato il peso della vicenda 06 gennaio 2009 E’ rientrato a casa poco dopo le 18, in via Generale Arimondi a Palermo, dove ha trovato Vincenzo e Rosalia Maiorana, i nonni paterni. Poi Marco, 22 anni, si è chiuso in una stanza e si è lanciato nel vuoto dal settimo piano, cadendo in un cortile interno del commissariato “Libertà”. Marco Maiorana non ha più sopportato il peso della vicenda del fratello Stefano, 23 anni, e del padre Antonio, 48 anni, scomparsi da Palermo il 3 agosto 2007 e visti in Spagna da alcuni testimoni nel maggio dello scorso anno. Non ha lasciato alcun biglietto, nessun messaggio, ha solo deciso di farla finita con un dolore opprimente che lo aveva indotto a una depressione di cui la madre, Rossella Accardo, si era accorta. Per questo Marco era stato portato da uno psicologo. Il sostituto procuratore Francesco Del Bene ha ascoltato i nonni del ragazzo mentre la madre era chiusa dentro la sua auto, in strada, gridando il proprio dolore e piangendo straziata. Gli infermieri del “118” le hanno misurato la pressione e le hanno dato un calmante. Secondo le testimonianze, Marco voleva tornare a vivere nell’ appartamento che divideva col fratello prima della scomparsa. Aveva preso due zainetti con qualche capo d’abbigliamento ed era andato in via Arimondi. Rossella Accardo, per nulla tranquilla, aveva dato incarico ai nonni di tenerlo d’occhio. Ma non è bastato. Marco Maiorana frequentava il secondo anno di Giurisprudenza, aveva superato gli esami di cinque materie. Poi la storiaccia del padre e del fratello, che secondo le prime ipotesi potevano essere stati vittime della “lupara bianca”, e la successiva notizia che i due facevano la bella vita a Barcellona dov’erano stati visti in discoteca a spendere mazzette di euro in locali con belle donne, lo avevano costretto ad abbandonare gli studi e a non avere la mente tranquilla per riprenderli. Ma i suoi amici e i suoi compagni di Università non lo avevano dimenticato e infatti decine di ragazzi e ragazze, in lacrime o col viso contratto dal dolore, bisbigliavano ricordandolo, sotto l’edificio da cui si era gettato poche ore prima. La polizia ha sequestrato il computer del giovane per esaminarlo attentamente, cercando magari un contatto con i congiunti spariti o per scoprire quali pensieri abbiano attraversato la sua mente prima di compiere il tragico gesto. Dopo la notizia del ritrovamento dei Maiorana, l’ex moglie dell’imprenditore, madre di Stefano e Marco, aveva detto: “Sono felice perché mio figlio è vivo. Tutto avrei potuto immaginare tranne che fossero fuggiti insieme, che Stefano avesse potuto seguire il mio ex marito. Ora mi auguro che torni ad essere quel bambino che ho partorito e abbandoni quella strada maledetta che percorreva con suo padre”. La donna era poi andata a Barcellona con una troupe televisiva, dicendo di aver trovato altri testimoni che avevano visto l’ex marito e il figlio. Una gioia durata poco meno di un mese, prima che quest’altra tragedia le piombasse addosso. Ruggero Farkas Fonte: ansa

    http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/39898/marco-voleva-tornare-vivere-nellappartamento-divideva-fratello-prima-della-scomparsa-forse-sopportato-peso-della-vicenda.htm
    Il giovane si è buttato da una finestra. Il padre Antonio e il fratello Stefano scomparvero lo scorso 3 agosto. Il mese scorso sono stati visti in Spagna Palermo, si uccide Marco Maiorana figlio dell’imprenditore sparito La moglie ha sempre sostenuto la tesi del sequestro Il ragazzo, forse, aveva avuto un ruolo di collegamento con i famigliari di ALESSANDRA ZINITI PALERMO – In quella casa dove abitava con il fratello scomparso insieme al padre da più di un anno era tornato solo da poche settimane. Questa sera, dopo una giornata pesante, un pranzo di famiglia finito nell’ennesima dura discussione sulla sorte e sulle responsabilità dei suoi familiari, Marco Maiorana, 22 anni, ha aperto la porta finestra del balcone e si è buttato giù dal settimo piano portando via con sé quei segreti che forse custodiva sul mistero di Antonio e Stefano Maiorana, l’imprenditore palermitano scomparso con il figlio ventitreenne Stefano nell’agosto 2007 e riavvistato a maggio in una nota discoteca di Barcellona in Spagna dopo essere stati creduti vittime della lupara bianca per più di un anno. Il giovane si è lanciato nel vuoto e il suo corpo è finito nel cortile che si trova all’interno di un commissariato di Polizia. Davanti al portone vi sono decine di amici. La madre del ragazzo, Rosella Accardo è sotto choc e urla “ridatemi mio figlio”. E’ seduta dentro un’auto, ed è stata visitata dai medici del 118. Un mistero, quello dei Maiorana, che le indagini dei carabinieri coordinate dalle Dda di Palermo non sono riuscite ancora a risolvere e che sono arrivate ad una svolta in primavera quando due turisti calabresi in vacanza in Spagna avevano riconosciuto nelle foto dei Maiorana quei due italiani incontrati alla discoteca Pacha di Barcellona. E proprio nella città spagnola Marco, il figlio minore di Maiorana, si era recato qualche giorno prima in un viaggio improvviso che aveva insospettito la madre Rossella Accardo, ex moglie dell’imprenditore. Da qui il sospetto, aggravato dal fatto che qualcuno doveva avere subito avvertito gli imprenditori dell’avvistamento, che Marco in realtà sapesse sin dall’inizio che i suoi familiari non erano morti ma fuggiti via per un motivo ancora tutto da chiarire, probabilmente una truffa da cinque milioni di euro per la realizzazione di alcune villette di edilizia popolare, un cantiere in cui Maiorana era in società con imprenditori vicini ad ambienti mafiosi. Gli inquirenti hanno sequestrato il pc del giovane suicida.

    http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/cronaca/maiorana-suicidio/maiorana-suicidio/maiorana-suicidio.html?rss

    http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/01/svolti-palermo-i-funerali-di-marco_3764.html

  2. Marco Maiorana non c’e’ piu’ 03:39 – 3 anni fa Un altro suicidio dopo quello di Tanino Lo Presti, un altro enigma a Palermo. Si getta dal settimo piano Marco Maiorana, figlio 22enne dell’imprenditore scomparso col figlio maggiore. C’entra Cosa Nostra o lo sconforto? 06 gennaio 2009 Una storia terribile, una tragedia familiare dai contorni ancora oscuri, una giovane vita spezzata. Si è suicidato lanciandosi dal settimo piano di un palazzo a Palermo, Marco Maiorana, figlio dell’imprenditore edile Antonio Maiorana, 48 anni e fratello di Stefano, di 23 anni, scomparsi il 3 agosto nel nulla. Di loro si erano perse le tracce. Poi a dicembre scorso, sarebbero stati visti e riconosciuti a Barcellona da due turisti italiani, grazie alle immagini della trasmissione “Chi l’ha visto?” e alcune foto diffuse da un settimanale. Alla testimonianza dei turisti sono seguiti i riscontri “positivi” degli investigatori italiani, andati in Spagna. Poi nulla. Che cosa ha provocato il gesto estremo del ragazzo? Di sicuro ha trascorso giornate tremende. Ha subito la perdita delle persone più care, ha creduto che fossero stati vittime della lupara bianca. La pista degli inquirenti ha seguito, subito dopo la scomparsa, questa ipotesi. Ma non è stato escluso nulla. Poi l’identificazione in Spagna del padre e del fratello, la speranza di rivederli e la nuova delusione. Il ragazzo deve essersi chiesto perché il padre, dopo essersi separato dalla madre ed avere vissuto con un’altra donna, lo abbia abbandonato, lo abbia preferito al fratello. Al povero ragazzo è stato fatto credere che fossero morti, senza quel casuale “avvistamento” in Spagna non avrebbe mai saputo che padre e fratello erano ancora vivi. Abbandonato e tradito, dunque. Ciò che è successo dopo l’identificazione in Spagna è stato ancora più terribile della stessa scomparsa. Il sapere che il padre e il fratello avevano deciso di “morire” per lui e la madre, potrebbe averlo destabilizzato. Ma le nostre sono solo ipotesi, non corroborate da fatti. Gli inquirenti ricostruiranno le ultime ore del ragazzo, quale causa scatenante ha provocato il gesto estremo. Anche le circostanze, assai particolari, saranno al vaglio degli inquirenti. Va tenuto, infine, in gran conto il fatto che la scomparsa del padre e del fratello sia legata all’impresa edilizia dei Maiorana e ai rapporti di questo con alcune famiglie mafiose. Vittima o colluso? Si è parlato di una “malacreanza” del Maiorana nei confronti di un boss, o di un patto non rispettato. Potrebbe esserci un legame fra il suicidio di Marco Maiorana e queste oscure vicende? Se così fosse ci troveremmo di fronte al secondo suicidio collegabile a Cosa Nostra. Appena due settimane or sono, il boss Tanino Lo Presti si è ammazzato con la sua cintura in una cella del carcere di Pagliarelli a poche ore dalla sua cattura. L’autopsia effettuata sul corpo del boss, trovato morto in carcere alcune ore dopo il suo ingresso in cella, ha confermato l’ipotesi che il boss si sia impiccato con la cintura dei suoi pantaloni. Tanino Lo Presti, tuttavia, era un uomo dal carattere forte ed aveva già vissuto in carcere a lungo. E’ difficile credere che il gesto sia stato motivato dallo sconforto seguito alla carcerazione. Un mistero, dunque. Anche la morte di Marco, fino a quando non saranno chiariti i motivi del gesto, resta un mistero. L’ex moglie di Antonio Maiorana, Rossella Accardo, non aveva mai creduto nella morte del marito e del figlio, anche quando sembrava certo che fossero stati inghiottiti dalla lupara bianca. La donna propendeva per l’ipotesi del sequestro, e insieme ad altri parenti, due mesi dopo la scomparsa aveva organizzato una fiaccolata per le vie di Palermo, e prima dello scorso Natale ha fatto affiggere duemila manifesti per “non dimenticare” sui muri della città. Marco Maiorana (a sinistra nella foto con il fratello) era ritornato da pochi giorni nell’appartamento di via Arimondi dove martedi sera, il giorno dell’Epifania, si é suicidato. In questa casa aveva abitato insieme al fratello Stefano fino al giorno della sua scomparsa. Marco si era poi trasferito a casa della madre. Quando si è ucciso nella casa vi erano alcuni suoi familiari. Anche questa circostanza sarà attentamente vagliata dagli inquirenti. Che cosa ha fatto scattare il gesto disperato? Marco aveva 22 anni. Si è lanciato nel vuoto e il suo corpo è finito nel cortile che si trova all’interno di un commissariato di Polizia. Davanti al portone vi sono decine di giovani. La madre del ragazzo, Rosella Accardo é rimasta sotto choc e ha urlato “ridatemi mio figlio”. E’ rimasta a lungo seduta dentro un’auto, ed è stata visitata dai medici del 118. In serata è stato sequestrato dai magistrati il pc di Marco. Le indagini sul suicidio sono condotte dai sostituti Francesco Del Bene e Gaetano Paci. http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/39880/imprenditori-scomparsi-suicida-palermo-figlio-maiorana.htm Marco voleva tornare a vivere nell’appartamento che divideva col fratello prima della scomparsa. Forse non ha più sopportato il peso della vicenda 06 gennaio 2009 E’ rientrato a casa poco dopo le 18, in via Generale Arimondi a Palermo, dove ha trovato Vincenzo e Rosalia Maiorana, i nonni paterni. Poi Marco, 22 anni, si è chiuso in una stanza e si è lanciato nel vuoto dal settimo piano, cadendo in un cortile interno del commissariato “Libertà”. Marco Maiorana non ha più sopportato il peso della vicenda del fratello Stefano, 23 anni, e del padre Antonio, 48 anni, scomparsi da Palermo il 3 agosto 2007 e visti in Spagna da alcuni testimoni nel maggio dello scorso anno. Non ha lasciato alcun biglietto, nessun messaggio, ha solo deciso di farla finita con un dolore opprimente che lo aveva indotto a una depressione di cui la madre, Rossella Accardo, si era accorta. Per questo Marco era stato portato da uno psicologo. Il sostituto procuratore Francesco Del Bene ha ascoltato i nonni del ragazzo mentre la madre era chiusa dentro la sua auto, in strada, gridando il proprio dolore e piangendo straziata. Gli infermieri del “118” le hanno misurato la pressione e le hanno dato un calmante. Secondo le testimonianze, Marco voleva tornare a vivere nell’ appartamento che divideva col fratello prima della scomparsa. Aveva preso due zainetti con qualche capo d’abbigliamento ed era andato in via Arimondi. Rossella Accardo, per nulla tranquilla, aveva dato incarico ai nonni di tenerlo d’occhio. Ma non è bastato. Marco Maiorana frequentava il secondo anno di Giurisprudenza, aveva superato gli esami di cinque materie. Poi la storiaccia del padre e del fratello, che secondo le prime ipotesi potevano essere stati vittime della “lupara bianca”, e la successiva notizia che i due facevano la bella vita a Barcellona dov’erano stati visti in discoteca a spendere mazzette di euro in locali con belle donne, lo avevano costretto ad abbandonare gli studi e a non avere la mente tranquilla per riprenderli. Ma i suoi amici e i suoi compagni di Università non lo avevano dimenticato e infatti decine di ragazzi e ragazze, in lacrime o col viso contratto dal dolore, bisbigliavano ricordandolo, sotto l’edificio da cui si era gettato poche ore prima. La polizia ha sequestrato il computer del giovane per esaminarlo attentamente, cercando magari un contatto con i congiunti spariti o per scoprire quali pensieri abbiano attraversato la sua mente prima di compiere il tragico gesto. Dopo la notizia del ritrovamento dei Maiorana, l’ex moglie dell’imprenditore, madre di Stefano e Marco, aveva detto: “Sono felice perché mio figlio è vivo. Tutto avrei potuto immaginare tranne che fossero fuggiti insieme, che Stefano avesse potuto seguire il mio ex marito. Ora mi auguro che torni ad essere quel bambino che ho partorito e abbandoni quella strada maledetta che percorreva con suo padre”. La donna era poi andata a Barcellona con una troupe televisiva, dicendo di aver trovato altri testimoni che avevano visto l’ex marito e il figlio. Una gioia durata poco meno di un mese, prima che quest’altra tragedia le piombasse addosso. Ruggero Farkas Fonte: ansa http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/39898/marco-voleva-tornare-vivere-nellappartamento-divideva-fratello-prima-della-scomparsa-forse-sopportato-peso-della-vicenda.htm Il giovane si è buttato da una finestra. Il padre Antonio e il fratello Stefano scomparvero lo scorso 3 agosto. Il mese scorso sono stati visti in Spagna Palermo, si uccide Marco Maiorana figlio dell’imprenditore sparito La moglie ha sempre sostenuto la tesi del sequestro Il ragazzo, forse, aveva avuto un ruolo di collegamento con i famigliari di ALESSANDRA ZINITI PALERMO – In quella casa dove abitava con il fratello scomparso insieme al padre da più di un anno era tornato solo da poche settimane. Questa sera, dopo una giornata pesante, un pranzo di famiglia finito nell’ennesima dura discussione sulla sorte e sulle responsabilità dei suoi familiari, Marco Maiorana, 22 anni, ha aperto la porta finestra del balcone e si è buttato giù dal settimo piano portando via con sé quei segreti che forse custodiva sul mistero di Antonio e Stefano Maiorana, l’imprenditore palermitano scomparso con il figlio ventitreenne Stefano nell’agosto 2007 e riavvistato a maggio in una nota discoteca di Barcellona in Spagna dopo essere stati creduti vittime della lupara bianca per più di un anno. Il giovane si è lanciato nel vuoto e il suo corpo è finito nel cortile che si trova all’interno di un commissariato di Polizia. Davanti al portone vi sono decine di amici. La madre del ragazzo, Rosella Accardo è sotto choc e urla “ridatemi mio figlio”. E’ seduta dentro un’auto, ed è stata visitata dai medici del 118. Un mistero, quello dei Maiorana, che le indagini dei carabinieri coordinate dalle Dda di Palermo non sono riuscite ancora a risolvere e che sono arrivate ad una svolta in primavera quando due turisti calabresi in vacanza in Spagna avevano riconosciuto nelle foto dei Maiorana quei due italiani incontrati alla discoteca Pacha di Barcellona. E proprio nella città spagnola Marco, il figlio minore di Maiorana, si era recato qualche giorno prima in un viaggio improvviso che aveva insospettito la madre Rossella Accardo, ex moglie dell’imprenditore. Da qui il sospetto, aggravato dal fatto che qualcuno doveva avere subito avvertito gli imprenditori dell’avvistamento, che Marco in realtà sapesse sin dall’inizio che i suoi familiari non erano morti ma fuggiti via per un motivo ancora tutto da chiarire, probabilmente una truffa da cinque milioni di euro per la realizzazione di alcune villette di edilizia popolare, un cantiere in cui Maiorana era in società con imprenditori vicini ad ambienti mafiosi. Gli inquirenti hanno sequestrato il pc del giovane suicida. http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/cronaca/maiorana-suicidio/maiorana-suicidio/maiorana-suicidio.html?rss http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/01/svolti-palermo-i-funerali-di-marco_3764.html Marco Maiorana una giovane vita…………………………. Palermo 9 Gennaio 2009 Sono ancora scosso dalla giornata di ieri al funerale di Marco Maiorana. Tantissimi erano i giovani presenti alla funzione funebre. Compagni di studio amici di infanzia e tanti tanti GIOVANI. La sua bara era di colore bianco, il colore dell’innocenza il colore su cui tutto si può scrivere, descrivere raccontare dipingere…….. La sua mamma e Amica Rossella ebbe a dire che il bianco era quello del quaderno su cui scrivere la storia di ognuno di noi. Una storia che purtroppo ci è stata derubata in questa terra di Sicilia. La storia della NOSTRA vita. Marco, come è stato detto nell’omelia il reverendo Caputo, era fragile. Marco, non ha avuto il tempo di scrivere la sua storia, forse i suoi segreti erano montagne che si addossavano pesantemente sulle sue giovani spalle, ma soprattutto sulla Sua giovane anima. Lui, Marco, “prepotentemente” in quel lancio nel vuoto ha voluto lanciare un “urlo” per liberare la propria angoscia che opprimeva e terrorizzava la sua anima. Ciao Marco Pino Ciampolillo Svolti a Palermo i funerali di Marco Maiorana oggi, 07 gennaio 2009 Con una messa officiata da Don Calogero Caputo si sono svolti nella parrocchia Mater Misericordiae i funerali di Marco Maiorana, 22 anni, il giovane che ieri si è suicidato lanciandosi dal balcone del suo appartamento al settimo piano in via Generale Arimondi a Palermo. Un lungo applauso ha accompagnato la bara bianca di Marco Maiorana, all’uscita dalla chiesa dove si sono svolti i funerali cui hanno partecipato oltre 600 persone tra cui centinaia di ragazzi. La bara sarà sepolta nel cimitero di Monreale. Rossella Accardo, la madre del giovane suicida, è stata abbracciata da centinaia di persone molte delle quali non credono che Antonio e Stefano Maiorana, padre e fratello di Marco, siano ancora vivi. “Il padre – dice una donna – voleva molto bene al figlio e i fratelli erano legatissimi. Non avrebbero permesso una tragedia come questa”. Marco non ha sopportato il peso della vicenda del fratello Stefano, 23 anni, e del padre Antonio, 48 anni, scomparsi da Palermo il 3 agosto 2007 e visti in Spagna da alcuni testimoni nel maggio dello scorso anno. Negli ultimi mesi il giovane, evidentemente depresso, era stato anche visitato da uno psicologo. Davanti alla bara bianca è stata posta una grande foto di Marco sorridente. Sul feretro sono state posti diversi mazzi di fiori tra cui la coroncina di rose bianche della madre. Alla cerimonia hanno assistito decine di amici e compagni di università del giovane. La madre, Rossella Accardo si è seduta e ha pianto con grida strazianti. Ai funerali hanno partecipato anche Vincenzo e Rosalia Maiorana, i nonni paterni di Marco, che però non erano seduti accanto ai familiari materni ma in un’altra fila di panche. http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/39974/svolti-palermo-funerali-marco-maiorana.htm Niente autopsia sul cadavere di Marco Maiorana oggi, 07 gennaio 2009 Niente autopsia sul cadavere di Marco Maiorana, 21 anni, il figlio minore dell’imprenditore Antonio Maiorana, 48 anni, scomparso nell’agosto del 2007 insieme con il figlio Stefano di 23 anni. Marco si e’ suicidato ieri sera gettandosi dal settimo piano della sua abitazione in via Arimondi a Palermo. I pm Francesco Del Bene e Gartano Paci, che coordinano l’inchiesta sulla sparizione dei due imprenditori, hanno deciso di non disporre l’esame autoptico sul cadavere del giovane. Marco Maiorana, come ricostruito dagli inquirenti, ieri sera era stato accompagnato dalla madre, Rossella Accardo, nell’appartamento di Via Arimondi, dove aveva vissuto con il padre e il fratello, prima della sparizione dei due familiari. Negli ultimi mesi si era trasferito a casa della madre, separata da Antonio Maiorana. Fonte: adnkronos http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/39908/niente-autopsia-cadavere-marco-maiorana.htm Un altro suicidio dopo quello di Tanino Lo Presti, un altro enigma a Palermo. Si getta dal settimo piano Marco Maiorana, figlio 22enne dell’imprenditore scomparso col figlio maggiore. C’entra Cosa Nostra o lo sconforto? 06 gennaio 2009 Una storia terribile, una tragedia familiare dai contorni ancora oscuri, una giovane vita spezzata. Si è suicidato lanciandosi dal settimo piano di un palazzo a Palermo, Marco Maiorana, figlio dell’imprenditore edile Antonio Maiorana, 48 anni e fratello di Stefano, di 23 anni, scomparsi il 3 agosto nel nulla. Di loro si erano perse le tracce. Poi a dicembre scorso, sarebbero stati visti e riconosciuti a Barcellona da due turisti italiani, grazie alle immagini della trasmissione “Chi l’ha visto?” e alcune foto diffuse da un settimanale. Alla testimonianza dei turisti sono seguiti i riscontri “positivi” degli investigatori italiani, andati in Spagna. Poi nulla. Che cosa ha provocato il gesto estremo del ragazzo? Di sicuro ha trascorso giornate tremende. Ha subito la perdita delle persone più care, ha creduto che fossero stati vittime della lupara bianca. La pista degli inquirenti ha seguito, subito dopo la scomparsa, questa ipotesi. Ma non è stato escluso nulla. Poi l’identificazione in Spagna del padre e del fratello, la speranza di rivederli e la nuova delusione. Il ragazzo deve essersi chiesto perché il padre, dopo essersi separato dalla madre ed avere vissuto con un’altra donna, lo abbia abbandonato, lo abbia preferito al fratello. Al povero ragazzo è stato fatto credere che fossero morti, senza quel casuale “avvistamento” in Spagna non avrebbe mai saputo che padre e fratello erano ancora vivi. Abbandonato e tradito, dunque. Ciò che è successo dopo l’identificazione in Spagna è stato ancora più terribile della stessa scomparsa. Il sapere che il padre e il fratello avevano deciso di “morire” per lui e la madre, potrebbe averlo destabilizzato. Ma le nostre sono solo ipotesi, non corroborate da fatti. Gli inquirenti ricostruiranno le ultime ore del ragazzo, quale causa scatenante ha provocato il gesto estremo. Anche le circostanze, assai particolari, saranno al vaglio degli inquirenti. Va tenuto, infine, in gran conto il fatto che la scomparsa del padre e del fratello sia legata all’impresa edilizia dei Maiorana e ai rapporti di questo con alcune famiglie mafiose. Vittima o colluso? Si è parlato di una “malacreanza” del Maiorana nei confronti di un boss, o di un patto non rispettato. Potrebbe esserci un legame fra il suicidio di Marco Maiorana e queste oscure vicende? Se così fosse ci troveremmo di fronte al secondo suicidio collegabile a Cosa Nostra. Appena due settimane or sono, il boss Tanino Lo Presti si è ammazzato con la sua cintura in una cella del carcere di Pagliarelli a poche ore dalla sua cattura. L’autopsia effettuata sul corpo del boss, trovato morto in carcere alcune ore dopo il suo ingresso in cella, ha confermato l’ipotesi che il boss si sia impiccato con la cintura dei suoi pantaloni. Tanino Lo Presti, tuttavia, era un uomo dal carattere forte ed aveva già vissuto in carcere a lungo. E’ difficile credere che il gesto sia stato motivato dallo sconforto seguito alla carcerazione. Un mistero, dunque. Anche la morte di Marco, fino a quando non saranno chiariti i motivi del gesto, resta un mistero. L’ex moglie di Antonio Maiorana, Rossella Accardo, non aveva mai creduto nella morte del marito e del figlio, anche quando sembrava certo che fossero stati inghiottiti dalla lupara bianca. La donna propendeva per l’ipotesi del sequestro, e insieme ad altri parenti, due mesi dopo la scomparsa aveva organizzato una fiaccolata per le vie di Palermo, e prima dello scorso Natale ha fatto affiggere duemila manifesti per “non dimenticare” sui muri della città. Marco Maiorana (a sinistra nella foto con il fratello) era ritornato da pochi giorni nell’appartamento di via Arimondi dove martedi sera, il giorno dell’Epifania, si é suicidato. In questa casa aveva abitato insieme al fratello Stefano fino al giorno della sua scomparsa. Marco si era poi trasferito a casa della madre. Quando si è ucciso nella casa vi erano alcuni suoi familiari. Anche questa circostanza sarà attentamente vagliata dagli inquirenti. Che cosa ha fatto scattare il gesto disperato? Marco aveva 22 anni. Si è lanciato nel vuoto e il suo corpo è finito nel cortile che si trova all’interno di un commissariato di Polizia. Davanti al portone vi sono decine di giovani. La madre del ragazzo, Rosella Accardo é rimasta sotto choc e ha urlato “ridatemi mio figlio”. E’ rimasta a lungo seduta dentro un’auto, ed è stata visitata dai medici del 118. In serata è stato sequestrato dai magistrati il pc di Marco. Le indagini sul suicidio sono condotte dai sostituti Francesco Del Bene e Gaetano Paci. http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/39880/imprenditori-scomparsi-suicida-palermo-figlio-maiorana.htm Marco voleva tornare a vivere nell’appartamento che divideva col fratello prima della scomparsa. Forse non ha più sopportato il peso della vicenda 06 gennaio 2009 E’ rientrato a casa poco dopo le 18, in via Generale Arimondi a Palermo, dove ha trovato Vincenzo e Rosalia Maiorana, i nonni paterni. Poi Marco, 22 anni, si è chiuso in una stanza e si è lanciato nel vuoto dal settimo piano, cadendo in un cortile interno del commissariato “Libertà”. Marco Maiorana non ha più sopportato il peso della vicenda del fratello Stefano, 23 anni, e del padre Antonio, 48 anni, scomparsi da Palermo il 3 agosto 2007 e visti in Spagna da alcuni testimoni nel maggio dello scorso anno. Non ha lasciato alcun biglietto, nessun messaggio, ha solo deciso di farla finita con un dolore opprimente che lo aveva indotto a una depressione di cui la madre, Rossella Accardo, si era accorta. Per questo Marco era stato portato da uno psicologo. Il sostituto procuratore Francesco Del Bene ha ascoltato i nonni del ragazzo mentre la madre era chiusa dentro la sua auto, in strada, gridando il proprio dolore e piangendo straziata. Gli infermieri del “118” le hanno misurato la pressione e le hanno dato un calmante. Secondo le testimonianze, Marco voleva tornare a vivere nell’ appartamento che divideva col fratello prima della scomparsa. Aveva preso due zainetti con qualche capo d’abbigliamento ed era andato in via Arimondi. Rossella Accardo, per nulla tranquilla, aveva dato incarico ai nonni di tenerlo d’occhio. Ma non è bastato. Marco Maiorana frequentava il secondo anno di Giurisprudenza, aveva superato gli esami di cinque materie. Poi la storiaccia del padre e del fratello, che secondo le prime ipotesi potevano essere stati vittime della “lupara bianca”, e la successiva notizia che i due facevano la bella vita a Barcellona dov’erano stati visti in discoteca a spendere mazzette di euro in locali con belle donne, lo avevano costretto ad abbandonare gli studi e a non avere la mente tranquilla per riprenderli. Ma i suoi amici e i suoi compagni di Università non lo avevano dimenticato e infatti decine di ragazzi e ragazze, in lacrime o col viso contratto dal dolore, bisbigliavano ricordandolo, sotto l’edificio da cui si era gettato poche ore prima. La polizia ha sequestrato il computer del giovane per esaminarlo attentamente, cercando magari un contatto con i congiunti spariti o per scoprire quali pensieri abbiano attraversato la sua mente prima di compiere il tragico gesto. Dopo la notizia del ritrovamento dei Maiorana, l’ex moglie dell’imprenditore, madre di Stefano e Marco, aveva detto: “Sono felice perché mio figlio è vivo. Tutto avrei potuto immaginare tranne che fossero fuggiti insieme, che Stefano avesse potuto seguire il mio ex marito. Ora mi auguro che torni ad essere quel bambino che ho partorito e abbandoni quella strada maledetta che percorreva con suo padre”. La donna era poi andata a Barcellona con una troupe televisiva, dicendo di aver trovato altri testimoni che avevano visto l’ex marito e il figlio. Una gioia durata poco meno di un mese, prima che quest’altra tragedia le piombasse addosso. Ruggero Farkas Fonte: ansa http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/39898/marco-voleva-tornare-vivere-nellappartamento-divideva-fratello-prima-della-scomparsa-forse-sopportato-peso-della-vicenda.htm Il giovane si è buttato da una finestra. Il padre Antonio e il fratello Stefano scomparvero lo scorso 3 agosto. Il mese scorso sono stati visti in Spagna Palermo, si uccide Marco Maiorana figlio dell’imprenditore sparito La moglie ha sempre sostenuto la tesi del sequestro Il ragazzo, forse, aveva avuto un ruolo di collegamento con i famigliari di ALESSANDRA ZINITI PALERMO – In quella casa dove abitava con il fratello scomparso insieme al padre da più di un anno era tornato solo da poche settimane. Questa sera, dopo una giornata pesante, un pranzo di famiglia finito nell’ennesima dura discussione sulla sorte e sulle responsabilità dei suoi familiari, Marco Maiorana, 22 anni, ha aperto la porta finestra del balcone e si è buttato giù dal settimo piano portando via con sé quei segreti che forse custodiva sul mistero di Antonio e Stefano Maiorana, l’imprenditore palermitano scomparso con il figlio ventitreenne Stefano nell’agosto 2007 e riavvistato a maggio in una nota discoteca di Barcellona in Spagna dopo essere stati creduti vittime della lupara bianca per più di un anno. Il giovane si è lanciato nel vuoto e il suo corpo è finito nel cortile che si trova all’interno di un commissariato di Polizia. Davanti al portone vi sono decine di amici. La madre del ragazzo, Rosella Accardo è sotto choc e urla “ridatemi mio figlio”. E’ seduta dentro un’auto, ed è stata visitata dai medici del 118. Un mistero, quello dei Maiorana, che le indagini dei carabinieri coordinate dalle Dda di Palermo non sono riuscite ancora a risolvere e che sono arrivate ad una svolta in primavera quando due turisti calabresi in vacanza in Spagna avevano riconosciuto nelle foto dei Maiorana quei due italiani incontrati alla discoteca Pacha di Barcellona. E proprio nella città spagnola Marco, il figlio minore di Maiorana, si era recato qualche giorno prima in un viaggio improvviso che aveva insospettito la madre Rossella Accardo, ex moglie dell’imprenditore. Da qui il sospetto, aggravato dal fatto che qualcuno doveva avere subito avvertito gli imprenditori dell’avvistamento, che Marco in realtà sapesse sin dall’inizio che i suoi familiari non erano morti ma fuggiti via per un motivo ancora tutto da chiarire, probabilmente una truffa da cinque milioni di euro per la realizzazione di alcune villette di edilizia popolare, un cantiere in cui Maiorana era in società con imprenditori vicini ad ambienti mafiosi. Gli inquirenti hanno sequestrato il pc del giovane suicida. http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/cronaca/maiorana-suicidio/maiorana-suicidio/maiorana-suicidio.html?rss http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/01/svolti-palermo-i-funerali-di-marco_3764.html Appello di Rossella Accardo all’ex marito e al figlio Stefano 01:29 – 3 anni fa Palermo 9 gennaio 2009 Se siete vivi tornate al cospetto di Marco l’agnello sacrificale di questa tragica vicenda, questo l’appello lanciato da Rossela Accardo all’ex marito Antonio e al figlio Stefano, ha poi aggiunto che tra le due alternative del lasciarsi morire o continuare a lottare affinché si disveli tutta la verità di questa tragedia ho scelta la seconda. Continuo a lottare. Sono ancora scosso dalla giornata di ieri al funerale di Marco Maiorana. Tantissimi erano i giovani presenti alla funzione funebre. Compagni di studio amici di infanzia e tanti tanti GIOVANI. La sua bara era di colore bianco, il colore dell’innocenza il colore su cui tutto si può scrivere, descrivere raccontare dipingere…….. La sua mamma e Amica Rossella ebbe a dire che il bianco era quello del quaderno su cui scrivere la storia di ognuno di noi. Una storia che purtroppo ci è stata derubata in questa terra di Sicilia. La storia della NOSTRA vita. Marco, come è stato detto nell’omelia il reverendo Caputo, era fragile. Marco, non ha avuto il tempo di scrivere la sua storia, forse i suoi segreti erano montagne che si addossavano pesantemente sulle sue giovani spalle, ma soprattutto sulla Sua giovane anima. Lui, Marco, “prepotentemente” in quel lancio nel vuoto ha voluto lanciare un “urlo” per liberare la propria angoscia che opprimeva e terrorizzava la sua anima. Ciao Marco Pino Ciampolillo Svolti a Palermo i funerali di Marco Maiorana oggi, 07 gennaio 2009 Con una messa officiata da Don Calogero Caputo si sono svolti nella parrocchia Mater Misericordiae i funerali di Marco Maiorana, 22 anni, il giovane che ieri si è suicidato lanciandosi dal balcone del suo appartamento al settimo piano in via Generale Arimondi a Palermo. Un lungo applauso ha accompagnato la bara bianca di Marco Maiorana, all’uscita dalla chiesa dove si sono svolti i funerali cui hanno partecipato oltre 600 persone tra cui centinaia di ragazzi. La bara sarà sepolta nel cimitero di Monreale. Rossella Accardo, la madre del giovane suicida, è stata abbracciata da centinaia di persone molte delle quali non credono che Antonio e Stefano Maiorana, padre e fratello di Marco, siano ancora vivi. “Il padre – dice una donna – voleva molto bene al figlio e i fratelli erano legatissimi. Non avrebbero permesso una tragedia come questa”. Marco non ha sopportato il peso della vicenda del fratello Stefano, 23 anni, e del padre Antonio, 48 anni, scomparsi da Palermo il 3 agosto 2007 e visti in Spagna da alcuni testimoni nel maggio dello scorso anno. Negli ultimi mesi il giovane, evidentemente depresso, era stato anche visitato da uno psicologo. Davanti alla bara bianca è stata posta una grande foto di Marco sorridente. Sul feretro sono state posti diversi mazzi di fiori tra cui la coroncina di rose bianche della madre. Alla cerimonia hanno assistito decine di amici e compagni di università del giovane. La madre, Rossella Accardo si è seduta e ha pianto con grida strazianti. Ai funerali hanno partecipato anche Vincenzo e Rosalia Maiorana, i nonni paterni di Marco, che però non erano seduti accanto ai familiari materni ma in un’altra fila di panche. http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/39974/svolti-palermo-funerali-marco-maiorana.htm Niente autopsia sul cadavere di Marco Maiorana oggi, 07 gennaio 2009 Niente autopsia sul cadavere di Marco Maiorana, 21 anni, il figlio minore dell’imprenditore Antonio Maiorana, 48 anni, scomparso nell’agosto del 2007 insieme con il figlio Stefano di 23 anni. Marco si e’ suicidato ieri sera gettandosi dal settimo piano della sua abitazione in via Arimondi a Palermo. I pm Francesco Del Bene e Gartano Paci, che coordinano l’inchiesta sulla sparizione dei due imprenditori, hanno deciso di non disporre l’esame autoptico sul cadavere del giovane. Marco Maiorana, come ricostruito dagli inquirenti, ieri sera era stato accompagnato dalla madre, Rossella Accardo, nell’appartamento di Via Arimondi, dove aveva vissuto con il padre e il fratello, prima della sparizione dei due familiari. Negli ultimi mesi si era trasferito a casa della madre, separata da Antonio Maiorana. Fonte: adnkronos http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/39908/niente-autopsia-cadavere-marco-maiorana.htm Un altro suicidio dopo quello di Tanino Lo Presti, un altro enigma a Palermo. Si getta dal settimo piano Marco Maiorana, figlio 22enne dell’imprenditore scomparso col figlio maggiore. C’entra Cosa Nostra o lo sconforto? 06 gennaio 2009 Una storia terribile, una tragedia familiare dai contorni ancora oscuri, una giovane vita spezzata. Si è suicidato lanciandosi dal settimo piano di un palazzo a Palermo, Marco Maiorana, figlio dell’imprenditore edile Antonio Maiorana, 48 anni e fratello di Stefano, di 23 anni, scomparsi il 3 agosto nel nulla. Di loro si erano perse le tracce. Poi a dicembre scorso, sarebbero stati visti e riconosciuti a Barcellona da due turisti italiani, grazie alle immagini della trasmissione “Chi l’ha visto?” e alcune foto diffuse da un settimanale. Alla testimonianza dei turisti sono seguiti i riscontri “positivi” degli investigatori italiani, andati in Spagna. Poi nulla. Che cosa ha provocato il gesto estremo del ragazzo? Di sicuro ha trascorso giornate tremende. Ha subito la perdita delle persone più care, ha creduto che fossero stati vittime della lupara bianca. La pista degli inquirenti ha seguito, subito dopo la scomparsa, questa ipotesi. Ma non è stato escluso nulla. Poi l’identificazione in Spagna del padre e del fratello, la speranza di rivederli e la nuova delusione. Il ragazzo deve essersi chiesto perché il padre, dopo essersi separato dalla madre ed avere vissuto con un’altra donna, lo abbia abbandonato, lo abbia preferito al fratello. Al povero ragazzo è stato fatto credere che fossero morti, senza quel casuale “avvistamento” in Spagna non avrebbe mai saputo che padre e fratello erano ancora vivi. Abbandonato e tradito, dunque. Ciò che è successo dopo l’identificazione in Spagna è stato ancora più terribile della stessa scomparsa. Il sapere che il padre e il fratello avevano deciso di “morire” per lui e la madre, potrebbe averlo destabilizzato. Ma le nostre sono solo ipotesi, non corroborate da fatti. Gli inquirenti ricostruiranno le ultime ore del ragazzo, quale causa scatenante ha provocato il gesto estremo. Anche le circostanze, assai particolari, saranno al vaglio degli inquirenti. Va tenuto, infine, in gran conto il fatto che la scomparsa del padre e del fratello sia legata all’impresa edilizia dei Maiorana e ai rapporti di questo con alcune famiglie mafiose. Vittima o colluso? Si è parlato di una “malacreanza” del Maiorana nei confronti di un boss, o di un patto non rispettato. Potrebbe esserci un legame fra il suicidio di Marco Maiorana e queste oscure vicende? Se così fosse ci troveremmo di fronte al secondo suicidio collegabile a Cosa Nostra. Appena due settimane or sono, il boss Tanino Lo Presti si è ammazzato con la sua cintura in una cella del carcere di Pagliarelli a poche ore dalla sua cattura. L’autopsia effettuata sul corpo del boss, trovato morto in carcere alcune ore dopo il suo ingresso in cella, ha confermato l’ipotesi che il boss si sia impiccato con la cintura dei suoi pantaloni. Tanino Lo Presti, tuttavia, era un uomo dal carattere forte ed aveva già vissuto in carcere a lungo. E’ difficile credere che il gesto sia stato motivato dallo sconforto seguito alla carcerazione. Un mistero, dunque. Anche la morte di Marco, fino a quando non saranno chiariti i motivi del gesto, resta un mistero. L’ex moglie di Antonio Maiorana, Rossella Accardo, non aveva mai creduto nella morte del marito e del figlio, anche quando sembrava certo che fossero stati inghiottiti dalla lupara bianca. La donna propendeva per l’ipotesi del sequestro, e insieme ad altri parenti, due mesi dopo la scomparsa aveva organizzato una fiaccolata per le vie di Palermo, e prima dello scorso Natale ha fatto affiggere duemila manifesti per “non dimenticare” sui muri della città. Marco Maiorana (a sinistra nella foto con il fratello) era ritornato da pochi giorni nell’appartamento di via Arimondi dove martedi sera, il giorno dell’Epifania, si é suicidato. In questa casa aveva abitato insieme al fratello Stefano fino al giorno della sua scomparsa. Marco si era poi trasferito a casa della madre. Quando si è ucciso nella casa vi erano alcuni suoi familiari. Anche questa circostanza sarà attentamente vagliata dagli inquirenti. Che cosa ha fatto scattare il gesto disperato? Marco aveva 22 anni. Si è lanciato nel vuoto e il suo corpo è finito nel cortile che si trova all’interno di un commissariato di Polizia. Davanti al portone vi sono decine di giovani. La madre del ragazzo, Rosella Accardo é rimasta sotto choc e ha urlato “ridatemi mio figlio”. E’ rimasta a lungo seduta dentro un’auto, ed è stata visitata dai medici del 118. In serata è stato sequestrato dai magistrati il pc di Marco. Le indagini sul suicidio sono condotte dai sostituti Francesco Del Bene e Gaetano Paci. http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/39880/imprenditori-scomparsi-suicida-palermo-figlio-maiorana.htm Marco voleva tornare a vivere nell’appartamento che divideva col fratello prima della scomparsa. Forse non ha più sopportato il peso della vicenda 06 gennaio 2009 E’ rientrato a casa poco dopo le 18, in via Generale Arimondi a Palermo, dove ha trovato Vincenzo e Rosalia Maiorana, i nonni paterni. Poi Marco, 22 anni, si è chiuso in una stanza e si è lanciato nel vuoto dal settimo piano, cadendo in un cortile interno del commissariato “Libertà”. Marco Maiorana non ha più sopportato il peso della vicenda del fratello Stefano, 23 anni, e del padre Antonio, 48 anni, scomparsi da Palermo il 3 agosto 2007 e visti in Spagna da alcuni testimoni nel maggio dello scorso anno. Non ha lasciato alcun biglietto, nessun messaggio, ha solo deciso di farla finita con un dolore opprimente che lo aveva indotto a una depressione di cui la madre, Rossella Accardo, si era accorta. Per questo Marco era stato portato da uno psicologo. Il sostituto procuratore Francesco Del Bene ha ascoltato i nonni del ragazzo mentre la madre era chiusa dentro la sua auto, in strada, gridando il proprio dolore e piangendo straziata. Gli infermieri del “118” le hanno misurato la pressione e le hanno dato un calmante. Secondo le testimonianze, Marco voleva tornare a vivere nell’ appartamento che divideva col fratello prima della scomparsa. Aveva preso due zainetti con qualche capo d’abbigliamento ed era andato in via Arimondi. Rossella Accardo, per nulla tranquilla, aveva dato incarico ai nonni di tenerlo d’occhio. Ma non è bastato. Marco Maiorana frequentava il secondo anno di Giurisprudenza, aveva superato gli esami di cinque materie. Poi la storiaccia del padre e del fratello, che secondo le prime ipotesi potevano essere stati vittime della “lupara bianca”, e la successiva notizia che i due facevano la bella vita a Barcellona dov’erano stati visti in discoteca a spendere mazzette di euro in locali con belle donne, lo avevano costretto ad abbandonare gli studi e a non avere la mente tranquilla per riprenderli. Ma i suoi amici e i suoi compagni di Università non lo avevano dimenticato e infatti decine di ragazzi e ragazze, in lacrime o col viso contratto dal dolore, bisbigliavano ricordandolo, sotto l’edificio da cui si era gettato poche ore prima. La polizia ha sequestrato il computer del giovane per esaminarlo attentamente, cercando magari un contatto con i congiunti spariti o per scoprire quali pensieri abbiano attraversato la sua mente prima di compiere il tragico gesto. Dopo la notizia del ritrovamento dei Maiorana, l’ex moglie dell’imprenditore, madre di Stefano e Marco, aveva detto: “Sono felice perché mio figlio è vivo. Tutto avrei potuto immaginare tranne che fossero fuggiti insieme, che Stefano avesse potuto seguire il mio ex marito. Ora mi auguro che torni ad essere quel bambino che ho partorito e abbandoni quella strada maledetta che percorreva con suo padre”. La donna era poi andata a Barcellona con una troupe televisiva, dicendo di aver trovato altri testimoni che avevano visto l’ex marito e il figlio. Una gioia durata poco meno di un mese, prima che quest’altra tragedia le piombasse addosso. Ruggero Farkas Fonte: ansa http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/39898/marco-voleva-tornare-vivere-nellappartamento-divideva-fratello-prima-della-scomparsa-forse-sopportato-peso-della-vicenda.htm Il giovane si è buttato da una finestra. Il padre Antonio e il fratello Stefano scomparvero lo scorso 3 agosto. Il mese scorso sono stati visti in Spagna Palermo, si uccide Marco Maiorana figlio dell’imprenditore sparito La moglie ha sempre sostenuto la tesi del sequestro Il ragazzo, forse, aveva avuto un ruolo di collegamento con i famigliari di ALESSANDRA ZINITI PALERMO – In quella casa dove abitava con il fratello scomparso insieme al padre da più di un anno era tornato solo da poche settimane. Questa sera, dopo una giornata pesante, un pranzo di famiglia finito nell’ennesima dura discussione sulla sorte e sulle responsabilità dei suoi familiari, Marco Maiorana, 22 anni, ha aperto la porta finestra del balcone e si è buttato giù dal settimo piano portando via con sé quei segreti che forse custodiva sul mistero di Antonio e Stefano Maiorana, l’imprenditore palermitano scomparso con il figlio ventitreenne Stefano nell’agosto 2007 e riavvistato a maggio in una nota discoteca di Barcellona in Spagna dopo essere stati creduti vittime della lupara bianca per più di un anno. Il giovane si è lanciato nel vuoto e il suo corpo è finito nel cortile che si trova all’interno di un commissariato di Polizia. Davanti al portone vi sono decine di amici. La madre del ragazzo, Rosella Accardo è sotto choc e urla “ridatemi mio figlio”. E’ seduta dentro un’auto, ed è stata visitata dai medici del 118. Un mistero, quello dei Maiorana, che le indagini dei carabinieri coordinate dalle Dda di Palermo non sono riuscite ancora a risolvere e che sono arrivate ad una svolta in primavera quando due turisti calabresi in vacanza in Spagna avevano riconosciuto nelle foto dei Maiorana quei due italiani incontrati alla discoteca Pacha di Barcellona. E proprio nella città spagnola Marco, il figlio minore di Maiorana, si era recato qualche giorno prima in un viaggio improvviso che aveva insospettito la madre Rossella Accardo, ex moglie dell’imprenditore. Da qui il sospetto, aggravato dal fatto che qualcuno doveva avere subito avvertito gli imprenditori dell’avvistamento, che Marco in realtà sapesse sin dall’inizio che i suoi familiari non erano morti ma fuggiti via per un motivo ancora tutto da chiarire, probabilmente una truffa da cinque milioni di euro per la realizzazione di alcune villette di edilizia popolare, un cantiere in cui Maiorana era in società con imprenditori vicini ad ambienti mafiosi. Gli inquirenti hanno sequestrato il pc del giovane suicida. http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/cronaca/maiorana-suicidio/maiorana-suicidio/maiorana-suicidio.html?rss http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/01/svolti-palermo-i-funerali-di-marco_3764.html ANTONIO E STEFANO MAIORANA SCOMPARSI DA ISOLA DELLE FEMMINE 03:47 – 3 anni fa Isola delle Femmine 8.7.08 Anonio e Stefano Maiorana sono scomparsi ormai da Venerdì scorso, l’ultima volta sono stati visti allontanarsi dal cantiere della Calliope un cantiere per la costruzione di 50 appartamenti a Isola delle Femmine località alle porte di Palermo Isola delle Femmine Il Sindaco polemizza sul niente mentre succede che l’Amministratore della Calliope s.r.l. con suo figlio scompare misteriosamente. La Cooperativa edilizia Calliope ha costruito 50 alloggi nel nostro Comune su un’area destinata a verde agricolo. Con una strategia risultata vincente il Programma costruttivo è stato fatto approvare dal Commissario ad Acta con delibera 48 del 24.9.2003. Complimenti! MENTRE IL SINDACO PROF PORTOBELLO PARLA PARLA PARLA PARLA DI P.R.G., I FATTI DI CRONACA RIPORTANO ISOLA DELLE FEMMINE AL CENTRO DI AZIONI DAI RISVOLTI INQUIETANITI PER LE INFILTRAZIONI NELLA VITA POLITICA AMMINISTRATIVA CHE POTREBBERO PREFIGURARSI. La polemica ancora una volta è sulla destinazione d’uso delle aree cioè stabilire quali aree destinare a “pubblica utilità” , dove possono o meno costruire o destinare a verde, a parcheggio…..e ciò va benissimo. La nostra riflessione ci porta a dire ma queste regole esistevano già anche prima dell’adozione del Piano regolatore ( 2007) perché non sono state rispettate? La domanda seguente può essere: fino a che punto non siano strumentali tutte queste polemiche, forse e per non vedere la barca è in fase di affondamento? Con la misteriosa scomparsa del socio dell’azienda edile s.r.l. la Calliope , ritorna, in maniera alquanto preoccupante per la vita democratica delle istituzioni, la polemica che ha animato il Consiglio Comunale di Isola delle Femmine qualche anno addietro. Noi sappiamo, che la provvisoria chiusura di ogni polemica fu la nomina di un commissario ad acta, che riuscì a trasformare un terreno da verde agricolo senza nessuna possibilità di edificazione, in area edificabile di edilizia cooperativistico. Il business fu abbastanza rilevante si parlò per le cifre di allora di circa 25.000.000.000miliardi! Di qui l’interesse della magistratura e le preoccupazioni che legittimamente e in maniera responsabile devono essere seriamente attenzionate da parte della pubblica amministrazione dai cittadini e dalle organizzazioni sindacali imprenditoriali e commerciali. COOPERATIVA LA CALLIOPE DA AREA A VERDE A AREA EDIFICABILE NOMINA COMMISSARIO AD ACTA DELIBERA 48 DEL SETTEMBRE 2003. Il Consiglio Comunale che deve prendere atto della delibera commissariale, rileva che all’ordine del giorno manca a)il decreto di nomina del Commissario b) i verbali della Commissione Edilizia che avrebbe dovuto trattare il progetto costruttivo con le relative varianti. Il Decreto Assessorato T e A n 142 dell’10.2.03 nominato Commissario ad Acta il funzionario dipendente dell’assessorato dr. Mario Megna. Il decreto di nomina prevedeva che il Commissario potesse sostituirsi oltre che alla G.M. al C.C., QUALORA QUESTI NON SI FOSSE ESPRESSO ENTRO IL TERMINE DI 45 GIORNI DALLA TRASMISSIONE DELLA PROPOSTA DI DELIBERA A CURA DEL DETTO FUNZIONARIO REGIONALE. Il decreto viene trasmesso al Presidente del Consiglio Comunale ( Erasmo Cataldo) in data 8.8.03, con lettera prot 11643, con l’avvertenza a proposito dei n45 giorni senza che l’organo consiliare si fosse espresso. In data 19.9.03 con lettera prot 13353 il Sindaco Stefano Bologna richiedeva la convocazione del CC ai sensi dell’art 14 c. 6 del regolamento dei lavori consiliari per la trattazione di 5 argomenti, tra i quali NON figura l’approvazione del programma costruttivo. Lo stesso giorno con lettera prot 13361 il Presidente del Consiglio Erasmo Cataldo convocava in sessione ordinaria per il giorno 29.9.03 specificando la richiesta sindacale, il consesso comunale; ai cinque argomenti richiesti dal Sindaco Stefano Bologna, il Presidente del Consiglio Erasmo Cataldo aggiungeva altro punto da discutere ovvero “Approvazione programma costruttivo per la realizzazione di n 50 alloggi proposto dalla ditta immobiliare CALLIOPE s.r.l. e SA.BA s.r.l. ai sensi dell’art 25 della L.R. 22/96”. In data 24.9.03 Il Comissario ad Acta Dr. Megna Mario sostituendosi al C.C. adottava la delibera di approvazione del programma costruttivo. In data 30.9.09 in seduta di prosecuzione rispetto al giorno di convocazione del consesso su istanza sindacale e su disposizione del Presidente del Consiglio con delibera 56 era affrontata la discussione in merito all’adozione della delibera commissariale. In data 6.10.03 prot 14105 il Presidente del Consiglio in quanto assente in sede di discussione tenutasi il 30.9.03 significava a tutti i consiglieri, all’Assessore Regionale al territorio e dell’Ambiente, al commissario deliberante ed al Sindaco, come non abbia ritenuto di procedere alla convocazione d’urgenza, rispetto al termine diffidatorio di 45 giorni del decreto assessoriale: ciò a suo dire in quanto presumeva come la convocazione a sua firma, seppure tardiva rispetto allo spirare certo dei termini di cui al decreto, fosse sufficiente ad impedire al commissario ad acta di procedere autonomamente secondo il suo atto di incarico. Nella sua missiva il Presidente del Consiglio faceva presente come della nota-diffida commissariale egli ne abbia avuta conoscenza soltanto in occasione della convocazione del consiglio comunale (in data 19.9.03). In data 20.10.03 prot 14781 il Presidente Erasmo Cataldo disponeva al Segretario Comunale l’avvio di un’indagine interna, con lo scopo di accertare i motivi per cui detto organo non fosse stato reso edotto della nota-diffida commissariale. In data 21.10.03 prot 14780 il Presidente Erasmo Cataldo invitava il Sindaco a conferire ad un legale per valutare la legittimità dell’operato del Commissario ad Acta. Con lettera prot 14781 datata 27.10.03 il Segretario Comunale dr Scafidi Manlio rispondeva alla nota del P. del C. scongiurando il sospetto di occultamenti o smarrimenti, con riferimento alla predetta nota commissariale, la quale sarebbe stata depositata in segreteria, nonché nel fascicolo degli atti da sottoporre all’esame del consiglio Comunale. Risulta essere alquanto poco formale la procedura di trasmettere una nota-diffida di particolare rilevanza senza ricorrere al messo comunale o ad altra forma di notifica; dalla certezza circa la ricezione ne discende difatti l’autorità a sostituirsi all’organo inadempiente; in caso contrario, sarebbero svuotati di significato i commi 4.5.6. dellart 15 del vigente regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale. L’ATTO-DIFFIDA del commissario operando un restringimento, od un’estinzione od ancora una limitazione delle facoltà del destinatario (consiglio comunale), possa essere ricompresso tra gli atti recettivi, quindi soggetti a consegna-notifica secondo il relativo istituto; ciò anche in analogia a quanto previsto dall’art 15 comma 4 del regolamento per il funzionamento del consiglio comunale; tale precisazione, però parrebbe essere più contestabile al SEGRETARIO COMUNALE, che al commissario, in quanto, avrebbe dovuto essere diligenza del primo assistere il funzionario regionale nel proprio compito, a fortori se viene precisato come lo scrivente, contattato l’ufficio che cura, presso l’ARTA” tali provvedimenti commissariali, quest’ultimo ha, per voce di un funzionario, come non costituirebbe prassi, quella di operare le diffide, come quella di che si discorre, a mezzo di notifica formale. A norma dell’art 12 comma 4 del regolamento il Segretario Comunale, avrebbe dovuto informare il sostituto del Presidente del Consiglio Comunale., dell’incombenza contingente; ciò in particolare modo, all’approssimarsi della scadenza imposta dalla nota commissariale, ancorché non notificata a mezzo messo. Il Presidente del Consiglio, allorquando avuta notizia della nota commissariale, avrebbe dovuto convocare il consesso comunale in seduta straordinaria, ai sensi dell’art 14 comma 7 del regolamento, avendone ancora alla data di convocazione del CC i tempi per la convocazione in via d’urgenza. Appare sterile se non demagogica la lettera datata 21.10.03 prot 14780 il Presidente Erasmo Cataldo nella quale invitava il Sindaco a conferire ad un legale per valutare la legittimità dell’operato del Commissario ad Acta, non avendo egli P. del C. alcuna potestà nei confronti del primo cittadino. Il Consiglio Comunale si pronunciò negativamente bocciando la proposta di delibera, il Commissario non avrebbe potuto proceder in senso contrario, delineando tale esplicitato ora formulato, ipotesi di responsabilità ancora maggiori per coloro i quali hanno fatto si che il consesso comunale non abbia avuto ad esprimersi. Tale precisazione appare non residuale, in presenza della circostanza seguente: il consesso comunale, già in data 1.2.01 giusta delibera 9 aveva deliberato bocciando la relativa proposta Del Programma Costruttivo in argomento. Comitato Cittadino Isola Pulita http://www.isolapulita.it Intervista a Rossella Accardo dopo le notizie provenienti dalla Spagna Dicembre 2008 Giallo Maiorana, caccia a due donne Repubblica — 10 dicembre 2008 pagina 8 sezione: PALERMO In quella discoteca di Barcellona, il Pachà, Antonio e Stefano Maiorana sarebbero stati degli habitué già da diverso tempo. Un turista sardo sostiene di averli visti almeno un paio di volte in quel locale a settembre 2007, quindi poco più di un mese dopo la loro scomparsa. La nuova testimonianza, che rafforza la pista di una presenza di padre e figlio in Spagna, è venuta fuori lunedì sera nel corso della trasmissione di Rai 3 “Chi l’ ha visto?”, dopo che una troupe si è recata a Barcellona sulle tracce dei Maiorana assieme alla ex moglie Rossella Accardo e all’ altro figlio Marco. Qualunque sia il motivo che ha indotto i due a lasciare precipitosamente Palermo senza dare più alcuna notizia ai familiari, prende sempre più corpo l’ ipotesi che Antonio e Stefano Maiorana si siano trasferiti subito in Spagna con una provvista di denaro adeguata e non si siano certo negati divertimenti e bella vita. Adesso dopo la pubblicazione della notizia dei riconoscimenti più o meno recenti, i carabinieri sperano in nuove testimonianze che possano consentire di rintracciare il filo del denaro con il quale i Maiorana sono andati avanti nel corso dell’ ultimo anno. C’ è da capire anche se Antonio e Stefano abbiano adoperato due false identità o se invece continuino a muoversi con il loro nome. Certo, visto che le loro tracce si sono perse di nuovo, appare improbabile che i due siano ancora a Barcellona. I carabinieri dispongono anche delle foto di due ragazze che avrebbero trascorso con loro diverse serate al Pachà. Il fratello di Stefano Maiorana, Marco, che proprio pochi giorni prima dell’ avvistamento dei suoi congiunti in discoteca, si è recato in viaggio a Barcellona, destando i sospetti della madre, ha voluto sottolineare: «Non immaginavo che vi fosse mio fratello, né vi sono andato guardandomi intorno per cercare lui. Non potevo saperlo». A Stefano torna a rivolgersi la madre, Rossella Accardo: «Figlio mio, recati al primo posto di polizia e torna da me. Ti aspetto». a.z. http://ricerca.repubblica.it/repubblica?query=Maiorana+in+spagna&view=archivio I Maiorana a Barcellona, spunta anche una foto Repubblica — 09 dicembre 2008 pagina 8 sezione: PALERMO Lo ha riconosciuto il buttafuori di un altro locale notturno, non lontano da quella discoteca Pachà dove sembra che Antonio Maiorana e suo figlio Stefano abbiano trascorso più d’ una allegra serata a metà maggio. E lo ha riconosciuto anche il portiere di un albergo. E c’ è anche una foto di un giovane che sembra proprio Stefano scattata alla discoteca Pachà. La trasferta spagnola di Rossella Accardo, ex moglie dell’ imprenditore scomparso con il figlio ad agosto 2007, avrebbe portato qualche ulteriore conferma alle indicazioni fornite sette mesi fa da due turisti calabresi che hanno segnalato la presenza dei due a Barcellona intorno al 20 maggio. Indicazione poi confermata da ben quattro guardie della sicurezza della discoteca Pachà che, oltre a riconoscere Antonio e Stefano Maiorana, hanno aggiunto una serie di particolari sulla presenza di quelle che, fino a qualche tempo fa, si credevano vittime della lupara bianca. E che sono nuovamente scomparsi nel nulla, probabilmente avvertiti da qualcuno che i carabinieri erano sulle loro tracce. Dopo la pubblicazione della notizia della presenza dei Maiorana a Barcellona, la scorsa settimana Rossella Accardo e l’ altro figlio Marco (autore di un misterioso viaggio a Barcellona proprio nei giorni immediatamente precedenti alla segnalazione dei due turisti calabresi) sono volati in Spagna insieme con una troupe della trasmissione di Rai 3 “Chi l’ ha visto?” nel tentativo di ritrovare tracce ulteriori della presenza dei due a Barcellona. «Si tratta di riscontri più recenti rispetto a quelle segnalazioni, li avrebbero visti fino a due mesi fa – dice la Accardo – Questo mi rincuora anche se finché non riabbraccerò il mio ragazzo non sarò tranquilla. Fino ad ora, però, non ho ricevuto segnali tranquillizzanti. Non mi ha telefonato nessuno, mio figlio non mi ha chiamato. Faccio un appello: chi sa qualcosa parli». a.z. http://RICERCA.REPUBBLICA.IT/REPUBBLICA?QUERY=MAIORANA+IN+SPAGNA&VIEW=ARCHIVIO PALERMO C’ERANO STATI FIACCOLATE E APPELLI PER PADRE E FIGLIO Sono vivi gli imprenditori del mistero I Maiorana spariti un anno fa. La pista della mafia Setfano Maiorana (a sinistra) e suo padre Antonio PALERMO – Due turisti italiani in vacanza in Spagna giurano di averli visti in buona compagnia nel mitico «Pasha» una delle discoteche più gettonate di Barcellona. Antonio e Stefano Maiorana, 48 e 23 anni, padre e figlio, imprenditori, misteriosamente scomparsi da Palermo il 3 agosto del 2007, dunque sarebbero ancora vivi. La segnalazione è stata ritenuta molto attendibile tanto che i magistrati l’hanno verificata con una rogatoria internazionale. La segnalazione dei due turisti, che non sono siciliani, risale a fine di giugno. Rientrati in Italia avrebbero notato le foto di quelle due persone incontrate al «Pasha» su un giornale e per questo si sono rivolti ai carabinieri della loro città: «quei due signori li abbiamo visti in Spagna». Dei due imprenditori si sono nuovamente perse le tracce. Dunque il giallo resta. Che fine hanno fatto? Dove si nascondono? Perché sono andati via da Palermo? Quali segreti si portano dietro? Tutti interrogativi senza risposta. E con essi permane anche una necessaria dose di cautela degli inquirenti. «Io continuo a pensare che si siano trattenuti da qualche parte da qualcuno che evidentemente deve avere un contenzioso col mio ex marito— aveva detto un mese dopo la scomparsa Rossella Accardo, l’ex moglie di Antonio Maiorana — da quando ci siamo separati io non ho condiviso più nulla con Antonio se non i nostri figli, ma se c’è qualcuno che vuole qualcosa, che vuole discutere qualcosa, che ha da pretendere qualcosa, io sono disposta a fare di tutto per riportare a casa Stefano e anche Antonio, che è pur sempre il padre dei miei figli». La donna, l’ex suocero, e l’altro figlio più piccolo Marco non si sono mai stancati di chiedere agli inquirenti di continuare le ricerche. Si sono rivolti alla trasmissione «Chi l’ha visto?» ed hanno pure organizzato marce e volantinaggi per le strade di Palermo. Anche dal fronte interno a Cosa Nostra sono indirettamente arrivate delle conferme. Diversi pentiti del clan Lo Piccolo hanno raccontato agli inquirenti che «la cosca era disorientata perché non riusciva a spiegarsi chi si era permesso di fare una cosa del genere in territorio controllato da Lo Piccolo». Insomma se si fosse trattato di «lupara bianca», come indicava un sms anonimo, la mafia e chi controlla quella zona di Palermo avrebbero dovuto saperne qualcosa. Tanto che furono anche avviate «indagini» per eliminare chi si era permesso un tale sgarro. L’ultima volta i Maiorana sono stati visti nel loro cantiere edile di Isola delle Femmine dove stavano realizzando delle villette. Agli operai dissero che andavano a prendere un caffè. La loro auto, una Smart, venne ritrovata chiusa a chiave nel parcheggio dell’ aeroporto Falcone-Borsellino. Ma quel giorno i due imprenditori non presero l’aereo. Alfio Sciacca 03 dicembre 2008 http://static.repubblica.it/palermo/pdf/maiorana.pdf http://siciliaannouno.blogspot.com TRACCE DEI MAIORANA IN SPAGNA? 10 dicembre 2008 I pm Gaetano Paci e Francesco Del Bene, che coordinano le indagini, avevano fatto risalire la scomparsa dei Maiorana a contrasti sorti sul cantiere di Isola delle Femmine in cui stavano realizzando 50 villette a schiera, insieme ad altre due ditte. La Calliope s,r,l, e Sa.ba s.r.l. ERA IL 3 AGOSTO DEL 2007 QUANDO STEFANO E SUO PADRE SI ALLONTANO DAL CANTIERE DELLA CALLIOPE DI ISOLA DELLE FEMMINE da allora che non si hanno più notizie dei due. Con gli ultimi arresti di Mafiosi alcuni pentiti parlano che I motive della loro sparizione vanno ricercati all’interno del cantiere. La MAMMA disperata nel giorno del compleanno di Stefano lancia il suo ennesimo grido “voglio riabbracciare mio figlio”. I pm Gaetano Paci e Francesco Del Bene, che coordinano le indagini, avevano fatto risalire la scomparsa dei Maiorana a contrasti sorti sul cantiere di Isola delle Femmine in cui stavano realizzando 50 villette a schiera, insieme ad altre due ditte. La Calliope s,r,l, e Sa.ba s.r.l. COOPERATIVA LA CALLIOPE DA AREA A VERDE A AREA EDIFICABILE NOMINA COMMISSARIO AD ACTA DELIBERA 48 DEL SETTEMBRE 2003. Il Consiglio Comunale che deve prendere atto della delibera commissariale, rileva che all’ordine del giorno manca a)il decreto di nomina del Commissario b) i verbali della Commissione Edilizia che avrebbe dovuto trattare il progetto costruttivo con le relative varianti. Il Decreto Assessorato T e A n 142 dell’10.2.03 nominato Commissario ad Acta il funzionario dipendente dell’assessorato dr. Mario Megna. Il decreto di nomina prevedeva che il Commissario potesse sostituirsi oltre che alla G.M. al C.C., QUALORA QUESTI NON SI FOSSE ESPRESSO ENTRO IL TERMINE DI 45 GIORNI DALLA TRASMISSIONE DELLA PROPOSTA DI DELIBERA A CURA DEL DETTO FUNZIONARIO REGIONALE. Il decreto viene trasmesso al Presidente del Consiglio Comunale ( Erasmo Cataldo) in data 8.8.03, con lettera prot 11643, con l’avvertenza a proposito dei n45 giorni senza che l’organo consiliare si fosse espresso. In data 19.9.03 con lettera prot 13353 il Sindaco Stefano Bologna richiedeva la convocazione del CC ai sensi dell’art 14 c. 6 del regolamento dei lavori consiliari per la trattazione di 5 argomenti, tra i quali NON figura l’approvazione del programma costruttivo. Lo stesso giorno con lettera prot 13361 il Presidente del Consiglio Erasmo Cataldo convocava in sessione ordinaria per il giorno 29.9.03 specificando la richiesta sindacale, il consesso comunale; ai cinque argomenti richiesti dal Sindaco Stefano Bologna, il Presidente del Consiglio Erasmo Cataldo aggiungeva altro punto da discutere ovvero “Approvazione programma costruttivo per la realizzazione di n 50 alloggi proposto dalla ditta immobiliare CALLIOPE s.r.l. e SA.BA s.r.l. ai sensi dell’art 25 della L.R. 22/96”. In data 24.9.03 Il Comissario ad Acta Dr. Megna Mario sostituendosi al C.C. adottava la delibera di approvazione del programma costruttivo. In data 30.9.09 in seduta di prosecuzione rispetto al giorno di convocazione del consesso su istanza sindacale e su disposizione del Presidente del Consiglio con delibera 56 era affrontata la discussione in merito all’adozione della delibera commissariale. In data 6.10.03 prot 14105 il Presidente del Consiglio in quanto assente in sede di discussione tenutasi il 30.9.03 significava a tutti i consiglieri, all’Assessore Regionale al territorio e dell’Ambiente, al commissario deliberante ed al Sindaco, come non abbia ritenuto di procedere alla convocazione d’urgenza, rispetto al termine diffidatorio di 45 giorni del decreto assessoriale: ciò a suo dire in quanto presumeva come la convocazione a sua firma, seppure tardiva rispetto allo spirare certo dei termini di cui al decreto, fosse sufficiente ad impedire al commissario ad acta di procedere autonomamente secondo il suo atto di incarico. Nella sua missiva il Presidente del Consiglio faceva presente come della nota-difida commissariale egli ne abbia avuta conoscenza soltanto in occasione della convocazione del consiglio comunale (in data 19.9.03). In data 20.10.03 prot 14781 il Presidente Erasmo Cataldo disponeva al Segretario Comunale l’avvio di un’indagine interna, con lo scopo di accertare i motivi per cui detto organo non fosse stato reso edotto della nota-diffida commissariale. In data 21.10.03 prot 14780 il Presidente Erasmo Cataldo invitava il Sindaco a conferire ad un legale per valutare la legittimità dell’operato del Commissario ad Acta. Con lettera prot 14781 datata 27.10.03 il Segretario Comunale dr Scafidi Manlio rispondeva alla nota del P. del C. scongiurando il sospetto di occultamenti o smarrimenti, con riferimento alla predetta nota commissariale, la quale sarebbe stata depositata in segreteria, nonché nel fascicolo degli atti da sottoporre all’esame del consiglio Comunale. Risulta essere alquanto poco formale la procedura di trasmettere una nota-diffida di particolare rilevanza senza ricorrere al messo comunale o ad altra forma di notifica; dalla certezza circa la ricezione ne discende difatti l’autorità a sostituirsi all’organo inadempiente; in caso contrario, sarebbero svuotati di significato i commi 4.5.6. dellart 15 del vigente regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale. L’ATTO-DIFFIDA del commissario operando un restringimento, od un’estinzione od ancora una limitazione delle facoltà del destinatario (consiglio comunale), possa essere ricompresso tra gli atti recettivi, quindi soggetti a consegna-notifica secondo il relativo istituto; ciò anche in analogia a quanto previsto dall’art 15 comma 4 del regolamento per il funzionamento del consiglio comunale; tale precisazione, però parrebbe essere più contestabile al SEGRETARIO COMUNALE, che al commissario, in quanto, avrebbe dovuto essere diligenza del primo assistere il funzionario regionale nel proprio compito, a fortori se viene precisato come lo scrivente, contattato l’ufficio che cura, presso l’ARTA” tali provvedimenti commissariali, quest’ultimo ha, per voce di un funzionario, come non costituirebbe prassi, quella di operare le diffide, come quella di che si discorre, a mezzo di notifica formale. A norma dell’art 12 comma 4 del regolamento il Segretario Comunale, avrebbe dovuto informare il sostituto del Presidente del Consiglio Comunale., dell’incombenza contingente; ciò in particolare modo, all’approssimarsi della scadenza imposta dalla nota commissariale, ancorché non notificata a mezzo messo. Il Presidente del Consiglio, allorquando avuta notizia della nota commissariale, avrebbe dovuto convocare il consesso comunale in seduta straordinaria, ai sensi dell’art 14 comma 7 del regolamento, avendone ancora alla data di convocazione del CC i tempi per la convocazione in via d’urgenza. Appare sterile se non demagogica la lettera datata 21.10.03 prot 14780 il Presidente Erasmo Cataldo nella quale invitava il Sindaco a conferire ad un legale per valutare la legittimità dell’operato del Commissario ad Acta, non avendo egli P. del C. alcuna potestà nei confronti del primo cittadino. Il Consiglio Comunale si pronunciò negativamente bocciando la proposta di delibera, il Commissario non avrebbe potuto proceder in senso contrario, delineando tale esplicitato ora formulato

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