Pinociampolillo's Blog

Just another WordPress.com weblog

GLI SCOMPARSI L’OROLOGIO DEL TEMPO

http://video.google.it/videoplay?docid=-5673115965323352772#

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

2 pensieri su “GLI SCOMPARSI L’OROLOGIO DEL TEMPO

  1. GLI SCOMPARSI L’OROLOGIO DEL TEMPO

    3 Novembre 2008

    PENELOPE è un’associazione nazionale delle famiglie, dei familiari e degli amici delle persone scomparse che si è costituita nel 2002 per far emergere questo fenomeno che in Italia è di notevoli dimensioni in quanto coinvolge qualche migliaio di persone all’anno.

    L’associazione PENELOPE è una Onlus, articolata in un direttivo nazionale e comitati regionali; svolge attività di raccordo e sostegno alle famiglie degli scomparsi e, nei confronti dell’opinione pubblica, opera di informazione e di sensibilizzazione.

    La pressione presso le Istituzioni ha prodotto la nomina di un Commissario Straordinario e la presentazione di un disegno di legge in ottobre 2006, sia alla Camera che al Senato, dal titolo “Disposizioni per favorire la ricerca delle persone scomparse e istituzione di un Fondo di solidarietà per i familiari delle persone scomparse”. Parallelamente, l’azione dell’associazione è rivolta a stimolare la presa di coscienza degli Enti Locali del territorio di appartenenza della persona scomparsa al fine di sostenere momenti di informazione e sensibilizzazione della cittadinanza quale supporto alle attività di ricerca della famiglia e delle Forze dell’Ordine. Le attività previste dall’Associazione, di cui si parlerà in questa occasione, vogliono inoltre esercitare prevenzione e contrasto del fenomeno.

    Quanto sopra, ha suggerito ad un caro Amico, Geom Francesco Giardina,vicino alla sottoscritta ed all’Amministrazione comunale del Comune di Lercara Friddi, di realizzare quello che abbiamo chiamato semplicemente “OROLOGIO DIGITALE”; trattasi di un schermo con orologio che, dotato di un programma di Software concepito per la nostra specifica esigenza, avvicenda – nell’arco di mezz’ora – volti di persone scomparse nel territorio regionale e nazionale; il tutto accompagnato da citazione del luogo e data della scomparsa, nonchè dai dati anagrafici dello scomparso stesso. Il fine è sensibilizzare sempre più l’opinione pubblica, relativamente al fenomeno che ci riguarda, affinchè – raccolta l’informazione – possa contribuire con pensieri ed azioni all’accelerazione di un processo atto a salvare vite umane e che comunque deve traguardare la verità.

    La manifestazione in oggetto è la terza di un susseguirsi d’iniziative che, mensilmente, stiamo portando avanti nei Comuni siciliani che registrano la scomparsa di cittadini. Il tam-tam DEVE avere un eco tale da sollecitare chiunque, in possesso di verità nascoste, a consegnarle agli inquirenti che a loro volta – motivati da un rinnovato senso del dovere – potranno dare una svolta alle nostre esistenze. Va detto, inoltre, che il nostro impegno vuole fortemente sollecitare le istituzioni rispetto alla presa d’atto di un fenomeno che ha assunto proporzioni insostenibili per una società definita “civile” e conclamare l’affermazione di leggi che tutelino: – gli Scomparsi, ottimizzando le indagini; – le Famiglie, nel sostegno morale e materiale; – la Società tutta, nel rivedere le pene da infliggere a chi s’intesta azioni lesive per la persona umana; Rossella Accardo

    http://siciliaannouno.blogspot.com/

    http://www.isolapulita.it/

  2. Marco Maiorana non c’e’ piu’ 03:39 – 3 anni fa Un altro suicidio dopo quello di Tanino Lo Presti, un altro enigma a Palermo. Si getta dal settimo piano Marco Maiorana, figlio 22enne dell’imprenditore scomparso col figlio maggiore. C’entra Cosa Nostra o lo sconforto? 06 gennaio 2009 Una storia terribile, una tragedia familiare dai contorni ancora oscuri, una giovane vita spezzata. Si è suicidato lanciandosi dal settimo piano di un palazzo a Palermo, Marco Maiorana, figlio dell’imprenditore edile Antonio Maiorana, 48 anni e fratello di Stefano, di 23 anni, scomparsi il 3 agosto nel nulla. Di loro si erano perse le tracce. Poi a dicembre scorso, sarebbero stati visti e riconosciuti a Barcellona da due turisti italiani, grazie alle immagini della trasmissione “Chi l’ha visto?” e alcune foto diffuse da un settimanale. Alla testimonianza dei turisti sono seguiti i riscontri “positivi” degli investigatori italiani, andati in Spagna. Poi nulla. Che cosa ha provocato il gesto estremo del ragazzo? Di sicuro ha trascorso giornate tremende. Ha subito la perdita delle persone più care, ha creduto che fossero stati vittime della lupara bianca. La pista degli inquirenti ha seguito, subito dopo la scomparsa, questa ipotesi. Ma non è stato escluso nulla. Poi l’identificazione in Spagna del padre e del fratello, la speranza di rivederli e la nuova delusione. Il ragazzo deve essersi chiesto perché il padre, dopo essersi separato dalla madre ed avere vissuto con un’altra donna, lo abbia abbandonato, lo abbia preferito al fratello. Al povero ragazzo è stato fatto credere che fossero morti, senza quel casuale “avvistamento” in Spagna non avrebbe mai saputo che padre e fratello erano ancora vivi. Abbandonato e tradito, dunque. Ciò che è successo dopo l’identificazione in Spagna è stato ancora più terribile della stessa scomparsa. Il sapere che il padre e il fratello avevano deciso di “morire” per lui e la madre, potrebbe averlo destabilizzato. Ma le nostre sono solo ipotesi, non corroborate da fatti. Gli inquirenti ricostruiranno le ultime ore del ragazzo, quale causa scatenante ha provocato il gesto estremo. Anche le circostanze, assai particolari, saranno al vaglio degli inquirenti. Va tenuto, infine, in gran conto il fatto che la scomparsa del padre e del fratello sia legata all’impresa edilizia dei Maiorana e ai rapporti di questo con alcune famiglie mafiose. Vittima o colluso? Si è parlato di una “malacreanza” del Maiorana nei confronti di un boss, o di un patto non rispettato. Potrebbe esserci un legame fra il suicidio di Marco Maiorana e queste oscure vicende? Se così fosse ci troveremmo di fronte al secondo suicidio collegabile a Cosa Nostra. Appena due settimane or sono, il boss Tanino Lo Presti si è ammazzato con la sua cintura in una cella del carcere di Pagliarelli a poche ore dalla sua cattura. L’autopsia effettuata sul corpo del boss, trovato morto in carcere alcune ore dopo il suo ingresso in cella, ha confermato l’ipotesi che il boss si sia impiccato con la cintura dei suoi pantaloni. Tanino Lo Presti, tuttavia, era un uomo dal carattere forte ed aveva già vissuto in carcere a lungo. E’ difficile credere che il gesto sia stato motivato dallo sconforto seguito alla carcerazione. Un mistero, dunque. Anche la morte di Marco, fino a quando non saranno chiariti i motivi del gesto, resta un mistero. L’ex moglie di Antonio Maiorana, Rossella Accardo, non aveva mai creduto nella morte del marito e del figlio, anche quando sembrava certo che fossero stati inghiottiti dalla lupara bianca. La donna propendeva per l’ipotesi del sequestro, e insieme ad altri parenti, due mesi dopo la scomparsa aveva organizzato una fiaccolata per le vie di Palermo, e prima dello scorso Natale ha fatto affiggere duemila manifesti per “non dimenticare” sui muri della città. Marco Maiorana (a sinistra nella foto con il fratello) era ritornato da pochi giorni nell’appartamento di via Arimondi dove martedi sera, il giorno dell’Epifania, si é suicidato. In questa casa aveva abitato insieme al fratello Stefano fino al giorno della sua scomparsa. Marco si era poi trasferito a casa della madre. Quando si è ucciso nella casa vi erano alcuni suoi familiari. Anche questa circostanza sarà attentamente vagliata dagli inquirenti. Che cosa ha fatto scattare il gesto disperato? Marco aveva 22 anni. Si è lanciato nel vuoto e il suo corpo è finito nel cortile che si trova all’interno di un commissariato di Polizia. Davanti al portone vi sono decine di giovani. La madre del ragazzo, Rosella Accardo é rimasta sotto choc e ha urlato “ridatemi mio figlio”. E’ rimasta a lungo seduta dentro un’auto, ed è stata visitata dai medici del 118. In serata è stato sequestrato dai magistrati il pc di Marco. Le indagini sul suicidio sono condotte dai sostituti Francesco Del Bene e Gaetano Paci. http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/39880/imprenditori-scomparsi-suicida-palermo-figlio-maiorana.htm Marco voleva tornare a vivere nell’appartamento che divideva col fratello prima della scomparsa. Forse non ha più sopportato il peso della vicenda 06 gennaio 2009 E’ rientrato a casa poco dopo le 18, in via Generale Arimondi a Palermo, dove ha trovato Vincenzo e Rosalia Maiorana, i nonni paterni. Poi Marco, 22 anni, si è chiuso in una stanza e si è lanciato nel vuoto dal settimo piano, cadendo in un cortile interno del commissariato “Libertà”. Marco Maiorana non ha più sopportato il peso della vicenda del fratello Stefano, 23 anni, e del padre Antonio, 48 anni, scomparsi da Palermo il 3 agosto 2007 e visti in Spagna da alcuni testimoni nel maggio dello scorso anno. Non ha lasciato alcun biglietto, nessun messaggio, ha solo deciso di farla finita con un dolore opprimente che lo aveva indotto a una depressione di cui la madre, Rossella Accardo, si era accorta. Per questo Marco era stato portato da uno psicologo. Il sostituto procuratore Francesco Del Bene ha ascoltato i nonni del ragazzo mentre la madre era chiusa dentro la sua auto, in strada, gridando il proprio dolore e piangendo straziata. Gli infermieri del “118” le hanno misurato la pressione e le hanno dato un calmante. Secondo le testimonianze, Marco voleva tornare a vivere nell’ appartamento che divideva col fratello prima della scomparsa. Aveva preso due zainetti con qualche capo d’abbigliamento ed era andato in via Arimondi. Rossella Accardo, per nulla tranquilla, aveva dato incarico ai nonni di tenerlo d’occhio. Ma non è bastato. Marco Maiorana frequentava il secondo anno di Giurisprudenza, aveva superato gli esami di cinque materie. Poi la storiaccia del padre e del fratello, che secondo le prime ipotesi potevano essere stati vittime della “lupara bianca”, e la successiva notizia che i due facevano la bella vita a Barcellona dov’erano stati visti in discoteca a spendere mazzette di euro in locali con belle donne, lo avevano costretto ad abbandonare gli studi e a non avere la mente tranquilla per riprenderli. Ma i suoi amici e i suoi compagni di Università non lo avevano dimenticato e infatti decine di ragazzi e ragazze, in lacrime o col viso contratto dal dolore, bisbigliavano ricordandolo, sotto l’edificio da cui si era gettato poche ore prima. La polizia ha sequestrato il computer del giovane per esaminarlo attentamente, cercando magari un contatto con i congiunti spariti o per scoprire quali pensieri abbiano attraversato la sua mente prima di compiere il tragico gesto. Dopo la notizia del ritrovamento dei Maiorana, l’ex moglie dell’imprenditore, madre di Stefano e Marco, aveva detto: “Sono felice perché mio figlio è vivo. Tutto avrei potuto immaginare tranne che fossero fuggiti insieme, che Stefano avesse potuto seguire il mio ex marito. Ora mi auguro che torni ad essere quel bambino che ho partorito e abbandoni quella strada maledetta che percorreva con suo padre”. La donna era poi andata a Barcellona con una troupe televisiva, dicendo di aver trovato altri testimoni che avevano visto l’ex marito e il figlio. Una gioia durata poco meno di un mese, prima che quest’altra tragedia le piombasse addosso. Ruggero Farkas Fonte: ansa http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/39898/marco-voleva-tornare-vivere-nellappartamento-divideva-fratello-prima-della-scomparsa-forse-sopportato-peso-della-vicenda.htm Il giovane si è buttato da una finestra. Il padre Antonio e il fratello Stefano scomparvero lo scorso 3 agosto. Il mese scorso sono stati visti in Spagna Palermo, si uccide Marco Maiorana figlio dell’imprenditore sparito La moglie ha sempre sostenuto la tesi del sequestro Il ragazzo, forse, aveva avuto un ruolo di collegamento con i famigliari di ALESSANDRA ZINITI PALERMO – In quella casa dove abitava con il fratello scomparso insieme al padre da più di un anno era tornato solo da poche settimane. Questa sera, dopo una giornata pesante, un pranzo di famiglia finito nell’ennesima dura discussione sulla sorte e sulle responsabilità dei suoi familiari, Marco Maiorana, 22 anni, ha aperto la porta finestra del balcone e si è buttato giù dal settimo piano portando via con sé quei segreti che forse custodiva sul mistero di Antonio e Stefano Maiorana, l’imprenditore palermitano scomparso con il figlio ventitreenne Stefano nell’agosto 2007 e riavvistato a maggio in una nota discoteca di Barcellona in Spagna dopo essere stati creduti vittime della lupara bianca per più di un anno. Il giovane si è lanciato nel vuoto e il suo corpo è finito nel cortile che si trova all’interno di un commissariato di Polizia. Davanti al portone vi sono decine di amici. La madre del ragazzo, Rosella Accardo è sotto choc e urla “ridatemi mio figlio”. E’ seduta dentro un’auto, ed è stata visitata dai medici del 118. Un mistero, quello dei Maiorana, che le indagini dei carabinieri coordinate dalle Dda di Palermo non sono riuscite ancora a risolvere e che sono arrivate ad una svolta in primavera quando due turisti calabresi in vacanza in Spagna avevano riconosciuto nelle foto dei Maiorana quei due italiani incontrati alla discoteca Pacha di Barcellona. E proprio nella città spagnola Marco, il figlio minore di Maiorana, si era recato qualche giorno prima in un viaggio improvviso che aveva insospettito la madre Rossella Accardo, ex moglie dell’imprenditore. Da qui il sospetto, aggravato dal fatto che qualcuno doveva avere subito avvertito gli imprenditori dell’avvistamento, che Marco in realtà sapesse sin dall’inizio che i suoi familiari non erano morti ma fuggiti via per un motivo ancora tutto da chiarire, probabilmente una truffa da cinque milioni di euro per la realizzazione di alcune villette di edilizia popolare, un cantiere in cui Maiorana era in società con imprenditori vicini ad ambienti mafiosi. Gli inquirenti hanno sequestrato il pc del giovane suicida. http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/cronaca/maiorana-suicidio/maiorana-suicidio/maiorana-suicidio.html?rss http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/01/svolti-palermo-i-funerali-di-marco_3764.html Appello di Rossella Accardo all’ex marito e al figlio Stefano 01:29 – 3 anni fa Palermo 9 gennaio 2009 Se siete vivi tornate al cospetto di Marco l’agnelo sacrificale di questa tragica vicenda, questo l’appello lanciato da Rossela Accardo all’ex marito Antonio e al figlio Stefano, ha poi aggiunto che tra le due alternative del lasciarsi morire o continuare a lottare affinché si disveli tutta la verità di questa tragedia ho scelta la seconda. Continuo a lottare. Sono ancora scosso dalla giornata di ieri al funerale di Marco Maiorana. Tantissimi erano i giovani presenti alla funzione funebre. Compagni di studio amici di infanzia e tanti tanti GIOVANI. La sua bara era di colore bianco, il colore dell’innocenza il colore su cui tutto si può scrivere, descrivere raccontare dipingere…….. La sua mamma e Amica Rossella ebbe a dire che il bianco era quello del quaderno su cui scrivere la storia di ognuno di noi. Una storia che purtroppo ci è stata derubata in questa terra di Sicilia. La storia della NOSTRA vita. Marco, come è stato detto nell’omelia il reverendo Caputo, era fragile. Marco, non ha avuto il tempo di scrivere la sua storia, forse i suoi segreti erano montagne che si addossavano pesantemente sulle sue giovani spalle, ma soprattutto sulla Sua giovane anima. Lui, Marco, “prepotentemente” in quel lancio nel vuoto ha voluto lanciare un “urlo” per liberare la propria angoscia che opprimeva e terrorizzava la sua anima. Ciao Marco Pino Ciampolillo Svolti a Palermo i funerali di Marco Maiorana oggi, 07 gennaio 2009 Con una messa officiata da Don Calogero Caputo si sono svolti nella parrocchia Mater Misericordiae i funerali di Marco Maiorana, 22 anni, il giovane che ieri si è suicidato lanciandosi dal balcone del suo appartamento al settimo piano in via Generale Arimondi a Palermo. Un lungo applauso ha accompagnato la bara bianca di Marco Maiorana, all’uscita dalla chiesa dove si sono svolti i funerali cui hanno partecipato oltre 600 persone tra cui centinaia di ragazzi. La bara sarà sepolta nel cimitero di Monreale. Rossella Accardo, la madre del giovane suicida, è stata abbracciata da centinaia di persone molte delle quali non credono che Antonio e Stefano Maiorana, padre e fratello di Marco, siano ancora vivi. “Il padre – dice una donna – voleva molto bene al figlio e i fratelli erano legatissimi. Non avrebbero permesso una tragedia come questa”. Marco non ha sopportato il peso della vicenda del fratello Stefano, 23 anni, e del padre Antonio, 48 anni, scomparsi da Palermo il 3 agosto 2007 e visti in Spagna da alcuni testimoni nel maggio dello scorso anno. Negli ultimi mesi il giovane, evidentemente depresso, era stato anche visitato da uno psicologo. Davanti alla bara bianca è stata posta una grande foto di Marco sorridente. Sul feretro sono state posti diversi mazzi di fiori tra cui la coroncina di rose bianche della madre. Alla cerimonia hanno assistito decine di amici e compagni di università del giovane. La madre, Rossella Accardo si è seduta e ha pianto con grida strazianti. Ai funerali hanno partecipato anche Vincenzo e Rosalia Maiorana, i nonni paterni di Marco, che però non erano seduti accanto ai familiari materni ma in un’altra fila di panche. http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/39974/svolti-palermo-funerali-marco-maiorana.htm Niente autopsia sul cadavere di Marco Maiorana oggi, 07 gennaio 2009 Niente autopsia sul cadavere di Marco Maiorana, 21 anni, il figlio minore dell’imprenditore Antonio Maiorana, 48 anni, scomparso nell’agosto del 2007 insieme con il figlio Stefano di 23 anni. Marco si e’ suicidato ieri sera gettandosi dal settimo piano della sua abitazione in via Arimondi a Palermo. I pm Francesco Del Bene e Gartano Paci, che coordinano l’inchiesta sulla sparizione dei due imprenditori, hanno deciso di non disporre l’esame autoptico sul cadavere del giovane. Marco Maiorana, come ricostruito dagli inquirenti, ieri sera era stato accompagnato dalla madre, Rossella Accardo, nell’appartamento di Via Arimondi, dove aveva vissuto con il padre e il fratello, prima della sparizione dei due familiari. Negli ultimi mesi si era trasferito a casa della madre, separata da Antonio Maiorana. Fonte: adnkronos http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/39908/niente-autopsia-cadavere-marco-maiorana.htm Un altro suicidio dopo quello di Tanino Lo Presti, un altro enigma a Palermo. Si getta dal settimo piano Marco Maiorana, figlio 22enne dell’imprenditore scomparso col figlio maggiore. C’entra Cosa Nostra o lo sconforto? 06 gennaio 2009 Una storia terribile, una tragedia familiare dai contorni ancora oscuri, una giovane vita spezzata. Si è suicidato lanciandosi dal settimo piano di un palazzo a Palermo, Marco Maiorana, figlio dell’imprenditore edile Antonio Maiorana, 48 anni e fratello di Stefano, di 23 anni, scomparsi il 3 agosto nel nulla. Di loro si erano perse le tracce. Poi a dicembre scorso, sarebbero stati visti e riconosciuti a Barcellona da due turisti italiani, grazie alle immagini della trasmissione “Chi l’ha visto?” e alcune foto diffuse da un settimanale. Alla testimonianza dei turisti sono seguiti i riscontri “positivi” degli investigatori italiani, andati in Spagna. Poi nulla. Che cosa ha provocato il gesto estremo del ragazzo? Di sicuro ha trascorso giornate tremende. Ha subito la perdita delle persone più care, ha creduto che fossero stati vittime della lupara bianca. La pista degli inquirenti ha seguito, subito dopo la scomparsa, questa ipotesi. Ma non è stato escluso nulla. Poi l’identificazione in Spagna del padre e del fratello, la speranza di rivederli e la nuova delusione. Il ragazzo deve essersi chiesto perché il padre, dopo essersi separato dalla madre ed avere vissuto con un’altra donna, lo abbia abbandonato, lo abbia preferito al fratello. Al povero ragazzo è stato fatto credere che fossero morti, senza quel casuale “avvistamento” in Spagna non avrebbe mai saputo che padre e fratello erano ancora vivi. Abbandonato e tradito, dunque. Ciò che è successo dopo l’identificazione in Spagna è stato ancora più terribile della stessa scomparsa. Il sapere che il padre e il fratello avevano deciso di “morire” per lui e la madre, potrebbe averlo destabilizzato. Ma le nostre sono solo ipotesi, non corroborate da fatti. Gli inquirenti ricostruiranno le ultime ore del ragazzo, quale causa scatenante ha provocato il gesto estremo. Anche le circostanze, assai particolari, saranno al vaglio degli inquirenti. Va tenuto, infine, in gran conto il fatto che la scomparsa del padre e del fratello sia legata all’impresa edilizia dei Maiorana e ai rapporti di questo con alcune famiglie mafiose. Vittima o colluso? Si è parlato di una “malacreanza” del Maiorana nei confronti di un boss, o di un patto non rispettato. Potrebbe esserci un legame fra il suicidio di Marco Maiorana e queste oscure vicende? Se così fosse ci troveremmo di fronte al secondo suicidio collegabile a Cosa Nostra. Appena due settimane or sono, il boss Tanino Lo Presti si è ammazzato con la sua cintura in una cella del carcere di Pagliarelli a poche ore dalla sua cattura. L’autopsia effettuata sul corpo del boss, trovato morto in carcere alcune ore dopo il suo ingresso in cella, ha confermato l’ipotesi che il boss si sia impiccato con la cintura dei suoi pantaloni. Tanino Lo Presti, tuttavia, era un uomo dal carattere forte ed aveva già vissuto in carcere a lungo. E’ difficile credere che il gesto sia stato motivato dallo sconforto seguito alla carcerazione. Un mistero, dunque. Anche la morte di Marco, fino a quando non saranno chiariti i motivi del gesto, resta un mistero. L’ex moglie di Antonio Maiorana, Rossella Accardo, non aveva mai creduto nella morte del marito e del figlio, anche quando sembrava certo che fossero stati inghiottiti dalla lupara bianca. La donna propendeva per l’ipotesi del sequestro, e insieme ad altri parenti, due mesi dopo la scomparsa aveva organizzato una fiaccolata per le vie di Palermo, e prima dello scorso Natale ha fatto affiggere duemila manifesti per “non dimenticare” sui muri della città. Marco Maiorana (a sinistra nella foto con il fratello) era ritornato da pochi giorni nell’appartamento di via Arimondi dove martedi sera, il giorno dell’Epifania, si é suicidato. In questa casa aveva abitato insieme al fratello Stefano fino al giorno della sua scomparsa. Marco si era poi trasferito a casa della madre. Quando si è ucciso nella casa vi erano alcuni suoi familiari. Anche questa circostanza sarà attentamente vagliata dagli inquirenti. Che cosa ha fatto scattare il gesto disperato? Marco aveva 22 anni. Si è lanciato nel vuoto e il suo corpo è finito nel cortile che si trova all’interno di un commissariato di Polizia. Davanti al portone vi sono decine di giovani. La madre del ragazzo, Rosella Accardo é rimasta sotto choc e ha urlato “ridatemi mio figlio”. E’ rimasta a lungo seduta dentro un’auto, ed è stata visitata dai medici del 118. In serata è stato sequestrato dai magistrati il pc di Marco. Le indagini sul suicidio sono condotte dai sostituti Francesco Del Bene e Gaetano Paci. http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/39880/imprenditori-scomparsi-suicida-palermo-figlio-maiorana.htm Marco voleva tornare a vivere nell’appartamento che divideva col fratello prima della scomparsa. Forse non ha più sopportato il peso della vicenda 06 gennaio 2009 E’ rientrato a casa poco dopo le 18, in via Generale Arimondi a Palermo, dove ha trovato Vincenzo e Rosalia Maiorana, i nonni paterni. Poi Marco, 22 anni, si è chiuso in una stanza e si è lanciato nel vuoto dal settimo piano, cadendo in un cortile interno del commissariato “Libertà”. Marco Maiorana non ha più sopportato il peso della vicenda del fratello Stefano, 23 anni, e del padre Antonio, 48 anni, scomparsi da Palermo il 3 agosto 2007 e visti in Spagna da alcuni testimoni nel maggio dello scorso anno. Non ha lasciato alcun biglietto, nessun messaggio, ha solo deciso di farla finita con un dolore opprimente che lo aveva indotto a una depressione di cui la madre, Rossella Accardo, si era accorta. Per questo Marco era stato portato da uno psicologo. Il sostituto procuratore Francesco Del Bene ha ascoltato i nonni del ragazzo mentre la madre era chiusa dentro la sua auto, in strada, gridando il proprio dolore e piangendo straziata. Gli infermieri del “118” le hanno misurato la pressione e le hanno dato un calmante. Secondo le testimonianze, Marco voleva tornare a vivere nell’ appartamento che divideva col fratello prima della scomparsa. Aveva preso due zainetti con qualche capo d’abbigliamento ed era andato in via Arimondi. Rossella Accardo, per nulla tranquilla, aveva dato incarico ai nonni di tenerlo d’occhio. Ma non è bastato. Marco Maiorana frequentava il secondo anno di Giurisprudenza, aveva superato gli esami di cinque materie. Poi la storiaccia del padre e del fratello, che secondo le prime ipotesi potevano essere stati vittime della “lupara bianca”, e la successiva notizia che i due facevano la bella vita a Barcellona dov’erano stati visti in discoteca a spendere mazzette di euro in locali con belle donne, lo avevano costretto ad abbandonare gli studi e a non avere la mente tranquilla per riprenderli. Ma i suoi amici e i suoi compagni di Università non lo avevano dimenticato e infatti decine di ragazzi e ragazze, in lacrime o col viso contratto dal dolore, bisbigliavano ricordandolo, sotto l’edificio da cui si era gettato poche ore prima. La polizia ha sequestrato il computer del giovane per esaminarlo attentamente, cercando magari un contatto con i congiunti spariti o per scoprire quali pensieri abbiano attraversato la sua mente prima di compiere il tragico gesto. Dopo la notizia del ritrovamento dei Maiorana, l’ex moglie dell’imprenditore, madre di Stefano e Marco, aveva detto: “Sono felice perché mio figlio è vivo. Tutto avrei potuto immaginare tranne che fossero fuggiti insieme, che Stefano avesse potuto seguire il mio ex marito. Ora mi auguro che torni ad essere quel bambino che ho partorito e abbandoni quella strada maledetta che percorreva con suo padre”. La donna era poi andata a Barcellona con una troupe televisiva, dicendo di aver trovato altri testimoni che avevano visto l’ex marito e il figlio. Una gioia durata poco meno di un mese, prima che quest’altra tragedia le piombasse addosso. Ruggero Farkas Fonte: ansa http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/39898/marco-voleva-tornare-vivere-nellappartamento-divideva-fratello-prima-della-scomparsa-forse-sopportato-peso-della-vicenda.htm Il giovane si è buttato da una finestra. Il padre Antonio e il fratello Stefano scomparvero lo scorso 3 agosto. Il mese scorso sono stati visti in Spagna Palermo, si uccide Marco Maiorana figlio dell’imprenditore sparito La moglie ha sempre sostenuto la tesi del sequestro Il ragazzo, forse, aveva avuto un ruolo di collegamento con i famigliari di ALESSANDRA ZINITI PALERMO – In quella casa dove abitava con il fratello scomparso insieme al padre da più di un anno era tornato solo da poche settimane. Questa sera, dopo una giornata pesante, un pranzo di famiglia finito nell’ennesima dura discussione sulla sorte e sulle responsabilità dei suoi familiari, Marco Maiorana, 22 anni, ha aperto la porta finestra del balcone e si è buttato giù dal settimo piano portando via con sé quei segreti che forse custodiva sul mistero di Antonio e Stefano Maiorana, l’imprenditore palermitano scomparso con il figlio ventitreenne Stefano nell’agosto 2007 e riavvistato a maggio in una nota discoteca di Barcellona in Spagna dopo essere stati creduti vittime della lupara bianca per più di un anno. Il giovane si è lanciato nel vuoto e il suo corpo è finito nel cortile che si trova all’interno di un commissariato di Polizia. Davanti al portone vi sono decine di amici. La madre del ragazzo, Rosella Accardo è sotto choc e urla “ridatemi mio figlio”. E’ seduta dentro un’auto, ed è stata visitata dai medici del 118. Un mistero, quello dei Maiorana, che le indagini dei carabinieri coordinate dalle Dda di Palermo non sono riuscite ancora a risolvere e che sono arrivate ad una svolta in primavera quando due turisti calabresi in vacanza in Spagna avevano riconosciuto nelle foto dei Maiorana quei due italiani incontrati alla discoteca Pacha di Barcellona. E proprio nella città spagnola Marco, il figlio minore di Maiorana, si era recato qualche giorno prima in un viaggio improvviso che aveva insospettito la madre Rossella Accardo, ex moglie dell’imprenditore. Da qui il sospetto, aggravato dal fatto che qualcuno doveva avere subito avvertito gli imprenditori dell’avvistamento, che Marco in realtà sapesse sin dall’inizio che i suoi familiari non erano morti ma fuggiti via per un motivo ancora tutto da chiarire, probabilmente una truffa da cinque milioni di euro per la realizzazione di alcune villette di edilizia popolare, un cantiere in cui Maiorana era in società con imprenditori vicini ad ambienti mafiosi. Gli inquirenti hanno sequestrato il pc del giovane suicida. http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/cronaca/maiorana-suicidio/maiorana-suicidio/maiorana-suicidio.html?rss http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/01/svolti-palermo-i-funerali-di-marco_3764.html ANTONIO E STEFANO MAIORANA SCOMPARSI DA ISOLA DELLE FEMMINE 03:47 – 3 anni fa Isola delle Femmine 8.7.08 Anonio e Stefano Maiorana sono scomparsi ormai da Venerdì scorso, l’ultima volta sono stati visti allontanarsi dal cantiere della Calliope un cantiere per la costruzione di 50 appartamenti a Isola delle Femmine località alle porte di Palermo Isola delle Femmine Il Sindaco polemizza sul niente mentre succede che l’Amministratore della Calliope s.r.l. con suo figlio scompare misteriosamente. La Cooperativa edilizia Calliope ha costruito 50 alloggi nel nostro Comune su un’area destinata a verde agricolo. Con una strategia risultata vincente il Programma costruttivo è stato fatto approvare dal Commissario ad Acta con delibera 48 del 24.9.2003. Complimenti! MENTRE IL SINDACO PROF PORTOBELLO PARLA PARLA PARLA PARLA DI P.R.G., I FATTI DI CRONACA RIPORTANO ISOLA DELLE FEMMINE AL CENTRO DI AZIONI DAI RISVOLTI INQUIETANITI PER LE INFILTRAZIONI NELLA VITA POLITICA AMMINISTRATIVA CHE POTREBBERO PREFIGURARSI. La polemica ancora una volta è sulla destinazione d’uso delle aree cioè stabilire quali aree destinare a “pubblica utilità” , dove possono o meno costruire o destinare a verde, a parcheggio…..e ciò va benissimo. La nostra riflessione ci porta a dire ma queste regole esistevano già anche prima dell’adozione del Piano regolatore ( 2007) perché non sono state rispettate? La domanda seguente può essere: fino a che punto non siano strumentali tutte queste polemiche, forse e per non vedere la barca è in fase di affondamento? Con la misteriosa scomparsa del socio dell’azienda edile s.r.l. la Calliope , ritorna, in maniera alquanto preoccupante per la vita democratica delle istituzioni, la polemica che ha animato il Consiglio Comunale di Isola delle Femmine qualche anno addietro. Noi sappiamo, che la provvisoria chiusura di ogni polemica fu la nomina di un commissario ad acta, che riuscì a trasformare un terreno da verde agricolo senza nessuna possibilità di edificazione, in area edificabile di edilizia cooperativistico. Il business fu abbastanza rilevante si parlò per le cifre di allora di circa 25.000.000.000miliardi! Di qui l’interesse della magistratura e le preoccupazioni che legittimamente e in maniera responsabile devono essere seriamente attenzionate da parte della pubblica amministrazione dai cittadini e dalle organizzazioni sindacali imprenditoriali e commerciali. COOPERATIVA LA CALLIOPE DA AREA A VERDE A AREA EDIFICABILE NOMINA COMMISSARIO AD ACTA DELIBERA 48 DEL SETTEMBRE 2003. Il Consiglio Comunale che deve prendere atto della delibera commissariale, rileva che all’ordine del giorno manca a)il decreto di nomina del Commissario b) i verbali della Commissione Edilizia che avrebbe dovuto trattare il progetto costruttivo con le relative varianti. Il Decreto Assessorato T e A n 142 dell’10.2.03 nominato Commissario ad Acta il funzionario dipendente dell’assessorato dr. Mario Megna. Il decreto di nomina prevedeva che il Commissario potesse sostituirsi oltre che alla G.M. al C.C., QUALORA QUESTI NON SI FOSSE ESPRESSO ENTRO IL TERMINE DI 45 GIORNI DALLA TRASMISSIONE DELLA PROPOSTA DI DELIBERA A CURA DEL DETTO FUNZIONARIO REGIONALE. Il decreto viene trasmesso al Presidente del Consiglio Comunale ( Erasmo Cataldo) in data 8.8.03, con lettera prot 11643, con l’avvertenza a proposito dei n45 giorni senza che l’organo consiliare si fosse espresso. In data 19.9.03 con lettera prot 13353 il Sindaco Stefano Bologna richiedeva la convocazione del CC ai sensi dell’art 14 c. 6 del regolamento dei lavori consiliari per la trattazione di 5 argomenti, tra i quali NON figura l’approvazione del programma costruttivo. Lo stesso giorno con lettera prot 13361 il Presidente del Consiglio Erasmo Cataldo convocava in sessione ordinaria per il giorno 29.9.03 specificando la richiesta sindacale, il consesso comunale; ai cinque argomenti richiesti dal Sindaco Stefano Bologna, il Presidente del Consiglio Erasmo Cataldo aggiungeva altro punto da discutere ovvero “Approvazione programma costruttivo per la realizzazione di n 50 alloggi proposto dalla ditta immobiliare CALLIOPE s.r.l. e SA.BA s.r.l. ai sensi dell’art 25 della L.R. 22/96”. In data 24.9.03 Il Comissario ad Acta Dr. Megna Mario sostituendosi al C.C. adottava la delibera di approvazione del programma costruttivo. In data 30.9.09 in seduta di prosecuzione rispetto al giorno di convocazione del consesso su istanza sindacale e su disposizione del Presidente del Consiglio con delibera 56 era affrontata la discussione in merito all’adozione della delibera commissariale. In data 6.10.03 prot 14105 il Presidente del Consiglio in quanto assente in sede di discussione tenutasi il 30.9.03 significava a tutti i consiglieri, all’Assessore Regionale al territorio e dell’Ambiente, al commissario deliberante ed al Sindaco, come non abbia ritenuto di procedere alla convocazione d’urgenza, rispetto al termine diffidatorio di 45 giorni del decreto assessoriale: ciò a suo dire in quanto presumeva come la convocazione a sua firma, seppure tardiva rispetto allo spirare certo dei termini di cui al decreto, fosse sufficiente ad impedire al commissario ad acta di procedere autonomamente secondo il suo atto di incarico. Nella sua missiva il Presidente del Consiglio faceva presente come della nota-diffida commissariale egli ne abbia avuta conoscenza soltanto in occasione della convocazione del consiglio comunale (in data 19.9.03). In data 20.10.03 prot 14781 il Presidente Erasmo Cataldo disponeva al Segretario Comunale l’avvio di un’indagine interna, con lo scopo di accertare i motivi per cui detto organo non fosse stato reso edotto della nota-diffida commissariale. In data 21.10.03 prot 14780 il Presidente Erasmo Cataldo invitava il Sindaco a conferire ad un legale per valutare la legittimità dell’operato del Commissario ad Acta. Con lettera prot 14781 datata 27.10.03 il Segretario Comunale dr Scafidi Manlio rispondeva alla nota del P. del C. scongiurando il sospetto di occultamenti o smarrimenti, con riferimento alla predetta nota commissariale, la quale sarebbe stata depositata in segreteria, nonché nel fascicolo degli atti da sottoporre all’esame del consiglio Comunale. Risulta essere alquanto poco formale la procedura di trasmettere una nota-diffida di particolare rilevanza senza ricorrere al messo comunale o ad altra forma di notifica; dalla certezza circa la ricezione ne discende difatti l’autorità a sostituirsi all’organo inadempiente; in caso contrario, sarebbero svuotati di significato i commi 4.5.6. dellart 15 del vigente regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale. L’ATTO-DIFFIDA del commissario operando un restringimento, od un’estinzione od ancora una limitazione delle facoltà del destinatario (consiglio comunale), possa essere ricompresso tra gli atti recettivi, quindi soggetti a consegna-notifica secondo il relativo istituto; ciò anche in analogia a quanto previsto dall’art 15 comma 4 del regolamento per il funzionamento del consiglio comunale; tale precisazione, però parrebbe essere più contestabile al SEGRETARIO COMUNALE, che al commissario, in quanto, avrebbe dovuto essere diligenza del primo assistere il funzionario regionale nel proprio compito, a fortori se viene precisato come lo scrivente, contattato l’ufficio che cura, presso l’ARTA” tali provvedimenti commissariali, quest’ultimo ha, per voce di un funzionario, come non costituirebbe prassi, quella di operare le diffide, come quella di che si discorre, a mezzo di notifica formale. A norma dell’art 12 comma 4 del regolamento il Segretario Comunale, avrebbe dovuto informare il sostituto del Presidente del Consiglio Comunale., dell’incombenza contingente; ciò in particolare modo, all’approssimarsi della scadenza imposta dalla nota commissariale, ancorché non notificata a mezzo messo. Il Presidente del Consiglio, allorquando avuta notizia della nota commissariale, avrebbe dovuto convocare il consesso comunale in seduta straordinaria, ai sensi dell’art 14 comma 7 del regolamento, avendone ancora alla data di convocazione del CC i tempi per la convocazione in via d’urgenza. Appare sterile se non demagogica la lettera datata 21.10.03 prot 14780 il Presidente Erasmo Cataldo nella quale invitava il Sindaco a conferire ad un legale per valutare la legittimità dell’operato del Commissario ad Acta, non avendo egli P. del C. alcuna potestà nei confronti del primo cittadino. Il Consiglio Comunale si pronunciò negativamente bocciando la proposta di delibera, il Commissario non avrebbe potuto proceder in senso contrario, delineando tale esplicitato ora formulato, ipotesi di responsabilità ancora maggiori per coloro i quali hanno fatto si che il consesso comunale non abbia avuto ad esprimersi. Tale precisazione appare non residuale, in presenza della circostanza seguente: il consesso comunale, già in data 1.2.01 giusta delibera 9 aveva deliberato bocciando la relativa proposta Del Programma Costruttivo in argomento. Comitato Cittadino Isola Pulita http://www.isolapulita.it Intervista a Rossella Accardo dopo le notizie provenienti dalla Spagna Dicembre 2008 Giallo Maiorana, caccia a due donne Repubblica — 10 dicembre 2008 pagina 8 sezione: PALERMO In quella discoteca di Barcellona, il Pachà, Antonio e Stefano Maiorana sarebbero stati degli habitué già da diverso tempo. Un turista sardo sostiene di averli visti almeno un paio di volte in quel locale a settembre 2007, quindi poco più di un mese dopo la loro scomparsa. La nuova testimonianza, che rafforza la pista di una presenza di padre e figlio in Spagna, è venuta fuori lunedì sera nel corso della trasmissione di Rai 3 “Chi l’ ha visto?”, dopo che una troupe si è recata a Barcellona sulle tracce dei Maiorana assieme alla ex moglie Rossella Accardo e all’ altro figlio Marco. Qualunque sia il motivo che ha indotto i due a lasciare precipitosamente Palermo senza dare più alcuna notizia ai familiari, prende sempre più corpo l’ ipotesi che Antonio e Stefano Maiorana si siano trasferiti subito in Spagna con una provvista di denaro adeguata e non si siano certo negati divertimenti e bella vita. Adesso dopo la pubblicazione della notizia dei riconoscimenti più o meno recenti, i carabinieri sperano in nuove testimonianze che possano consentire di rintracciare il filo del denaro con il quale i Maiorana sono andati avanti nel corso dell’ ultimo anno. C’ è da capire anche se Antonio e Stefano abbiano adoperato due false identità o se invece continuino a muoversi con il loro nome. Certo, visto che le loro tracce si sono perse di nuovo, appare improbabile che i due siano ancora a Barcellona. I carabinieri dispongono anche delle foto di due ragazze che avrebbero trascorso con loro diverse serate al Pachà. Il fratello di Stefano Maiorana, Marco, che proprio pochi giorni prima dell’ avvistamento dei suoi congiunti in discoteca, si è recato in viaggio a Barcellona, destando i sospetti della madre, ha voluto sottolineare: «Non immaginavo che vi fosse mio fratello, né vi sono andato guardandomi intorno per cercare lui. Non potevo saperlo». A Stefano torna a rivolgersi la madre, Rossella Accardo: «Figlio mio, recati al primo posto di polizia e torna da me. Ti aspetto». a.z. http://ricerca.repubblica.it/repubblica?query=Maiorana+in+spagna&view=archivio I Maiorana a Barcellona, spunta anche una foto Repubblica — 09 dicembre 2008 pagina 8 sezione: PALERMO Lo ha riconosciuto il buttafuori di un altro locale notturno, non lontano da quella discoteca Pachà dove sembra che Antonio Maiorana e suo figlio Stefano abbiano trascorso più d’ una allegra serata a metà maggio. E lo ha riconosciuto anche il portiere di un albergo. E c’ è anche una foto di un giovane che sembra proprio Stefano scattata alla discoteca Pachà. La trasferta spagnola di Rossella Accardo, ex moglie dell’ imprenditore scomparso con il figlio ad agosto 2007, avrebbe portato qualche ulteriore conferma alle indicazioni fornite sette mesi fa da due turisti calabresi che hanno segnalato la presenza dei due a Barcellona intorno al 20 maggio. Indicazione poi confermata da ben quattro guardie della sicurezza della discoteca Pachà che, oltre a riconoscere Antonio e Stefano Maiorana, hanno aggiunto una serie di particolari sulla presenza di quelle che, fino a qualche tempo fa, si credevano vittime della lupara bianca. E che sono nuovamente scomparsi nel nulla, probabilmente avvertiti da qualcuno che i carabinieri erano sulle loro tracce. Dopo la pubblicazione della notizia della presenza dei Maiorana a Barcellona, la scorsa settimana Rossella Accardo e l’ altro figlio Marco (autore di un misterioso viaggio a Barcellona proprio nei giorni immediatamente precedenti alla segnalazione dei due turisti calabresi) sono volati in Spagna insieme con una troupe della trasmissione di Rai 3 “Chi l’ ha visto?” nel tentativo di ritrovare tracce ulteriori della presenza dei due a Barcellona. «Si tratta di riscontri più recenti rispetto a quelle segnalazioni, li avrebbero visti fino a due mesi fa – dice la Accardo – Questo mi rincuora anche se finché non riabbraccerò il mio ragazzo non sarò tranquilla. Fino ad ora, però, non ho ricevuto segnali tranquillizzanti. Non mi ha telefonato nessuno, mio figlio non mi ha chiamato. Faccio un appello: chi sa qualcosa parli». a.z. http://RICERCA.REPUBBLICA.IT/REPUBBLICA?QUERY=MAIORANA+IN+SPAGNA&VIEW=ARCHIVIO PALERMO C’ERANO STATI FIACCOLATE E APPELLI PER PADRE E FIGLIO Sono vivi gli imprenditori del mistero I Maiorana spariti un anno fa. La pista della mafia Setfano Maiorana (a sinistra) e suo padre Antonio PALERMO – Due turisti italiani in vacanza in Spagna giurano di averli visti in buona compagnia nel mitico «Pasha» una delle discoteche più gettonate di Barcellona. Antonio e Stefano Maiorana, 48 e 23 anni, padre e figlio, imprenditori, misteriosamente scomparsi da Palermo il 3 agosto del 2007, dunque sarebbero ancora vivi. La segnalazione è stata ritenuta molto attendibile tanto che i magistrati l’hanno verificata con una rogatoria internazionale. La segnalazione dei due turisti, che non sono siciliani, risale a fine di giugno. Rientrati in Italia avrebbero notato le foto di quelle due persone incontrate al «Pasha» su un giornale e per questo si sono rivolti ai carabinieri della loro città: «quei due signori li abbiamo visti in Spagna». Dei due imprenditori si sono nuovamente perse le tracce. Dunque il giallo resta. Che fine hanno fatto? Dove si nascondono? Perché sono andati via da Palermo? Quali segreti si portano dietro? Tutti interrogativi senza risposta. E con essi permane anche una necessaria dose di cautela degli inquirenti. «Io continuo a pensare che si siano trattenuti da qualche parte da qualcuno che evidentemente deve avere un contenzioso col mio ex marito— aveva detto un mese dopo la scomparsa Rossella Accardo, l’ex moglie di Antonio Maiorana — da quando ci siamo separati io non ho condiviso più nulla con Antonio se non i nostri figli, ma se c’è qualcuno che vuole qualcosa, che vuole discutere qualcosa, che ha da pretendere qualcosa, io sono disposta a fare di tutto per riportare a casa Stefano e anche Antonio, che è pur sempre il padre dei miei figli». La donna, l’ex suocero, e l’altro figlio più piccolo Marco non si sono mai stancati di chiedere agli inquirenti di continuare le ricerche. Si sono rivolti alla trasmissione «Chi l’ha visto?» ed hanno pure organizzato marce e volantinaggi per le strade di Palermo. Anche dal fronte interno a Cosa Nostra sono indirettamente arrivate delle conferme. Diversi pentiti del clan Lo Piccolo hanno raccontato agli inquirenti che «la cosca era disorientata perché non riusciva a spiegarsi chi si era permesso di fare una cosa del genere in territorio controllato da Lo Piccolo». Insomma se si fosse trattato di «lupara bianca», come indicava un sms anonimo, la mafia e chi controlla quella zona di Palermo avrebbero dovuto saperne qualcosa. Tanto che furono anche avviate «indagini» per eliminare chi si era permesso un tale sgarro. L’ultima volta i Maiorana sono stati visti nel loro cantiere edile di Isola delle Femmine dove stavano realizzando delle villette. Agli operai dissero che andavano a prendere un caffè. La loro auto, una Smart, venne ritrovata chiusa a chiave nel parcheggio dell’ aeroporto Falcone-Borsellino. Ma quel giorno i due imprenditori non presero l’aereo. Alfio Sciacca 03 dicembre 2008 http://static.repubblica.it/palermo/pdf/maiorana.pdf http://siciliaannouno.blogspot.com TRACCE DEI MAIORANA IN SPAGNA? 10 dicembre 2008 I pm Gaetano Paci e Francesco Del Bene, che coordinano le indagini, avevano fatto risalire la scomparsa dei Maiorana a contrasti sorti sul cantiere di Isola delle Femmine in cui stavano realizzando 50 villette a schiera, insieme ad altre due ditte. La Calliope s,r,l, e Sa.ba s.r.l. ERA IL 3 AGOSTO DEL 2007 QUANDO STEFANO E SUO PADRE SI ALLONTANO DAL CANTIERE DELLA CALLIOPE DI ISOLA DELLE FEMMINE da allora che non si hanno più notizie dei due. Con gli ultimi arresti di Mafiosi alcuni pentiti parlano che I motive della loro sparizione vanno ricercati all’interno del cantiere. La MAMMA disperata nel giorno del compleanno di Stefano lancia il suo ennesimo grido “voglio riabbracciare mio figlio”. I pm Gaetano Paci e Francesco Del Bene, che coordinano le indagini, avevano fatto risalire la scomparsa dei Maiorana a contrasti sorti sul cantiere di Isola delle Femmine in cui stavano realizzando 50 villette a schiera, insieme ad altre due ditte. La Calliope s,r,l, e Sa.ba s.r.l. COOPERATIVA LA CALLIOPE DA AREA A VERDE A AREA EDIFICABILE NOMINA COMMISSARIO AD ACTA DELIBERA 48 DEL SETTEMBRE 2003. Il Consiglio Comunale che deve prendere atto della delibera commissariale, rileva che all’ordine del giorno manca a)il decreto di nomina del Commissario b) i verbali della Commissione Edilizia che avrebbe dovuto trattare il progetto costruttivo con le relative varianti. Il Decreto Assessorato T e A n 142 dell’10.2.03 nominato Commissario ad Acta il funzionario dipendente dell’assessorato dr. Mario Megna. Il decreto di nomina prevedeva che il Commissario potesse sostituirsi oltre che alla G.M. al C.C., QUALORA QUESTI NON SI FOSSE ESPRESSO ENTRO IL TERMINE DI 45 GIORNI DALLA TRASMISSIONE DELLA PROPOSTA DI DELIBERA A CURA DEL DETTO FUNZIONARIO REGIONALE. Il decreto viene trasmesso al Presidente del Consiglio Comunale ( Erasmo Cataldo) in data 8.8.03, con lettera prot 11643, con l’avvertenza a proposito dei n45 giorni senza che l’organo consiliare si fosse espresso. In data 19.9.03 con lettera prot 13353 il Sindaco Stefano Bologna richiedeva la convocazione del CC ai sensi dell’art 14 c. 6 del regolamento dei lavori consiliari per la trattazione di 5 argomenti, tra i quali NON figura l’approvazione del programma costruttivo. Lo stesso giorno con lettera prot 13361 il Presidente del Consiglio Erasmo Cataldo convocava in sessione ordinaria per il giorno 29.9.03 specificando la richiesta sindacale, il consesso comunale; ai cinque argomenti richiesti dal Sindaco Stefano Bologna, il Presidente del Consiglio Erasmo Cataldo aggiungeva altro punto da discutere ovvero “Approvazione programma costruttivo per la realizzazione di n 50 alloggi proposto dalla ditta immobiliare CALLIOPE s.r.l. e SA.BA s.r.l. ai sensi dell’art 25 della L.R. 22/96”. In data 24.9.03 Il Comissario ad Acta Dr. Megna Mario sostituendosi al C.C. adottava la delibera di approvazione del programma costruttivo. In data 30.9.09 in seduta di prosecuzione rispetto al giorno di convocazione del consesso su istanza sindacale e su disposizione del Presidente del Consiglio con delibera 56 era affrontata la discussione in merito all’adozione della delibera commissariale. In data 6.10.03 prot 14105 il Presidente del Consiglio in quanto assente in sede di discussione tenutasi il 30.9.03 significava a tutti i consiglieri, all’Assessore Regionale al territorio e dell’Ambiente, al commissario deliberante ed al Sindaco, come non abbia ritenuto di procedere alla convocazione d’urgenza, rispetto al termine diffidatorio di 45 giorni del decreto assessoriale: ciò a suo dire in quanto presumeva come la convocazione a sua firma, seppure tardiva rispetto allo spirare certo dei termini di cui al decreto, fosse sufficiente ad impedire al commissario ad acta di procedere autonomamente secondo il suo atto di incarico. Nella sua missiva il Presidente del Consiglio faceva presente come della nota-difida commissariale egli ne abbia avuta conoscenza soltanto in occasione della convocazione del consiglio comunale (in data 19.9.03). In data 20.10.03 prot 14781 il Presidente Erasmo Cataldo disponeva al Segretario Comunale l’avvio di un’indagine interna, con lo scopo di accertare i motivi per cui detto organo non fosse stato reso edotto della nota-diffida commissariale. In data 21.10.03 prot 14780 il Presidente Erasmo Cataldo invitava il Sindaco a conferire ad un legale per valutare la legittimità dell’operato del Commissario ad Acta. Con lettera prot 14781 datata 27.10.03 il Segretario Comunale dr Scafidi Manlio rispondeva alla nota del P. del C. scongiurando il sospetto di occultamenti o smarrimenti, con riferimento alla predetta nota commissariale, la quale sarebbe stata depositata in segreteria, nonché nel fascicolo degli atti da sottoporre all’esame del consiglio Comunale. Risulta essere alquanto poco formale la procedura di trasmettere una nota-diffida di particolare rilevanza senza ricorrere al messo comunale o ad altra forma di notifica; dalla certezza circa la ricezione ne discende difatti l’autorità a sostituirsi all’organo inadempiente; in caso contrario, sarebbero svuotati di significato i commi 4.5.6. dellart 15 del vigente regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale. L’ATTO-DIFFIDA del commissario operando un restringimento, od un’estinzione od ancora una limitazione delle facoltà del destinatario (consiglio comunale), possa essere ricompresso tra gli atti recettivi, quindi soggetti a consegna-notifica secondo il relativo istituto; ciò anche in analogia a quanto previsto dall’art 15 comma 4 del regolamento per il funzionamento del consiglio comunale; tale precisazione, però parrebbe essere più contestabile al SEGRETARIO COMUNALE, che al commissario, in quanto, avrebbe dovuto essere diligenza del primo assistere il funzionario regionale nel proprio compito, a fortori se viene precisato come lo scrivente, contattato l’ufficio che cura, presso l’ARTA” tali provvedimenti commissariali, quest’ultimo ha, per voce di un funzionario, come non costituirebbe prassi, quella di operare le diffide, come quella di che si discorre, a mezzo di notifica formale. A norma dell’art 12 comma 4 del regolamento il Segretario Comunale, avrebbe dovuto informare il sostituto del Presidente del Consiglio Comunale., dell’incombenza contingente; ciò in particolare modo, all’approssimarsi della scadenza imposta dalla nota commissariale, ancorché non notificata a mezzo messo. Il Presidente del Consiglio, allorquando avuta notizia della nota commissariale, avrebbe dovuto convocare il consesso comunale in seduta straordinaria, ai sensi dell’art 14 comma 7 del regolamento, avendone ancora alla data di convocazione del CC i tempi per la convocazione in via d’urgenza. Appare sterile se non demagogica la lettera datata 21.10.03 prot 14780 il Presidente Erasmo Cataldo nella quale invitava il Sindaco a conferire ad un legale per valutare la legittimità dell’operato del Commissario ad Acta, non avendo egli P. del C. alcuna potestà nei confronti del primo cittadino. Il Consiglio Comunale si pronunciò negativamente bocciando la proposta di delibera, il Commissario non avrebbe potuto proceder in senso contrario, delineando tale esplicitato ora formulato, ipotesi di responsabilità ancora maggiori per coloro i quali hanno fatto si che il consesso comunale non abbia avuto ad esprimersi. Tale precisazione appare non residuale, in presenza della circostanza seguente: il consesso comunale, già in data 1.2.01 giusta delibera 9 aveva deliberato bocciando la relativa proposta. Il Programma Costruttivo in argomento. 18.4.2003 Il programma di Costruzione redatti dall’Ing Lascari Gioacchino prevede la realizzazione di 52 alloggi; 27.5.03 Commissione Edilizia del Comune di Isola esprime parere negativo sul progetto; 17.7.03 la Commissione Edilizia Comunale di Isola esprime parere favorevole per 50 alloggi vista la perizia giurata del progettista ING Lascari Gioacchino L’ing Gioacchino Lascari ha provveduto alla esecuzioni delle misurazioni. E FIRMA UNA PERIZIA GIURATA per conto della Callliope s.r.l.e SA.BA. s.r.l. Non Sappiamo se si tratta di un caso di omonimia con un Ingegnere Lascari Gioacchino (nato a Piana degli Albanesi il 4.10.55) di Piana degli Albanesi facente parte della Commissione Edilizia di Piana degli Albanesi. 24.9.2003 DELIBERAZIONE DEL COMMISSARIO AD ACTA (DR. MARIO MEGNA) N CHE APPROVA LA PROPOSTA DI DELIBERAZIONE DELL’U.T.C. ARCH GIANBRUNO 20.4.05 UFFICIO TECNICO ISOLA EMETTE ORDINANZA N 23 19.5.05 UFFICIO TECNICO COMUNE ISOLA DELLE FEMMINE EMETTE ORDINANZA N 26 1.6.05 IL COMUNE DI ISOLA CONCEDE LICENZA EDILIZIA 27.8.07 UFFICIO TECNICO COMUNE ISOLA DELLE FEMMINE SU RICHIESTA CARABINIERI EMETTE ORDINANZA N 29 SOSPENSIONE LAVORI A CARICO DI LO CICERO MARIA ANTONIETTA E BANDIERA ROSANNA RAPPRESENTANTI DELLA CALLIOPE S.R.L. VIALE REGIONE SICILIANA 2629 PALERMO 6.6.07ordine del giorno della Commissione Edilizia di Isola delle Femmine al punto 15 pratica n 12/7 IMMOBILIARE LA CALLIOPE s.r.l. istanza del 3/4/07 prot 3981 “PROGETTO DI VARIANTE AI SENSI DELL’ART 15 L 47/85 RELATIVO A 9 CORPI DI FABBRICA DENOMINATI A,B,C,D,E,F,G,H,I PER COMPLESSIVI 50 ALLOGGI PER CIVILE ABITAZIONE IMPRESA CALLIOPE. 3 AGOSTO SCOMPAIONO ANTONIO E STEFANO MIORANA DOPO IL SEQUESTRO DEL CANTIERE SEMBRA VENGANO CONCESSI I CERTIFICATI DI RESIDENZA AGLI INQUILINI CHE ABITANO LE CASE. NON SAPPIAMO SE CORRISPONDA AL VERO CHE L’UFFICIO TECNICO COMUNALE DI ISOLA DELLE FEMMINE ABBIA CONCESSO IL CERIFICATO FINE LAVORI Il Programma Costruttivo per la realizzazione di 50 alloggi da parte della Calliope Srl e Sa.Ba. Srl definiti di edilizia popolare, dal prezzo sembrerebbero case da nababbi. In realtà un occhio ai prezzi se ne deduce: il prezzo per il singolo appartamento si è aggirato intorno ai 185.000 Euri che moltiplicato per i 50 appartamenti, si è realizzato un bussiness di 9.250.000 Euri. Un grosso affare, dove i margini di guadagno sono aumentati in considerazione dell’irrisorio costo del terreno agricolo che come d’incanto viene trasformato in edilizia residenziale Da ultime notizie circolanti nei corridoi dell’Ufficio Tecnico Comunale e Ufficio di Stato Civile di Isola delle Femmine sembra che siano state rilasciate le residenze all’interno del complesso residenziale e siano stati emessi documenti di fine lavori? L’immobiliare CALLIOPE s.r.l. ottiene un mutuo al 3% per la costruzione di immobili di edilizia popolare. Si avvia la costruzione di 48 villette a Isola delle Femmine. Il prezzo degli immobili in edilizia popolare è di 120.000 euro. Gli alloggi vengono venduti a 240.000 euro 120.000 euro in contanti e in nero. Per gli altri 120.000 euro l’immobiliare gira all’acquirente il mutuo al 3%. Un grosso affare, tenuto conto del costo irrisorio del terreno la cui destinazione era verde agricolo. Un mese prima della scomparsa di Stefano e Antonio Maiorana l’immobiliare CALLIOPE cambia assetto societario sono soci al 50% la compagna di Maiorana e Dario Francesco Lopez genero di Salvatore Bandiera proprietario del terreno. http://www.isolapulita.it La scomparsa dei Maiorana: gli imprenditori di Palermo rintracciati in Spagna 3 dicembre 2008 Avvistati in Spagna i Maiorana erano scomparsi un anno fa da Isola La sera di venerdì 16 maggio Stefano Maiorana, con un´allegra comitiva di ragazzi e ragazze spagnole, era in un privée di una delle più note discoteche di Barcellona. Camicia bianca a strisce blu, jeans, giacca scura, capelli più lunghi e viso leggermente più pieno rispetto alla foto che ha fatto il giro del mondo da quando, ormai più di un anno e tre mesi fa, è scomparso senza lasciare tracce dal cantiere edile di Isola delle Femmine insieme al padre Antonio. Con il quale è sempre rimasto, visto che anche lui, e più volte, a metà maggio è stato visto in quella discoteca. Ci sono ben sei riconoscimenti che confermano agli inquirenti quello che, sin dall´inizio di questo giallo, era stato più che un sospetto. E cioè che padre e figlio non fossero stati né rapiti né uccisi ma si fossero allontanati volontariamente per motivi mai chiariti ma che sicuramente hanno a che fare con l´attività del cantiere della società edile di cui Antonio Maiorana era socio occulto dopo aver improvvisamente intestato le quote di maggioranza alla sua compagna argentina, Karina Andrè Gabriela. Per quasi un anno, Antonio e Stefano Maiorana sono riusciti a non lasciare mai alcuna traccia, né dei loro spostamenti, né delle loro comunicazioni, né tantomeno di denaro. Non si sono mai traditi e non hanno fatto nessun passo falso. Ma, alla fine, quando la tensione deve aver cominciato a mollare la presa, sono stati traditi dalla voglia di bella vita e sono stati riconosciuti. Prima da due giovani calabresi che hanno conosciuto Stefano in discoteca e lo hanno poi riconosciuto vedendo la sua foto su “Cronaca Vera” al loro rientro in Italia e poi da altre quattro persone a Barcellona che hanno confermato la versione dei due turisti calabresi. Solo che, e qui si appuntano i sospetti degli investigatori, qualcuno deve averli avvertiti visto che, da quando i carabinieri prima e la Guardia Civil spagnola poi si sono messi a fare domande e a cercare riscontri, i due Maiorana si sono volatilizzati. E di loro si sono nuovamente perse le tracce. Tutto comincia il 19 maggio scorso all´autogrill di Roma sud dell´autostrada del Sole. Lì, due giovani calabresi appena atterrati a Fiumicino da Barcellona, si fermano a fare un boccone. Uno di loro compra il settimanale “Cronaca Vera”, lo sfoglia e riconosce subito la foto di Stefano Maiorana a corredo di un servizio che racconta il mistero della loro scomparsa. In fondo alla pagina c´è il numero di cellulare di Rossella Accardo, la mamma di Stefano e la ex moglie di Antonio che lancia l´ennesimo appello a chiunque sappia qualcosa dei suoi cari. I due calabresi non hanno alcuna esitazione. Chiamano la donna e raccontano il loro incontro con quello che ritengono, con certezza, essere suo figlio. «È stato tre giorni fa – le raccontano – lo abbiamo conosciuto nel privée di una tra le più grandi discoteche di Barcellona. Stava bene, era con un nutrito gruppo di ragazze e ragazzi spagnoli ed era l´unico a parlare italiano. Per questo ci siamo messi a parlare con lui. Abbiamo chiacchierato almeno per un quarto d´ora. Ci ha detto di essere romano, ma di essersi trasferito a Barcellona da qualche tempo». I due calabresi fanno a Rossella Accardo una descrizione accurata del ragazzo, ricordano persino come era vestito, esprimono i loro dubbi sul fatto che fosse romano, come diceva: «Io sono di Roma – dice uno dei due – e quel ragazzo non parlava romano, non aveva accento particolare ma ho riconosciuto un certo intercalare meridionale». La donna immediatamente avverte i carabinieri del comando provinciale che dal primo giorno indagano sulla scomparsa di padre e figlio. I due ragazzi calabresi vengono immediatamente rintracciati e confermano tutto anche agli investigatori. Immediatamente parte il meccanismo di cooperazione internazionale e pochi giorni dopo l´avvistamento i carabinieri del nucleo operativo volano a Barcellona con in mano le foto di Antonio e Stefano Maiorana. E lì sono ben quattro le persone che riconoscono non solo il ragazzo ma anche il padre. Quei due italiani, evidentemente, non devono essere passati inosservati nelle loro serate mondane in uno dei locali più frequentati della movida barcellonese. carabinieri poco o null´altro possono fare se non chiedere la collaborazione della Guardia Civil in attesa della formalizzazione di una richiesta di rogatoria internazionale firmata dai sostituti procuratori titolari del fascicolo, Francesco Del Bene e Gaetano Paci. Nel frattempo dei Maiorana si perdono nuovamente le tracce. In quella discoteca dove sembra fossero soliti passare le serate improvvisamente non si sono fatti più vedere. Come mai? Qualcuno li ha avvertiti? E chi? Proprio quello delle eventuali complicità di quella che adesso sembra proprio assumere i contorni di una vera e propria fuga da manuale è un capitolo ancora tutto da scrivere dell´inchiesta che punta adesso a rintracciare i due scomparsi. (03 dicembre 2008) http://palermo.repubblica.it/dettaglio/articolo/1555843 La scomparsa dei Maiorana: gli imprenditori di Palermo rintracciati in Spagna Mercoledì 3 dicembre 2008 La scomparsa di Majorana, per ora, pare possa restare solo un classico di Leonardo Sciascia. Perché i Maiorana – l’imprenditore edile Antonio Maiorana, 48 anni, e il figlio Stefano, di 23, scomparsi da Palermo nell’agosto del 2007 – sono vivi e sono stati avvistati in Spagna. Sulla scomparsa di padre e figlio avevano avviato indagini i carabinieri coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, perché si temeva che potessero essere stati uccisi: un caso di “lupara bianca”. Adesso invece, a distanza di 16 mesi, si sa che sono stati visti e riconosciuti a Barcellona da due turisti italiani, grazie alle immagini della trasmissione Chi l’ha visto? e da alcune foto diffuse da un settimanale. Alla testimonianza dei turisti sono seguiti i riscontri “positivi” degli investigatori italiani, che si sono recati in Spagna. Quel 3 agosto padre e figlio avevano lasciato un cantiere edile di Isola delle Femmine, nel palermitano, dove avevano fatto la solita visita di routine; da quel momento di loro non si sono più avute notizie. L’ultima traccia fu il ritrovamento della loro Smart parcheggiata all’aeroporto Falcone-Borsellino di Punta Raisi e chiusa a chiave. Maiorana e il figlio, studente universitario, si erano allontanati dal cantiere di via del Levriere, dicendo agli operai che sarebbero tornati di lì a poco. La Dda di Palermo, a cui è stata girata la segnalazione dei due turisti (che al loro ritorno in Italia si erano rivolti a un posto di polizia), aveva aperto un’inchiesta sulla scomparsa. I due testimoni hanno riconosciuto padre e figlio alla discoteca Pascià di Barcellona, dove si trovavano tra la fine di giugno e i primi di luglio. Gli investigatori italiani, grazie a una rogatoria internazionale, si sono recati in Spagna, dove hanno interrogato il personale della discoteca, che dalle foto ha riconosciuto i due imprenditori. Ulteriori indagini sono state avviate in Spagna per rintracciare Stefano e Antonio Maiorana. Da quanto si apprende, anche altri tre spagnoli avrebbero riconosciuto dalle foto i due imprenditori. L’ex moglie di Antonio Maiorana, Rossella Accardo, non aveva mai creduto nella morte del marito e del figlio, anche quando sembrava certo che fossero stati inghiottiti dalla lupara bianca. La donna propendeva per l’ipotesi del sequestro, e insieme ad altri parenti, due mesi dopo la scomparsa ha organizzato una fiaccolata per le vie di Palermo, e prima dello scorso Natale ha fatto affiggere duemila manifesti per “non dimenticare” sui muri della città. Il pentito di mafia, Gaspare Pulizzi, uomo di fiducia dei boss Lo Piccolo, secondo quanto detto ai pm Gaetano Paci e Francesco Del Bene, che coordinano le indagini, aveva fatto risalire la scomparsa dei Maiorana a contrasti sorti sul cantiere di Isola delle Femmine in cui stavano realizzando 50 villette a schiera, insieme ad altre due ditte. Dopo l’accelerazione dell’indagine in questi giorni, i carabinieri si apprestano a nuova missione a Barcellona. Gli inquirenti intendono soprattutto verificare in quali circostanze e per quali ragioni l’imprenditore e il figlio si siano allontanati da Palermo. Facendo perdere le loro tracce. Anche la moglie ora vuole sapere: “Sono felice perché mio figlio è vivo. Tutto avrei potuto immaginare tranne che fossero fuggiti insieme, che Stefano avesse potuto seguire il mio ex marito. Ora mi auguro che torni ad essere quel bambino che ho partorito e abbandoni quella strada maledetta che percorreva con suo padre”, ha detto Rossella Accardo. http://blog.panorama.it/italia/2008/12/03/la-scomparsa-dei-maiorana-gli-imprenditori-di-palermo-rintracciati-in-spagna/ Spagna, visti in discoteca i siciliani scomparsi nel 2007 Barcellona – Stanno bene. Sono in Spagna l’imprenditore palermitano Antonio Maiorana, 48 anni, e suo figlio Stefano, 23 anni, che erano scomparsi il 3 agosto del 2007. L’Interpol e i carabinieri hanno riscontrato la loro presenza fino a pochi giorni fa a Barcellona, dopo la segnalazione di turisti italiani che li avevano riconosciuti. Della vicenda si era occupata in più occasioni la trasmissione “Chi l’ha visto?”. Si temeva un caso di lupara bianca Non si trattava dunque di un caso di “lupara bianca” come si era temuto quanto Antonio Maiorana aveva lasciato con il figlio il suo cantiere che aveva quasi ultimato una serie di villette residenziali a Isola delle Femmine. L’auto dell’imprenditore era stata ritrovata regolarmente parcheggiata in una delle aree di sosta dell’aeroporto Falcone e Borsellino. L’ex moglie di Maiorana, Rossella Accardo, aveva in passato lanciato ripetuti appelli e parlato di un “sequestro”. Ricomparsi alla disocteca Pascià Due testimoni hanno riconosciuto padre e figlio alla discoteca Pascià di Barcellona, dove si trovavano tra la fine di giugno e i primi di luglio. Gli investigatori italiani, grazie a una rogatoria internazionale, si sono recati in Spagna, dove hanno interrogato il personale della discoteca, che dalle foto ha riconosciuto i due imprenditori. Ulteriori indagini, dirette dal tenente colonnello dei carabinieri, Jacopo Mannucci, sono state avviate in Spagna per rintracciare Stefano e Antonio Maiorana. Da quanto si apprende, anche altri tre spagnoli avrebbero riconosciuto dalle foto i due imprenditori. Giallo dell’estate 2007 Sul caso aveva fatto dichiarazioni di recente anche il collaboratore di giustizia Gaspare Pulizzi, ex “reggente” di Carini e tra i fedelissimi dei boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo. La svolta investigativa è arrivata in giugno. È stato allora che i turisti -non siciliani- hanno riconosciuto a Barcellona i Maiorana, visti per due volte: la prima insieme, la seconda invece solo Stefano Maiorana. I turisti,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: