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Marco Maiorana non c’e’ piu’

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Un pensiero su “Marco Maiorana non c’e’ piu’

  1. Marco Maiorana non c’e’ piu’
    03:39 – 3 anni fa

    Un altro suicidio dopo quello di Tanino Lo Presti, un altro enigma a Palermo. Si getta dal settimo piano Marco Maiorana, figlio 22enne dell’imprenditore scomparso col figlio maggiore. C’entra Cosa Nostra o lo sconforto? 06 gennaio 2009 Una storia terribile, una tragedia familiare dai contorni ancora oscuri, una giovane vita spezzata. Si è suicidato lanciandosi dal settimo piano di un palazzo a Palermo, Marco Maiorana, figlio dell’imprenditore edile Antonio Maiorana, 48 anni e fratello di Stefano, di 23 anni, scomparsi il 3 agosto nel nulla. Di loro si erano perse le tracce. Poi a dicembre scorso, sarebbero stati visti e riconosciuti a Barcellona da due turisti italiani, grazie alle immagini della trasmissione “Chi l’ha visto?” e alcune foto diffuse da un settimanale. Alla testimonianza dei turisti sono seguiti i riscontri “positivi” degli investigatori italiani, andati in Spagna. Poi nulla. Che cosa ha provocato il gesto estremo del ragazzo? Di sicuro ha trascorso giornate tremende. Ha subito la perdita delle persone più care, ha creduto che fossero stati vittime della lupara bianca. La pista degli inquirenti ha seguito, subito dopo la scomparsa, questa ipotesi. Ma non è stato escluso nulla. Poi l’identificazione in Spagna del padre e del fratello, la speranza di rivederli e la nuova delusione. Il ragazzo deve essersi chiesto perché il padre, dopo essersi separato dalla madre ed avere vissuto con un’altra donna, lo abbia abbandonato, lo abbia preferito al fratello. Al povero ragazzo è stato fatto credere che fossero morti, senza quel casuale “avvistamento” in Spagna non avrebbe mai saputo che padre e fratello erano ancora vivi. Abbandonato e tradito, dunque. Ciò che è successo dopo l’identificazione in Spagna è stato ancora più terribile della stessa scomparsa. Il sapere che il padre e il fratello avevano deciso di “morire” per lui e la madre, potrebbe averlo destabilizzato. Ma le nostre sono solo ipotesi, non corroborate da fatti. Gli inquirenti ricostruiranno le ultime ore del ragazzo, quale causa scatenante ha provocato il gesto estremo. Anche le circostanze, assai particolari, saranno al vaglio degli inquirenti. Va tenuto, infine, in gran conto il fatto che la scomparsa del padre e del fratello sia legata all’impresa edilizia dei Maiorana e ai rapporti di questo con alcune famiglie mafiose. Vittima o colluso? Si è parlato di una “malacreanza” del Maiorana nei confronti di un boss, o di un patto non rispettato. Potrebbe esserci un legame fra il suicidio di Marco Maiorana e queste oscure vicende? Se così fosse ci troveremmo di fronte al secondo suicidio collegabile a Cosa Nostra. Appena due settimane or sono, il boss Tanino Lo Presti si è ammazzato con la sua cintura in una cella del carcere di Pagliarelli a poche ore dalla sua cattura. L’autopsia effettuata sul corpo del boss, trovato morto in carcere alcune ore dopo il suo ingresso in cella, ha confermato l’ipotesi che il boss si sia impiccato con la cintura dei suoi pantaloni. Tanino Lo Presti, tuttavia, era un uomo dal carattere forte ed aveva già vissuto in carcere a lungo. E’ difficile credere che il gesto sia stato motivato dallo sconforto seguito alla carcerazione. Un mistero, dunque. Anche la morte di Marco, fino a quando non saranno chiariti i motivi del gesto, resta un mistero. L’ex moglie di Antonio Maiorana, Rossella Accardo, non aveva mai creduto nella morte del marito e del figlio, anche quando sembrava certo che fossero stati inghiottiti dalla lupara bianca. La donna propendeva per l’ipotesi del sequestro, e insieme ad altri parenti, due mesi dopo la scomparsa aveva organizzato una fiaccolata per le vie di Palermo, e prima dello scorso Natale ha fatto affiggere duemila manifesti per “non dimenticare” sui muri della città. Marco Maiorana (a sinistra nella foto con il fratello) era ritornato da pochi giorni nell’appartamento di via Arimondi dove martedi sera, il giorno dell’Epifania, si é suicidato. In questa casa aveva abitato insieme al fratello Stefano fino al giorno della sua scomparsa. Marco si era poi trasferito a casa della madre. Quando si è ucciso nella casa vi erano alcuni suoi familiari. Anche questa circostanza sarà attentamente vagliata dagli inquirenti. Che cosa ha fatto scattare il gesto disperato? Marco aveva 22 anni. Si è lanciato nel vuoto e il suo corpo è finito nel cortile che si trova all’interno di un commissariato di Polizia. Davanti al portone vi sono decine di giovani. La madre del ragazzo, Rosella Accardo é rimasta sotto choc e ha urlato “ridatemi mio figlio”. E’ rimasta a lungo seduta dentro un’auto, ed è stata visitata dai medici del 118. In serata è stato sequestrato dai magistrati il pc di Marco. Le indagini sul suicidio sono condotte dai sostituti Francesco Del Bene e Gaetano Paci.

    http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/39880/imprenditori-scomparsi-suicida-palermo-figlio-maiorana.htm

    Marco voleva tornare a vivere nell’appartamento che divideva col fratello prima della scomparsa. Forse non ha più sopportato il peso della vicenda 06 gennaio 2009 E’ rientrato a casa poco dopo le 18, in via Generale Arimondi a Palermo, dove ha trovato Vincenzo e Rosalia Maiorana, i nonni paterni. Poi Marco, 22 anni, si è chiuso in una stanza e si è lanciato nel vuoto dal settimo piano, cadendo in un cortile interno del commissariato “Libertà”. Marco Maiorana non ha più sopportato il peso della vicenda del fratello Stefano, 23 anni, e del padre Antonio, 48 anni, scomparsi da Palermo il 3 agosto 2007 e visti in Spagna da alcuni testimoni nel maggio dello scorso anno. Non ha lasciato alcun biglietto, nessun messaggio, ha solo deciso di farla finita con un dolore opprimente che lo aveva indotto a una depressione di cui la madre, Rossella Accardo, si era accorta. Per questo Marco era stato portato da uno psicologo. Il sostituto procuratore Francesco Del Bene ha ascoltato i nonni del ragazzo mentre la madre era chiusa dentro la sua auto, in strada, gridando il proprio dolore e piangendo straziata. Gli infermieri del “118” le hanno misurato la pressione e le hanno dato un calmante. Secondo le testimonianze, Marco voleva tornare a vivere nell’ appartamento che divideva col fratello prima della scomparsa. Aveva preso due zainetti con qualche capo d’abbigliamento ed era andato in via Arimondi. Rossella Accardo, per nulla tranquilla, aveva dato incarico ai nonni di tenerlo d’occhio. Ma non è bastato. Marco Maiorana frequentava il secondo anno di Giurisprudenza, aveva superato gli esami di cinque materie. Poi la storiaccia del padre e del fratello, che secondo le prime ipotesi potevano essere stati vittime della “lupara bianca”, e la successiva notizia che i due facevano la bella vita a Barcellona dov’erano stati visti in discoteca a spendere mazzette di euro in locali con belle donne, lo avevano costretto ad abbandonare gli studi e a non avere la mente tranquilla per riprenderli. Ma i suoi amici e i suoi compagni di Università non lo avevano dimenticato e infatti decine di ragazzi e ragazze, in lacrime o col viso contratto dal dolore, bisbigliavano ricordandolo, sotto l’edificio da cui si era gettato poche ore prima. La polizia ha sequestrato il computer del giovane per esaminarlo attentamente, cercando magari un contatto con i congiunti spariti o per scoprire quali pensieri abbiano attraversato la sua mente prima di compiere il tragico gesto. Dopo la notizia del ritrovamento dei Maiorana, l’ex moglie dell’imprenditore, madre di Stefano e Marco, aveva detto: “Sono felice perché mio figlio è vivo. Tutto avrei potuto immaginare tranne che fossero fuggiti insieme, che Stefano avesse potuto seguire il mio ex marito. Ora mi auguro che torni ad essere quel bambino che ho partorito e abbandoni quella strada maledetta che percorreva con suo padre”. La donna era poi andata a Barcellona con una troupe televisiva, dicendo di aver trovato altri testimoni che avevano visto l’ex marito e il figlio. Una gioia durata poco meno di un mese, prima che quest’altra tragedia le piombasse addosso. Ruggero Farkas Fonte: ansa

    http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/39898/marco-voleva-tornare-vivere-nellappartamento-divideva-fratello-prima-della-scomparsa-forse-sopportato-peso-della-vicenda.htm

    Il giovane si è buttato da una finestra. Il padre Antonio e il fratello Stefano scomparvero lo scorso 3 agosto. Il mese scorso sono stati visti in Spagna Palermo, si uccide Marco Maiorana figlio dell’imprenditore sparito

    La moglie ha sempre sostenuto la tesi del sequestro Il ragazzo, forse, aveva avuto un ruolo di collegamento con i famigliari di ALESSANDRA ZINITI PALERMO – In quella casa dove abitava con il fratello scomparso insieme al padre da più di un anno era tornato solo da poche settimane. Questa sera, dopo una giornata pesante, un pranzo di famiglia finito nell’ennesima dura discussione sulla sorte e sulle responsabilità dei suoi familiari, Marco Maiorana, 22 anni, ha aperto la porta finestra del balcone e si è buttato giù dal settimo piano portando via con sé quei segreti che forse custodiva sul mistero di Antonio e Stefano Maiorana, l’imprenditore palermitano scomparso con il figlio ventitreenne Stefano nell’agosto 2007 e riavvistato a maggio in una nota discoteca di Barcellona in Spagna dopo essere stati creduti vittime della lupara bianca per più di un anno. Il giovane si è lanciato nel vuoto e il suo corpo è finito nel cortile che si trova all’interno di un commissariato di Polizia. Davanti al portone vi sono decine di amici. La madre del ragazzo, Rosella Accardo è sotto choc e urla “ridatemi mio figlio”. E’ seduta dentro un’auto, ed è stata visitata dai medici del 118. Un mistero, quello dei Maiorana, che le indagini dei carabinieri coordinate dalle Dda di Palermo non sono riuscite ancora a risolvere e che sono arrivate ad una svolta in primavera quando due turisti calabresi in vacanza in Spagna avevano riconosciuto nelle foto dei Maiorana quei due italiani incontrati alla discoteca Pacha di Barcellona. E proprio nella città spagnola Marco, il figlio minore di Maiorana, si era recato qualche giorno prima in un viaggio improvviso che aveva insospettito la madre Rossella Accardo, ex moglie dell’imprenditore. Da qui il sospetto, aggravato dal fatto che qualcuno doveva avere subito avvertito gli imprenditori dell’avvistamento, che Marco in realtà sapesse sin dall’inizio che i suoi familiari non erano morti ma fuggiti via per un motivo ancora tutto da chiarire, probabilmente una truffa da cinque milioni di euro per la realizzazione di alcune villette di edilizia popolare, un cantiere in cui Maiorana era in società con imprenditori vicini ad ambienti mafiosi. Gli inquirenti hanno sequestrato il pc del giovane suicida.

    http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/cronaca/maiorana-suicidio/maiorana-suicidio/maiorana-suicidio.html?rss

    http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/01/svolti-palermo-i-funerali-di-marco_3764.html

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